Sharman*
12 ottobre 2014 13:21
Che “l'italiano medio che, investito di responsabilità istituzionale, si convince che il proprio pensiero, il proprio stile di vita, la propria ideologia, debba diventare legge, cioe' dettato normativo la cui violazione comporta una pena e/o una sanzione” è purtroppo vero.
Ma l'analogia col Fascismo è molto tirata. Per esempio Mussolini era un mangiapreti, stava con una donna che non era sua moglie, e forse ne aveva sposata un'altra in in precedenza da cui, forse, ebbe un figlio, però firmò i Patti del Laterano. Non risulta che promosse l'istituzione del divorzio, pur essendo praticamente divorziato. Il culto della personalità mussoliniano fu, come tutti i culti della personalità, una facciata per il popolo.
Sapeva bene dove era il suo tornaconto politico indipendentemente dal suo stile di vita.
Nel 1924 il Fascismo con il Listone prese il 60% dei voti, essendo rocambolescamente andato al potere due anni prima.
Nel 2013, essendo andato rocambolescamente al potere due anni prima, il Pd ha preso meno del 30%.
Il Fascismo dichiarò guerra alla Francia e all'Inghilterra, in precedenza fece operazione di guerra in Africa.
Il Pd ha dichiarato guerra, o fatto operazioni belliche, contro la Serbia, l'Iraq due volte, l'Afghanistan, la Libia.
Da quanto mi è dato sapere sembra che ci fosse maggior consenso popolare per le guerre fasciste che per le guerre pidiote.
L'analisi oggettiva è impietosa. Il Fascismo e il Partito Comunista gemmarono ambedue dal Socialismo, l'uno nel '19 e l'altro nel '21. E il comunismo bolscevico di allora era certamente più dittatoriale e violento del Fascismo. Schematicamente e semplicisticamente la differenza fu che il Fascismo riuscì a prendere il potere in Italia, ma perse la guerra; il Comunismo non riuscì a prendere il potere ma vinse la guerra. Il vizio come si vede dovrebbe essere meglio ripartito, e non dimentichiamoci la terza ideologia totalitaria dopo quella fascista-nazionalista e comunista-statalista: la cattolica, nessuno peggio dei cattolici e dei religiosi in genere riesce ad imporre con la violenza le proprie opinioni come leggi.
Tricolori, bandiere rosse e crocefissi, le tre cose più pericolose.
Cepu
12 ottobre 2014 17:57
Il lupo è sempre li, non perde nemmeno il pelo in quanto semplicemente lo cambia.
Bista
15 ottobre 2014 21:21
Tutte giuste osservazioni, ma deprimenti.
Tricolori, bandiere varie e crocifissi non hanno colpe. Anche la democrazia allora ne avrebbe.
E' la maggioranza degli uomini che rende inutili le cose belle che una ristretta minoranza di loro si dà la pena di mettere a disposizione di tutti gli altri.
Consola che oggi, almeno dalle nostre parti possiamo dire (quasi) tutto quello che vogliamo e non c'è qui né Duce né fascismo su cui scaricare le responsabilità del nostro servilismo.
Giambattista