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ennio4531 27 febbraio 2013 17:48
Sarebbe interessante che l'Aduc, a cui sta tanto a cuore gli interessi di utenti e consumatori,facendo atto di umiltà, riprendesse in esame con senso critico uno dei suoi cavalli di battaglia e cioè le energia rinnovabili facendo qualche esame di ... coscienza così come lo stanno facendo un numero sempre più alto di associazioni di consumatori e ambientaliste.
Le condizioni dell'Italia non permettono più il mantenimento di caste siano esse politiche, istituzionali, economiche o, appunto, ambientaliste.
Pagare, coattivamente, un kwh di elettricità fornito da impianti da rinnovabile ad un prezzo almeno tre volte maggiore rispetto a quello di mercato, rappresenta un pizzo enorme che, se proprio deve essere sostenuto, sia assorbito dallo stato con destinazioni utili per l'intera collettività ( fondi per la ricerca,rifacimento acquedotti, ferrovie ... specie al sud, sistemazione del territorio ecc. ecc..).
Ricordo che solo per il 2012 l'esborso in incentivi ha superato i 6 miliardi di euro....
Al confronto, la casta dei politici è .... sobria !
Cepu 28 febbraio 2013 11:01
Enniesime scemenze, lo stato non mette un centesimo per le energie rinnovabili.
E il popolo italiano ha già ribadito che di atomico non se ne parla. E' da dementi continuare sulla strada dei combustibili.
ennio4531 28 febbraio 2013 20:00
Cepu, di quello che ho scritto, non ha capito... una mazza !
Dove sta scritto che lo Stato ci mette qualcosa ?
E' giunto il momento di smettere di tirare in ballo l'enegia atomica per giustificare i prezzi folli, almeno tre volte quelli di mercato, fatti pagare agli utenti da parte dei produttori di energie rinnovabili !
Abbiamo già abbastanza caste sul groppone da mantenere !
Se un pizzo lo si deve pagare al conformismo eco-terrorista, che sia il più basso possibile!
Propongo che ai produttori di energia rinnovabile sia riconosciuta una maggiorazione del 50% ( cifra...altissima ) sul prezzo di mercato dell'energia elettrica e il sovrappiù che attualmente percepiscono ( stiamo parlando di almeno 4/5 miliardi di euro!) sia acquisito dallo stato da destinarsi alla ricerca nel campo energetico e lavori pubblici ( acquedotti, sistemazione del suolo ecc. ecc. ) .
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