francobin
03 ottobre 2014 13:08
Non basta trincerarsi solo dietro alle regole, quando il buon senso invita/suggerisce di stare un po' al di quà dei limiti e/o un po' al di là delle precauzioni. (alcuni antinfiammatori, anche se non proibiti sono nocivi alla guida più di un bicchiere di grappa!)
Sono d'accordo sull'inasprimento come deterrente, ma bisogna che la gente abbia l'intelligenza e la dignità di ragionare e responsabilizzarsi o qualsiasi legge sarà l'invito a sgamarla: spingi la tua auto per 100 metri e capirai di avere una "bomba" sotto il sedere!!
savpg8801
03 ottobre 2014 16:06
Già se ne parla da anni visto l'aggravarsi di incidentalità mortale o con lesioni e vista la crescente indisciplina degli automobilisti e talvolta anche di ciclisti, e incapacità di pedoni.
Ma il punto resta focalizzato sui mezzi di trasporto.
La stupidità legislativa e di molti che assumono atteggiamenti di buonismo, spesso dissimulatamente interessati, o ricavati da compromessi legislativi sempre più propensi a depenalizzare i reati, comporta che si debba in modo intransigente e decisivo adottare misure diverse da quelle assunte sino ad ora.
Non c'è alcuna differenza fra uno che mitraglia in alto e le palle cadono in testa a persone uccidendole, e un altro che si lancia irrispettosamente e imprudentemente in mezzo alla gente, o su pedoni inermi, o non rispetta regole del C.d.S. che, ancora validamente, impongono (purtroppo inascoltati) dettami di buono e corretto comportamento.
Il mitragliere, se beccato, cosa rischia? colposo, preterintenzionale, o volontario?
Che c'entra poi se ha bevuto o si è idiotamente cannato? Sempre uno o più ha ammazzato.
E il danno è dei morti o di altra correlata società e sempre meno lo si attribuisce al provocante.
Il mitragliere, secondo la buonistica decisione e gli andazzi giurisprudenziali attuali, potrebbe anche egli rischiare il "colposo". Questo è fuori da ogni logica. Perchè? Per il motivo informatore tutelante più il reo che il danneggiato. E questo lo si evince ogni giorno dai fatti di cronaca giudiziaria.
Con il pretesto che non si può colpevolizzare senza prove o in assenza di determinazione mirata, si preferisce giudicare al minimo, tanto per non avere problemi.
L'automobilista ha in mano un'arma micidiale quindi non deve essere "perdonato" specie se reitera, ma giustamente messo davanti alle proprie responsabilità riassumibili in: chi ammazza(o ferisce) è un ASSASSINO(o potenziale) e, salvo casi eccezionalissimi, ha usato l'auto(o altro) come un'arma micidiale per uccidere con volontà.
minotauro5801
03 ottobre 2014 22:43
Chi si mette alla guida drogato e pertanto anche ubriaco, in caso di incidente con feriti o morti, andrebbe impiccato al lampione piu' vicino e lasciato penzolare per almeno una settimana quale monito.
savpg8801
04 ottobre 2014 08:37
La storia di vedere i problemi dal punto di vista di chi li provoca non ha senso. La faccenda va esaminata dal punto di vista di chi SUBISCE il danno, qualsiasi esso sia.
La differenza sta nel fatto che chi provoca il danno (salvo casi eccezionalissimi di forza maggiore) se l'è cercato e va punito in maniera inequivocabile perchè ha commesso reato. Che sia malato, cieco, disattento, drogato, tranquillato, disinfiammato, diabetico, cardiopatico, imbecille, avvinazzato, spatentato, inesperto, rimbambito, arrogante, sempre colpevole è. Non è solo il fatto di essere drogato che fa la differenza fra ammazzare uno; sempre ammazzato è e il problema questo NON se l'è cercato(salvo casi eccezionali) Quindi, ripeto, chi commette reati di omicidio o tentato omicidio è punibile con il massimo della pena e inquadrato nella volontarietà perchè è lui che se l'è cercata.
Non per nulla il C.d.S. recita che, in materia di sicurezza, il conducente deve rallentare o fermarsi all'occorrenza ed evitare di trovarsi in situazioni di provocare danni, tenendo comportamenti atti alla bisogna.
Basta questo per dimostrare che chi non si è comportato con la dovuta diligenza, è reo e ha utilizzato il suo mezzo (alias..arma) in maniera pericolosa, quindi volontaria.
lucillafiaccola1796
04 ottobre 2014 18:30
un omicidio è un omicidio, chiunque lo commetta. Certe volte è inevitabile, quando è per colpa della vittima...tipo quello che sceglie te come mezzo del suo suicidio, per esempio buttandosi sotto le tue ruote fuori dalle strisce. Potrebbe capitare. Ma in tutti gli altri casi, non si può tollerare. Va punito come omicidio. E basta.Chi guida auto, moto, camions, ecc ec gira ARMATO, Cari Signori. E può ammazzare impunemente. NON PUO' ANDARE... E BASTA!
Cepu
04 ottobre 2014 21:15
E' ora di rendere obbligatorie le scatole nere satellitari. Guidare un mezzo che falcia centinaia di morti all'anno richiede responsabilità costante.
Utili in caso di furto, le scatole rilevano lo stile di guida, la quantità di infrazioni, scaleranno i punti patente a posteriori e in definitiva toglieranno di mezzo i piloti più pericolosi.
savpg8801
04 ottobre 2014 22:23
Macchè marchingegni elettronici! Consumano corrente in aggiunta a antifurto, orologi, caricatori, ecc. magari lasci l'auto ferma un po' di tempo e non riparti. Inoltre in diversi punti, come città, sotterranei, gallerie, ecc. non c'è triangolazione. Poi costano e si guastano e possono, in caso di incidenti gravi, non servire a nulla. C'è da pagare l'abbonamento, in tutte le macchine non potranno mai essere messi per molti motivi, Poi bisogna istituire enti affidabili per la lettura, allungare i processi o le accomodazioni con assicurazioni o parti lese per difetti e impugnazioni. Poi abbisognano, per essere validi, di omologazioni governative e a cadenze almeno ogni anno come tutte le strumentazioni professionali probatorie, tipo bilancie, fonometri, e strumenti di rilevazione e misura.
Senza contare che possono anche essere manomesse con diavolerie elettroniche di disturbo.
No in maniera più assoluta. Allora meglio l'mpiccagione sul posto per dare l'esempio, come dice minotauro.
Cepu
05 ottobre 2014 08:32
Le black box sono già un altro promettente tassello per la sicurezza, al pari di autovelox, tutor e altri punti di controllo.
A Milano le 1500 telecamere progressivamente istallate contribuiscono a mantenere il clima urbano più sicuro e vivibile.
savpg8801
05 ottobre 2014 11:29
Si, proprio gli autovelox sono la prova che rivelano l'idiozia tutta italiana dove vengono, per "legge", segnalati. Segnalare che il poliziotto sta in casa ad aspettare il ladro è una stronzata talmente grande che non vale la pena neppure di commentarla, figuriamoci di accettarla!
Dalle mie parti in un tratto di via Emilia di una quindicina di km, con urbanizzazione quasi continua, ci sono 11(undici) autovelox: E tutti sanno dove sono. Poveri stupidi. Ci casca solo qualcuno, magari in momenti di poco traffico, ma uno"straniero" poveraccio che va a sessanta anzichè cinquanta e non sta attento.
Ma il 99,9% conosce le postazioni, anche se alcune sono mobili, e le mettono spesso negli stessi posti.
Peraltro, si creano dei serpentoni pazzeschi, rischi di tamponamenti(tipo i 3 secondi del giallo semaforico) perchè quello che sta davanti, magari inchioda all'ultimo momento.
Ma ci rendiamo conto che tutte queste idiozie sono buone solo sulla carta e mella mente bacata dei tecnicisti stupidi con la vista più corta di una spanna(Dante).
Cepu
05 ottobre 2014 11:50
Gli autovelox sono giustamente segnalati perchè l'obbiettivo è di far abbassare la velocità non di multare. Chi non lo capisce di sicuro è un pò bacato.
E prima o poi lo capirà che se il limite è cinquanta, si procede fino a 50 non oltre. Se non va bene, e se è senza rischi, si alza il limite.
savpg8801
05 ottobre 2014 18:10
Da report d'informazione siamo quasi gli unici in Europa.
Abbiamo centinaia di migliaia di km fra strade e autostrade di ogni ordine e la disciplina a denti stretti che si ottiene in qualche luogo fitto di macchinette induce i "trattenuti temporanei per paura" a dare manetta appena fuori dalle segnalazioni: questo è provato ed è sufficiente fare la prova personalmente.
Inoltre non è ipotizzabile per chiunque abbia un po di buon senso, piazzare aggeggi (molti sono già adesso fuori regola, non omologati con centinaia di cause in piedi e pure vinte da associazioni e automobilisti, impossibili da gestire, ecc.) ad ogni km o poco più. Sarebbero centinaia di migliaia di apparecchiature con costi cosmici, di manutenzione, di sorveglianza e controllo, di rimpiazzo perchè, se abbandonati, vengono rubati o fracassati. E' demenziale non capire cose del genere.
E il sottoscritto dichiara che NON è contrario all'uso di apparecchiature, ma devono essere a sorpresa.
Il segnalarle è frutto di beceri compromessi da emendamenti do ut des alla stregua di altre migliaia di leggi che favoriscono più il colpevole dell'innocente.
Non è certo questo il modo di educare. L'automobilista che ora ha anche segnalazioni da navigatori e servizi annessi, fa "manico di ombrelleo" da buon italiano.
Mi vergogno persino di pensare che parte delle tasse (che anch'io pago) che i comuni (o Stato) spendono piazzando u'auto di Polizia Municipale con dentro una macchinetta autovelox, ben visibile e ben segnalata, dico vengano spese in tal modo guardando le frenate -tutti a passo d'uomo- e poi, appena cessato il pericolo, superata la patetica postazione di quei poveri cristi che si chiederanno-guarda come sono educati questi - e giù statistiche di scarse infrazioni, allora,via l'educazione e giù a tavoletta.
andree0070
08 ottobre 2014 16:43
Sono le solite assurdità da paese di ignoranti: la realtà è che non c'è un'emergenza infatti morti e feriti sulle strade sono diminuiti, ma la gente le statistiche non le legge evidentemente, e si fa solo scandalizzare a comando... a nessuno viene in mente che si tratta (come sempre) di metodi di distrazione dai problemi strutturali che invece non vengono nemmeno sfiorati?
In ogni caso, il concetto delle aggravanti è comunque sbagliato, quel che va determinato per decidere se un conducente è veramente un assassino o solo una persona tragicamente sfortunata è la dinamica di quanto avviene: la velocità rispetto alle condizioni stradali, il peso e le dimensioni del veicolo, la visibilità, ecc.
Altro aspetto fondamentale è la scelta di dare la patente a chiunque senza che vengano valutate davvero le sue capacità. Ci sono innumerevoli guidatori che, non per colpa loro, sono psicologicamene inadatti alla guida, perché insicuri, perché dotati di scarsa coordinazione motoria, perché frustrati, stressati, instabili, incapaci di gestire stress e nervosismo, ecc. A un esame di guida vero e approfondito (non le farse di 10 minuti che vengono recitate oggi) vanno affiancati una serie di test psicoattitudinali ben fatti, e ripetuti ogni 10 anni.
Comunque per fare un piccolo esempio, l'altro ieri un pedone mi ha attraversato la strada davanti all'auto, saltando giù dal marciapiede di corsa per prendere l'autobus che stava arrivando dall'altro lato, tagliando la strada all'auto a fianco a me e poi passandomi davanti. Eravamo partiti da poco con il verde, e quindi in fase di accelerazione, e per un puro riflesso istintivo ho frenato nel momento in cui l'auto al mio lato ha frenato improvvisamente... per MIRACOLO non ho investito questo pedone.
Essendo costui nascosto dall'auto sul mio fianco, io non l'ho visto finchè non l'ho avto davanti, e se fossi stato solo 2 o 3 metri più avanti l'avrei probabilmente preso in pieno, caso vuole che io avessi accelerato meno del necessario visto che 300mt dopo l'altro semaforo era già rosso.
Ora è ovvio che se avessi investito il pedone, il quale si è comportato in modo INCOSCIENTE e PERICOLOSISSIMO sarebbe stato non per colpa mia, ma per sfortuna. L'averlo evitato è stato anche dovuto ad anni di guida in moto, mezzo che impone una maggiore attenzione rispetto all'automobile, e al mio stato di attenzione durante la guida, che è sempre elevato.
Ma vista la situazione e l'assenza di testimoni eventuali (dietro non avevo nessuno) e visto il concetto che COMUNQUE un morto stradale è vittima di OMICIDIO, se l'avessi colpito avei perso la patente, sarei stato messo sotto processo. Se poi avessi per ipotesi bevuto un amaro dopo il pranzo (cosa che peraltro non altererebbe per niente le mie capacità di guida), secondo i moralisti avrei dovuto essere condannato come omicida intenzionale (secondo alcuni anche impiccato all'albero).
La dinamica è quindi fondamentale per valutare la colpa e il dolo, se si segue invece la logica colpevolista si faranno sempre più danni a persone innocenti senza però eliminare le vere cause di incidente.
Campania 3289
08 ottobre 2014 17:42
Basta con la scusa che c'è ogni tanto un suicida che si getta sotto una macchina. Cominciamo a fare le leggi dalla parte delle vittime. Tenere in carcere per omicidio volontario chi investe sotto i fumi dell'alcol o droghe, non fa rivivere la vittima, ma almeno per un certo numero di anni il colpevole non potrà ucciderne altri. E se questo servirà a salvare anche un solo pedone ben venga.
operazioneoverlord
08 ottobre 2014 21:24
spera, prega, ogni mattina davanti allo specchio che non capiti a un tuo figlio quello che è capitato a tanti altri. inteligenti pauca.
Cepu
09 ottobre 2014 15:07
E' una classica situazione in cui, guardare oltre il proprio naso e in prospettiva, potrebbe fare molto bene, a se' e agli altri.
savpg8801
09 ottobre 2014 21:19
CdS Titolo V - Norme di comportamento
--Art. 140.
Principio informatore della circolazione Norme di base per tutto.
1. Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale.
2. I singoli comportamenti, oltre quanto già previsto nei precedenti titoli, sono fissati dalle norme che seguono.
....in particolare per i pedoni e, si noti bene... al comma 3 dell'art.191 che pedoni anche non su striscie (e non per questo c'è licenza di uccidere) possono essere di
specie le più diverse. Non sono solo esseri umani coloro i quali stanno attraversando sulle striscie, ancorchè esistenti, ma chiunque appartenente alla specie HOMO.
...pertanto:
Art. 191.
Comportamento dei conducenti nei confronti dei pedoni
1. Quando il traffico non è regolato da agenti o da semafori, i conducenti devono fermarsi quando i pedoni transitano sugli attraversamenti pedonali. Devono altresì dare la precedenza, rallentando e all'occorrenza fermandosi, ai pedoni che si accingono ad attraversare sui medesimi attraversamenti pedonali. Lo stesso obbligo sussiste per i conducenti che svoltano per inoltrarsi in un'altra strada al cui ingresso si trova un attraversamento pedonale, quando ai pedoni non sia vietato il passaggio. Resta fermo il divieto per i pedoni di cui all'articolo 190, comma 4.
2. Sulle strade sprovviste di attraversamenti pedonali i conducenti devono consentire al pedone, che abbia già iniziato l'attraversamento impegnando la carreggiata, di raggiungere il lato opposto in condizioni di sicurezza.
molta attenzione e poca arroganza nel comma seguente:
3. I conducenti devono fermarsi quando una persona invalida con ridotte capacità motorie o su carrozzella, o munita di bastone bianco, o accompagnata da cane guida, o munita di bastone bianco-rosso in caso di persona sordocieca,o comunque altrimenti riconoscibile, attraversa la carreggiata o si accinge ad attraversarla e devono comunque prevenire situazioni di pericolo che possano derivare da comportamenti scorretti o maldestri di bambini o di anziani, quando sia ragionevole prevederli in relazione alla situazione di fatto.
4. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 162 a euro 646.
Qui si parla di sanzioni. Altro anche prevede la legge in ogni caso si tratti di ammazzamenti o di lesioni.
Per chi non sapesse che esiste un Codice della Strada, non rispettando il quale si provochino morti o feriti, l'accaduto deve configurarsi come una VOLONTARIETA'
salvo casi eccezionali ben indagati e certificati.
Un link al proposito per rinfrescarsi le idee, ma non da arroganti e interessati egoistici interpretanti, ma da onesti, ragionevoli e raziocinanti cittadini:
http://www.patente.it/normativa/cds-titolo-v-norme-comportamento?idc=768
savpg8801
10 ottobre 2014 11:44
per andree0070...
molte cose giuste e osservazioni realistiche....una fra altre, invece, non ha praticità e neppure qualche logica:
... vanno affiancati una serie di test psicoattitudinali ben fatti, e ripetuti ogni 10 anni. .....
Pensa un po' ..chi li farebbe i test? forse le stesse autoscuole(poveri noi!) che tu hai negativamente chiamate in causa per la nullità dei risultati? E poi chi pagherebbe tutto ciò concesso che dovrebbero partecipare-medici-psichiatri-(psicologi no per deficienza mentale)-tecnici di istituti universitari e dello stato-ingegneri della motorizzazione ecc. e tutti in commissione permanente; poi organi amministrativi a gestire tutto ciò e spese, ovviamente, come per i collaudi e le revisioni.
Inoltre dieci anni?????? Ma da noi siamo alla frutta. Gli esami(sempre che abbiano una valenza) andrebbero fatti ogni pochi mesi -sai l'intasamento- e chi li pagherebbe?
--Altra obiezione: la faccenda del "pedone" al semaforo. Giusto nel C.d.A ci sono delle regole anche per costoro, indubbiamente però il pedone non è "istruito" o non è sempre "capace" e la legge lo capisce perchè non ha e non può aver istituito patenti anche per detta categoria, da sempre dichiarata "debole" quindi sta nel conduttore valutare e ipotizzare sempre il possibile problema, prevenendo.
Pertanto rifacciamo il punto sullo spirito della legge, nella fattispecie l'art.191 ai comma 2 e 3 dove si accetta l'ipotesi di pedoni di varia natura, deboli e che possono destare preoccupazione comportamentale sul più "istruito e patentato" conduttore di mezzi potenzialmente pericolosi quali quelli stradali ed in ogni aspetto della viabilità. Gente da rispettare in ogni modo, anche a rischio di farsi tamponare o altro. Nella scaletta delle responsabilità viene prima il conducente di mezzi che possono diventare armi pericolose, e poi, del pedone.
Il ciclista, pur non avendo patente, è considerato però un veicolo... Una via di mezzo.
Il buon senso, comunque, deve essere prevalente sull'arroganza.