Mister V
30 aprile 2018 19:41
Salve, ho notato che l'avvocatessa Emmanuela Bertucci, da mesi giustemente stà portando alla ribalta il fenomeno dei così detti Buy & Share.
Io sono un appassionato di finanza e uomo di legge, (nondico il mio ruolo all'interno della giurisdizione), e sono rimasto estereffato da questo nuovo business emergente.
Dopo varie ricerche approfondite, soprattutto sulla piattaforma Telegram, dove questo fenomeno ha preso piede in maniera sproporzionata, anche grazie alla nota forma di privacy che garantisce questo social,ho riscontrato diversi punti:
1.Tutto parte da un format americano ben noto, e dal presupposto che la cabala dei numeri è a sfavore di questo sistema, ovvero ci saranno sempre più persone senza prodotto super scontato, rispetto a chi ha ricevuto questo privilegio.
2.Il guadagno facile piace a tutti, e quindi raccolte le dovute informazioni, anche il ragazzo di 18anni, acquista un dominio, si appoggia ad un server, apre una srls con capitale sociale da 1€, conto in banca ed pronto con meno di 300€ ad intraprendere questo business. Ora però mancano gli ordini, e come fare ad attirare tante perdone? Su telegram esiste un gruppo che si chiama SHOPPAZZI, nato ad inizio di dicembre, dove gli admin hanno capito come "sfruttare" questo tipo di sistema. Ovvero, i signori, essendo gestori di un gruppo che conta circa 2000 iscritti, dove per tutto il giorno si parla solo di buy & share, dove acquistare, dove raccolgono testimonianze di avri utenti, hanno deciso di cotattare i vari propietari dei siti, per "offrire pubblicità" in cambio di prodotti. Semplicemnete, senza conoscere nè chi siano i proprietari dello shop che stà aprendo, nè se la società sia "reale" od intestata ad un prestanome, indirizzano i loro utenti ad una corsa sfrenata all'acquisto presso la nuova apertura dello shop in questione, in cambio di spedizione anticapatd di prodotti.
E' capitato che qualche sito "sponsorizzato" da SHOPPAZZI dopo 20g abbia chiuso, senza spedire merce a nessuno, tranne che agli amministratore del suddetto gruppo Telgram.
3. Il rischio di piramidalità, secondo la legge, che non può essere liberamente interpretata, ma bensì applicata alla lettera, sovviene nel momento in cui, i proprietari dei siti buy & share, bensì sponsorizzare la loro azienda, si affidano agli utenti per la vendita, ovvero il così detto "porta un amico". Infati gli utenti per ricevre subito il prodotto, invece di aspettare la lista di compensazione e i suoi tempi, facendo acquisare 3 amici ricevono subito, i quali a loro volta, entrati in lista, hanno la possibilità di ricevere subito invitando altre 3 persone. QUESTA MIE CARI SI CHIAMA PIRAMIDE, CATENA DI SANT'ANTONIO.
4.Ho notato uno shop, shark phone a Napoli, che addirittutra con una pubblicità su fb in cui compare il pugile di Marcianise Clemente Russo, invita le persone ad andare in negozio, prenotare il prodotto in CONTANTI, e portando 3 amici di ricevere subito.
5. Analogo metodo viene utilizzato da Zuami, Drlowprice, priceshock, gemshop, bazaza(che dalla visura risulta una società sportiva intestata ad un polacco), balzarshop, giftprice, ecc...
6. Ultimo punto, anche se non da sottovalutare, parecchi di questi shop, durante il business del DAY-ONE, ovvero il giorno di apertura, dove tutti gli utenti fanno a gara per arrivare primi e quindi accaparrarsi subito il prodotto, vengono inseriti nelle prime 100/150/200 posizioni, "ordini fantasma" che verranno compensati da ignari acquirenti che ambiscono alle prime posizioni, non facendo nient'altro chè rimpizzare le tasche dei proprietari.
In conclusione, dalle mie ricerche durate circa 6 mesi, in cui mi sono imbattutto in siti Buy & Share, ho visto nuove aperture e il dilagarsi del fenomeno, ho contato sulle dita di una mano le aziende che a mio parere sono oneste, e credono seriamente in questo business, mettendoci la faccia, creando sempre nuove iniziative per portarlo avanti con trasparenza, e che danno sempre una via d'uscita al cliente che non vuol più restare in lista.