enniocian
24 luglio 2013 07:33
C'è poco da dire e sperare.
E l'ennesima dimostrazione di quanto il potere politico teme il potere giudiziario, a prescindere.
Certo, fattori come questo, non aiutano il popolo ad avere maggiore fiducia verso i poteri dello stato, nessuno escluso.
Burocrazia, politica, magistratura, sicurezza.
renzo1391
24 luglio 2013 10:06
Come per tutte le FUNZIONI DI UN SERVIZIO PER IL PUBBLICO non dovrebbe esistere il "periodo di ferie", ma dovrebbe essere prevista una turnazione di ferie tale che il servizio continui a funzionare, sempre e comunque, al 100%.
E' sintomatico il caso degli ospedali che ad agosto, o sotto Natale, od in altri periodi, addirittura chiudono interi reparti.
A mio parere (dando così un piccolo "guadagno" a chi lavora nel pubblico) le ferie dovrebbero essere pianificate e distribuite equamente su 11 mesi anziché 12.
Quest'anno sei andato in ferie ad agosto? Il prossimo ci andrai a luglio, il successivo a giugno e così via. Avrai l'8% di ferie in più.
Non ti piace? Non sei adatto al SERVIZIO AL PUBBLICOI. Quindi cercati un altro posto oppure "abbozza".
antonio5000
24 luglio 2013 10:50
E' confortante per gli addetti a mansioni modeste, magari lavori usuranti, che in Italia prendono 20 giorni di ferie all'anno sapere che lo Stato è così attento al benessere di coloro che hanno mansioni ad alto livello come i magistrati da premurarsi affinché essi possano godere di un lungo periodo di ferie per smaltire lo stress accumulato negli altri mesi dell'anno, ritornando così in ottima forma mentale e fisica per continuare ad occuparsi sempre meglio delle nostre vicende giudiziarie. Pensate anche che per evitar loro lo stress di poter essere chiamati a pagare di persona per loro eventuali errori giudiziari, il Parlamento trasversalmente in occasione del trionfo del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati hanno deciso che i cittadini debbano sì essere risarciti, ma dallo Stato, quindi dai cittadini stessi! Ma che volete di più?
E' tutto pensato per il bene della giustizia e quindi nostro.