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Annapaola 17 febbraio 2025 19:02
Ogni papa è criticabile, per un motivo o per un altro. E' vero che il papa attuale, Francesco, accanto a molti meriti, ha questo limite di rimproverare le persone che trattano "come figli" i propri animali domestici. Forse ha scarsa dimestichezza con sant'Antonio Abate, da cui, si narra, gli animali in pericolo correvano a rifugiarsi; per la sua festa, il 17 gennaio, c'è l'usanza, da secoli, di far benedire gli animali; in passato erano in maggioranza gli animali che aiutavano i contadini nei campi, di recente sono molte le persone che portano a benedire, cani, gatti, criceti, pappagalli, eccetera.
Ma, prima di Francesco, c'è stato papa Ratzinger, che non piaceva a molti per diverse cose, ma che aveva una grande passione per i gatti. A cui era persino permesso di passeggiare sulla tastiera del pianoforte, mentre lui suonava della bella musica
(era, dicono, un buon pianista).
Il 31 dicembre 2022, il giorno in cui Benedetto XVI morì, uscì su "La Stampa" un lungo articolo dal titolo: "Joseph Ratzinger, la sua passione per i gatti e il suo amico Chico". E' un articolo interessante, perché contiene una serie di flash del rapporto di questo papa, con i felini.
C'è in primo luogo il ricordo di Chico, un gattone rosso di proprietà dei vicini dell'allora docente universitario a Ratisbona, che abitava in una villetta a Peitlingen. Il micio, quando Ratzinger era nella sua abitazione, si installava a casa sua. Inoltre, quando Ratzinger era a Roma, al Sant'Uffizio, si prendeva cura dei gatti che incontrava nel tragitto da casa sua al suo luogo di lavoro e, una volta papa, fece curare amorevolmente da un veterinario i mici che vivevano nei Giardini Vaticani.
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