Commenti
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lucillafiaccola1796 05 febbraio 2017 18:38
con tutte queste brave persone, incapaci che fanno gli incapaci che ci circondano, i risparmi ce li mangiamo. In fase di risparmio, li mettiamo tutti nel fondo "io melimagno ma non li butto". La cassaforte? Il materasso apriti sesamo che se l'estraneo lo apre per cuccarti i soldi, gli spara le freccette al curaro!
Nonnogiamba 09 febbraio 2017 15:42
che devo dì... lucilla sei INSUPERABILE!
immancio 07 marzo 2017 21:55
Pessimo articolo... Per caso l'autore conosce il significato dell'investimento finanziario in economia? Non potremo mai diventare un grande paese per questo continuo "chi va là" che genera solo commenti alla "lucilla". Non ci stupiamo se i nostri figli continuano a sognare gli Stati Uniti come meta per i loro sogni... Provinciali si nasce, ma il restare retrogradi è una vera e propria scelta. Auguri
macheneso 08 marzo 2017 09:13
Il punto è che il mercato italiano è piccolissimo se si guarda alle "grandi aziende" ed è microscopico per medie e piccole capitalizzazioni.
Concentrare l'investimento su titoli che scambiano molto poco rispetto agli analoghi dei mercati più avanzati porta ad un rischio già di suo elevato, peggio ancora se si parla di investimento a scopo previdenziale. I PIR sarebbero validi se ci fosse un mercato sottostante ampio e liquido.
Corrado Festa 05 ottobre 2017 23:24
Signor immancio, l'articolo può sicuramente non piacerle, ma non vedo cosa c'entri il provincialismo. L'articolo mette in guardia i lettori dal concentrare troppo gli investimenti sul mercato di casa. Quindi un invito ad avere una prospettiva sufficientemente ampia. Il contrario del provincialismo.
Signor macheneso, sono in parte d'accordo con quello che dice, perchè il rischio di concentrazione vale su tutti i mercati,anche quelli più avanzati. Se sono un investitore americano ed investo l'80% - 100% sulle borse USA sono comunque esposto al rischio di concentrazione. Concordo con lei che le dimensioni della borsa italiana rendono il rischio più rilevante.
SergioPiero53 30 ottobre 2017 15:02
Ottimo articolo che evidenzia i pro (nessuno) e i contro (tanti) di questo strumento finanziario fatto essenzialmente per drenare soldi dai risparmiatori spaventati a favore dei soliti (banche e finanziarie).
Andando sui siti delle banche/finanziarie si nota come tutte sventolano un numero: 26% di beneficio fiscale e nessuno parla esplicitamente di rendimenti reali, costi di ingresso e costi di gestione. Come al solito i costi di gestione vengono palesati solo sui documenti di sottoscrizione, cioè quando sei già pronto con la penna in mano a firmare. Vergognoso!!!
macheneso 02 novembre 2017 11:03
Non solo: mancano soprattutto i riferimenti ai rischi.
Ma all'italiano basta dire che risparmia sulle tasse e ti firma ogni cosa.
Tutor1964 24 novembre 2017 12:10
Quello che più mi fa arrabbiare e che il governo chiede ai piccoli risparmiatori di foraggiare le PMI con un progetto patriottico mentre continua a tassarle a dismisura per conservare stipendi e vitalizi da favola. Inoltre siamo sicuri che questi soldi andranno alle aziende? Siamo in Italia non ce lo dimentichiamo. Se fanno la fine dei 2 euro versati per il terremoto......
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