lucillafiaccola1796
11 marzo 2016 20:19
Nelle scuole italiane, da sempre, insegnano nozioni, che nella maggior parte dei casi, anzi quasi sempre, sono anche sbagliate, o addirittura in malafede Non esiste la teoria parallela alla pratica.. e quindi non funziona! Chi insegna non ha la pratica, ed avendo solo la teoria, non sa distinguere la realtà dalla "fantasia"...
Se un architetto non sa riparare un rubinetto che perde, che può arhitettare? Anni di Vita sprecati appesso ad un pezzo di acarta che costa molto e non produce niente..Mi fermo qui...
GIU.
23 marzo 2016 18:20
La riforma universitaria della Gelmini (Legge 240 – 2011), sta demolendo le residuali risorse della disastrata università italiana. I principali responsabili del degrado sono in auge. Presidi, direttori di dipartimento, baroni e baronetti, oltre ai vari senati accademici spadroneggiano in nome di una fraintesa autonomia che non ha come fine il raggiungimento delle eccellenze scientifiche e didattiche, in base alle quali si elargiscono le retribuzioni al personale docente. Invece, la logica che sottende le scelte di programmazione universitaria fa capo alla più becera spartitoria di risorse di ogni tipo. Il Ministero URP – MIUR da che parte sta? Protegge i baroni, i presidi di facoltà, i rettori perenni (che guarda caso sono adesso dei veri sovrani assoluti), i direttori di dipartimento, oppure si prefigge di esaltare il merito intellettivo a prescindere dalle raccomandazioni e dalle amicizie politiche? La raccomandazione uccide le università. La raccomandazione è discriminazione sociale ed è falso ideologico. Perché neanche i giudici sono severi contro chi si fa raccomandare per accedere ai posti di potere nelle università e presso altri enti pubblici? La gente non ne può più: un fardello insopportabile.