savpg8801
06 dicembre 2013 15:24
Talvolta le materie prime ed i prodotti esteri possono presentare problemi (per la legge italiana), ma non è affatto detto che siano nocivi, cattivi, adulterati, sofisticati, marci o gonfi oltremodo di qualsiasi cosa.
Dato che il libero commercio e la libera circolazione delle merci, al contrario di una sciocca autarchia, sono i mezzi per ottimizzare i commerci mondiali, per battere la concorrenza, per limitare gli aumenti dei prezzi, per rifornirsi dove meglio aggrada e dove meglio si può ergonomizzare la propria industria, necessita dire che il problema non sta nel far venire prodotti dall'estero, ma di, una buona volta, verificare come i prodott "italiani" vengano prodotti, commercializzati, enfatizzati come la manna mondiale di bontà, sicurezza assoluta, origini di denominazioni controllate( se vero ), miglior prodotto per le gole migliori ed esigenti, ecc.
Insomma, siccome, come per altri comparti i costi di produzione italiani sono sempre maggiori e fra i più alti e, siccome si tende come al solito, attribuire al prezzo il termine di paragone rispetto alla qualità (intendasi "buona") ecco che le produzioni agro alimentari e indotto, restano indietro.
Propagandiamo pure che siamo i migliori del mondo (a parte tante prove contrarie accadute e che accadranno) ma non tralasciamo di entrare nel merito dell'equivalenza di prezzo uguale qualità.
Se per raccogliere olive e produrre un litro di olio italico il costo della mano d'opera e di tutto il resto si posiziona su, ipotizziamo come dicono i produttori, sui 15 euro, e carichiamo il guadagno d'impresa, non potremo pretendere che il prezzo sia inferiore ai 20-22 euro.
Altro olio che viene prodotto con mano d'opera che costa 5 volte di meno, per forza costerà di meno ed entrerà facilmente in concorrenza con l'italico grasso.
Inutile sostenere il sistema continuamente denigrando il prodotto straniero sempre tacciato per fasullo, marcio, ecc. per sostenere i prezzi italiani e di conseguenza i produttori.
La ragione non è solo di chi produce(per forza di una sua scelta o necessità, pratica alti prezzi) ma anche di chi consuma che non può sostenere prezzi alti da consumatore eccelso e ricco, vista la numerosità di queste produzioni, dall'olio al vino, dai formaggi alle paste, dalle carni, all'abbigliamento.
Perchè non consumiamo allora solo gas italiano o petrolio italiano, o ferro italiano, o tecnologia italiana?
Semplicemente perchè abbiamo dismesso estrazioni o produzioni per l'alto costo nostrano e per forza, ci risulta più conveniente andare altrove. Non per questo sentiamo qualcuno cercare una difesa del comparto e bloccare strade o altro.
Quelle poche industrie italiane, spesso assemblano solo componentistica che proviene dall'estero, cioè dove la pagano MENO! e non per questo possiamo vantare locali produzioni doc o altre storie per tenere su i prezzi.
Uguale nell'agro alimentare,