savpg8801
01 febbraio 2014 16:27
Proprio ieri il Presidente del Consiglio aveva conclamato che non si possono detenere pluri incarichi specie se di importanza nazionale e strategica per evidente conflitto di interessi. Lo diceva a proposito di quello dell'INPS, ma è evidente che la logica dice che anche per il Renzi possa essere la stessa cosa, come per tanti altri ovunque.
Insomma, detenere incarichi di una certa importanza presume che il tempo occorrente non sia mai abbastanza anche per solo uno di essi. Figuriamoci più di uno, a prescindere poi dal motivo conflitto di interessi.
Ma forse la fame di fama e l'ostentazione dell'IO non pone limiti agli arrivisti. Ma non ne pone, evidentemente, anche a coloro che gli incarichi li danno.
giuliano7746
01 febbraio 2014 18:05
Non è molto chiaro il senso del vostro articolo. Siete scettici sul fatto che la norma verrà applicata o siete scettici sull'utilità della sua realizzazione? Perché sappiate che rendere legale il controsenso delle biciclette non risolverà tutti i problemi della circolazione (determinati dalle automobili) ma insieme ad altri provvedimenti di modifica del codice della strada a favore dei ciclisti e della mobilità dolce in genere, porterà sicuramente a dei miglioramenti. Per tutti.
lucillafiaccola1796
01 febbraio 2014 22:43
anche adesso i ciclisti fanno come azzo lor pare... a mo' di motociclisti sul marciapiedi non certo a 33o km l'ora. Vanno sui òarciapiedi. Mano e contromano. Se i pedoni avessero un po' di dignità, si ribellerebbero a questo andazzo. Ma come si dice noi in italia siamo i peggiori e quelli che ci raggiungono per aria terra o mare ben presto diventano come noi. I peggiori.
Certo, qualche pedone potrebbe prendere tutti in ..contropiede... una bella manciata di bigliebocce fra le ruote?
trillo
05 febbraio 2014 05:58
a me pare che siamo un paese che sta andando in vacca, e pure contromano... :)
tadiottof
05 febbraio 2014 09:26
Vado contromano anche in salita; in discesa frenando.
Ci sono persone che grondano di buon senso e che si mettono a dare consigli all'opinione pubblica, dopo aver criminalizzato categorie.
I ciclisti hanno a caro la pelle, propria e del prossimo, e tengono bene aperti gli occhi e le orecchie anche quando percorrono le piste ciclabili
fly101
05 febbraio 2014 09:55
Con un provincialismo incredibile (direi localismo, data la particolare energia dedicata ai problemi fiorentini) si scrive senza sapere cosa su fa in giro per il mondo. A Bruxelles sono anni che le biciclette possono entrare contromano e non ho mai visto un incidente, ne altri disastri, e questo in strade con i limiti a 50, non 30. Vero è che tutto è perfettamente segnalato, ma gli automobilisti devono solo rispettare gli altri utenti, cosa che in Italia non si può spesso dare per scontata. Spesso nei paesi nordici si fa apposta a NON mettere i segnali (per esempio le strisce per terra) per rendere più prudenti i guidatori, e pare funzioni. D'altra parte, i vigili danno multe e sgridano anche pedoni e ciclisti
giuseppe4962
05 febbraio 2014 12:56
anche a Parigi in molte strade, segnalate con segnaletica verticale ed orizzontale, le biciclette possono andare contromano. Concordo con il commento che molto spesso, nella logica nazionale, i ciclisti si comportano peggio degli automobilisti nei confronti dei pedoni.
riccardo2723
05 febbraio 2014 13:22
a quando legalizzare il passaggio con il semaforo rosso (che intanto già lo fanno)? permettere la marcia controsenso è veramente un controsenso e ve lo dice uno che macina per lavoro (purtroppo) migliaia di km.in auto: 1°)in curva come la mettiamo? 2°)agli incroci ? normalmente un automobilista immettendosi in una intersezione volge lo sguardo o a destra o a sinistra a seconda della direzione che deve imboccare e delle eventuali precedenze: ammesso che sappia che in quella strada i ciclisti possono transitare contromano,non saprà più dove guardare. Provate questa situazione in Inghilterra (dove notoriamente si tiene la sinistra):anche a piedi, attraversando la strada,per abitudine guardiamo prima sulla nostra sinistra,peccato però che le auto ti arrivano sulla tua destra e se non ti abitui in fretta ti"arrotano".
carlo9852
05 febbraio 2014 19:14
le biciclette vanno bene dove la situazione morfologica le rende utilizzabili (leggi: pianure) e diventano tantissime contro poche automobili.
Laddovè invece le automobili sono tante, e continueranno ad esserlo perché sono pochi quelli che amano le salite alpine, le biciclette costituiscono semplicemente un pericolo per chi le adopra e per chi deve circolarci accanto.
Come ha detto pure De Gregori: piantiamola con questa sacralità della bicicleta!
savpg8801
05 febbraio 2014 21:58
Il pedone (quello che va a piedi) è obbligato, ove non esistano marciapiedi o corsie dedicate, a marciare contromano. Perchè? Una delle ragioni è che vede se c'è un pataca conducente di auto, bici, moto, somari & C., che lo sta investendo, talchè si può buttare di lato; se marcia alla mano, gli viene solo fatto il culo senza che se ne accorga....capito?
Con la bici assistiamo a migliaia di investimenti perchè il ciclista non si accorge che lo stanno infornando, anche se ha un regolare lumicino o altro, di notte; proprio perchè l'automobilista pensa a kazzi suoi, se ne fotte e non lo vede nella migliore delle ipotesi.
Se in molti casi, ove ne occorrano le ipotesi, si circolasse in bici contromano, almeno il ciclista potrebbe tentare di evitare il pericolo. Ricordiamoci sempre, comunque, che il ciclista, come il pedone o il diversamente abile, o persone circolanti con carrozzine o altro sono UTENTI DEBOLI, quindi l'utente forte(ma spesso criminale e imbecille) li deve rispettare e fermarsi all'occorrenza(cosa che di norma non si fa), come se incrociasse o superasse un veicolo trainato da animali o animali stessi (codice della strada). Ma spessi gli asini sono quelli che, a bordo del loro carrarmato, si sentono potenti ed intoccabili.
tadiottof
06 febbraio 2014 07:45
La bicicletta e' un veicolo insostituibile solo nei percorsi brevi, fino ai 5 km.
Percorsi piu' lunghi richiedono un tempo eccessivo rispetto all'auto e anche piu' fatica.
Negli anni 50 guidavo autotreni. Non c'erano autostrade. La PADANA INFERIORE alle prime ore del mattino si riempiva di ciclisti che andavano al lavoro in fabbrica o in ufficio. Le strade erano strette, statali e provinciali, e i ciclisti correvano sul ciglio del fosso fuori dell'asfalto. Oggi i ciclisti usano la bicicletta per andare a passeggio e non capiscono le ragioni di chi e' in auto o sul camion per lavorare.
C'e' un bel libretto che potreste leggere, di Ivan Illich, "Elogio della bicicletta".
Non e' un panegirico ma una riflessione sullo spreco di energia.
Io ci vado in bici a Genova per lavoro, da Sampierdarena a Marassi con una sola legera salita di via San Lorenzo. Sono appunto 5 km e mezzo.
meloni.giuseppe
04 marzo 2014 19:18
Post anonimi, la responsabilità è del sito
La Corte Ue dei Diritti dell'Uomo sancisce che sono i portali a dover risarcire i danni per violazione di web reputation causati da commenti non firmati
I siti internet possono essere considerati responsabili dei post anonimi. È notizia di oggi da Il Sole 24 Ore. Libertà di espressione non violata perché il sacrificio della reputazione della parte offesa era sproporzionato. Caso 64569/2009. Sentenza depositata ieri 10.10.13
IL FATTO. Uno dei più grandi portali d'informazione dell'Estonia nel gennaio del 2006 pubblicò un articolo sulle scelte controverse operate da una compagnia di navigazione. I lettori reagirono postando commenti estremamente offensivi, diffamatori, e minacciosi nei confronti della compagnia di navigazione e del suo proprietario. Quest'ultimo fece causa al portale che fu condannato a pagare 320 euro per danni morali.
IL DIRITTO. I Giudici di Strasburgo stabiliscono che la decisione dei tribunali nazionali di "ritenere il portale responsabile per i commenti diffamatori postati dai lettori è una restrizione della libertà d'espressione giustificata e proporzionata" e che quindi non c'è stata violazione.
La Corte sottolinea che i gestori del portale "esercitavano un livello considerevole di controllo sui commenti che erano pubblicati". I gestori erano gli unici che potevano impedire o cancellare i commenti, e avevano anche i sistemi per farlo. Sistemi di cui tuttavia "non hanno fatto pieno uso". In definitiva i Giudici di Strasburgo ritengono che il portale abbia in qualche modo coperto gli autori e che quindi "si deve ritenere che i gestori del sito si siano assunti una certa responsabilità per quanto pubblicato dai lettori".
Altro principio interessante espresso dall'alto Consesso Ue attiene all'onere della prova. La Corte ha stabilito infatti che non sarebbe giusto gravare la parte danneggiata dell'onere di provare la vera identità degli autori dei post anonimi in quanto trattasi quasi di probatio diabolica. Dunque bene ha fatto l'armatore a spiegare azione giudiziale nei confronti dei gestori del portale e non degli anonimi diffamatori.
"In un caso come questo, per motivi puramente tecnici – si legge nella sentenza – appare sproporzionato imporre alla parte lesa l'onere dell'identificazione degli autori dei commenti". E la Corte "non è convinta che una tale azione avrebbe, in questo caso, garantito l'effettiva protezione della parte lesa".
La Corte boccia interamente la linea difensiva di parte convenuta secondo cui la sanzione inflitta al portale costituiva una violazione del diritto di libertà di espressione ribadendo uno dei principi-cardine del Sistema giuridico Ue ovvero il principio di proporzionalità. Eseguito un bilanciamento degli interessi in gioco i Magistrati di Strasburgo hanno giudicato sproporzionato il sacrificio imposto alla web reputation dell'armatore stante la natura altamente lesiva dei post, il fatto che il portale trasse profitto dallo loro esistenza e permise la conservazione dell'anonimato.