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riccardo1146 11 ottobre 2017 08:54
Articolo interessante e razionalmente impostato.Grazie .
megamese 11 ottobre 2017 22:40
Gentile Dott. Pedone, dove si possono trovare le medie storiche sul CAPE da Lei citate anche per altri indici (ad es. i vari MSCI)?
Alessandro Pedone 12 ottobre 2017 10:46
@ riccardo1146 grazie a lei.
@megamese ad esempio negli studi che ho citato in nota, in particolare nel primo ci sono tutti i CAPE. Non pensi però, che se grolla l'indice S&P tutti gli altri indici non ne risentano in modo più o meno pesante...
neru 12 ottobre 2017 11:13
Se c'era un modo efficace per descrivere chi sia e come ragioni un consulente finanziario INDIPENDENTE, Alessandro, ne è un fulgido esempio. Compliemnti.
Filanto_051 12 ottobre 2017 11:22
Sostanzialmente concordo; ma penso che le banche centrali, FED e BCE in primis, cercano di 'salvare il salvabile' e ciò non contribuisce di certo a calmere gli animi; é necessario risalire ormai a molti anni fa per ritrovare banche che corrispondevano interessi al depositante, ma allora non esisteva concorrenza di quelle 'online' non gravate da alti costi di personale; probabilmente la causa della 'bolla' é sempre lo stesso, Internet e la conseguente facilità con la quale é possibile maneggiare leggi 'investire' anche notevoli somme di denaro; e.g. un tempo - anche solo x comprare BOT - dovevi andare allo sportello, magari facendo la fila;
Toio68 13 ottobre 2017 09:36
La regola per investire bene è semplice ed è sempre stata la stessa: compra quando i prezzi sono bassi e vendi quando i prezzi sono alti. Il che non vuole dire necessariamente rimanere liquidi in un momento di bolla finanziaria. Quando i prezzi delle obbligazioni sono troppo alti, ossia i tassi sono troppo bassi, si investe in titoli a tasso variabile in vista di un probabile rialzo dei tassi. Se le azioni sono in media care, si va a cercare quelle con i prezzi più bassi rispetto agli utili (P/E) e/o al patrimonio netto (P/B). Se non ce la si sente di scegliere personalmente 20-30 azioni con questo criterio (non è poi così difficile), si può passare da ETF azionario generici quelli Value o High Yield (i titoli ad alto dividendo vanno storicamente in controtendenza quando il mercato scende).
Alessandro Pedone 14 ottobre 2017 16:15
@Toio68 magari fosse così semplice...
michele6949 14 ottobre 2017 18:04
Scrivo a proposito delle obbligazioni.
Per effetto del QE i prezzi sono saliti
moltissimo . E vero : i prezzi sono saliti,
ma se si e cassettisti e si mantiene
l obbligazione fino a scadenza ,
le oscillazioni dei prezzi non hanno
importanza , no?
macheneso 14 ottobre 2017 20:11
Niente affatto. Mantenendo il titolo, rinunci al maggior rendimento offerto dal mercato. Ecco come mai i corsi del titolo scendono: devono offrire il maggior rendimento.
neru 14 ottobre 2017 22:18
macheneso, non c'è dubbio. Meglio però rinunciare ad un maggiore rendimento che accusare una grave perdita sul prezzo d'acquisto nel caso uno volesse vendere. Forse michele6949 sottointendeva questo riguardo all'indifferenza delle oscillazioni dei prezzi delle obbligazioni se portate a scadenza.
tadiottof 18 ottobre 2017 03:07
Stipendi e pensioni vengono versati nei conti correnti. Le banche sono piene di liquidi. Questo e' il punto di partenza per l'analisi del mercato del denaro.
tadiottof 18 ottobre 2017 03:41
per dialogare bisogna essere in due, due soggetti.
Toio68 22 ottobre 2017 10:11
@Alessandro Pedone, Warren Buffet dice infatti che "investire è semplice ma non è facile".
Toio68 22 ottobre 2017 10:43
@michele6949 se si mantiene una obbligazione a tasso fisso fino a scadenza, si otterrà il rendimento che si era calcolato al momento dell'acquisto. Se però questo rendimento sarà soddisfacente dipende dal tasso d'inflazione che ci sarà stato nel frattempo. Per esempio, mettiamo di scegliere tra due obbligazioni con la stessa scadenza, una a tasso fisso del 2% e l'altra che dà lo 0,5% più l'inflazione. Se nel frattempo l'inflazione sarà del 1% renderà più la prima, se i prezzi cresceranno del 3% sarà la seconda ad aver difeso meglio il capitale. Ecco perché molti considerano i titoli di stato legati all'inflazione l'investimento di lungo periodo più adatto per un investitore prudente. Mentre i titoli a tasso fisso, soprattutto se comperati ai tassi bassissimi degli ultimi anni, espongono ad un concreto rischio di vedere eroso dall'inflazione il rendimento e forse anche il capitale.
PaoloCh 12 novembre 2017 23:24
Sicuramente c'è una bolla enorme sull'obbligazionario europeo, titoli di stato in primis. Investire nel bond Matusalemme 2067 è un'autentica follia oggi. Sicuramente i prezzi dell'azionario USA sono alti, ma è una canzone che le cassandre della bolla ripetono dal 2012, quanto ha guadagnato chi è entrato allora in azionario usa e esce oggi? Poi prima o poi a forza di dire 'crolla tutto' uno ci azzecca. Ricordiamo che la liquidità non è il non investire, è investire ugualmente: in un investimento a tasso negativo pari all'inflazione. E se ci fosse una bolla deflattiva, che scoppiando fa incassare perdite a due cifre ai fan del liquido? O fosse in bolla l'euro, a causa di una battaglia allo svalutare valute che va avanti dal 2015 e con una ripresa dei tassi del dollaro tutto quello che è in euro va giù? Chiedete a chi teneva i soldi sul conto nel 2000 quanto se ne ritrovò a parità di potere d'acquisto nel 2002, convertiti in euro. Una buona strategia è sempre la diversificazione. Ci sono settori che sicuramente non sono in bolla: il Real estate, le commodities, hanno toccato di recente minimi storici. Poi certo non consiglio a nessuno di mettere tutti i suoi risparmi su azioni Apple o BTP trentennali, ma non crediate di non investire perché avete tutto nel conto deposito allo 0,40... È un investimento in liquidità, euro, a tasso inferiore all'inflazione reale odierna che è senz'altro molto più bassa della futura e sconta pure un -0,2 all'anno di imposta di bollo.
solidgold87 07 dicembre 2017 13:21
Il valore conoscitivo delle teorie scientifiche, ivi incluse quelle della scienza economica, si misura dal loro potere predittivo, anzi è il loro potere predittivo. Si è mai visto un grande o grandissimo economista o un premio Nobel per l'economia guadagnare grandissime quantità di denaro grazie alla propria capacità di prevedere gli eventi economico-finanziari? Non risulta. I grandissimi investitori e finanzieri non sono né i grandi teorici né i cattedratici di Harvard o di Princeton, e spesso nemmeno hanno mai messo piede in quei luoghi, se non come ospiti, magari dopo essere stati bocciati decenni prima da aspiranti studenti, vedi Warren Buffett. Quando una teoria non riesce a spiegare gli eventi, non sono gli eventi che "sbagliano", ma la teoria, che è e resta solo un tentativo ex-post di interpretazione dei fatti.
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