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ennius4531 14 maggio 2015 16:45
A me pare che questi studenti abbiano giá mutuato una logica assai diffusa nel comparto pubblico ( .. l'ultimo caso dell'assenteismo dei vigili urbani a Roma ne é un'ulteriore prova) : una volta assunti, non disturbatici piú con filtri, esami, controlli , verifiche.
Per cui ogni volta che si parla di meritocrazia et similia non si può che offenderli stante il fatto che, una volta superato un concorso, si sentono tutti dei ' grand commis' di stato e quindi non soggetti alle verifiche destinate ai semplici umani.
E se qualcuna propone criteri per misurarne l'efficienza e/o qualitá del lavoro, apriti o cielo ! Come minimo si attenta alla loro dignità di lavoratori fino ad adombrare minacce di stampo neo fascista (... quando non hai argomenti, tirare in ballo il fascismo fa sempre ... chic ! ) .
Una parte degli studenti ha giá introitato questo andazzo e per giustificarlo reclama " Meno numeri piu' cultura" , il cui significato ultimo é ... nessuno mi puó giudicare nemmeno tu !
lucillafiaccola1796 14 maggio 2015 17:21
Ma quali sarebbero le scuole migliori? Quelle che non esistono. Tutta teoria inspiegabile e inesplicata, niente pratica. Se il braccio non ha la mente, lavora a dog's cock, se la mente non ha il braccio, resta a bocca asciutta. Sono tutte Menenio Agrippate.
Il massimo utile col minimo sforzo. Questa è economia, che si acquisisce con l'esercizio dell'organizzazione. Qui, invece, scuole pubbliche o private, si perpetua il massinmo sforzo col minimo utile. E' sotto gli occhi di tutti. Occorre scegliere il "prodotto" che occorre e che si sa fare, perché ti piace farlo. Puoi anche fartelo piacere coll'amore per il "perfezionismo", cioè sempre IL MASSINMO UTILE COL MINIMO SFORZO
gt2312 20 maggio 2015 07:35
Forse siamo diventati vecchi e ci dimentichiamo i tempi della scuola.
Per qualsiasi studente ogni occasione per far sciopero e non andare a scuola è buona.
Esami, prove scritte o orali sono sempre state vissute con apprensione dagli studenti, ma questo è normale per qualsiasi giovane che va a scuola, altrimenti che scuola è.
L'occasione, unita allo sciopero degli insengnanti era troppo favorevole per non sfruttarla.
I test INVALSI, come qualsiasi altro test è più una valutazione di noi adulti, che riflettiamo sull'istruzione dei nostri figli e nipoti, che una valutazione degli studenti. Alla loro età difficilmente sono in grado di valutare questi aspetti della loro vita di adulti.
francesco3470 21 maggio 2015 23:02
I test INVALSI sono l'ultima delle trovate di politici che ignorano la realtà del nostro paese e che sono collaborati da dirigenti (e forse consulenti) di non adeguato spessore. La scuola italiana è molto diversa da quella degli altri paesi europei dove i test non sono utilizzati per misurare il livello di preparazione dei ragazzi, ma per finalità più specifiche e mirate. Già l'esperienza dei test impiegati per l'accesso all'Università ha mostrato le gravi carenze di questo strumento e gli effetti negativi che ne sono derivati: l'emigrazione di giovani verso atenei europei, purtroppo per noi, molto spesso più organizzati e di più alto livello di quelli nostrani. Invece di perdere tempo e denaro dietro questi inutili espedienti per costruire i castelli di sabbia di riforme costose e dannose. La scuola è nata in Grecia con degli uomini amanti del conoscere e curiosi di tutto che conversavano con i ragazzi passeggiando per le vie di Atene e per le campagne. Per rendersi conto dello stato della scuola di oggi potrebbe essere utile ripescare "La storia della letteratura" del Sapegno e fare un raffronto con i testi imposti adesso dagli insegnati di liceo. E non vado oltre perché non vorrei scandalizzare qualcuno ricordando che tutti i miei docenti avevano la cattiva abitudine di "spiegare" e, quindi, a casa si studiava solo per approfondire e riflettere. E non vorrei istigare al suicidio qualche dirigente ministeriale confessando che al liceo ho avuto un professore che spiegava l'educazione civica e che poi all'università ho dato il Diritto Costituzionale praticamente semplicemente sfogliando il libro di testo.
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