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renato9969 11 giugno 2014 07:23
La pena si può diminuire a patto che restituisca il maltolto e comunque che provi i lavori forzati per almeno 2 anni. Se la pena è certa, e si vedono applicate le sentenze allora ci staranno o più attenti o proprio non si lasceranno corrompere, Se il corrotto è un dipendente dello stato allora la pena deve essere raddoppiata.Se è un politico si aggiunga il reato di tradimento della patria che in tempo di guerra varrebbe la fucilazione .Vale di più un morto in piazza che tanti bei ragionamenti. Quindi poche leggi, e pene certissime, in campi di lavoro forzato, questa è la cura per la corruzione.
Ciampolo 12 giugno 2014 00:29
Giusta l'affermazione di Beccaria, anche se trascura che la certezza non è di questo mondo: l'omicidio è un reato che contempla, se volontario, già la massima pena in Italia, l'ergastolo, eppure la gente contina ad ammazzarsi, anche se è un reato che viene abbastanza spesso risolto.
Mi meraviglia invece Carlo Nordio: ma dove vive? Il tipo di corruzione di cui parla è quello dei paesi del terzo mondo, dove un funzionario anche di livello mediocre può bloccarti un'iniziativa redditizia se non gli propini qualche soldo. In Italia quello che chiamiamo corruzione (e lo sonno tutti) è una tecnica collaudata per incamerare soldi dello stato (cioè nostri) facendo finta di fare qualcosa di utile, che invece nella maggior parte dei casi utile non è. L'accordo per la spartizione del denaro pubblico è di solito addirittura precedente all'avvio del progetto: c'è l'acqua alta a Venezia? Idea: costruiamo il Mose, che non serve assolutamente allo scopo (di punti di contatto della laguna col mare, oltre alle due bocche principali che verrebbero chiuse, ce ne sono molte altre che nelle 6 ore di innalzamento della marea sono in grado di far salire l'acqua ai soliti livelli)ma, costando allo stato una cifra impressionante, permette di ricavarne ricche mazzette per tutti quelli che ci girano attorno. Così dicasi per Expo di Milano (dove prende un appalto un "imprenditore" già condannato per corruzione nel periodo di mani pulite) per la TAV sotto il Frejus, come se far percorrere una sessantina di Km alla velocità di 150 Km/ora invece di 250 annullasse i vantaggi sul percorso Milano-Parigi, e tanti altri lavori (autostrade, ponti sugli stretti, palazzi inutili come il nuovo palazzo dei congressi all'EUR di Roma (la famosa, o famigerata, "bolla" di Fuksas.
Quindi il problema non è la punizione (che comunque viene dopo il reato) e nemmeno il commissario che controlla gli appalti, ma è una migliore programmazione degli interventi, verificandone la effettiva utilità (e qui ci va bene un'autority) e responsabilizzando un personaggio dell'appaltatore (cioè l'ente pubblico) nel produrre un piano di progetto con dettaglio delle previsioni di spesa (da confrontare con i costi medi di progetti simili in Europa)ed una dettagliata analisi dei rischi che possono comportare un aumento imprevisto di costi, che comunque non deve essere maggiore del 10% della previsione iniziale. Probabilmente anche così ci sarà un piccolo margine di "oliature", ma il livello dovrebbe essere molto limitato rispetto ad adesso.
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