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enniusfirst 10 febbraio 2024 15:46
Secondo il sesto censimento nazionale dell’agricoltura (ISTAT) ,
ci sono meno aziende agricole (sono circa un milione e 600 mila, con una diminuzione del 32,2% fra il 2000 e il 2010).
Negli ultimi 10 anni, in Italia sono stati ridotti in stato di abbandono terreni agricoli dell’estensione pari all’intera Calabria.
Pare che, nonostante aiuti e contributi, l'attività agricola nazionale sia sempre più rifiutata.
A Maxia, certi dati sfuggono per cui può permettersi di .... filosofare....
gilmito 14 febbraio 2024 09:37
Rispondo a enniusfirst: oggi sono ancora meno le aziende agricole, poco oltre 1.100.000. Ma dovrebbe sapere che la diminuzione del numero delle aziende, non corrisponde alla cessazione della coltivazione dei terreni agricoli, semplicemente perché c'è stata o una trasformazione da ditte individuali a società di vario genere, o sono confluite in società con superfici di oltre 100 ettari.
Quindi non forniamo informazioni blande e fuorvianti intanto.
Inoltre a proposito di filosofia, vorrei capire quale che sia quella del ministro Lollobrigida, del governo italiano e della UE... Nessuno che sia intervenuto sulla vera natura della problematica relativa ai coltivatori diretti. Le istituzioni si sono semplicemente rimangiati i provvedimenti! E pare che gli stessi agricoltori, almeno quelli sulle strade, sia ben contenti?
Tant'è che gli stessi (agricoltori), sono le attività che percepiscono più aiuti e contribuzioni di ogni altra (IMU, IRPEF, acquisto macchinari, reddito dominicale ecc.).
Ma il vero problema che resta lì come prima e che danneggia tutti, compreso l'ultimo anello della catena, il consumatore, è l'enorme differenza tra il costo della produzione agricola e quella della vendita al dettaglio.
La lotta vera e sacrosanta (oltre al fatto che si dovrà, anzi si deve, guardare ad un futuro assolutamente con impatto ambientale prossimo allo 0), è quella di riqualificare il riconoscimento economico del lavoro degli agricoltori, riconoscergli quello che è giusto per un ricavo che permetta non solo di rientrare dei costi di produzione, ma anche di vivere con serenità.
Ecco, per questo, sono al loro fianco, non certo per i proclami e le sfilate ai fini del mantenimento dello status quo.
Inoltre mi permetta un filo di polemica (ma neanche più di tanto): per quale plausibile motivo si inneggiano i blocchi stradali dei trattori che hanno per intento solo il proprio ed esclusivo interesse, mentre di demonizzano, anzi criminalizzano con tanto di procedimento penale, quelli di ragazzi che cercano in ogni modo di sensibilizzare verso attività più sostenibili dal punto di vista dell'ambiente? Che è un interesse quindi, di tutti quanti, di tutto il pianeta.
E un po' di sana filosofia, è meglio di tanta demagogia! Che è ormai dilagante...
enniusfirst 14 febbraio 2024 21:11
x gilmito
Da il Fatto Quotidiano 6/11/2017
"Dal 1990 ad oggi si è perduto quasi il 20% di superficie agricola utilizzata (Sau) per una media di circa 185 mila ettari annui fra il 1990 e il 2000, di 33 mila ettari annui fra il 2000 e il 2010, di 126 mila ettari annui fra il 2010 e il 2016."
In totale sono 3440 kmq una superficie maggiore della Valle D'Aosta al 2017.
La Sua affermazione ".. Ma dovrebbe sapere che la diminuzione del numero delle aziende, non corrisponde alla cessazione della coltivazione dei terreni agricoli,..", è smentita e quindi "informazioni blande e fuorvianti " sono a Lei attribuibili.
Per il resto sono da apprezzare i suoi buoni propositi, peccato che obblighi, carte, costi e responsabilità per la salvaguardia del mondo gravino direttamente sugli.... altri.
gilmito 19 febbraio 2024 12:25
Replica con precisazione a enniusfirst
I dati da me enunciati nella risposta sono da fonte ISTAT: ultimo censimento (7°) aziende agricole del 28 Giugno 2022.
Pur ritenendo autorevole la sua fonte, mi pare di poter asserire con certezza, che ISTAT sia di riferimento assoluto.
Quindi veda lei quanto fuorvianti...
Certamente il mio commento precedente, non è affatto smentito dalla sua flebile affermazione.
Piuttosto mi sembra di intuire che sia del settore lei e che ha un po' di coda di paglia?
Infine è mio desiderio ulteriore, fugarle ogni dubbio (che apparentemente è latente in lei): "gli altri" siamo tutti! Siamo io, lei, gli italiani, tedeschi, francesi, statunitensi, russi e perfino gli altri asiatici e pure gli africani!
Sto mondo lo può salvare solo il genere umano, così come lo può mandare a rotoli come del resto è sulla strada maestra da almeno 150 anni!!!
PS
Dato il rifiuto categorico a volte, di non vedere (o non voler vedere) la realtà, da parte di taluni (molti, troppi), mi viene da pensare che forse la migliore soluzione per il pianeta Terra, sia l'attesa di un meteorite che sancisca il termine dell'uomo, esattamente come per i dinosauri.
enniusfirst 19 febbraio 2024 18:07
X gilmito
(https://www.europarl.europa.eu/portal/it)
"Statistiche sul cambiamento climatico ..
Ultimo aggiornamento: 24-03-2023
...L'UE è stata la quarta maggiore emittente di gas a effetto serra nel 2019, dopo Cina, Stati Uniti e India. La quota dell'UE nelle emissioni mondiali di gas a effetto serra è scesa dal 15,2% nel 1990 al 7,3% nel 2019.
Per quanto riguarda i singoli stati membri dell’UE, i cinque paesi che hanno prodotto più emissioni di gas serra nel 2019 sono Germania, Francia, Italia, Polonia e Spagna. Sempre secondo i dati relativi al 2019, il settore energetico è stato responsabile per il 77,1% del totale delle emissioni, seguito dal settore agricolo (10,55%) ... ."
Se ne deduce che l'agricoltura italiana contribuisce al cambiamento climatico mondiale forse per lo 0,1%.
Per cui tanto impegno da parte sua per salvare il mondo è cosa encomiabile, ma la sua attenzione dovrebbe forse rivolgersi precipuamente... ad altri continenti.
Per quanto riguarda l'abbandono del settore agricolo in Italia, nonostante aiuti e prebende, l'Inps ci dice che
" AZIENDE E OPERAI AGRICOLI DIPENDENTI. Il numero di aziende che occupano operai agricoli dipendenti è passato da 180.167 nel 2021 a 174.636 nel 2022, registrando, come lo scorso anno, un decremento pari a -3,1%; nel periodo 2017-2022 il numero di aziende con dipendenti è diminuito complessivamente del -7,1%."
P.s. non opero nel settore agricolo, ma come Lei, sono curioso conoscere la realtà che mi circonda...
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