freethinker
03 maggio 2014 01:43
Supponiamo che la coltivazione sia legalizzata. Due amici si incontrano ed uno di essi porta da casa 0,3 g di cannabis. Li cede al suo amico perché rolli una canna da fumare insieme. Viene colto in flagrante ed accusato di spaccio. Possiamo forse accettare che ciò avvenga?
ignorante
03 maggio 2014 07:01
La contraddizione è evidente e anche in passato ha impedito la depenalizzazione dell' auto-coltivazione...ma è stata superata dalla realtà:
Negli Stati americani dove la cannabis è legale, in parte o in toto, il consumatore preferisce rifornirsi presso i venditori autorizzati e i prezzi al mercato nero sono scesi del 75% costringendo i cartelli messicani a convertire le le coltivazioni di marijuana in papavero d' oppio.
'liberare' la cannabis e concentrarsi sul traffico delle pesanti è l' unico primo passo logico possibile.
Daniele Farina
03 maggio 2014 20:40
Deduco che l'avvocato Zaina non è a conoscenza né del progetto di legge 1203 della Camera dei Deputati né della proposta di legge di iniziativa popolare per cui numerose associazioni hanno raccolto oltre 50.000 firme. Il mostro giuridico è presente in entrambe. Rendere non punibile La coltivazione ad uso personale e la piccola cessione ad essa relativa più che contraddizione mi sembra gesto di civiltà. Ma evidentemente l'intento, più politico che professionale, è altro. Distinti Saluti
Avv. Zaina
05 maggio 2014 10:12
Ringrazio l'on. Farina della pronta e cortese risposta.
Riconosco di non avere avuto possibilità di verificare la proposta di legge cui l'onorevole fa riferimento, (anche perchè il tempo è sempre tiranno) e cercherò di approfondirne il contenuto.
In ogni caso desidero ribadire alcuni concetti che mi stanno assai a cuore.
L'on. Farina ora parla di piccola cessione relativa alla coltivaizone.
Non mi pare che questo collegamento fra le due condotte fosse contemplato nella proposta avanzata a suo tempo (ribadita quale emendamento, se non sbaglio) e pubblicizzata sui media.
Ora, invece, sembrerebbe che vi sia una connessione tra i due comportamenti, ne prendo atto, ma il mio giudizio non muta.
Io sono e resto favorevolissimo alla legalizzazione della coltivazione ad uso personale terapeutico ed alla depenalizzazione per uso diverso da quello terapeutico.
Non credo di dovere dimostrare nulla sul punto, visto che anche i miei intenti prescindono da stretti interessi professionali (che sarebbero certamente meglio tutelati da normative proibizioniste,).
Io sono e rimango del tutto contrario alla depenalizzazione di qualsiasi forma di cessione - che esuli da un concetto di acquisto od acquisizione di gruppo in un ambito concettuale più ampio di quello vigente - perchè non si deve perdere di vista che il tema non riguarda solo i rapporti del tipo di quello indicato dal lettore Freethinker, ma soprattutto rapporti che vedono i pushers quali protagonisti.
Non si può affrontare un tema del genere leggendolo con un occhio solo, perchè si perde la prospettiva complessiva.
Anche se possono verificarsi situazioni di cessione - anche gratuita - a fini di condivisione e partecipazione contestuale nell'assunzione (come molti sostengono) esiste una realtà di spaccio organizzato prontissima a cogliere nuove opportunità di allargare la propria sfera di impunità e di diffusione di attività illecita.
Chiedo, quindi, all'on. Farina, se egli ha davvero - come credo - a cuore il superamento di steccati antiproibizionisti, perchè non concentrarsi solo sulla coltivazione?
Perchè non fare veramente una battaglia di civiltà anche per i malati, oltre che per coloro che assumano la cannabis per le più svariate ragioni (per credi filosofici, culturali ,esistenziali, anche solo per diletto puro)e presentare un porogetto che riguardo solo ed esclusivamente la coltivazione?
Perchè non valorizzare tale condotta, a precise condizioni, sì da renderla analoga alla detenzione, all'acquisto od all'importazione?
Non inquiniamo questa sfida con richieste di corollario che oltre a non avere possibilità di accoglimento, depotenziano il tema.
mkb77
05 maggio 2014 11:50
salve Avv.
non entro nel merito dell'intervento del On. Farina (che personalmente ho apprezzato); in fin dei conti a noi adetti al settore è vitata la possibilità di poter intervenire alla camera o al senato, perciò dobbiamo accontentarci di chi ci rappresenta anche se non perfettamente preparato sull'argomento.
Ma mi chiedo, come possa criticare le posizioni dell'opposizione proprio lei che ha sempre ritenuto il Decreto FiniGiovanardi non appellabile alla corte costituzionale (cosa che il 12 febbraio 2014 si è dimostrata inesatta).
Sarebbe bello anche poter uniformare il lessico giuridico della legge sugli stupefacenti al resto del lessico giuridico vigente:
Cessione gratuita di lievi entità NON è SPACCIO, come per la prostituzione, lo spaccio dev'essere colto in fragranza di reaato con scambio di denaro.
- se sei una donna non sei per forza una "puttana"
- se detengo 5g di cannabis non sono per forza uno spacciatore.
OT: ma se dal mio orto dono ad un amico un Pomodoro, evado? faccio un illecito perchè non sono coltivatore diretto? sono un trafficante di vegetali?
ennio4531
05 maggio 2014 12:07
Quando Daniele Farina scrive che ..
' Rendere non punibile La coltivazione ad uso personale e la piccola cessione ad essa relativa più che contraddizione mi sembra gesto di civiltà...'
c'è da chiedersi di quale civiltà utile all'uomo stia parlando .
Visto i suoi trascorsi penali ( .. anche di ordigni esplosivi si occupava ... ), se simili soggetti dovessero bussare alla porta con il proposito di farti del bene, sarà cosa opportuna darsela a gambe.
Avv. Zaina
05 maggio 2014 15:21
Caro MBK mi pare che Lei dimentichi del tutto che io sono stato se non il primo, quanto meno tra i primissimi, a presentare una questione di costituzionalità (al Tribunale di Parma nel dicembre 2012)ed a scrivere diffusamente illustrando i problemi di costituzionalità della FINI GIOVANARDI, in rapporto con l'art. 117 Cost e le norme UE.
Lei mi rimprovera, addebitandomi un'opinione ed una perplessità (in ordine al possibile esito positivo di una questione di costituzionalità della FINI GIOVANARDI, peraltro in termini leggermente differenti) che ho effettivamente espresso nel 2009, informalmente ,a margine di un incontro antiproibizionista.
Ho superato tale dubbio studiando in modo approfondito il tema in questione e proponendo soluzioni che sono state formulate ed accolte.
D'altronde solo certe categorie di persone non sono capaci di rivedere le loro posizioni, quando si rendono conto - studiando e riflettendo - di poterLe superare e mutare.
Io appartengo a quella categoria delle persone che sanno riconsiderare le proprie idee e non si vergognano di ciò.
Ed è proprio quello che, penso, dovrebbe fare anche Lei, che si ostina a sostenere (contro ogni evidenza giuridica) che il concetto di cessione gratuita non coincida con spaccio (che si avrebbe solo con il passaggio di danaro) e finisce, poi,a per fare non poca di confusione anche con la detenzione (che non è affatto sinonimo di spaccio).
Ma lei è così ingenuo da non capire che il 75% delle transazioni illecite si articolano in due fasi.
Prima la consegna del danaro, dopo il ritrovamento della sostanza in luogo indicato dal pusher.
In questo caso di quale flagranza si può parlare?Cerchiamo di essere meno ideologizzati e più informati delle dinamiche criminose.
Si tenga, piuttosto, stretti i pomodori con i tempi che corrono....