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2 giugno 2018 17:46 - savpg8801
Che si espongano le rispettive responsabilità studiate e codificate asetticamente dai pianificatori e dai redattori (per ultimi i politici), circa il rispetto di norme del C.d.S. è cosa buona ed utile.
C'è, comunque da rilevare che queste norme spesso tutelano maggiormente l'utente forte al posto del debole qual è il pedone e sue equiparazioni. E di questo, come dalla scheda ben esposta e preparata circa le sentenze di Cassazione, ci si è finalmente accorti (non che non se ne siano accorti i cittadini) a livello giurisprudenziale di logica analitica degli attori per cui si è data importanza alla differenziazione fra utenti della strada.
Nelle sentenze si elencano alcuni princìpi che evidenziano, appunto, i diversi gradi di responsabilità pur lasciando, per il momento, ancora un certo margine a favore delle pretese del presuntuoso automobilista.
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Dal link:
Finalmente ed era proprio tempo che anche la Cassazione emettesse sentenze indirizzate alla tutela del pedone, ma in esso anche di ogni altro utente debole della strada (bambini, vecchi, disabili, conducenti qualsiasi mezzo di presidio per sè o per altri simili utenti).
Da molto tempo si è sempre posta esacerbazione nei confronti del pedone considerandolo una sorta di provocatore di incidentalità e non considerando, per esempio, la non possibile e perfetta rispondenza psico-fisica dell'utente che, ancorchè cittadino avente comune diritto di circolare in luogo pubblico, pur non potendosi, ovviamente, pretendere di dotarlo di sorta di patente come è il permesso di condurre, per cui si sostengono esami, visite, autorizzazioni ecc. ..perciò il pedone (includendovi tutto ciò che non è automobilistico (neppure il ciclista- caso a parte ed intermedio ha la patente- figurarsi darla a un bambino, a un qualsiasi casalingo-casalinga che va a far la spesa, o altri che si vogliono fare la passeggiata e, magari hanno diabete-problemi cardiaci o altro anche peggio)) ripeto, IL PEDONE lo vogliamo privare del proprio diritto di cittadino ed essere umano di circolare anche nel mondo e nelle strade che arrogantemente si sono attribuite al solo conducente (patentato, ma spesso inabile mentalmente, insolente, impietoso, egoista e telefonatore dentro la sua scatoletta di latta) e quindi relegarlo al chiuso?
Quindi finalmente un ripensamento doveroso.
Ma bastava, comunque, l'applicazione puntuale di alcune norme del CdS, specialmente quelle sui comportamenti e (come richiamato nell'articolo) agli obblighi di fermarsi all'occorrenza.
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