Annapaola Laldi
09 giugno 2016 09:51
Incollo qui una parte dell'articolo di Wikipedia su questo complesso edilizio (quello originario), fornito di giardino, limonaia, eccetera, sito nella zona di San Frediano, per mettere in rilievo il fatto che esso era stato legato in blocco, sia pure con sfumature un po' diverse, al bene della collettività, individuando nel Comune di Firenze l'amministratore deputato a questo scopo. Chi vuole proseguire la lettura può andare a questo link https://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_Nidiaci#Palazzo_Santarelli
Ecco il pezzo iniziale della storia del palazzo e del Giardino Nidiaci:
"La storia[modifica | modifica wikitesto]
Il complesso era in origine un orto privato e fu acquistato nel 1838 dallo scultore Emilio Santarelli, che vi fece costruire diversi edifici con ingresso da Via della Chiesa per ospitare la sua casa e in particolare il suo studio, ampio e luminoso, che sarebbe poi diventato la ludoteca, dove Santarelli scolpì tra l'altro la statua di Michelangelo che oggi decora gli Uffizi; un ampio cancello di servizio su Via D'Ardiglione serviva per il trasporto dei marmi da lui adoperati. Nel giardino, Santarelli coltivò un gran numero di varietà di camelie, due delle quali - il Giardino Santarelli e la Bella d'Ardiglione - presero nome dal giardino. Nel gennaio del 1886, pochi mesi prima di morire, Emilio Santarelli cedette la proprietà ad Achille Baille de Saint-Martin, che alla propria morte nel 1913 la lasciò all'abate Gastone Pighetti di Marsiglia.
I l 1º n o v e m b r e 1 9 1 5, l'abate affittò il palazzo al Comune per ospitarvi una scuola elementare.
Nel 1920, il colonnello Edward Otis Bartlett Jr, commissario della Croce Rossa statunitense, fece vendere al commerciante Carlo-Matteo Girard e all'avvocato Umberto Nidiaci una partita di merci della stessa Croce Rossa,
d e s t i n a n d o il ricavato "a favore di un Ente, che, nel quartiere di San Frediano di questa Città, curi la istruzione e la educazione popolare, con speciale riguardo alla infanzia". La somma fu investita nell'acquisto del complesso del Nidiaci, con un contributo economico anche del Fascio per opere di assistenza di Firenze e del cavaliere Carlo-Matteo Girard e con una piccola somma imprecisata offerta dall'avvocato Nidiaci. Gli immobili furono volti quindi "in nome dei Signori Cav. Carlo-Matteo Girard e Avvocato Umberto Nidiaci, ma per conto di una erigenda istituzione per la istruzione e la educazione popolare."
A p a r t i r e d a l 1 9 2 3, il giardino e il pianoterra di Palazzo Santarelli furono adibiti a doposcuola e successivamente divennero "simbolo del cattolicesimo sociale fiorentino", frequentato dagli allievi e amici di Giorgio La Pira, Fioretta Mazzei e don Danilo Cubattoli (don Cuba).
N e l 1 9 5 4 e nel 1 9 5 7, la famiglia Nidiaci d o n ò ufficialmente a l C o m u n e una parte del giardino con la serra Santarelli, oggi detta Limonaia. L a p a r t e r e s t a n t e, p u r v i n c o l a t a nel piano regolatore a
"s e r v i z i p u b b l i c i di quartiere" fu acquistata nel 2008 in un'asta da una holding privata, che nell'autunno del 2012 iniziò i lavori per la trasformazione degli edifici in appartamenti privati e del giardino in parcheggio.
Il progetto è o g g e t t o d i c o n t e s t a z i o n e da parte di associazioni locali, alcune delle quali direttamente impegnate nella gestione della parte pubblica del giardino
I l 2 7 m a g g i o 2 0 1 5, la Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta sulla rinuncia da parte dell'amministrazione comunale ai vincoli di uso pubblico sull'area di proprietà privata".
La domanda che si impone è questa: può un'Amministrazione comunale (qualunque essa sia) ignorare il vincolo ricevuto con la donazione di un bene, vincolo che lega quel bene alla fruizione pubblica di esso?
Io penso di no. E spero che la Magistratura faccia bene il suo lavoro e possa stabilire ciò in modo inequivocabile. Comunque, la vicenda copre di infamia l'Amministrazione comunale che ha permesso questo scempio, quando c'è fame di spazi pubblici dove dare a bambini, giovani e meno giovani la possibilità di interagire sentendosi a casa propria.