lucillafiaccola1796
27 luglio 2015 06:45
ecchisenefrega se i "coen" cattolici sono dispiaciuti....e Noi Atei Contribuenti siamo inhazzati, inhazzatissimi, più inhazzati ancora !
emanuele2555
29 luglio 2015 08:38
qui non si tratta di essere laici, atei ,comunisti, fascisti o quant'altro.
Sappiamo tutti che le scuole paritarie -quasi tutte-sono in passivo e quando vogliono chiuderle
non ci riescono xkè sono di utilità per il paese ecc.ecc.Qui si tratta di libertà di scelta del genitore e di capacità contributiva(la media che pagano è di 140-160€ mensili.quindi....
io dico che è è un balzello inutile e dannoso per la comunità.Perchè i signori Giudici non decidono
di far pagare l'affitto ai Deputati per Montecitorio e Palazzo Madama???? Ma di tasca loro?
francesco3470
03 agosto 2015 15:17
Il problema è molto semplice. I genitori, nell'esercizio del loro ruolo incontestabile, devono avere la libertà di scegliere la scuola per i loro figli. Nei paesi del nord Europa questa libertà esiste da anni e la percentuale delle scuole parificate supera il 70% e di queste quasi tutte sono confessionali (cattoliche, calviniste, luterane, valdesi ed anche ebraiche e musulmane. Lo Stato prevede un costo per alunno, ovviamente secondo il grado di insegnamento e comprensivo anche dei testi e della cartoleria, ed eroga il quantum a ciascun istituto, pubblico o privato che sia. Quindi coloro che frequentano le scuole private non pagano alcuna retta. Esattamente il contrario di quanto avviene da noi, dove noi contribuenti sosteniamo il costo della scuola pubblica e dobbiamo pagare la retta alla scuola privata. Il sistema è molto conveniente per i nostri politici perché a fronte di un contributo molto ridotto alle scuole private, risparmiano cifre consistenti sui costi della scuola pubblica che è alleggerita da coloro che hanno optato per quella privata. Eppure nelle scuole pubbliche crollano i tetti, mentre in quelle private non si registrano situazioni di pericolo. Inoltre, il Ministero che ha il compito di controllare la regolarità, non solo delle strutture, ma anche del livello della didattica, lascia che si verifichino fenomeni di corruzione (ben documentati da Striscia) ed autorizza l'apertura a privati di scuole che servono solo a rilasciare diplomi. Nelle scuole confessionali ciò non accade, anche perché gli alunni sono seguiti con particolare cura. Quanto all'ICI se la pagano le scuole pubbliche, la devono pagare le scuole private. Ovvio, no? Il criterio dell'esercizio di attività commerciale non può essere ridotto al principio del pareggio di bilancio. Se così fosse dovremmo eliminare le Onlus.