Claudio Cappuccino
16 settembre 2025 16:51
X ADUC pres PETRO su COCAINA
Il Presidente Petro ha sicuramente il coraggio di dire cose "scandalose", MA...
1.
Le coltivazioni illegali ovviamente devono essere fatte lontane da tutto, spesso disboscando aree vergini, per cui sicuramente l'inutile, inefficiente e costosissimo GIOCO MONDIALE A GUARDIE E LADRI contro le droghe crea un ENORME DANNO ALL'AMBIENTE.
E questo DANNO ovviamente LO DOBBIAMO SOLO AL PROIBIZIONISMO (anche considerando che, per soddisfare la domanda di droghe illegali, se ne devono produrre quantità molto superiori al bisogno, perché si sa che una certa quota verrà sequestrata e distrutta).
PER CAPIRCI MEGLIO:
Produzione illegale di cocaina: 1990: circa 774 t - 2005: circa 1.300 t - 2023: più di 3.700 t
(da UNODC World Drug Report 2004 e 2025)
2.
MA IGNORARE che di gran lunga la maggior parte delle DISTRUZIONI DI FORESTE (non solo in Amazzonia) è dovuta alle MONOCOLTURE (soia, palma da olio, caffè, cacao, ecc.) e alla creazione di pascoli per gli ALLEVAMENTI ESTENSIVI è gravissimo per un politico al massimo livello!!!
3.
Sull'ultima frase del presidente Petro.
Sicuramente il dato sui morti è corretto, ma il ragionamento è senza senso perché oppioidi, cocaina e Cannabis sono sostanze con effetti profondamente diversi (rispettivamente analgesici-tranquillanti, eccitanti, "inebrianti") e i motivi che portano alla decisione di usarle sono assolutamente diversi.
5.
E INFINE, UNA NOTA SULLA COCAINA.
Premesso che io sono convinto che la politica più saggia sarebbe una LEGALIZZAZIONE CONTROLLATA di tutte le principali "droghe", cocaina inclusa, starei MOLTO ATTENTO a "promuovere" l'uso di cocaina come sembrerebbe quasi fare il presidente Petro.
Perché se è vero che l'uso moderato e occasionale, salvo controindicazioni mediche o psichiatriche, è relativamente benigno e sicuro (vedi Sigmund Freud: "Sulla cocaina" o Paolo Mantegazza: "Le virtù della coca"), l'abuso continuativo ad alte dosi diventa rapidissimamente INCOMPATIBILE con una normale vita familiare, sociale e lavorativa, e può portare anche in poco tempo a DANNI NEUROLOGICI E CARDIOVASCOLARI gravi e IRREVERSIBILI.