Claudio Cappuccino
19 agosto 2025 19:46
Il problema delle droghe sintetiche è già oggi, e (temo) sempre più sarà in futuro, una delle CONSEGUENZE più terribili e devastanti di quella terribile e devastante FOLLIA che è stata ed è il PROIBIZIONISMO.
Il quale proibizionismo non solo non ha MAI E IN NESSUN LUOGO minimamente funzionato, ma ha creato una miriade di NUOVI PROBLEMI, tutti molto più gravi del banale "abuso di stupefacenti" da parte di una piccola minoranza di persone, che 100 anni fa ci si era illusi di combattere.
Tra questi mille problemi c'è anche quello delle NUOVE DROGHE DI SINTESI, continuamente inventate e immesse sul mercato (ovviamente senza nessun serio studio farmaco-tossicologico preventivo) dalla grande criminalità organizzata, che ha trovato nel narcotraffico la sua GALLINA DALLE UOVA D'ORO, gentile dono dei nostri brillanti politici.
Solo qualche punto, per capire meglio:
1.
Nel 1912, alla Conferenza dell’Aja, si era deciso di "proibire" ogni uso "non medico" di 4 sostanze 4: oppio, morfina, eroina e cocaina, sostanze fino ad allora in libera vendita, e "abusate" (vizio, dipendenza!!!) solo da una piccola % di adulti e anziani.
Ma da allora, vedi caso, la sola idea ben pubblicizzata di questa "proibizione" fece scattare nella testa (soprattutto in quella dei giovani, che fino ad allora le "droghe" non le avevano mai considerate) l'idea che certe sostanze dovevano essere "interessanti".
E siccome, ovviamente, le "droghe" non proibite per legge potevano ancora essere liberamente vendute, cominciò la rincorsa fra chi le vendeva e chi si affrettava a proibirle.
Cosicché nel 1948 le sostanze "controllate" erano diventate 36 (24 naturali - tra cui p.es. la Cannabis, proibita nel 1937 - e 12 sintetiche), e nel 1995 erano 282 (37 naturali, tra cui i "funghi magici" e il peyote, e 245 sintetiche, tra cui l'LSD, l'amfetamina, la metamfetamina, l'MDMA o ecstasy, ecc. ecc.).
2.
E tanto per far capire meglio quali problemi possono nascere da queste INCONTROLLABILI attività illegali:
- Nel 1982, in California, fu messa in vendita una “eroina sintetica” che purtroppo conteneva un’alta percentuale di un "intermedio di lavorazione" (MPTP, o 1-metil 4-fenil tetraidro-piridina), sostanza specificamente tossica per le cellule della "substantia nigra" del cervello. Diversi consumatori di quella "eroina" furono così colpiti IRREVERSIBILMENTE da una sindrome neurologica simile al morbo di Parkinson (vedi JW Langston-J. Palfreman - The Case of the Frozen Addicts - Pantheon 1996).
- Nei primi anni '990, in Europa, comparve sul mercato una sostanza originariamente sintetizzata solo a scopo di ricerca, la 4-metil-tio-anfetamina (4-MTA). Questa sostanza fece diversi morti, perché si scoprì che era un'amfetamina che aveva anche un'azione "anti-MAO". Ovvero era un'amfetamina che bloccava l'enzima (MAO) che nel corpo serve a degradare (eliminare) le amfetamine - quindi, in parole povere, era una sostanza che "non doveva essere presa con se stessa"!!!
- A partire dal 2013 circa, in USA, sul mercato nero, l'eroina cominciò a essere ampiamente sostituita dal fentanyl (e sue varianti).
I narcotrafficanti messicani (forse a corto di eroina dopo i successi della lotta contro l'oppio in Afghanistan!!!) avevano imparato - si può fare su internet! - a sintetizzare il fentanyl, e avevano subito scoperto che la Cina vendeva senza problemi i necessari precursori chimici.
I vantaggi per i trafficanti erano enormi: il fentanyl è circa 50 volte "più potente" dell'eroina, il che vuol dire che 1 kg di fentanyl, che sta in una borsetta, può dare tante dosi quanto 50 kg di eroina (un po' più difficili da nascondere), che peraltro richiedono anche di partire con almeno 500 kg di oppio!!!
Il vantaggio per i trafficanti era evidente, ma il rovescio della medaglia è stato che, siccome il fentanyl va dosato a frazioni di milligrammo (2 mg possono uccidere!), cosa molto difficile sul mercato nero, dal 2013 le morti per "overdose" da oppioidi in USA schizzarono verso l'alto, arrivando a 80.000 nel 2023 (in totale, in USA, circa 806.000 morti per overdose di oppioidi fra il 1999 e il 2023).
FONTE:
https://www.cdc.gov/overdose-prevention/about/understanding-the-opioid-overdose-epidemic.html
3.
E CONCLUDO CON LA SITUAZIONE ATTUALE DELLE DROGHE SINTETICHE IN EUROPA, che secondo l'EUDA (European Union Drug Agency) è questa:
- in Europa, nel corso del 2023, si sono avuti sequestri di circa 350 diverse "nuove sostanze psicoattive" (NPS) di sintesi.
- fino a tutto il 2024, sono state identificate circa 1000 NPS, di cui 47 identificate nel 2024 per la prima volta.
Tra queste:
- i cannabinoidi di sintesi (varianti di quelli naturali) compaiono nel 2022. Il primo è stato l'HHC, esaidrocannabinolo, e quelli finora identificati sono 277, di cui 20 "nuovi" nel 2024.
- i "nuovi" oppioidi di sintesi identificati dal 2009 sono stati 88, di cui 7 "nuovi" nel 2024. Almeno 38 sono derivati del fentanyl, e dal 2019 sono comparsi i nitazeni (22 identificati finora, di cui 7 nuovi nel 2024). E ci sono anche nuovi tipi di oppioidi sintetici in arrivo (p.es. il gruppo delle "orfine").
- i "catinoni" di sintesi (stimolanti venduti come sostituti di amfetamine o cocaina) finora identificati sono 178, di cui 60 presenti sul mercato nel 2023, e 7 "nuovi" comparsi nel 2024.
FONTE:
https://www.euda.europa.eu/publications/european-drug-report/2025_en
---
Credo che, senza proibizionismo, oggi avremmo in circolazione poche decine di diverse "droghe", fra analgesici-sedativi, stimolanti, euforizzanti, psichedelici, empatogeni, ecc.
E sarebbero tutte sostanze prodotte in modo controllato e vendute in farmacia solo dopo accurati "studi" scientifici, SENZA RISCHI DI TOSSICITA' IMPREVISTA E DI DOSI SBAGLIATE.
Invece oggi ne abbiamo, sul mercato NERO NERISSIMO!!!, più di 1000 tipi diversi, in continuo aumento.
La maggior parte, come ho già detto, mai studiate da nessuno sotto il profilo farmaco-tossicologico, vendute ovunque 24/7 anche ai ragazzini, senza nessuna possibilità di "controllo" .
Dite voi se possiamo CONTINUARE COSI'.
enniusfirst
20 agosto 2025 14:49
Il proibizionismo lancia un messaggio chiaro a chi lo vuol intendere : abbiamo lottato nel passato, anche con guerre, al fine di liberarci dalla schiavitù dell’uomo sull’uomo, proibendolo, e oggigiorno la lotta continua per preservare l’uomo dall’essere servo/schiavo delle droghe anche in presenza di … filosofie che scambiano il capriccio, spesso suicida, per diritto.
La legalizzazione delle erbe magiche va respinta in quanto al cittadino consumatore/utente , e l’Aduc dovrebbe essere in prima fila in questa battaglia, va garantita la massima sicurezza sia quando sale su di un aereo o necessita di un intervento chirurgico al fine di evitare che un pilota o un medico giustifichino il loro stato di consumatori di droghe essendo la cosa legale.
Claudio Cappuccino
21 agosto 2025 01:34
A Enniusfirst.
Vedo che lei non lascia passare un mio singolo "post" senza rispondere subito con i suoi commenti.
E io ancora una volta le rispondo volentieri.
1.
L'UNICO MESSAGGIO CHIARO, anzi chiarissimo, lanciato dal proibizionismo è che il proibizionismo NON FUNZIONA, NON PUO' FUNZIONARE, e anzi, da quando è nato (1912), ha trasformato un problema originariamente del tutto marginale - ma COSTRUITO, DRAMMATIZZATO E GONFIATO A DISMISURA da religiosi e demagoghi stile Salvini ante-litteram - in un DISASTRO PLANETARIO (narcocriminalità e corruzione a livello mondiale, 1000+ "nuove droghe" mai viste prima in pochi anni, migliaia di morti evitabili, ecc. ecc.) da cui NON RIUSCIAMO PIU' A USCIRE e che oggi coinvolge, purtroppo, anche giovanissimi e adolescenti.
2.
Sinceramente (e parlo da persona che ha osservato e studiato queste cose per oltre 60 anni) per me il proibizionismo è LA PIU' GIGANTESCA FOLLIA DELLA STORIA UMANA.
3.
Ma a lei, evidentemente, NON IMPORTA MINIMAMENTE quello che DI FATTO E' SUCCESSO. Lei ha sposato una volta per tutte LA FOLLE IDEA dei Charles H. Brent, Hamilton Wright, Francis Burton Harrison, Harry J. Anslinger ecc. ecc., che le "droghe" (allora identificate in 4 sostanze 4 + l'alcol) erano robaccia per subumani viziosi e degenerati, e perciò dovevano essere "PROIBITE PER LEGGE".
DOVEVANO. Punto e basta, e non importa quello che è successo A SEGUITO E PER COLPA di questa genialissima idea.
3.
E su queste solide basi, ancora oggi, dopo più di 100 anni, a lei importa solo di continuare a difendere questa follia, ripetendo sempre le stesse cose di Elton John o Wikipedia o PlosONE o Il Sole 24 Ore, e incantandosi anche con il mantra di parole come "ERBE MAGICHE", che evidentemente le sembrano espressione di brillante originalità.
4.
Quanto al suo secondo punto, sulla "sicurezza" di non essere circondato da drogati, si è mai domandato QUALE SICUREZZA lei può avere, oggi come oggi, con queste leggi "proibizioniste" in vigore, e con 2700 tonnellate di cocaina prodotte ogni anno nel mondo, oltre a tutto il resto, che il pilota o il medico o chiunque altro lei incontri sulla sua strada ogni giorno non sia in realtà un terribile CONSUMATORE (ovviamente non dichiarato) di "droghe proibite" del mercato nero (mi ripeto: per definizione, infinitamente più pericolose delle stesse sostanze "di farmacia")?
Non si illuderà mica che TUTTI facciano i test antidroga a ogni momento...
Claudio Cappuccino
21 agosto 2025 12:35
Aggiunta al mio post precedente (se può interessare).
A proposito di chirurghi e droghe, mi permetto di copiare qui di seguito un mio vecchio articolo (da FUORILUOGO, supplemento de "il manifesto", ottobre 2001) su uno dei più grandi chirurghi di 100 anni fa.
Un chirurgo che a un certo punto della vita ebbe un bel problema con la cocaina (sostanza il cui "abuso" - sia chiaro - non è assolutamente compatibile con una normale vita familiare, sociale e professionale), ma lo risolse in un modo, diciamo, sorprendente.
***
“Né indifferente a quale di quante possibilità possa meglio spiegare, e neppure in difficoltà a comprendere perché i chirurghi abbiano, e così tanti, del tutto senza discredito, possano avere, mostrato scarso interesse in quello che, come anestetico locale, è stato supposto, se non dichiarato, dai più così assolutamente sicuro da dimostrarsi, specialmente per loro, attraente...”.
Questo è, tradotto alla lettera, l’inizio di un articolo del 1885 del giovane e brillante chirurgo William Halsted, sull’uso della cocaina come anestetico locale.
Come si vede subito, non siamo al massimo della lucidità e della chiarezza.
Ma facciamo un passo indietro.
La cocaina era in quegli anni il farmaco di moda. Il neurologo Sigmund Freud la raccomandava agli amici e alla fidanzata per "tenersi su", l'oculista austriaco Carl Koller la usò per primo come anestetico locale nelle operazioni di cataratta, mentre l’americano William Stewart Halsted (1852-1922) fu il primo a usarla in chirurgia generale. Halsted scoprì infatti l’anestesia tronculare, per cui iniettando cocaina in prossimità di un nervo sensitivo si otteneva anestesia completa in tutto il territorio a valle.
Come si usava allora, Halsted sperimentò la cocaina prima di tutto su se stesso, e ne fu entusiasta. Ma, come dimostrato dalla citazione iniziale, se la fece - diciamo - scappare di mano e gli esperimenti in breve diventarono un grosso problema.
Ma Halsted aveva potenzialità da fuoriclasse, e il suo maestro W.H. Welch – quando nel 1886 fondò la scuola medica della Johns Hopkins University, insieme a J.S. Billings e D.C. Gilman – pensò senz’altro a lui come a uno degli eletti.
Per aiutarlo a risolvere il suo problema con la cocaina, Welch noleggiò una barca e fece fare al giovane amico una bella crociera disintossicante. Il recupero non fu facile, e Halsted ebbe anzi un paio di brutte ricadute, ma poi sembrò definitivamente guarito, anche se non fu mai più il “brillante e gaio estroverso” che era stato prima.
Alla Johns Hopkins, Halsted lavorò così tanto e così bene da diventare uno dei “big 4” della Medical School, con Welch, Billings e l’altro brillante giovane neo-assunto, William Osler.
Divenne uno dei più grandi chirurghi d’America, se non del mondo, e molte delle sue innovazioni passarono alla storia. Nel 1890 fu il primo a introdurre l’uso di guanti di lattice sterili. Sviluppò nuove tecniche per le ernie, il cancro della mammella, il gozzo, gli aneurismi e le malattie della cistifellea. La sua precisione negli interventi divenne leggendaria.
Nessuno ebbe mai il minimo dubbio o sospetto su di lui. Ma Osler, come scrisse a futura memoria in una piccola “storia segreta” della Johns Hopkins, a un certo punto scoprì casualmente anche un piccolo segreto del collega.
Halsted aveva sì lasciato la cocaina, ma solo grazie a qualcosa di più tranquillo e meno appariscente. Per tutti quegli anni di eccezionale lavoro e produttività, si era infatti iniettato non meno di 200 mg di morfina al giorno, e nessuno dei colleghi e dei pazienti si era mai accorto di nulla.
E per quanto si può sapere, William Halsted usò quotidianamente morfina per circa 36 anni, probabilmente fino alla morte nel 1922."
RIF.
Penfield W. "Halsted of Johns Hopkins: The Man and His Problem as Described in the Secret Records of William Osler". JAMA 1969;210:2214–18.
enniusfirst
21 agosto 2025 15:44
Egregio Cappuccino, il fatto come Lei afferma che:
“…Sinceramente (e parlo da persona che ha osservato e studiato queste cose per oltre 60 anni) per me il proibizionismo è LA PIU' GIGANTESCA FOLLIA DELLA STORIA UMANA.”,
non attribuisce al Suo pensiero alcuna certezza.
Tolomeo, i cui talenti erano superiori ai miei e probabilmente ai Suoi, spese una intera vita per sostenere la teoria geocentrica risultata poi errata .
Le norme proibizioniste, di per sé antipatiche, non sono tutte da buttare.
Un parere di Solzhenitsyn che si attaglia bene alla circostanza:
“I diritti umani illimitati, senza alcun freno, sono
proprio quelli di cui godevano i nostri antenati che
vivevano nelle caverne.”
Claudio Cappuccino
22 agosto 2025 15:39
Gentile sig Enniusfirst,
OK, secondo lei la mia valutazione del proibizionismo come "follia" non ha "alcuna certezza", e per lei il proibizionismo è "antipatico, ma non tutto da buttare".
Ma vede, secondo me, quando si parla di DECISIONI POLITICHE E LEGGI non si deve parlare di "certezze" e "idee antipatiche", ma solo di ANALISI CORRETTE DEI FATTI e DECISIONI RAZIONALI.
E alla frase, bellissima ma un po' superficiale di Solzenicyn, risponderei con un ragionamento secondo me un po' più sostanzioso di Spinoza:
"Tutte le leggi che possono essere violate senza arrecare danno ad alcuno sono irrise. Anzi, sono così lontane dal riuscire a controllare i desideri e le passioni degli uomini che, al contrario, li eccitano; perché noi siamo sempre affamati del frutto proibito e desideriamo le cose che ci sono negate. Né gli uomini mancano mai dell’ingegno necessario a eludere le leggi istituite riguardo a cose che non possono essere completamente proibite." (Trattato politico - cap. X,5)
"Chi cerca di determinare tutto per legge fomenterà il vizio piuttosto che correggerlo. Le cose che non si possono proibire con le leggi si devono necessariamente concedere, anche se da esse derivi spesso un danno." (Trattato teologico-politico - cap XX,10)
---
Ma tornando al tema PROIBIZIONISMO, ci dica lei come definirebbe:
1.
una DECISIONE POLITICA che NON SOLO NON HA MINIMAENTE RISOLTO IL "PROBLEMA SOCIALE" che si proponeva di risolvere, ma LO HA ENORMEMENTE AGGRAVATO, con:
- innumerevoli "nuove droghe sintetiche" immesse continuamente sul mercato senza nessun controllo, spesso dannosissime e letali;
- libera vendita di ogni genere di "droga", a chiunque e ovunque, 24/7;
- devastante effetto "attrazione da frutto proibito" soprattutto per giovani e giovanissimi, fino all'attuale "cultura dello sballo" (che coinvolge ovviamente anche droghe legali, come l'alcol);
- centinaia di migliaia di morti/anno che senza queste leggi non ci sarebbero stati, e che assolutamente non c'erano quando tutte le "droghe" più famose - oppio, morfina, eroina, cocaina, Cannabis,... - erano ovunque in liberissima vendita;
- potenziamento di tutte le conseguenze negative dell'uso/abuso di "droghe" sulla vita delle persone, a partire dall'aggravamento di tutti i problemi di carattere sanitario (danni alla salute dovuti a "tagli" pericolosi o sostanze sintetizzate male; infezioni per sostanze non sterili; dosaggi imprecisi, imprevedibili e spesso letali).
- ultimi ma non minori, i danni provocati dalla propaganda allarmistica e dalla disinformazione ("perché dovrei credere che la cocaina è così pericolosa, se mi hai sempre e solo raccontato balle anche su uno spinello?)
2.
Una DECISIONE POLITICA che, come effetto collaterale indesiderato (e imprevisto!?!?), HA CREATO DAL NULLA un'infinità di NUOVI E GIGANTESCHI PROBLEMI che riguardano TUTTI, consumatori di "DROGHE" e no. Tutti problemi che, senza queste leggi, non ci sarebbero stati o non avrebbero mai avuto l'attuale rilevanza:
- grande criminalità organizzata MONDIALE, che corrompe governi, politici, poliziotti e funzionari a ogni livello e che - grazie alle migliaia di miliardi esentasse del narcotraffico - si infiltra e inquina oltre ogni immaginazione tutti i settori-chiave della politica e dell'economia "legale" mondiale;
- enormi e inutili sprechi di denaro e forza-lavoro (dogane, polizie, giudici, ecc.) per "combattere" SENZA ALCUN RISULTATO RILEVANTE il mercato delle sostanze in teoria "proibite". Le ricordo solo un esempio, di qualche anno fa: il 28 settembre 1989 a Los Angeles furono sequestrate in un solo colpo 20 tonnellate di cocaina (e più di 10 milioni di $): ma la sorpresa fu che né la disponibilità né il prezzo della cocaina sul mercato illegale non ebbe nei giorni e mesi successivi nessuna variazione!!!
- microcriminalità diffusa legata all'uso di "droghe"; con senso di paura e di insicurezza per tutti; carceri piene di condannati per "reati legati alla droga"; migliaia di vite e famiglie rovinate; enormi problemi e spese per un "recupero dei drogati" spesso del tutto inefficace.
---
In sintesi, questo e solo questo secondo me è stato ed è - nei fatti e non nelle parole - il PROIBIZIONISMO.
E per questo io parlo di FOLLIA, in cui "perseverare è diabolico". E tanto più FOLLIA (confermo: "la più gigantesca dell'intera storia umana") in quanto, bisogna dirlo, il proibizionismo HA CREATO UNA SITUAZIONE SOCIALE E CULTURALE da cui sarà comunque difficilissimo e dolorosissimo uscire.
---
Signor Enniusfirst,
ripeto la domanda iniziale:
lei come definirebbe tutto quello che DI FATTO è successo A SEGUITO DELLA DECISIONE POLITICA "PROIBIZIONISMO"?
Claudio Cappuccino
22 agosto 2025 18:44
Per chiarezza, mi permetto di aggiungere qualche ulteriore precisazione, spero non inutile.
1. ESSERE CONTRARI AL PROIBIZIONISMO non significa assolutamente volere, per quanto riguarda le "droghe", "diritti umani illimitati, senza alcun freno" (come da citazione di Solzenicyn fatta da Enniusfirst), ma solo chiedere "controllo legale, informazione onesta e corretta, regole ben definite" per l'uso anche di quelle sostanze psicoattive che da circa 100 anni sono state "proibite".
2. Il fatto, secondo me incontestabile, che il PROIBIZIONISMO non funziona e fa solo danni, non significa che l'uso di "droghe" sia da prendere alla leggera.
E questo tanto più in una eventuale fase di transizione, in cui allentare di colpo troppi freni potrebbe solo aumentare i danni.
3. Secondo me - e per quanto mi risulta secondo la stragrande maggioranza degli "antiproibizionisti" di tutto il mondo - occorrerà muoversi con "coraggio e fiducia", competenza, ragionevolezza, gradualità, ed estrema prudenza.
4. L'uso di "droghe" (non certo "tutte", ma solo quelle ben conosciute sotto l'aspetto farmaco-tossicologico, e con rischio accettabile) non può essere considerato meno delicato dell'uso dell'automobile o magari delle armi da fuoco, e le regole devono quindi essere molto razionali e ben definite, con l'obiettivo di RIDURRE gli inevitabili PROBLEMI E DANNI a un minimo accettabile. Un po' come già tentiamo di fare con le grandi "droghe legali": il tabacco, l'alcol e alcuni psicofarmaci (benzodiazepine in particolare).
---
Sicuramente non è un discorso facile, ma è questo che secondo me, prima o poi dovremo affrontare.
enniusfirst
23 agosto 2025 17:07
Egregio Cappuccino, citare Spinoza sull’argomento mi sembra tirarsi la zappa sui piedi quando scrive:
"Tutte le leggi che possono essere violate senza arrecare danno ad alcuno sono irrise.”
La droga crea danno a chi la usa e di riflesso alla collettività ( pensiamo solo agli incidenti stradali).
Spinoza:
“Chi cerca di determinare tutto per legge fomenterà il vizio piuttosto che correggerlo.”
Ah, quindi dobbiamo anche depenalizzare il furto, la frode, l’assassinio ecc. ecc. ?
Riguardo la Sua domanda iniziale:
“lei come definirebbe tutto quello che DI FATTO è successo A SEGUITO DELLA DECISIONE POLITICA "PROIBIZIONISMO"?”
Definirei quel che è successo così: è stato merito del pensiero di coloro che, in nome della libera scelta dell’individuo, hanno promosso di fatto l’uso della droga come valore addirittura culturale e quindi ad incentivarne il consumo sfidando la legge e di coloro che hanno accettato questo pensiero in base al laissez faire, laissez passer .
Su questo sito è stato ufficializzato il seguente principio:
“.. lo sballo fa parte della natura umana fino a situazioni in cui l'eccesso diventa virtù (si pensi alle tante arti che nascono grazie all'eccesso e il conseguente diffuso apprezzamento).”
A chi sta a cuore valori come umanesimo, libertà e sviluppo economico, come può accettare di consentire al proprio simile di diventare dipendente della droga e quindi suo servo ovvero schiavo portandolo, in moltissimi casi, alla sua disfatta fisica ed economica ?
Di quali “ANALISI CORRETTE DEI FATTI e DECISIONI RAZIONALI” stiamo parlando ?
Claudio Cappuccino
24 agosto 2025 14:43
A Enniusfirst. Le rispondo punto per punto.
1.
"La droga crea danno a chi la usa e di riflesso alla collettività (pensiamo solo agli incidenti stradali)"
RISPOSTA.
Questa purtroppo è la tipica "frase fatta" che in politica ha sempre avuto successo, con risultati devastanti. Dice la cosa APPARENTEMENTE più ovvia, e non richiede di pensare e tanto meno capire. Mi ricorda la famosa frase di Mencken: "Per ogni problema esiste una soluzione semplice, chiara, evidente. E sbagliata."
E cerco di chiarire in breve perché "La droga crea danno a chi la usa" è solo una generalizzazione senza senso.
- PRIMO "la droga" non esiste. Esistono molte "droghe", e molto diverse sotto tutti gli aspetti. Ogni generalizzazione di questo tipo non ha nessun senso, se non nel gioco della "propaganda politica". E a me continua a fare impressione che le due "droghe" più pericolose e dannose sotto tutti gli aspetti- alcol e tabacco - per motivi culturali economici e politici siano rimaste "lecite" e nessuno in Occidente si sogni di "proibirle" per legge.
- SECONDO (a parte il discorso sulle "nuove droghe sintetiche" di cui si parla in questo articolo, e su cui io ho fatto anche due "esempi preoccupanti" molto precisi), la maggior parte delle "droghe" classiche di per sé fanno male SOLO SE usate male. Mentre INEVITABILMENTE fanno male le "droghe" che ci troviamo sulle strade grazie alla FOLLIA PROIBIZIONISMO (sostanze impure, infette, mescolate insieme, dosi sbagliate...), e fa male l'ABUSO CULTURALMENTE FACILITATO, specie frs i giovanissimi, dall'effetto "frutto proibito".
- TERZO La droga di gran lunga più coinvolta in incidenti stradali è l'alcol: ci dica chiaramente: vista la sua totale opposizione a ogni uso di "droghe", LEI SAREBBE A FAVORE DI UNA PROIBIZIONE X LEGGE ANCHE DELL'ALCOL? Ripeto: ce lo dica chiaramente, così capiamo meglio la sua posizione.
P.S.
Ho già citato molti esempi di grandi uomini che hanno dato lustro all'umanità e di cui è ben documentato l'uso di "droghe", a volte per decenni (in particolare oppioidi, che una volta si usavano per infiniti "disturbi" o malattie, dalla tosse all'insonnia al diabete). Ne ricordo ancora una volta qualcuno alla rinfusa, ma potrei citarne centinaia, con riferimenti precisi per ciascuno: Marco Aurelio, Avicenna, il cardinale Richelieu, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin, Federico II di Prussia, Johann Wolfgang Goethe, Voltaire, Ottone di Bismarck, Francisco Goya, Charles Dickens, Charles Baudelaire, William Wilberforce, lo zar Pietro il Grande, Maria Teresa d’Austria, Florence Nightingale, Louisa May Alcott, la regina Vittoria d'Inghilterra, Caterina di Russia, Anton Chekhov, Hans Christian Andersen, Charles Darwin, Jules Verne, Richard Wagner, Georges Clemenceau, Fryderyk Chopin, Claude Debussy, Friedrich Nietzsche, Albert de Pouvourville, Sigmund Freud, Thomas Alva Edison, papa Leone XIII, Mikhail Bulgakov, William Halsted, Louis Laloy, Francis Poulenc, Sir Harold Acton, Jean Cocteau, Coco Chanel, Pablo Picasso, Umberto Saba, John Fitzgerald Kennedy, Graham Greene, Tiziano Terzani.
So che a lei questo non piace, ma è la pura realtà.
2.
LEI SCRIVE: Spinoza: “Chi cerca di determinare tutto per legge fomenterà il vizio piuttosto che correggerlo.”
Ah, quindi dobbiamo anche depenalizzare il furto, la frode, l’assassinio ecc. ecc. ?
OVVIAMENTE NO: ma lei fa sempre finta di non capire e, per cercare di aver ragione, stravolge le parole e il pensiero degli altri.
Spinoza OVVIAMENTE dice solo che non ha senso tentare di regolare "TUTTO" per legge, e anzi, che provarci fa danni.
Cerchi di rileggere senza pregiudizi e per intero le 2 citazioni di Spinoza che io ho fatto, che sono chiarissime, e che centrano perfettamente il problema del DANNO SOCIALE fatto da leggi INEFFICACI E CONTROPRODUCENTI, come sono INCONTESTABILMENTE le leggi di "proibizione delle droghe".
P.S.
Mi domando se lei ha mai considerato l'art. 4 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789): “La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non fa male ad altri”;
o il "Saggio sulla libertà" di John Stuart Mill, di cui cito una frase molto chiara, dall'Introduzione:
“L'unico scopo per cui il potere può essere legittimamente esercitato su un qualsiasi membro di una comunità civilizzata, contro la sua volontà, è quello di evitare danno agli altri. Il suo proprio bene, fisico o morale, non è una giustificazione sufficiente... Su se stesso, sul suo corpo e sulla sua mente, l'individuo è sovrano.”
OVVIAMENTE, anche secondo questi principi molto liberali, delitti come "il furto, la frode, l’assassinio ecc. ecc." devono essere perseguiti perché fanno "danno agli altri".
E noti che, mentre la repressione dei furti e degli assassini certo non ne fa AUMENTARE IL NUMERO, le leggi di proibizione delle "droghe" hanno MOLTIPLICATO la produzione e i consumi di "droghe" per un fattore sicuramente superiore a 1000.
3.
LEI SCRIVE: "Definirei quel che è successo così: è stato merito del pensiero di coloro che, in nome della libera scelta dell’individuo, hanno promosso di fatto l’uso della droga come valore addirittura culturale e quindi ad incentivarne il consumo sfidando la legge e di coloro che hanno accettato questo pensiero in base al laissez faire, laissez passer ."
MI MERAVIGLIO CHE LEI NON RIESCA A CAPIRE che questi fenomeni sono esattamente ciò che E' STATO AUTOMATICAMENTE PROVOCATO dalle leggi proibizioniste (per me stupide e folli, ma in realtà "politicamente" molto comprensibili, data la "stupidità delle masse") che si illudevano di risolvere un "PROBLEMA" (largamente immaginario ma artificiosamente costruito per convenienza politica, con la stessa logica del nostro on. Salvini con gli immigrati) e alla fine hanno fatto solo ENORMI DANNI.
Prima queste idee proprio non esistevano e la gente usava oppio-morfina-eroina-cocaina-cannabis essenzialmente come "farmaci", mentre l'uso come "droghe" era un'eccezione di pochissimi (vedi la cocaina per i vari Gabriele D'Annunzio o i gaudenti della Belle Epoque).
DIREI ANCHE CHE le origini e le conseguenze del proibizionismo sono una chiarissima illustrazione dei LIMITI E DIFETTI di quella che resta la migliore possibile opzione politica, ovvero la "democrazia". Vedi in proposito la triste riflessione di Churchill: “La democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre finora sperimentate."
4.
LEI SCRIVE: ".... come può accettare di consentire al proprio simile di diventare dipendente della droga e quindi suo servo ovvero schiavo portandolo, in moltissimi casi, alla sua disfatta fisica ed economica?"
IL PUNTO E' CHE:
- diventare "servo o schiavo dalla droga" è un'idea molto diffusa e popolare ma esagerata e tutta da discutere.
In primo luogo, la "dipendenza patologica" da una "droga" è un fenomeno molto raro anche fra i consumatori di eroina, la sostanza più temuta e demonizzata (la maggioranza dei consumatori NON diventa dipendente ma ne fa un "uso controllato", ovviamente OGGI reso complicato dalla situazione di illegalità - vedi Warburton et al. 2005, disponibile al link: https://www.drugsandalcohol.ie/3906/1/2810-3016.pdf o il libro del Dr. Carl L. Hart "Drug Use for Grown-Ups: Chasing Liberty in the Land of Fear." (2021).
E comunque, se proprio si vuol essere precisi, la "droga" per cui è più facile sviluppare "dipendenza patologica", e più difficile uscirne, è il tabacco in forma di sigarette.
enniusfirst
25 agosto 2025 14:47
Egregio Cappuccino,
nei centri di recupero, ogni mattina, chi si sta disintossicando ringrazia i personaggi da Lei citati come esempi da seguire nel consumo di oppioidi ed altro, memori certi che…
‘la "dipendenza patologica" da una "droga" è un fenomeno molto raro’ .
Menzionare il tabacco e l’alcool, equiparandoli alla droga, serve a giustificare la seguente posizione: dal momento che sul libero mercato esiste ciarpame, perché non includerne dell’altro ?
Riguardo la Sua affermazione: “se proprio si vuol essere precisi, la "droga" per cui è più facile sviluppare "dipendenza patologica", e più difficile uscirne, è il tabacco in forma di sigarette.”,
io concordo.
I centri di recupero dei tabagisti sono sovraffollati.
Oh, no?
Intanto, la ricerca moderna ci dice che :
Fondazione Veronesi - 19/07/2016
Marijuana, danni visibili anche dopo un anno di astinenza.
Una ricerca evidenzia l'alterazione delle funzioni cerebrali dovuti dalla marijuana anche dopo astinenza.
«La marijuana una droga leggera? Può anche raddoppiare il rischio di schizofrenia. La verità è che non esistono droghe leggere o pesanti, è un concetto da superare: sono tutte droghe con effetti deleteri, il rischio e la gravità con cui si manifestano in una condizione patologica sono individuali».
È molto netto Roberto Cavallaro, responsabile dell’Unità per i disturbi psicotici dell'ospedale San Raffaele di Milano, a commento di una nuova ricerca sugli effetti negli adolescenti di questa sostanza. L’Università di Pittsburgh e l’Università dello Stato dell’Arizona hanno preso sotto esame mille ragazzi maschi dai 13 ai 18 anni che facevano un uso regolare di marijuana.
La scoperta più incisiva è che pure dopo un anno di abbandono della cannabis facilmente i giovani continuassero a vivere esperienze subcliniche di paranoia ed episodi di allucinazioni, come quelle osservate durante il consumo continuato.
Claudio Cappuccino
26 agosto 2025 02:34
Per me, non varrebbe assolutamente la pena continuare a discutere con lei.
Se continuo a risponderle è perché spero che fra i lettori di ADUC DROGHE ci siano persone curiose e in grado di valutare la consistenza dei dati e dei ragionamenti.
E quindi ecco le mie risposte:
1.
solo il fatto che lei consideri tabacco e alcol "diversi" dalle altre "droghe" dice che lei ha una visione ideologica e non scientifica della materia.
Le faccio solo presente che il sito dell'American Public Health Association - che magari anche lei riuscirà a considerare "autorevole" - ha una sezione che si chiama "Alcohol, Tobacco and Other Drugs" (https://www.apha.org/apha-communities/member-sections/alcohol-tobacco-and-other-drugs). E non dico altro, anche se potrei fare decine di citazioni sull'argomento.
N.B.
metto sempre il termine "droga" fra virgolette perché il concetto diciamo "popolare" di droga è estremamente sfuggente, e una definizione rigorosa estremamente difficile.
Basti pensare che la definizione attuale di Wikipedia (e in passato era molto peggio!) è questa: DROGA è "una sostanza, naturale o sintetica che, una volta assunta, altera la coscienza o la percezione o l'umore, il cui consumo può portare a una dipendenza fisica o psichica o a danni alla salute, dell'utilizzatore o di altri, e la cui fabbricazione, distribuzione e uso è nella maggioranza dei casi vietato o regolato dalla legge."
Definizione che, presa alla lettera, implica ovviamente che lo zucchero è una droga.
Infatti, l'assunzione di zucchero "altera la coscienza o la percezione o l'umore" (non per niente lo zucchero "piace"), il consumo di zucchero può portare a dipendenza psichica e fare danni alla salute, e la produzione e distribuzione di zucchero sono regolate dalla legge".
2.
I suoi ricorrenti giochini di parole sui "drogati" dei centri di recupero (o sui morti elencati da Wikipedia, sugli Elton John, ecc. ecc.) non credo che possano ingannare nessuno, a parte evidentemente lei stesso, che li concepisce e li ripete ad ogni occasione.
I personaggi da me citati (e i moltissimi altri non citati) non sono "esempi da seguire" in quanto "consumatori di droghe". Sono solo persone di alto valore intellettuale e professionale, la cui memoria rimane nella storia, e che semplicemente hanno usato sostanze che a lei fanno orrore in modo tranquillo e sicuro, e probabilmente anche utile.
Molti sono vissuti prima della tragica follia dell'attuale "proibizionismo", ma alcuni anche dopo - solo evidentemente essendo in posizione privilegiata rispetto a poveri ragazzi senz'arte né parte che si trovano per loro sfortuna in situazioni che non possono né capire né gestire e che troppo spesso finiscono male (travolti da una "addiction" che non riescono nemmeno a capire o persino prematuramente morti).
3.
Se lei, che non credo abbia 12 anni, non ha ancora capito che cosa è il tabacco "in forma di sigarette" (perché sigaro e pipa pongono problemi diversi e minori) secondo me vuol dire che ha sempre visto il mondo attraverso occhiali deformanti.
Una singola citazione e un paio di riferimenti bibliografici, anche se sono sicuro che con lei queste cose sono inutili.
CITAZIONE
Steven Jonas (e lei penserà subito: e chi c... era costui? ma siccome voglio essere gentile glielo dico: era fino a qualche anno fa professore di "Preventive Medicine" alla Stony Brook University), in uno dei libri secondo me più autorevoli e interessanti in materia di "droghe" (Lowinson J.H.-Ruiz P. et al. (eds). Substance abuse - a comprehensive textbook, 4th ed., Williams and Wilkins 2005), ha scritto: “C’è una singola sostanza che, usata nel modo voluto, aumenta il rischio di conseguenze negative per la maggioranza dei consumatori, e anche per le persone nelle vicinanze. Questa sostanza è, ovviamente, il TABACCO. (p. 1261) [...] Tutte le sostanze psicoattive comunemente usate a scopo ricreativo, TABACCO a parte, aumentano il rischio di danni alla salute solo per alcuni dei consumatori e solo per alcune delle persone nelle vicinanze. (....) L’uso di qualunque sostanza mette il consumatore a rischio di incorrere in danni alla salute. Ma apparentemente, per tutte le sostanze comunemente usate, eccettuato il TABACCO, un uso sicuro è possibile.” (p. 1262). (traduzioni mie)
RIF. BIBLIOGRAFICI
Berridge V. Two Tales of Addiction; Opium and Nicotine. Hum. Psychopharmacol. Clin. Exp. 1997;12:S45-S52.
Benowitz N.L. Nicotine Addiction. N Engl J Med 2010;362:2295-303.
Nicotine addiction. A report of the Surgeon General. Washington,DC: GPO 1988 (https://collections.nlm.nih.gov/ext/document/101584932X423/PDF/101584932X423.pdf)
3 documenti WHO
Tobacco fact sheet: https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/tobacco
Tobacco Report 2025 https://www.who.int/publications/i/item/9789240112063
How the tobacco industry captures young customers https://www.who.int/publications/i/item/9789240094642
4.
Sull'ultimo punto, non perdo molto tempo a risponderle. Lei ha già dimostrato più volte la sua capacità di valutare la "ricerca moderna" sulla Cannabis (vedi l'articolo di PlosONE su Cannabis vs tabacco, che lei ha citato più di una volta).
Sull'associazione "cannabis-schizofrenia" solo negli ultimi 10 anni sono stati pubblicati più di 1000 articoli, di cui 252 "review" e 70 "systematic review" (una domanda: lei di questi ultimi quanti ne ha letti? perché per capire un problema ovviamente bisogna leggere soprattutto le review, visto che non si può star dietro alle migliaia di articoli scritti solo perché in questo mondo si deve "publish or perish").
5.
L'unico punto su cui concordo è che "la cannabis non è una droga leggera" (l'ho detto per la prima volta forse più di 20 anni fa e ci ho "litigato" molte volte con Marco Pannella e molti altri).
La distinzione "droghe leggere e pesanti" è non solo scientificamente priva di senso, ma anche pericolosamente fuorviante. Non esistono droghe leggere e pesanti, ma solo usi leggeri o pesanti di qualsiasi droga. Dove si deve intendere con “leggero” un uso limitato, controllato, informato, e ragionevolmente “sicuro” della sostanza, sia sotto l’aspetto della frequenza che della quantità (dose). Mentre con “pesante” si deve intendere un uso non controllato ed eccessivo (abuso), sia in termini di frequenza che di quantità.
enniusfirst
27 agosto 2025 21:11
Al di là di chi ci racconta, alzando fumo .. di tabacco, che le droghe, dal momento che sono state consumate dai nostri trisavoli , sono praticamente innocue, le ricerche moderne sull’argomento vanno sempre ribadite e questo per non dimenticare.
Ad esempio ….
( Abstract ).
Harvard Medical School 16/04/2014
' Nello studio, pubblicato sul Journal of Neurosciences, le persone che avevano usato cannabis una o due volte la settimana anche per pochi mesi, sono state trovate avere cambiamenti nelle zone del cervello che regolano le emozioni, la motivazione e la dipendenza.
I ricercatori della Harvard Medical School hanno effettuate scansioni 3D dettagliate sul cervello degli studenti che avevano consumato cannabis raramente e non erano assuefatti e li hanno confrontati con quelle di studenti che non avevano mai consumato la droga.
Due sezioni principali del cervello sono risultate essere colpite. Ovviamente, più alto il consumo di cannabis dei soggetti dello studio, maggiori le anomalie cerebrali su migliaia di soggetti .
L’autore della ricerca , il dottor Hans Breiter, professore di psichiatria e scienze comportamentali alla Northwestern University Feinberg School of Medicine, ha dichiarato : “Questo studio solleva una sfida forte all’idea che l’uso occasionale di marijuana non sia associato a conseguenze negative. ...."
Mark Winstanley , chief executive del centro per malati mentali Rethink , ha detto: “Per troppo tempo la cannabis è stata vista come sicura, ma come suggerisce questo studio, può avere davvero un grave impatto sulla vostra salute mentale . La ricerca mostra anche che quando la gente fuma cannabis prima dei 15 anni, si quadruplica la probabilità di sviluppare psicosi. Ma poche persone sono consapevoli dei rischi.”
University of Texas. 2014
"Fumare marijuana in giovane eta' puo' avere conseguenze di lungo termine sul cervello, e persino ridurre il quoziente intellettivo: lo rivela uno studio dei ricercatori della University of Texas. " i
Lo studio mostra come ci siano differenze cerebrali tra i fumatori abituali di marijuana e le altre persone. ..
Prima si inizia a fare uso di marijuana, piu' pronunciate sono le differenze", ha spiegato ai media statunitensi la dottoressa Francesca Filbey, autrice principale dello studio e professore alla School of Behavioral and Brain Sciences dell'University of Texas. " .
Claudio Cappuccino
28 agosto 2025 22:22
Sig. Enniusfrst,
ancora una volta perdo un po' di tempo a risponderle perché credo che queste osservazioni sul suo "metodo di lavoro" possano essere interessanti per qualcuno.
1.
per prima cosa, osservo che la sua prima frase, che ritengo riferita a me, è il classico STRAVOLGIMENTO DELLE PAROLE ALTRUI, ovvero il classico metodo di chi non ha argomenti e non sa discutere con "onestà intellettuale".
Io ovviamente non ho MAI sostenuto una stupidaggine come questa, concepita e scritta SOLO DA LEI: "le droghe, dal momento che sono state consumate dai nostri trisavoli, sono praticamente innocue."
A parte quel fantastico "dal momento che...", esemplificativo del suo modo di "ragionare", solo lei poteva concepire una sciocchezza simile e attribuirla ad altri.
Perché ogni persona normale sa che QUALUNQUE COSA - persino lo zucchero, il sale, i gelati, il cioccolato, il caffè, l'aspirina, ecc. - se usata male può far male e anche MOLTO male. E quindi figuriamoci "le droghe", alcol e tabacco inclusi.
2.
Anche se lei ha sempre dimostrato evidenti difficoltà a capirlo, io ho SEMPRE E SOLO DETTO che ALCUNE "droghe" (certo non "tutte"), se si è normalmente sani di mente e si sa quello che si fa, POSSONO essere usate in modo ragionevolmente sicuro e persino utile. Certo non ho MAI detto che "non fanno male", che è cosa MOLTO diversa.
Tra l'altro, forse non è un caso se proprio una droga come l'OPPIO (con i suoi derivati e analoghi) è l'UNICO FARMACO che ha attraversato 5000+ anni di storia della medicina senza perdere nulla del suo valore!
3.
E L'ALTRA COSA CHE HO SEMPRE DETTO, e per cui non ho mai visto una smentita, è che una qualsiasi "droga" del MERCATO NERO (creato dal PROIBIZIONISMO, se per caso lei non l'avesse ancora capito) è infinitamente più PERICOLOSA E DANNOSA della stessa "droga" prodotta e venduta legalmente in FARMACIA. E questo per mille motivi che non ripeto.
4.
Quanto alle sue citazioni sulle RICERCHE MODERNE, ancora una volta devo farle notare che lei si ostina a citare articoli scientifici che però non sembra saper leggere correttamente.
Sul primo lavoro da lei citato, anche se lei lo identifica in modo piuttosto vago, suppongo che si tratti della ricerca di Jodi M. Gilman e altri, che si può leggere al link https://www.jneurosci.org/content/jneuro/34/16/5529.full.pdf
Ora, delle tre l'una: o lei non legge attentamente e "criticamente"; o lei non è in grado di valutare bene quello che legge; o lei cerca sempre di "forzare" le parole che legge per tirare acqua al suo mulino, sperando che gli altri non se ne accorgano.
Con me questo metodo funziona poco (si ricorda PlosONE, vero?), per cui, anche questa volta le dico 2 o 3 cose:
PRIMO. Questo tipo di studi serve sicuramente a SUGGERIRE idee e ipotesi di lavoro, che però restano tutte da provare. In particolare, apparenti alterazioni morfologiche del SNC osservate con la MRI possono certo suggerire qualcosa, ma NON dimostrare niente di preciso.
SECONDO. Un campione di 20 fumatori di Cannabis e 20 "controlli" (9 M e 11 F, età 18-25 anni) è veramente piccolo. In più, gli autori evidentemente accettano sulla fiducia (!!!) che i controlli "had not used marijuana in the past year and had used marijuana on less than five occasions in their lifetime".
TERZO. Gli autori (anche se solo ALLA FINE DELLA DISCUSSIONE) ammettono chiaramente i LIMITI del loro lavoro, ma o lei non se n'è accorto, o volutamente fa finta di niente.
Copio e incollo la frase "incriminata" (non perdo tempo a tradurre, ma evidenzio i punti essenziali IN MAIUSCOLO):
"This PRELIMINARY study has SEVERAL CAVEATS. First, the SAMPLE SIZE does not provide power to examine complex interactions such as sex differences. Because this is a cross-sectional study, CAUSATION CANNOT BE DETERMINED, although marijuana exposure parametrically correlated with structural differences, which suggests the possibility of causation. Longitudinal studies ARE NEEDED TO DETERMINE whether marijuana exposure explicitly leads to the differences observed in this study. Furthermore, this study DID NOT INCLUDE quantifiable marijuana metabolite levels, which would have provided further information about the AMOUNT of marijuana exposure. This measure could be incorporated into future studies as a complementary measure to detailed timeline follow-back measures of drug use. Finally, age of onset was collected for marijuana use ONLY. Early exposure to alcohol MAY HAVE ALSO AFFECTED brain structure (although no participant met criteria for past alcohol abuse or dependence)."
ULTIMO. Lei ha notato che nei giorni successivi, sulla stessa rivista, sono state pubblicate due critiche abbastanza "pesanti" (di Ryan M. Smith il 17 aprile e Nidia J. Melendez il 12 maggio 2014)?
E se l'ha notato, perché non le ha prese in considerazione?
5.
Non ho tempo di leggere con attenzione anche il secondo articolo che lei cita, che suppongo sia questo: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC4349558/
Osservo solo che questo studio è un confronto fra due gruppi di fumatori di Cannabis, senza un confronto con "non-fumatori", per cui non sono sicuro che quello che lei dice di aver letto, sulle "differenze cerebrali tra i fumatori abituali di marijuana e le altre persone", sia esatto.
E non ho nemmeno notato dove gli autori parlano di "riduzione del quoziente intellettivo".
Inoltre, osservo che anche questo studio fa molto affidamento sulla parola dei partecipanti, in particolare sull'uso di altre droghe oltre alla Cannabis: "Regarding other drugs of abuse, there were no reports of daily use (one participant reported using crystal meth once a month, eight participants reported using cocaine once a month, one participant reported using cocaine once a week and one person reported using ecstasy once a month). Participants reported a mean frequency of alcohol use of 22.5 days of the past 90 days and among those who drank, reported a mean of 5.6 drinks on a drinking day. Of the 33 participants who reported some tobacco use, the average number of cigarettes on smoking days was 8.79".
6.
Buonanotte, alla prossima.
enniusfirst
30 agosto 2025 08:44
Ai pareri di Cappuccino come: “STRAVOLGIMENTO DELLE PAROLE ALTRUI, ovvero il classico metodo di chi non ha argomenti e non sa discutere con "onestà intellettuale" e Sue affermazioni come “ la "dipendenza patologica" da una "droga" è un fenomeno molto raro’, mi limito a riportare le ricerche moderne sull’argomento che vanno sempre ribadite e questo per non dimenticare.
Acta Psychiatrica Scandinavica
Volume 79, Issue 5, pages 505–510, May 1989
Schizophrenia in users and nonusers of cannabis
A longitudinal study in Stockholm County
Stanley Zammit, MRC clinical research fellow,a Peter Allebeck, professor of social medicine,b Sven Andreasson, associate professor of social medicine,c Ingvar Lundberg, professor of occupational epidemiology,c and Glyn Lewis, professor of psychiatric epidemiologyd.
Participants
50 087 subjects: data were available on self reported use of cannabis and other drugs, and on several social and psychological characteristics.
Conclusions
Cannabis use is associated with an increased risk of developing schizophrenia, consistent with a causal relation. This association is not explained by use of other psychoactive drugs or personality traits relating to social integration.
" A fare il punto della questione arriva oggi uno studio realizzato da Wayne Hall, consulente dell’Oms e tra i massimi esperti degli effetti della marijuana, che analizza e riassume i risultati delle principali ricerche effettuate negli ultimi 20 anni. I risultati, pubblicati sulla rivista Addiction, dimostrerebbero la presenza di moltissimi effetti negativi per la salute.”
National Library of Medicin
Addiction First
published: 7 October 2014
Conclusions
"The epidemiological literature in the past 20 years shows that cannabis use increases the risk of accidents and can produce dependence, and that there are consistent associations between regular cannabis use and poor psychosocial outcomes and mental health in adulthood."
Claudio Cappuccino
30 agosto 2025 18:51
Vedo che le piace insistere sulla Cannabis, anche se questo articolo di ADUC era sulle "droghe sintetiche"!
E allora continuiamo, finché ADUC ritiene di pubblicare i nostri post.
Magari a qualcuno sono utili.
1.
Questa volta lei (che rimprovera sempre a me di citare libri e articoli VECCHI!!!) è andato a pescare una ricerca del 1989.
Peccato che, tanto per cominciare, LEI LA CITI MALE, perché Stanley Zammit non compare fra gli autori!
Le faccio omaggio dei DATI CORRETTI:
S. Andreasson, P. Allebeck, U. Rydberg. Schizophrenia in users and nonusers of cannabis. A longitudinal study in Stockholm County. Acta Psychiatr Scand 1989;79:505-10.
(e pensi che proprio di questo articolo io ne ho anche una fotocopia!!!!)
2.
In compenso, negli ultimi 20 anni, Stanley Zammit ha pubblicato MOLTI articoli su questo argomento, e mi domando perché lei sia andato a ripescare proprio questo di 36 ANNI FA (in cui, RIPETO, Zammit non figurava!) invece, per esempio, di questo molto più recente, di cui Zammit è DAVVERO coautore:
Allebeck et al. Does a history of cannabis use influence onset and course of schizophrenia? Acta Psychiatr Scand 2023;147:614-22.
3.
forse il dettaglio le è sfuggito, ma solo 4 giorni fa, nel mio post del 26 agosto, IO LE AVEVO FATTO NOTARE che "sull'associazione "cannabis-schizofrenia" solo negli ultimi 10 anni sono stati pubblicati più di 1000 articoli, di cui 252 "review" e 70 "systematic review".
Questo era tanto per dirle che non ignoro il problema, anche se non ho le sue "certezze assolute", e certo non mi viene mai in mente di presentare come conclusioni definitive le osservazioni di qualche singolo articolo opportunamente scelto!!!
Anche perché, volendo, io potrei citarle moltissimi articoli che tendono a escludere il legame CAUSALE fra "uso di Cannabis" e "sviluppo di schizofrenia", che piacerebbe tanto a lei, e ritengono che invece l'uso di Cannabis possa piuttosto portare in luce ("slatentizzare") una predisposizione soggettiva a disturbi psichiatrici, inclusa la schizofrenia.
4.
Vede, nei 60+ anni che mi sono occupato di "droghe" non so quante centinaia di articoli scientifici sulla Cannabis ho letto. E sicuramente ho più di 100 libri più o meno scientifici sulla Cannabis, da "Marihuana. America’s new drug problem" (Walton, 1938) a "How to regulate Cannabis" (Transform Drug Policy Foundation 2022).
Certo non li ho letti tutti da cima a fondo, ma molti sì, e comunque a ciascuno ho dedicato almeno un'ora o due quando li ho comprati, e su ciascuno ho scritto qualche nota sintetica come promemoria, per cui faccio presto a ritrovare le cose.
5.
Ma se infine, per caso, dovesse interessarle la mia opinione personale sulla Cannabis gliela dico molto in breve:
- la Cannabis ha sul nostro cervello azioni PROBABILMENTE più varie e complesse, e SECONDO ME ancora molto MENO BENE conosciute, di altre sostanze come p.es. oppioidi, amfetamine, cocaina.
Non solo gli effetti soggettivi di una dose "forte" di Cannabis sono particolarmente alteranti (effetti sulla percezione del proprio corpo, sullo spazio-tempo, sulle funzioni "cognitive", sulla concentrazione, sulla memoria, sull'umore, ecc.), non meno alteranti di quelli di una forte dose di alcol (ma per dire questo bastava leggere Baudelaire!).
- la potenza di questi effetti mi ha convinto che un uso "PESANTE", REGOLARE E CONTINUATIVO di Cannabis ad alte dosi è sicuramente "dannoso" per il normale funzionamento di una persona, anche se la Cannabis è fisicamente poco tossica (non è mai stata identificata una dose mortale e non ha mai ucciso nessuno, a parte il discorso su eventuali incidenti sotto il suo effetto)
- in particolare io sconsiglio sempre MOLTO VIVAMENTE ogni tipo di "abuso" (di Cannabis, alcol e qualunque altra roba) ai giovani, che non solo si devono "formare" umanamente (intendo nei rapporti con se stessi e con gli altri) nel modo più "naturale" possibile, ma devono anche STUDIARE e memorizzare.
- uno "stato alterato di coscienza" (alcol, Cannabis o altro) può anche essere ricercato ECCEZIONALMENTE, e questo io non lo critico più di tanto, ma assolutamente NON regolarmente e continuativamente.
- anche se a moltissimi questo sembrerà una follia, come ho già scritto, le uniche "droghe" che non impediscono più di tanto una vita normale sono gli oppioidi e gli stimolanti (amfetamine e analoghi), ovviamente "di farmacia", e usati "correttamente", diciamo, per capirci, sotto controllo medico.
- e per concludere sulle TANTE COSE CHE ANCORA NON CAPIAMO SULLA CANNABIS, faccio sempre l'esempio dell'estrema variabilità degli effetti riscontrati nell'USO TERAPEUTICO di Cannabis o derivati (oggi considerati MOLTO interessanti e promettenti in un campo VASTISSIMO di possibili indicazioni, vedi p.es. Russo EB - Grotenhermen F (eds) Handbook of Cannabis therapeutics.Routledge 2010).
E a riprova di questo, cito sempre il caso della terapia del dolore, in cui si va da effetti pari a ZERO, o addirittura NEGATIVI, a effetti quasi miracolosi, come quelli riportati in questo articolo:
Chatterjee A. et al. “A dramatic response to inhaled Cannabis in a woman with central thalamic pain and dystonia”, in: J Pain Symptom Managem, vol. 24, 2002, pp. 4-6.
(Tra l'altro, io ho avuto molti anni dopo uno scambio di email con il dr. Chatterjee e mi ha scritto che ogni tanto la paziente si faceva ancora vedere in istituto, aveva sempre continuato con le sue piccole dosi di Cannabis, e continuava a stare bene!)
6.
Stia bene. Alla prossima.
enniusfirst
31 agosto 2025 20:49
Prendo atto che Stanley Zammit non compare nella ricerca da me citata fra gli autori.
Quindi, cosa ne deduciamo: che le conclusioni della ricerca non sono valide ?
Lei cita una ricerca del 2023 sul medesimo argomento di cui Zammit è coautore.
A quali conclusioni si è arrivati.
Da Nazional Library of Medicine
"Conclusion: Our findings indicate that the disease burden of schizophrenia is greater in individuals who use cannabis during adolescence. Strengthening evidence on causality and teasing out long-term effects of pre-illness cannabis use from continued post-illness has clinical implications for improving schizophrenia outcomes."
È forse cambiato qualcosa ?
Ella cita un fatto personale:
(Tra l'altro, io ho avuto molti anni dopo uno scambio di email con il dr. Chatterjee e mi ha scritto che ogni tanto la paziente si faceva ancora vedere in istituto, aveva sempre continuato con le sue piccole dosi di Cannabis, e continuava a stare bene!).
Come similitudine si potrebbe citare il caso di Winston Churchill che fumò il sigaro fino alla morte avvenuta a 91 anni.
Deduzione : il tabacco non fa male, salvo poche eccezioni.....
Claudio Cappuccino
02 settembre 2025 17:29
Mi scuso con ADUC, ma devo ancora risponderle.
1.
NO. Per prima cosa, ne deduciamo che lei cita la "ricerca moderna" a vanvera.
P.es., io nel mio commento mi ero fermato al titolo di "Acta Psychiatrica Scandinavica volume 79,....", come da lei citato, che aveva autori diversi da quelli citati da lei.
Ma volutamente NON le avevo fatto notare che ANCHE I DATI DA LEI CITATI ("50 087 subjects: data were available..." ecc.) NON c'entravano niente con quell'articolo, ma erano presi da UN ALTRO, in cui Zammit in realtà c'era!!!! (S Zammit et al. Self-reported cannabis use as a risk factor for schizophrenia in Swedish conscripts of 1969: historical cohort study. British Medical Journal 2002;325:1199)
Volevo vedere SE LEI CORREGGEVA ME, ma OVVIAMENTE, ripeto OVVIAMENTE, lei non si è accorto di niente e non l'ha fatto!!!
Complimenti per la serietà con cui legge e si annota la letteratura!!!
P.S. Vede, io ho cominciato a lavorare su queste cose quando bisognava passare ORE E GIORNI nelle biblioteche e farsi fotocopie (e io l'ho fatto in Italia, UK, USA, Canada e India), ma oggi con il MIRACOLO INTERNET/EMAIL chi si sa appena muovere trova TUTTO da casa, e scopre anche subito I PASTICCI DEGLI ALTRI!!!
2.
Secondo, sul punto "cosa ne deduciamo: che le conclusioni della ricerca non sono valide?"
NO.
Ne deduciamo, come ho cercato più volte di farle CAPIRE, che le conclusioni di QUELLA ricerca sono "valide" (per quanto criticabili) per QUELLA SINGOLA RICERCA, FATTA CON QUEI METODI DI LAVORO E CON QUEI LIMITI (tra i quali LIMITI, p.es., c'era quello ENORME di basare tutto il lavoro sul "self-reported use of cannabis and other drugs" quindi SULLA FIDUCIA NELLE PAROLE DEI SOGGETTI INTERVISTATI... davvero una solidissima base scientifica!!!!).
Per cui, RIPETO, quelle conclusioni NON sono VALIDE IN ASSOLUTO e NON si possono prendere come VERITA' ASSOLUTA. Anche se a lei sembra il contrario.
Perché LEI INVECE AMA LE CERTEZZE, immagina che sulle "droghe" tutto sia chiaro ed evidente, esprimibile in 4 parole "le droghe fanno male", e si accontenta di citare PIU' VOLTE, con dei bei "copia e incolla", sempre GLI STESSI 2 o 3 articoli (persino quello ridicolo di PlosONE!!!). E ogni volta dice che ce li (ri)propone "per non dimenticare"!!!
Sono sicuro che quando per caso le capita di leggere qualcosa NON IN ACCORDO con i suoi PRE-GIUDIZI e le sue convinzioni immodificabili, lei LO DIMENTICA SUBITO e non lo citerà mai.
3.
Invece - RIPETO, anche se nel suo caso "repetita non juvant" - sull'associazione CANNABIS-SCHIZOFRENIA "solo negli ultimi 10 anni sono stati pubblicati più di 1000 articoli, di cui 252 reviews e 70 systematic reviews".
Se uno vuole analizzare SERIAMENTE e CAPIRE il problema (e le assicuro che io con tutti i miei limiti l'ho fatto) deve leggersi almeno un buon numero di queste reviews e systematic reviews: perché in quei 1000 articoli (= 1000 studi fatti in posti diversi, da studiosi diversi, con soggetti diversi, ...) ci sono conclusioni assolutamente NON UNIVOCHE, E IN GENERALE ANCORA OGGI CON MOLTI PIU' DUBBI CHE CERTEZZE.
4.
Quanto al mio "fatto personale".
Anche questa volta lei non ha capito quello che ho scritto (ma sarà sicuramente colpa del fatto che scrivo in modo poco chiaro).
Vede, io avevo citato quel SINGOLO report di un effetto quasi miracoloso della Cannabis su un dolore neuropatico gravissimo, SOTTOLINEANDO che, al contrario, molti altri report continuano a riportare effetti "pari a ZERO, o addirittura NEGATIVI" della Cannabis sul dolore.
E proprio perché "scientificamente" io vivo di DUBBI, anni dopo aver letto quel pezzo del 2002, avevo pensato di contattare il dr. Chatterjee per sapere se quel singolo caso aveva avuto qualche evoluzione e quale. Tutto qui.
E nonostante la risposta positiva su quel singolo caso, posso dire la mia valutazione generale sugli "effetti della Cannabis in terapia del dolore" è cambiata molto poco.
Per cui anche il suo già più volte ripetuto esempio su Churchill, proprio non è una SIMILITUDINE APPROPRIATA!!!!
5.
Per rispetto di ADUC, questa è l'ULTIMA VOLTA che le rispondo in modo così dettagliato.
D'ora in poi, commenterò i suoi post in pochissime parole.
Cepu
03 settembre 2025 16:38
Dott. Cappuccino, la ringrazio per l'ampia ricapitolazione. La sua fatica non è stata inutile, in questo e altri post c'è una ricchezza inconsueta. Ringrazio anche ADUC che ci tiene tutto online da anni.
enniusfirst
04 settembre 2025 08:12
Non potendo smentire le conclusioni di ricerche specialistiche moderne, Ella alza fumo sullo specialista Zammit se c’era o non c’era in questa o quella ricerca solo per distrarre il lettore.
Quando scrive : “ Vede, io ho cominciato a lavorare su queste cose quando bisognava passare ORE E GIORNI nelle biblioteche e farsi fotocopie… “, la cosa va a Suo favore, ma questo nulla dice sulla fondatezza delle Sue conclusioni.
Anche Aristotele, Claudio Tolomeo ed altri impiegarono gran parte della loro vita in studi , ricerche e scrivere trattati per sostenere il modello geocentrico, ma …. sbagliarono.
Ella rimanga con i Suoi scontati dubbi, io mi affido, e lo ripeto, a questa ed altre conclusioni:
" A fare il punto della questione arriva oggi uno studio realizzato da Wayne Hall, consulente dell’Oms e tra i massimi esperti degli effetti della marijuana, che analizza e riassume i risultati delle principali ricerche effettuate negli ultimi 20 anni. I risultati, pubblicati sulla rivista Addiction, dimostrerebbero la presenza di moltissimi effetti negativi per la salute.”
National Library of Medicin
Addiction First
published: 7 October 2014
Conclusions
"The epidemiological literature in the past 20 years shows that cannabis use increases the risk of accidents and can produce dependence, and that there are consistent associations between regular cannabis use and poor psychosocial outcomes and mental health in adulthood."
Claudio Cappuccino
04 settembre 2025 15:48
Ancora a Enniusfirst.
Vedo che lei proprio fa fatica a CAPIRE, ma ci provo ancora.
Lo faccio SOPRATTUTTO perché non posso accettare che la CONFUSIONE/DISINFORMAZIONE artificiosamente creata su tutte le "droghe" negli ultimi 100 anni continui a FARE DANNI ENORMI A TUTTI, consumatori di "droghe" e no.
1.
In campo scientifico è sempre molto difficile - ma forse sarebbe meglio dire stupido - parlare di CONCLUSIONI.
2.
E dalle "ricerche specialistiche moderne" - che lei evidentemente conosce solo per frammenti e di cui RICORDA SOLO quello che le piace - si possono estrapolare "conclusioni" estremamente varie e diverse, e anche contraddittorie.
3.
Ma a lei piace immaginare di rispondere "tagliando la testa al toro", per cui le basta fare un altro COPIA E INCOLLA, peraltro di una frase che abbiamo già visto varie volte e che SOLO LEI può vedere come CONCLUSIONE assoluta e definitiva.
4.
E LE DOMANDO: perché p.es., dall'articolo di Wayne Hall su Addiction 2014, lei NON CITA anche QUESTA frase (presa dall'ABSTRACT): "Questo SUGGERISCE che l'uso di Cannabis CONTRIBUISCE nel causare questi effetti, ma ALCUNI RICERCATORI ancora sostengono che queste relazioni sono SPIEGATE DA CAUSE O FATTORI DI RISCHIO CONDIVISI" (e si intende "con altri comportamenti o caratteristiche personali", incluso l'uso di altre sostanze, inclusi alcol e tabacco, espressamente citati da Hall nel corpo dell'articolo).
ORIGINALE con mio COPIA E INCOLLA: "This suggests that cannabis use is
a contributory cause of these outcomes but some researchers still argue that these relationships are explained by shared causes or risk factors".
5.
Per gli interssati a capire cosa dice davvero Wayne Hall - e quanti "può" o "sembra" o "suggerisce" o "probabilmente" ci sono (perché Wayne Hall, che conosco bene, è persona seria) - dò un link al PDF dell'articolo:
https://marijuanaharmlessthinkagain.org/wp-content/uploads/2013/10/Hall_2014_Addiction_Adverse-health-effects-of-recreational-cannabis-use.pdf
Claudio Cappuccino
04 settembre 2025 16:06
AGGIUNTA AL MIO POST PRECEDENTE
sempre al sig. Enniusfirst:
Siccome nell'epoca di internet, come le ho scritto 2 giorni fa, "chi si sa appena muovere ... scopre anche subito I PASTICCI DEGLI ALTRI!!!"
vorrei FAR SAPERE,
a lei e ai suoi 25 lettori,
da dove viene il suo "copia e incolla" su Wayne Hall - altro che aver letto l'ARTICOLO ORIGINALE su Addiction!!!
Il suo simpatico "COPIA E INCOLLA" viene da questo LINK:
https://www.galileonet.it/cannabis-cosa-dicono-20-anni-di-studi/
dove si legge:
"Cannabis, cosa dicono 20 anni di studi"
Redazione Galileo
10/10/2014
"A fare il punto della questione arriva oggi uno studio realizzato da Wayne Hall, consulente dell’Oms e tra i massimi esperti degli effetti della marijuana, che analizza e riassume i risultati delle principali ricerche effettuate negli ultimi 20 anni. I risultati, pubblicati sulla rivista Addiction, dimostrerebbero la presenza di moltissimi effetti negativi per la salute."
..... P.S. ma lei lo sa che il suo "copiare e incollare senza citare la fonte" si chiama "plagio"????
enniusfirst
04 settembre 2025 21:15
Rispondo solo alla Sua accusa di plagio (“attribuzione a sé di opere o scoperte delle quali spettino ad altri i diritti di invenzione o di priorità. “) in quanto per il resto assisto al suo divagare da ispettore francese Jacques Clouseau.
Premesso che se riporto opinioni o pareri di altri le pongo SEMPRE tra virgolette, cosa che dovrebbe far comprendere a menti minimamente attente che il trascrittore non ne è l’autore, prometto che in futuro premetterò in tutti i casi anche la fonte così da evitare ogni dubbio al riguardo da parte di chi si aggrappa alle inezie.
Stia bene…..
Claudio Cappuccino
05 settembre 2025 12:34
a Enniusfirst
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Vedo che lei INSISTE... complimenti, ci vuole un bel coraggio!
Mi spiace, ma lei NON HA "riportato il parere di altri tra virgolette".
La sua NON ERA una citazione tratta dall'articolo di Wayne Hall!!!
Lei ha COPIATO E INCOLLATO una frase scritta dalla Redazione di GALILEO.NET senza citare autori e fonte.
Alle elementari si chiamava "copiare", nel mondo dei grandi si chiama PLAGIO.
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Del resto scommetterei che prima di aver letto quel pezzo di GALILEO.NET lei NON SAPEVA NEMMENO CHI FOSSE WAYNE HALL!!!
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E certo, lei ora dice che "in futuro premetterò in tutti i casi anche la fonte".
Ma TUTTI QUELLI CHE CI LEGGONO hanno già visto molto bene quanto sono PRECISE le sue citazioni delle "fonti".
Ricordo solo l'ultima del 30 agosto, quell'articolo di Acta Psychiatrica Scandinavica 1989 che NON aveva QUEGLI autori, e il cui TESTO ("50 087 subjects: data were available..." ecc.) da lei "copiato e incollato" veniva DA UN ALTRO articolo, che per caso IO conoscevo e ho subito identificato (British Medical Journal 2002).
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Ma lei HA SEMPRE RAGIONE, RAGIONE, RAGIONE, e le mie risposte sono un "divagare da ispettore Clouseau"!!!!
enniusfirst
05 settembre 2025 19:15
Egregio Cappuccino,
quando Ella scrive : “Lei ha COPIATO E INCOLLATO una frase scritta dalla Redazione di GALILEO.NET senza citare autori e fonte.”,
forse, non ha ben capito quanto da me scritto riguardo la Sua accusa di plagio e , quindi, mi vedo costretto a ripeterlo.
Premesso che se riporto opinioni o pareri di altri le pongo SEMPRE tra virgolette, cosa che dovrebbe far comprendere a menti minimamente attente che il trascrittore non ne è l’autore, prometto che in futuro premetterò in tutti i casi anche la fonte così da evitare ogni dubbio al riguardo da parte di chi si aggrappa alle inezie.
A comprova, copio da Aduc ed incollo la frase da me riportata della Redazione di GALILEO.NET che compare, appunto, tra virgolette.
" A fare il punto della questione arriva oggi uno studio realizzato da Wayne Hall, consulente dell’Oms e tra i massimi esperti degli effetti della marijuana, che analizza e riassume i risultati delle principali ricerche effettuate negli ultimi 20 anni. I risultati, pubblicati sulla rivista Addiction, dimostrerebbero la presenza di moltissimi effetti negativi per la salute.”