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renzo1391 11 dicembre 2013 08:23
Leggo per l'ennesima volta che una CIRCOLARE del ministero della giustizia "ha chiarito".
Personalmente sono stufo del fatto che fatta una legge poi ci vogliano circolari chiarificatrici o peggio i decreti applicativi.
Una legge dovrebbe essere chiara in origine.
Una legge è votata dal parlamento, la circolare no.
Una legge è votata dal parlamento, il DECRETO APPLICATIVO NO.
Perché io, cittadino, dovrei osservare non già la legge, ma il decreto applicativo?
Perché tante leggi non sono mai di fatto divenute operative perché sono mancati i decreti applicativi?
Perché, se e quando il parlamento lavora, bisogna poi disattendere quel (pocodi) lavoro che hanno fatto a causa della burocrazia?
Perché nell'intento di ridurre la burocrazia non si provvede a rendere immediatamente eseguibili le leggi?
colemar 11 dicembre 2014 12:46
Effettivamente la legge "del fare" davvero non è molto chiara sulla obbligatorietà dell'avvocato durante la mediazione.
Tuttavia una legge va letta nella sua interezza e i singoli articoli o commi vanno interpretati alla luce dei principi desumibili dalla lettura integrale del disposto.
Mentre il Min. Giustizia ha ravvisato correttamente che l'assenza dell'avvocato condiziona solamente la possibilità di procedere in un successivo giudizio, il Consiglio Nazionale Forense ha strumentalmente isolato l'art 8 comma 1 dal contesto della legge per concludere che la presenza dell'avvocato è condizione di procedibilità in qualunque forma di mediazione!
Così, per togliere lavoro ai tribunali, si aumentano le spese legali per i cittadini.
Mi domando a chi spetti in ultima analisi la competenza di giudicare la questione.
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