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Cepu 22 novembre 2013 14:03
Quindi non ci è costata l'austerità, ma gli sprechi praticamente illimitati sostenuti dal debito sempre più grande, diciamolo pure nel titolone a effetto.
savpg8801 23 novembre 2013 11:55
Allora, no austerità ma invece "spendacciosità"??
Ma rendetevi conto che anche gli sprechi(direbbe l'avvocato del diavolo) fanno lavorare gente, industrie, artigiani e commercianti, nonchè servizi, cioè terziario puro. Non dico di favorirli, ma di ottimizzarli in modo che non siano danari spesi per le mangiate crapuloniche ove tutto va in defecazione (lavoro anche per lo spurgo pozzi neri), o viaggi all'estero o altro che non comporta investimento, ma solo produzione di pattume da buttare.
Se taglio la carta da fotocopie, ci sarà qualcuno e tutto il suo indotto che non venderà più carta e neppure altre fotocopiatrici.
Se taglio le autoblu, meno macchine da vendere, meno manutenzione, meno benzina, meno autisti, meno assicurazioni, meno di tutto.
Nella sanità, ad esempio, ci sono sprechi che possono essere tagliati senza spendere e, per di più, migliorare di molto il servizio ai cittadini (esempio le liste di attesa). Ci sono macchinari costosissimi (tipo tac rm e cento altri servizi che lavorano a tempo ridotto. Il costo di questi presìdi non è ergonomizzato. So di un caso in cui (ma ce ne sono moltissimi) una RM pagata addirittura dai cittadini non fu posta in opera per mancanza del contorno, dalla burocrazia al personale, dai locali a tutto il resto.
Certo che, se risparmi nelle spese pubbliche , sono soldi che andranno a diminuire il fabbisogno, ma andranno in meno nelle tasche dell'economia privata già in forte crisi, creando ulteriore disoccupazione. La riprova lampante è questa: se per qualche ragione la gente ha paura dell'aviaria, smette di comprar pollame e tutto il settore va in tilt e aziende chiudono e si moltiplicano i disoccupati e va in crisi tutto l'indotto (mangimi, medicinali, costruzioni, trasporti, commercianti, ecc.). Questo paragone in altro modo esposto e non necessariamente derivato da paure, ma da imposizioni pubbliche, può estendersi a qualsiasi altro comparto, pubblico o privato.
D'altro canto, le dichiarazioni del commissario alla rivisitazione della spesa sono sintetizzate che non intende sparare nel mucchio, ma intervenire miratamente in modo da non vanificare i risparmi fatti, ma di riorganizzarli in modo che non vengano riutilizzati per il contrario, cioè ricominciare a spendacciare.
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