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enniusfirst 02 novembre 2025 19:59
Dopo tante … esalazioni verbali, riporto le motivazioni che riassumono e giustificano la non legalizzazione delle droghe .
Dipartimento Politiche Antidroghe
Presidenza del Consiglio dei Ministri
1. perché sono tossiche per l’organismo umano e possono compromettere la salute fisica,psichica e sociale della persona;
2. perché le renderebbe più disponibili ed accessibili facendo aumentare il numero dei consumatori e delle persone con dipendenza;
3. perché possono dare dipendenza;
4. perché chi le usa ha un rischio maggiore di acquisire e trasmettere malattie infettive
5. perché chi le usa ha una maggiore probabilità di sviluppare o slatentizzare patologie psichiatriche;
6. perché chi le usa ha una maggior probabilità di commettere crimini ed essere coinvolto in incidenti;
7. perché alterano le funzioni neuropsichiche dell’individuo compromettendo funzioni importanti per la sicurezza (propria ed altrui), la vita di relazione, e l’attività lavorativa;
8. perché sono in grado di influenzare negativamente la normale maturazione cerebrale nell’adolescente;
9. perché i costi e l’apparato che servirebbe per gestire in maniera legalizzata la produzione, la distribuzione, i luoghi di somministrazione, di consumo ed il controllo sanitario delle sostanze legalizzate, oltre che il controllo e la repressione dei vari fenomeni di abuso e criminalità correlata, supererebbero di molto i supposti benefici attesi;
10. perché non è etico, da parte dello stato, rendere più accessibili e somministrare sostanze sicuramente tossiche alla popolazione.
Claudio Cappuccino 03 novembre 2025 22:51
Leggo le "motivazioni" attribuite dal sig. Enniusfirst al Dipartimento Politiche Antidroghe - Presidenza del Consiglio dei Ministri (spero che l'attribuzione sia corretta, visto che manca un riferimento preciso alla fonte).
Mi piacerebbe avere una risposta chiara a questa semplice DOMANDA:
Il Dipartimento Politiche Antidroghe - Presidenza del Consiglio dei Ministri (o anche il sig. Enniusfirst, se è informato in proposito) può illustrarci quali sono stati i concreti EFFETTI POSITIVI del "proibizionismo" su ciascuno di questi punti?
enniusfirst 04 novembre 2025 17:15
È da millenni che i codici penali di tutto il mondo "proibiscono" e puniscono eventi come omicidi, truffe, furti ecc. ecc. .
Il sig. Cappuccino può illustrarci quali sono stati i concreti EFFETTI POSITIVI del "proibizionismo" su ciascuno di questi eventi ?
Dal momento che a tutt'oggi si ripetono, cosa facciamo ?
Aboliamo i codici penali ?
Claudio Cappuccino 06 novembre 2025 20:20
Faccio per prima cosa osservare che la mia DOMANDA era indirizzata al Dipartimento Politiche Antidroghe, o EVENTUALMENTE anche al sig. Enniusfirst "se informato in proposito".
Evidentemente il sig. Enniusfirst si sente sempre chiamato in causa, anche quando NON E' "informato in proposito". Ma poi, come al solito, il massimo che riesce a fare - non RIUSCENDO MAI, ma proprio mai, A RISPONDERE A UNA DOMANDA PRECISA CON UNA RISPOSTA PRECISA - è trovare qualche diversivo. Magari utilizzando la non nuovissima e non brillantissima tecnica di rispondere a una domanda con una domanda diversa (nella qual cosa mi sembra parente stretto dei peggiori politici!).
A me questa tecnica non sembra dimostrare né grande preparazione né grande intelligenza, per cui, preso atto per l'ennesima volta dei problemi del mio interlocutore, e anche se mi tocca perdere un po' di tempo, mi sforzerò di rispondere con precisione alla domanda-divagazione del sig. Enniusfirst (citando con precisione, ove necessario, le fonti a cui mi riferisco).
Spero che almeno a qualcuno la mia risposta sia utile.
---
LA DOMANDA DI ENNIUSFIRST: "... eventi come omicidi, truffe, furti ecc. ecc. ... può illustrarci quali sono stati i concreti EFFETTI POSITIVI del "proibizionismo" su ciascuno di questi eventi? Dal momento che a tutt'oggi si ripetono, cosa facciamo? Aboliamo i codici penali?"
LA MIA RISPOSTA, come so e come posso:
1.
Premesso che personalmente mi ispiro a quella che è, o forse "dovrebbe essere", la DEMOCRAZIA LIBERALE, basata sui diritti inalienabili dell'individuo (individuo umano in particolare, ma non solo), per prima cosa vorrei analizzare la misura e i limiti entro i quali la COLLETTIVITA' UMANA è legittimata ad agire con la forza (specificamente la forza dell'azione penale) nei confronti di un INDIVIDUO.
E su questo, mi sembra utile citare 2 documenti-chiave:
- Dichiarazione di Indipendenza americana, 1776: "Noi teniamo per certo che queste verità siano di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono creati eguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di certi Diritti inalienabili, che tra questi vi siano la Vita, la Libertà ed il Perseguimento della Felicità."
- Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, 1789, art. 4: "La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri."
Ma come considerazione più generale, che accetto in ogni parola, vorrei richiamarmi al famoso "Saggio sulla libertà" (1864) di John Stuart Mill (traduzione mia, MAIUSCOLE mie, "a capo" miei, da: "On liberty and other essays." Oxford University Press 1991, pag.14):
"Lo scopo di questo Saggio è affermare un principio molto semplice sul governo dei rapporti della società verso i singoli individui in termini di costrizione e controllo, che si tratti sia di forza fisica nella forma di sanzioni penali, sia di coercizione morale dell'opinione pubblica.
Tale principio è che l'unico fine per cui la società umana è autorizzata, individualmente o collettivamente, a interferire con la libertà di azione di un suo membro è l'AUTOPROTEZIONE. Che l'unico scopo per cui il potere può essere legittimamente esercitato su qualsiasi membro di una comunità civile, contro la sua volontà, è quello di IMPEDIRE DANNI AGLI ALTRI. Il SUO PROPRIO BENE, fisico o morale, non è giustificazione sufficiente.
L'individuo non può essere legittimamente costretto a fare o non fare qualcosa solo perché ciò sarebbe meglio per lui, perché lo renderebbe più felice, perché, secondo l'opinione di altri, comportarsi così sarebbe saggio o persino giusto. Queste sono BUONE RAGIONI per protestare con lui, o ragionare con lui, o persuaderlo, o supplicarlo, ma NON per costringerlo o infliggergli una punizione se egli agisce diversamente.
Per giustificare una punizione, la condotta da cui si desidera dissuaderlo DEVE ESSERE DIRETTA AD ARRECARE DANNO A UN'ALTRA PERSONA. Le uniche azioni di un individuo per le quali deve rispondere alla società, sono quelle che riguardano gli altri. Su quanto riguarda solo lui stesso, la sua indipendenza è di diritto assoluta.
Su se stesso, sul suo corpo e sulla sua mente, l'individuo è sovrano."
2.
Credo che quanto sopra sia più che sufficiente per far capire A CHIUNQUE (sono un ottimista!) perché l'umanità ha il DIRITTO di perseguire "eventi come omicidi, furti, truffe", come fanno "da millenni i codici penali di tutto il mondo".
E anzi aggiungo che - al fine dell'autoprotezione e del mantenimento della convivenza civile e dell'ordine pubblico - la società ha non solo il diritto, ma addirittura IL DOVERE di farlo.
3.
Gli EFFETTI POSITIVI DI QUESTO PROIBIZIONISMO (anche se IMPERFETTI come tutte le cose umane) sono IMPLICITI in questo diritto-dovere e nei fini che esso si propone: autoprotezione da forze disgregatrici ed eversive; migliore (seppur sempre imperfetta) convivenza civile; migliore (seppur sempre imperfetto) ordine pubblico.
4.
Sempre nella prospettiva di una "democrazia liberale", aggiungo comunque alcune considerazioni più specifiche.
I comportamenti "privati" di un cittadino, finché restano privati e non creano danni diretti agli altri, devono essere RISPETTATI E TOLLERATI anche quando a qualcuno, o a molti, non piacciono.
Ciò vale, per esempio, in materia di sesso, religione, manifestazione del pensiero con parole e scritti, idee politiche, alimentazione, abbigliamento, movimento, ecc.
In tema di libertà individuali, il PRIMO PERICOLO DA EVITARE è la "dittatura (tirannia) della maggioranza" (rif.: la "oclocrazia" di Polibio (II sec. a.C.!!!) in: "Storie", libro VI; A. de Tocqueville: "La democrazia in America", cap. VII; "On liberty" di J. Stuart Mill, cit.; ecc.).
E SOTTOLINEO che si tratta di un PERICOLO ATTUALE, CONCRETO e particolarmente subdolo, visto il successo degli attuali partiti "nazional-populisti", anche in Paesi (ancora) formalmente democratici: dagli USA di Trump alla Francia di Le Pen, dalla Germania dell'AFD all'Ungheria di Orban, dall'Israele di Netanyahu all'Italia di Meloni e Salvini.
5.
Incluso nel "diritto inalienabile alla libertà personale" è ovviamente anche l'uso di "sostanze psicoattive", uso peraltro praticato (a scopi cerimoniali, rituali, medici, religiosi, o anche semplicemente voluttuari) da TUTTE le società umane, lungo TUTTA la storia conosciuta, in genere nell'ambito di norme e regole condivise; e penalmente sanzionato - in modo peraltro INEFFICACE e ESTREMAMENTE CONTROPRODUCENTE (oltre che irrazionalmente discriminatorio: perché alcol e tabacco sì, e Cannabis o oppio no?) - solo negli ultimi 100 anni.
6.
Ovviamente, sottolineo, libertà = responsabilità.
Per cui se le "libere azioni", anche non "dolose", di una persona arrecano DANNI AD ALTRI, quella persona dovrà risponderne.
E se i liberi comportamenti di una persona (es. guida in stato di ebbrezza o altri atti di imprudenza, ignoranza, sbadataggine, superficialità e simili) costituiscono di per sé un prevedibile fattore di aggravamento del rischio di danni ad altri, è giusto che la sanzione penale, se danni si verificano, sia adeguatamente aggravata.
7.
CONCLUDO CON ALCUNE CITAZIONI AUTOREVOLI, TANTO PER RIFLETTERE:
- "Tutte le leggi che possono essere violate senza arrecare danno ad alcuno sono irrise. Anzi, sono così lontane dal riuscire a controllare i desideri e le passioni degli uomini che, al contrario, li eccitano; perché noi siamo sempre affamati del frutto proibito e desideriamo le cose che ci sono negate. Né gli uomini mancano mai dell’ingegno necessario a eludere le leggi istituite riguardo a cose che non possono essere completamente proibite." (B. Spinoza: "Trattato politico", cap. X,5)
- "Chi cerca di determinare tutto per legge fomenterà il vizio piuttosto che correggerlo. Le cose che non si possono proibire con le leggi si devono necessariamente concedere, anche se da esse derivi spesso un danno." (B. Spinoza: "Trattato teologico-politico", cap. XX,10)
“L’abuso e la disobbedienza alla legge non possono essere impediti da nessuna legge.” (G. Leopardi: "Zibaldone di pensieri", rif.229)
- “È probabile che più danni e miserie siano stati causati dagli uomini determinati a usare la forza per cancellare il male che dagli uomini intenti a fare il male.” (F.A. von Hayek, citato da S. Wisotsky: "Breaking the impasse in the war on drugs." Greenwood Press 1986, p.XVI)
- “L'oppio e la morfina sono certamente droghe pericolose, che provocano dipendenza. Ma una volta che si ammette il principio che è compito del governo proteggere l'individuo contro la sua stessa stupidità, nessuna seria obiezione può più essere avanzata contro ulteriori intrusioni. (...) Non è il danno che un uomo può fare alla sua mente e al suo spirito ancora più disastroso di quello che può fare al corpo? Perché non impedirgli di leggere cattivi libri e vedere cattive commedie, guardare cattivi quadri e cattive sculture, ascoltare cattiva musica?” (L. Von Mises: "L'azione umana." UTET 1959, p.703)
- "L'unica libertà che conta è la libertà di fare ciò che altri ritengono sbagliato. Non ha senso pretendere la libertà di fare ciò che tutti applaudiranno." (Lord Chief Justice Hailsham of England: "The dilemma of democracy." W. Collins & Sons 1978, p.94)
- “(...) c’é qualcosa di molto particolare nelle droghe illecite. Se è vero che non sempre determinano un comportamento irrazionale nelle persone che le usano, è altrettanto vero che molto spesso lo determinano in coloro che non le usano.” (Lester Grinspoon in: Krauss M.B.-Lazear E.P. (eds): "Searching for alternatives: drug-control policy in the United States." Hoover Institution Press 1991, p.379)
- "Da parte di medici e giornalisti sono state scritte più sciocchezze sulle tossicodipendenze da oppioidi che su ogni altro argomento medico." (R.Melzack e P.D.Wall: "La sfida del dolore." Piccin, 1988, p.220)
- “L’oppio, pericoloso soprattutto per le sciocchezze ispirate a tutti coloro che ne hanno parlato senza conoscerlo.” (Albert de Pouvourville, in J. Larteguy: "La fabuleuse aventure du peuple de l’opium." Presses de la Cité 1979, p.21)
Claudio Cappuccino 07 novembre 2025 17:57
Visto che a sorpresa mi trovo ad avere un'ora libera, mi permetto un piccolo "divertissement".
Risponderò io, a mio modo, alla mia domanda a cui il sig. Enniusfirst non ha saputo rispondere.
--- PREMESSA
Faccio notare che il sig. Enniusfirst ha elencato 10 punti come "MOTIVAZIONI CHE RIASSUMONO E GIUSTIFICANO LA NON LEGALIZZAZIONE DELLE DROGHE" attribuendoli al Dipartimento Politiche Antidroghe - Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Purtroppo, come al solito, il sig.Enniusfirst non ha fornisto un riferimento preciso al documento originale, per cui sulla formulazione originale di questi punti deve restare aperto ogni dubbio. Inoltre (altro elemento che solleva dubbi), i 10 punti mancano di un soggetto preciso: assumo che per ciascuna affermazione il soggetto sia "LE DROGHE", intese come "LE SOSTANZE ATTUALMENTE PROIBITE".
--- QUESTI SONO I DIECI PUNTI del DPA-PDCM (secondo Mr. Enniusfirst)
1. perché sono tossiche per l’organismo umano e possono compromettere la salute fisica, psichica e sociale della persona;
2. perché le renderebbe più disponibili ed accessibili facendo aumentare il numero dei consumatori e delle persone con dipendenza;
3. perché possono dare dipendenza;
4. perché chi le usa ha un rischio maggiore di acquisire e trasmettere malattie infettive
5. perché chi le usa ha una maggiore probabilità di sviluppare o slatentizzare patologie psichiatriche;
6. perché chi le usa ha una maggior probabilità di commettere crimini ed essere coinvolto in incidenti;
7. perché alterano le funzioni neuropsichiche dell’individuo compromettendo funzioni importanti per la sicurezza (propria ed altrui), la vita di relazione, e l’attività lavorativa;
8. perché sono in grado di influenzare negativamente la normale maturazione cerebrale nell’adolescente;
9. perché i costi e l’apparato che servirebbe per gestire in maniera legalizzata la produzione, la distribuzione, i luoghi di somministrazione, di consumo ed il controllo sanitario delle sostanze legalizzate, oltre che il controllo e la repressione dei vari fenomeni di abuso e criminalità correlata, supererebbero di molto i supposti benefici attesi;
10. perché non è etico, da parte dello stato, rendere più accessibili e somministrare sostanze sicuramente tossiche alla popolazione.
--- QUESTA ERA LA MIA DOMANDA:
POTETE ILLUSTRARCI QUALI SONO STATI I CONCRETI EFFETTI POSITIVI DEL PROIBIZIONISMO SU CIASCUNO DI QUESTI PUNTI?
--- E QUESTE SONO LE MIE RISPOSTE:
1.
Ammesso e non concesso che questa vaga e generica formulazione della "tossicità" delle sostanze, e dei danni alla salute delle persone abbia un senso, faccio osservare che:
inevitabilmente, una qualunque sostanza prodotta e distribuita dalla mafia è più tossica e dannosa della stessa sostanza prodotta e distribuita in modo legale. Per cui il "proibizionismo" non ha avuto, non ha e non potrà mai avere nessun effetto positivo su questo punto.
E' anche bene sottolineare che, in un regime di "legalizzazione intelligente" le sostanze disponibili sarebbero solo quelle su cui si hanno: (a) precise conoscenze scientifiche sotto gli aspetti farmacologici e tossicologici; (b) dati scientifici positivi su efficacia e sicurezza; (c) pieno controllo su produzione e vendita (d) precisa definizione delle autorizzazioni e delle modalità di acquisto per uso personale. Mentre con il proibizionismo (a parte i problemi di qualità e dosaggi delle sostanze) sono continuamente inventate e vendute infinite "nuove droghe" senza nessuna preventiva sperimentazione farmaco-tossicologica.
Aggiungo anche una domanda particolare su questo punto:
perché mai il DPA-PDCM non si fa promotore del PROIBIZIONISMO anche per alcol e tabacco, sostanze sicuramente tossiche per l'organismo umano, e anche (nel caso dell'alcol) coinvolte in innumerevoli incidenti e anche episodi di violenza?
2.
visto che OGGI, quasi ovunque nel mondo - da Timbuctù a Vancouver e da Luang Prabang a Milano - ogni genere di "droghe" è liberamente disponibile 24/7 anche per i ragazzini, basta che paghino, è molto difficile - se non impossibile - sostenere che la "legalizzazione" renderebbe le droghe "più disponibili ed accessibili facendo aumentare il numero dei consumatori e delle persone con dipendenza."
Anche perché qualsiasi forma di legalizzazione - che non potrebbe mai essere una "liberalizzazione totale e senza regole" - prevederebbe un certo grado di controllo non solo sul tipo, qualità e dosi delle sostanze, ma anche sull'acquirente (identità, età, magari una specie di "patente" che autorizzi all'acquisto).
3.
se la dipendenza in sé fosse un criterio "scientifico" a favore della proibizione, mi verrebbe da dire che allora dovrebbero essere subito proibite l'aria, l'acqua e le sostanze alimentari - tutte cose da cui siamo fisicamente e psicologicamente "dipendenti".
Senza contare le infinite altre "cose" materiali e immateriali da cui siamo, o diventiamo molto facilmente, "dipendenti".
Un elenco molto lacunoso includerebbe, ad esempio: le mutande e gli indumenti in genere, che se ce li togliessero entreremmo subito in uno stato di grave "sindrome da astinenza", con i comportamenti più strani e anormali; i social network; gli smartphone; i videogiochi; i "gratta e vinci"; i tatuaggi; i piercing; il botox; la TV; le automobili; ecc. ecc.
4.
su questo punto, OVVIAMENTE E INEVITABILMENTE, le sostanze "proibite" del mercato nero (preparate chissà dove e chissà come, trasportate nell'intestino di un corriere, da questo estratte e preparate in una stamberga, tenute nascoste in qualche fogna, ecc.) sono molto più a rischio di essere impure e infette, e quindi di TRASMETTERE MALATTIE INFETTIVE, delle stesse sostanze, ma prodotte legalmente, con i normali controlli di qualità, e vendute in farmacia.
5.
Con una legalizzazione intelligente delle "droghe", sicuramente il rischio di "sviluppare o slatentizzare patologie psichiatriche" potrebbe essere tenuto sotto controllo, e quindi DIMINUITO, per mezzo di adeguati servizi di assistenza/consulenza medica rispetto all'attuale regime di PROIBIZIONISMO in cui tutte le droghe sono vendute a chiunque senza domande e senza controlli.
6.
Non occore essere dei geni per capire che la probabilità di essere coinvolto in "crimini" è ovviamente molto maggiore se il mercato delle droghe è lasciato in mano ai criminali del narcotraffico, mentre sarebbe quasi nullo se le sostanze si potessero comprare in farmacia.
Quanto agli incidenti, la probabilità dipende in parte dalle persone (e forse la legalizzazione cambierebbe poco questo aspetto), ma in parte anche dalla qualità delle sostanze, e qui, ancora una volta il probizionismo perde il confronto con la legalizzazione.
7.
A parte che queste alterazioni sono specifiche per ciascun "gruppo" di sostanze e richiederebbero definizione e inquadramento più precisi, anche qui vale la considerazione generale. Siccome, nella realtà attuale, il proibizionismo non limita minimamente l'accesso a qualunque "droga" (e anzi, per essere precisi, oggi offre un libero accesso a innumerevoli "droghe" che non avrebbero nessuno spazio e nessuna domanda in un mercato legalizzato e controllato), anche su questo punto non ha e non può avere il minimo effetto positivo rispetto a un regime di legalizzazione e controllo, che porrebbe limiti ben diversi alla distribuzione e all'uso.
8.
Se c'è una cosa che il proibizionismo non fa è proprio controllare l'età degli acquirenti delle "droghe", e se c'è una minima speranza di poterlo fare sarebbe solo in un regime di "legalizzazione" controllata.
Tra l'altro, vorrei sottolineare che prima della sventurata invenzione del "proibizionismo", le "droghe" (allora essenzialmente oppio e i suoi derivati morfina e eroina, foglie di coca e cocaina, estratti e tinture di Cannabis indica) erano essenzialmente viste come "farmaci" ed erano usate solo da adulti e anziani più o meno malati. I giovani e tantomeno gli adolescenti non avevano il minimo interesse per queste "cose da vecchi" e (salvo che all'interno di qualche gruppo di poeti o artisti, e più tardi negli ambienti dei ricchi gaudenti, dei teatri di varietà, dei casinò e dei casini di lusso) non esisteva la "cultura della droga", né tantomeno quella attuale "dello sballo", che sono solo l'effetto "frutto proibito" generato dal proibizionismo e che è subito stato attraente e coinvolgente soprattutto per i giovani!
9.
Se si considerano da un lato gli enormi profitti esentasse del narcotraffico, nonché i suoi costi sociali e economici in termini di corruzione e di inquinamento dell'economia legale, e dall'altro l'enormemente costoso (quanto inefficace) impegno di risorse umane e materiali nella lotta sempre perdente "contro" la "libera vendita 24/7 delle droghe proibite" (oggi persino la marina militare di Trump!), non è possibile dubitare che una legalizzazione razionale e controllata delle principali "droghe" oggi illegali, con un'adeguata tassazione (come quella in atto per le due grandi droghe legali, alcol e tabacco), avrebbe un risultato economico finale nettamente positivo rispetto alla situazione attuale.
10.
In un regime di legalizzazione e di controllo, OVVIAMENTE, le sostanze sarebbero non solo MENO liberamente accessibili, ma anche enormemente MENO tossiche, di quelle del mercato nero attuale.
Quello che sicuramente non è ETICO da parte dello stato è continuare a negare l'evidenza dei fatti, non voler ammettere gli errori commessi, continuare a lasciar prosperare gigantesche reti sovranazionali di criminalità organizzata, lasciar corrompere interi governi e devastare interi paesi, lasciar morire inutilmente centinaia di migliaia di persone/anno per le terribili droghe delle mafie, e continuare a dare alla popolazione messaggi ingannevoli sui successi della "guerra alla droga".
--- IN CONCLUSIONE:
SU TUTTI I PUNTI elencati, i soli EFFETTI POSITIVI DEL PROIBIZIONISMO sono stati e sono i MILIARDI ESENTASSE gentilmente offerti alle molte mafie internazionali del narcotraffico, e il POTERE che questi miliardi hanno generato sia per i mafiosi stessi, sia per i loro amici e referenti politici - quei politici che prima gli hanno offerto su un piatto d'argento questa opportunità, e che poi, ancora oggi, dopo cent'anni di disastri e di morti, perseverano in questa COLOSSALE FOLLIA bloccando ogni possibilità di cambiamento.
enniusfirst 08 novembre 2025 08:23
Al sig. Cappuccino, non sapendo contestare i 15 punti del Dipartimento Politiche Antidroghe, non rimane che inondarci di pensieri e pareri che sarebbero alla base di una  'DEMOCRAZIA LIBERALE':  peccato che confonda il concetto di liberale con quello di libertario.
Il liberale, quello vero, si batte per affrancare la persona dalla sudditanza imposta verso altri o dalle cose per salvaguardare il diritto più caro all'individuo: la LIBERTÀ, che, tra l’altro, non può mai essere assoluta.
Io devo avere libertà di espressione, ma come prescrive la nostra Costituzione essa ha più di un limite.
Io sono libero di ascoltare la musica ad alto volume, salvo non disturbare il vicino di casa.
Eccetera, eccetera.
Alcune.... annotazioni.
Il sig. Cappuccino ci ricorda:
“Dichiarazione di Indipendenza americana, 1776: "Noi teniamo per certo che queste verità siano di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono creati eguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di certi Diritti inalienabili, che tra questi vi siano la Vita, la Libertà ed il Perseguimento della Felicità."
Commento: che un consumatore di droghe si dica libero è una contraddizione in quanto si rende servo se non schiavo delle erbe magiche.
Riguardo la felicità, occorrerebbe chiederlo agli assistiti dei centri di recupero.
Il sig. Cappuccino riporta:
“- Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino, 1789, art. 4: "La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri."
Commento: un drogato nuoce agli altri in quanto, viste le sue condizioni, richiede assistenza da parte del prossimo e talvolta è causa di danni agli altri ( pensiamo solo agli incidenti stradali ) .
Personalmente, per quanto attiene i valori liberali, mi tengo stretta la riflessione di Fëdor Dostoevskij :
“Nel mondo attuale per libertà s’intende la licenza, mentre la vera libertà consiste in un calmo dominio di se stessi. La licenza conduce soltanto alla schiavitù.”
Claudio Cappuccino 09 novembre 2025 16:17
Visto che il sig. Enniusfirst continua a NON RISPONDERE ALLA DOMANDA ORIGINALE, ma tira sempre in ballo i miei commenti, gli rispondo a mia volta, punto per punto:
1.
ENNIUSFIRST. "Al sig. Cappuccino, non sapendo contestare i 15 punti..."
CAPPUCCINO. Io non contesto i 15 punti in sé (che comunque sono pieni di affermazioni generiche, e di "effetti delle droghe" che in realtà sono solo effetti delle droghe "in quanto proibite"), contesto che IL PROIBIZIONISMO ABBIA PORTATO CONCRETI VANTAGGI su ciascuno di questi punti.
2.
ENN. "peccato che confonda il concetto di liberale con quello di libertario."
CAPP. Enn. è ovviamente libero di pensare quello che vuole, ma per me (e credo per molti altri, non meno autorevoli di Enniusfirst), J. Stuart Mill, che ho citato con precisione, Spinoza, von Mises, von Hayek, sono esponenti del migliore "liberalismo". E avrei potuto citare molti altri, a partire dal compianto Stefano Rodotà.
3.
ENN. "Il liberale, quello vero, si batte per affrancare..."
CAPP. Ai "liberali" che, nel nome della loro personale idea di libertà, sono disposti a sbattere quelli che la pensano diversamente in galera o in manicomio, preferisco e sempre preferirò lo Stuart Mill di "On liberty", che ho ampiamente citato nel mio precedente post.
4.
ENN. "Io sono libero di ascoltare la musica ad alto volume, salvo non disturbare il vicino di casa."
CAPP. Perfetto. E sulla stessa base, io sono libero di fumarmi una canna o usare eroina in casa mia, mentre vedo la TV o ascolto la musica a basso volume. Anche se a Enn. questo dà fastidio.
5.
ENN. "che un consumatore di droghe si dica libero è una contraddizione in quanto si rende servo se non schiavo delle erbe magiche."
CAPP. Purtroppo qui si evidenzia la NON CONOSCENZA in materia del sig. Enniusfirst e la sua preoccupante tendenza alle GENERALIZZAZIONI, unita alla sua PRESUNZIONE di poter dettare sentenze. La stragrande maggioranza dei consumatori di "droghe" (erbe e non erbe, magiche e non magiche) NON E' minimamente "serva" e tantomeno "schiava" di questo comportamento. Come la stragrande maggioranza degli adulti si beve un po' di vino o un liquorino ogni tanto, e non è un alcolista. Ritengo che il sig. Enniusfirst sia un perfetto esempio di "effetto Dunning-Kruger".
6.
ENN. "Riguardo la felicità, occorrerebbe chiederlo agli assistiti dei centri di recupero."
CAPP. A parte il problema della definizione di "felicità" (personale quant'altre mai), il signor Enn. evidentemente non ha la minima idea della differenza fra un "campione rappresentativo" (necessariamente "casuale") e un "campione autoselezionato".
E chissà a quante persone il sig. Enniusfirst ha davvero posto la sua domanda. Io temo che molti degli inviati a forza in comunità di recupero siano convinti, pur sbagliando, che la "felicità" per loro sarebbe stata essere lasciati in pace.
7.
ENN. "un drogato nuoce agli altri in quanto, viste le sue condizioni, richiede assistenza da parte del prossimo e talvolta è causa di danni agli altri".
CAPP. Mi spiace, ancora una generalizzazione senza fondamento e senso. Perché:
(1) moltissimi "drogati" non richiedono nessuna assistenza da parte di nessuno. E potrei citare infiniti casi di "drogati" pre-proibizionismo o anche post- che non hanno mai avuto il minimo problema con le loro "droghe" (pochi esempi, ma significativi: Marco Aurelio, il card. Richelieu, Johann Wolfgang Goethe, Thomas Jefferson, William Wilberforce, Francisco Goya, Pietro il Grande, Otto von Bismarck, Florence Nightingale, Charles Baudelaire, Richard Wagner, Sigmund Freud, papa Leone XIII, Louis Laloy, Jean Cocteau, Pablo Picasso, Coco Chanel...)
(2) anche chi ha 7 anni, chi gioca a pallone, chi mangia solo caramelle, chi ha un gatto, "talvolta è causa di danni agli altri"... (a volte sembra che Enniusfirst non abbia il cervello ben collegato quando scrive certe frasi...)
8.
ENN. "Personalmente, per quanto attiene i valori liberali, mi tengo stretta la riflessione di Fëdor Dostoevskij..."
CAPP. Io adoro Dostoevskij, pur senza ritenerlo il faro dei valori liberali (considero i nomi citati al punto 2 più autorevoli in materia). E forse Enn. ignora che proprio Dostoevskij, purtroppo, era un caso di "dipendenza patologica" dal gioco d'azzardo (cosa equivalente a qualsiasi "dipendenza da droghe")? (gli consiglierei di leggere F. Dostoevskij "La febbre del gioco", ed. Marcos y Marcos).
---
Detto questo, lo ripeto, perché mai il sig. Enniusfirst, invece di fare sempre osservazioni a me, non si impegna a rispondere alla domanda originale: QUALI SONO STATI I CONCRETI EFFETTI POSITIVI DEL PROIBIZIONISMO SU CIASCUNO DI QUESTI 15 PUNTI?
La mia ipotesi, che Enniusfirst potrà magari smentire, è che a parte le solite frasi fatte, le solite generalizzazioni senza senso (tipo: "chi usa droghe fa danni a se stesso e agli altri per cui ..."), i soliti pregiudizi ("le droghe" fanno male, senza sapere e senza capire che la Diamorphine di farmacia inglese NON E' la stessa cosa dell'eroina del mercato nero, e ci sono persone che la usano da decenni senza nessun problema di salute o altro) il sig. Enniusfirst semplicemente NON SA RISPONDERE.
enniusfirst 10 novembre 2025 20:24
Il 'Proibizionismo' delle erbe magiche trova il suo fondamento nella nostra Costituzione: art.32
"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, ...",
che trova supporto nella ricerca specialista dei nostri tempi e che, ultimi in ordine di tempo , possono essere così riassunti.
Dipartimento Politiche Antidroghe
Presidenza del Consiglio dei Ministri
1. perché sono tossiche per l’organismo umano e possono compromettere la salute fisica,psichica e sociale della persona;
2. perché le renderebbe più disponibili ed accessibili facendo aumentare il numero dei consumatori e delle persone con dipendenza;
3. perché possono dare dipendenza;
4. perché chi le usa ha un rischio maggiore di acquisire e trasmettere malattie infettive
5. perché chi le usa ha una maggiore probabilità di sviluppare o slatentizzare patologie psichiatriche;
6. perché chi le usa ha una maggior probabilità di commettere crimini ed essere coinvolto in incidenti;
7. perché alterano le funzioni neuropsichiche dell’individuo compromettendo funzioni importanti per la sicurezza (propria ed altrui), la vita di relazione, e l’attività lavorativa;
8. perché sono in grado di influenzare negativamente la normale maturazione cerebrale nell’adolescente;
9. perché i costi e l’apparato che servirebbe per gestire in maniera legalizzata la produzione, la distribuzione, i luoghi di somministrazione, di consumo ed il controllo sanitario delle sostanze legalizzate, oltre che il controllo e la repressione dei vari fenomeni di abuso e criminalità correlata, supererebbero di molto i supposti benefici attesi;
10. perché non è etico, da parte dello stato, rendere più accessibili e somministrare sostanze sicuramente tossiche alla popolazione.
Chi ne chiede la legalizzazione, sostendo che in fin dei conti anche i nostri avi ne facevano uso, è affetto da un libertarismo che rasenta ... il nichilismo.
Riguardo la domanda se IL PROIBIZIONISMO ABBIA PORTATO CONCRETI VANTAGGI, chiedo al sig. Cappuccino:quali vantaggi concreti da millenni ha portato il proibire i delitti, le truffe, le rapine ecc. ecc. . dal momento che si ripetono ?
Claudio Cappuccino 11 novembre 2025 17:57
Il sig. Enniusfirst non riesce mai a trattenersi dallo scrivere qualcosa, anche se poi quello che riesce a fare è copia-incollare per l'ennesima volta i 10 punti del DPA-PDCM, e su queste solide basi SOGNARE di aver studiato e citato "la ricerca specialista dei nostri tempi" (anche se con un IC in meno).
Aspetto il suio prossimo post, e se mi sentirò all'altezza gli risponderò ancora.
Nel frattempo lo invito a leggersi QUESTO BELLISSIMO ARTICOLO:
http://www.cedro-uva.org/lib/levine.alcohol.html +++++
OPPURE
quello che sul proibizionismo scrivono organizzazioni di un certo peso, come Amnesty International, l'American Civil Liberties Union, il Cato Institute, la Global Commission on Drug Policy e Transform.
ECCO ALCUNI LINK
https://www.amnesty.org/en/what-we-do/drug-policy-reform/
https://www.amnesty.org/en/documents/pol30/8042/2024/en/
https://www.aclu.org/documents/against-drug-prohibition
https://www.cato.org/sites/cato.org/files/pubs/pdf/pa-811-updated.pdf
https://www.globalcommissionondrugs.org/wp-content/uploads/2021/12/Time_to_end_prohibition_EN_2021_report.pdf
https://globalinitiative.net/analysis/taking-control-pathways-to-drug-policies-that-work/
https://transformdrugs.org/publications/after-the-war-on-drugs-blueprint-for-regulation
https://transformdrugs.org/publications/legalising-drugs-the-key-to-ending-the-war
Claudio Cappuccino 11 novembre 2025 18:08
P.S.
Quanto alla domanda finale del sig. Enniusfirst (che in realtà è il rovescio della mia a lui):
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Riguardo la domanda se IL PROIBIZIONISMO ABBIA PORTATO CONCRETI VANTAGGI, chiedo al sig. Cappuccino:quali vantaggi concreti da millenni ha portato il proibire i delitti, le truffe, le rapine ecc. ecc. . dal momento che si ripetono ?
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probabilmente il siugnor Enniusfirst non si è accorto che ho già risposto il 4 novembre ore 20:20, in particolare ai punti 2-3.
enniusfirst 12 novembre 2025 15:42
I fiumi di contorsioni dialettiche per assecondare la legalizzazione delle erbe magiche abbindolano solo gli sprovveduti o chi ne fa una questione ideologica.
Occorre visitare qualche centro recupero tossicodipendenti per smentirle oppure porre queste domande ai sostenitori della legalizzazione: ti fideresti a salire su di un aereo o subire un intervento chirurgico in presenza di un pilota o un medico consumatori di droghe essendo la cosa legale ?
Sentiamo un parere, non di un letterato, ma di uno specialista in materia come l'infettivologo Matteo Bassetti che afferma:
"Legalizzare le droghe leggere vuol dire fare diventare un qualche cosa che oggi dovrebbe essere considerato sbagliato, perché consumare droga è sbagliato, un qualche cosa che è giusto. E quindi dopo aver provato la marijuana e l'hashish si va sugli acidi, poi sulla cocaina e sull'eroina. Io credo che non sia giusto che un paese legalizzi le droghe di nessun tipo, le droghe devono essere considerate come illegali e devono essere combattute dal punto di vista legislativo e dal punto di vista della criminalità organizzata".
Claudio Cappuccino 13 novembre 2025 01:09
Mi permetto una risposta, basata su FATTI, alla solita tiritera di Enniusfirst.
A proposito del punto "ti fideresti a subire un intervento chirurgico...", racconterò una storia ben nota a chiunque si sia seriamente occupato di questa materia.
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William Stewart Halsted (1852-1922), uno dei padri della chirurgia moderna, da giovane ebbe qualche problema (e non fu il solo, basti pensare all'amico di Freud, il dr. Ernst von Fleischl-Marxow) con una "droga", la cocaina, arrivata da poco in farmacia e in clinica.
Halsted, come allora facevano tutti i medici (e come fece anche Sigmund Freud, ma lui senza il minimo problema, vedi: S. Freud "Sulla cocaina" Newton Compton 1979), iniziò a fare esperimenti su se stesso.
In anni in cui l'anestesia era ancora ai primordi e gli interventi chirurgici (anche una "banale" trapanazione o estrazione di un dente) erano un incubo, mentre il chirurgo oculista Karl Koller (più tardi detto "Coca Koller") nel 1884 scopriva l'anestesia di superficie, che rese meravigliosamente indolori gli allora terrificanti interventi di "cataratta", William Halsted scoprì l'importantissima novità dell'anestesia tronculare: iniettando cocaina vicino a un tronco nervoso, si aveva totale anestesia in tutta la zona innervata a valle.
Purtroppo, in questi esperimenti Halsted perse il controllo (con la cocaina purtroppo può succedere, ed è una vera tragedia: io stesso ho conosciuto due persone che si sono rovinate in questo modo la vita personale e lavorativa) e rischiò la carriera e forse anche la vita.
Ma il suo maestro William H. Welch aveva capito subito che Halsted aveva potenzialità da fuoriclasse, e – quando, nel 1886, insieme a J.S. Billings e D.C. Gilman, fondò la scuola medica della Johns Hopkins University (JH) – pensò senz’altro a lui come uno da assumere subito.
E per aiutarlo a risolvere il suo evidente problema con la cocaina, Welch noleggiò una barca e fece fare al giovane amico una bella crociera disintossicante. Non fu facile, e Halsted ebbe anzi un paio di ricadute, ma a un certo punto sembrò definitivamente guarito.
Alla JH, Halsted lavorò così tanto e così bene da diventare uno dei “big 4” della Medical School, con Welch, Billings e l’altro brillante neo-assunto William Osler.
Halsted diventò in poco tempo uno dei più grandi chirurghi d’America, se non del mondo, e molte delle sue innovazioni passarono alla storia e restano ancora oggi. Nel 1890 fu il primo a introdurre l’uso di guanti di lattice sterili. Sviluppò nuove tecniche chirurgiche per il cancro della mammella, il gozzo, le ernie, gli aneurismi e le malattie della cistifellea. La sua precisione negli interventi divenne leggendaria.
Nessuno ebbe mai il minimo dubbio o sospetto su di lui. Ma Osler, come scrisse a futura memoria in una piccola “storia segreta” della JH (pubblicata postuma nel 1969), a un certo punto scoprì per puro caso un piccolo segreto del collega. Halsted aveva sì lasciato la cocaina, ma solo grazie a qualcosa di più tranquillo, meno disturbante e meno appariscente. Per tutti quegli anni di eccezionale lavoro e produttività, Halsted si era infatti iniettato non meno di 200 mg di morfina al giorno, e nessuno dei colleghi e dei pazienti si era mai accorto di nulla.
Per quanto si può sapere, pare che William Halsted usò quotidianamente morfina per circa 36 anni, probabilmente fino alla morte nel 1922.
(Il caso della morfina di Halsted è in fondo simile a quello di un altro medico, il dr. X studiato da Windsor C. Cutting, che avevo già raccontato mesi fa, e che il dr. prof. Enniusfirst aveva sbeffeggiato. Vedi: W.C. Cutting. "Morphine addiction for 62 years – a case report." Stanford Medical Bulletin 1942;1:39-41).
BIBLIOGRAFIA
Penfield W. Halsted of Johns Hopkins. JAMA 1969;210(12):2214–8.
Osler W, Bates DG, Bensley EH. The inner history of the Johns Hopkins Hospital. Johns Hopkins Med J 1969;125(4):184-94.
Latham S.R. Dr. Halsted at Hopkins and at High Hampton. Baylor University Medical Center Proceedings 2010;23(1):33–37 (https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC2804495/pdf/bumc0023-0033.pdf)
Imber G. "Genius on the edge. The bizarre double life of William S. Halsted." Kaplan Publishers 2010
Markel H. "An anatomy of addiction. Sigmund Freud, William Halsted, and the miracle drug cocaine." Pantheon Books 2011
---
Per una sintesi che ritengo obiettiva su cocaina e morfina rinvio alle mie schede su Fuoriluogo.it:
https://www.fuoriluogo.it/droghe/coca-e-cocaina/
https://www.fuoriluogo.it/droghe/oppio-morfina-eroina-altri-oppioidi/
---
P.S.
Il sig Enniusfirst - con le sue generalizzazioni, per cui tutte le "erbe magiche", anche quando non sono erbe, sono la stessa orribile cosa - temo sia proprio lui che fa una QUESTIONE IDEOLOGICA del suo totale e indefettibile (ma secondo me cieco e "non informato") supporto a quel disastro universale che è il proibizionismo!
Io non sono "per" l'uso di "droghe", anche se so benissimo che milioni di uomini lungo tutta la storia hanno deciso di usarle. Ma sicuramente sono CONTRO IL PROIBIZIONISMO, e prima di tutto perché (1) non funziona in nessun modo nel ridurre produzione, consumi e danni delle "droghe" e (2) ha fatto e fa - PER TUTTI, consumatori di droghe e no - molti più danni di qualsiasi "droga". Basti pensare alle narcomafie mondiali, alla corruzione di interi stati, ai fenomeni di grande e piccola delinquenza indotta ovunque, e ai milioni di morti.
Insomma, io penso che se Enniusfirst NON VEDE QUESTE EVIDENZE, è un problema suo. E non da poco perché forse gli succede anche con altre cose.
enniusfirst 13 novembre 2025 14:08
Mi permetto una risposta, basata su FATTI, alla solita tiritera di Cappuccino.
Per memoria da Wikipedia un elenco di personaggi più o meno famosi limitatamente a questi ultimi decenni che ci hanno lasciati prematuramente a causa delle erbe magiche.
“Pagine nella categoria "Morti per overdose"
Questa categoria contiene le 200 pagine indicate di seguito, su un totale di 271.”
“La "Categoria:Morti per overdose" su Wikipedia contiene una lista di persone famose morte a causa di un sovradosaggio di sostanze, come ad esempio Michael Jackson, Janis Joplin e Juice Wrld. Il sovradosaggio, o overdose, si riferisce all'assunzione di un dosaggio eccessivo di un farmaco o sostanza stupefacente. 
Terminologia: Sebbene "sovradosaggio" possa riferirsi a un dosaggio eccessivo di qualsiasi farmaco, il termine "overdose" è comunemente associato all'uso di stupefacenti. “
Claudio Cappuccino 16 novembre 2025 01:36
Bisogna dire che il sig. Enniusfiurst non ha molti argomenti, visto che ripete sempre le stesse (poche) cose.
Questa cosa sulle 200 pagine della "categoria Morti per overdose" di Wikipedia l'HA GIA' SCRITTA ALTRE VOLTE NEI MESI SCORSI, e io ho già cercato di spiegare qual è l'unica conclusione che se ne può trarre.
Ci riprovo, anche se so che parlare con il sig. Enniusfirst è inutile, perché quando uno ha un'idea fissa in testa, nessuno può farlo ragionare.
Mentre chiunque riesca a ragionare capisce subito che TUTTI QUESTI MORTI FAMOSI citati da Wikipedia (oltre a milioni di morti non-famosi) sono SOLO DOVUTI AL PROIBIZIONISMO e alle droghe impure, infette e dosate male del mercato nero.
Vedi in particolare, negli ultimi anni in USA, il caso del fentanyl illegale, che secondo le statistiche ufficiali è arrivato a fare anche più di 80.000 morti/anno per overdose. Mentre il fentanyl di farmacia si usa comunemente in medicina ed è un farmaco sicurissimo, Il problema è che va dosato a MICROGRAMMI, cosa che la mafia non puo' FARE, e 2 mg possono uccidere!
La SOLA CONCLUSIONE INTELLIGENTE, proprio pensando ai 200 morti di Wikipedia, è che il PROIBIZIONISMO certo non è stato una "soluzione", ed è necessario e urgente trovare il modo di uscirne (anche se, viste le storture che è riuscito a creare, non sarà facile).
enniusfirst 16 novembre 2025 12:23
Adombrare che sia il proibizionismo la causa di morte dei consumatori di erbe magiche è come affermare che, chi si schianta ai 200 all’ora sull’autostrada, la colpa è del limite di velocità che proibisce velocità superiore ai 130 .
Leggiamo il parere, invece dei soliti letterati, di chi in epoca moderna ha elementi, essendo uno specialista in materia, per informarci con validi fondamenti sull’argomento.
Alcuni pareri di Giuseppe Ducci, psichiatra.
"Se magicamente si potesse cancellare la cannabis dal mondo, avremmo una diminuzione dei casi di schizofrenia del 40 per cento"
La cannabis di adesso non è quella di 30 anni fa perchè nelle specie selezionate, soprattutto lo skunk o superskunk, c'è solo Thc, cioè tetra-hidrocannabinolo, la sostanza che produce psicosi, e sono stati eliminati gli elementi rilassanti o analgesici.
Alcune persone sono tre o quattro volte più a rischio di disturbi psicotici perchè hanno meno enzimi Comt, che metabolizzano la dopamina, sostanza che in alcune aree del cervello produce deliri e allucinazioni.
"Oggi registriamo disturbi psicotici gravi sempre più precoci" informa Ducci. "Abbiamo persone di 24-25 anni che, dopo anni di abuso, hanno il cervello di un novantenne e un futuro da lungoassistiti".
E non solo psicosi: "La cannabis produce la sindrome amotivazionale: i ragazzi non vanno più a scuola, non vedono gli amici, si chiudono in se stessi. Alcuni arrivano al delirio o all'abulia, il prologo di un futuro complicato".
Per l'Ossrvatorio sulla dipendenza, l'80 per cento dei giovani tra i 15 e 30 anni ha provato almeno una volta la mirijuana e tra di loro quasi un terzo ne fa uso regolare.
Ducci stima invece:"Forse sono di meno, ma almeno uno su cinque fa un uso regolare, che è tanto. Insomma, definire la cannabis una droga leggera è una vera fesseria".
Curriculum parziale
Giuseppe Ducci, DIREZIONE DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE
ASL Roma 1
Professore di Psichiatria d’urgenza, Scuola di Specializzazione in Psichiatria Della Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma
Direttore della UOC SPDC presso l’Az. Complesso Ospedaliero San Filippo Neri (DSM della ASL Roma E), ...
La UOC si articola in: Area degenze (12 pl), DH (2 pl), Servizio di consulenza psichiatrica, DEA, Ambulatorio.
Referente ASL Roma E del Piano Regionale per la Prevenzione del Suicidio.
Autore di oltre 60 pubblicazioni scientifiche a stampa di cui 16 su riviste internazionali peer-reviewed, autore o curatore di 7 libri,editor di 4 numeri speciali dell’International Journal of Mental Healthyh
Claudio Cappuccino 17 novembre 2025 01:38
A Enniusfirst.
Non dubiti!
Io ho capito da tempo che a lei le mie risposte non servono assolutamente a nulla, perché lei è già convintissimo di SAPERE (sulle "droghe" e chissà, forse anche su altre cose!) TUTTO QUELLO CHE SI PUO' E SI DEVE SAPERE.
Ma vede, magari qualcun altro ci legge e può fare le sue personali valutazioni.
Vede, sig. Enniusfirst, io non "adombro" nulla e dico solo cose che derivano, se non le spiace, dai miei 60+ anni di studi su questa materia (studi che includono anche STORIA della medicina e della farmacologia), oltre che da una normale capacità di osservaree ragionare su quello che succede.
Mentre lei invece, mi sembra, non riesce nemmeno a porsi qualche DOVEROSA E OVVIA domanda:
"COME MAI PRIMA DEL PROIBIZIONISMO - per quanto risulta dalla letteratura MEDICA dell'epoca (che IO conosco abbastanza bene, se non le spiace) - NESSUNO MORIVA PER OVERDOSE INVOLONTARIA DI "DROGHE", mentre DOPO IL PROIBIZIONISMO, ovvero DOPO IL 1920 CIRCA a seconda dei paesi, CI SONO STATI MILIONI DI MORTI, ed è sempre peggio?"
"E COME MAI PRIMA DEL PROIBIZIONISMO la GRANDE CRIMINALITA' ORGANIZZATA NON ESISTEVA, mentre DOPO IL PROIBIZIONISMO ha stravolto, inquinato e corrotto il mondo intero?"
Una ragione ci sarà, o no?
E infine osservo che lei, per criticarmi, parla di nuovo di Cannabis, l'unica sostanza psicoattiva (insieme forse all'LSD e alla psilocibina) per cui la morte per overdose è assolutamente SCONOSCIUTA ALLA LETTERATURA SCIENTIFICA (e intendo MEDICA e FAMACOLOGICA).
Sulla quale Cannabis tra l'altro, come le capita spesso, e anche qui una ragione ci sarà, lei semplicemente ricicla nuovamente la frase del prof. Giuseppe Ducci che aveva già copia-incollato quest'estate...
enniusfirst 17 novembre 2025 14:06
Il proibizionismo delle erbe magiche va mantenuto per mandare un segnale, specialmente per i giovani, che il bene più prezioso, che rende degna la vita, è la libertà senza condizionamenti da persone e cose.
E in questo la legge deve essere chiara nella condanna del suo consumo e di chi ne trae vantaggi costi quel che costi.
Uno studio della ricerca moderna sugli effetti di simili sostanze, alla faccia dei letterati che vorrebbero legalizzare del ciarpame, ci dice che …
" A fare il punto della questione arriva oggi uno studio realizzato da Wayne Hall, consulente dell’Oms e tra i massimi esperti degli effetti della marijuana, che analizza e riassume i risultati delle principali ricerche effettuate negli ultimi 20 anni. I risultati, pubblicati sulla rivista Addiction, dimostrerebbero la presenza di moltissimi effetti negativi per la salute.”
National Library of Medicin
Addiction  First
published: 7 October 2014
Conclusions
"The epidemiological literature in the past 20 years shows that cannabis use increases the risk of accidents and can produce dependence, and that there are consistent associations between regular cannabis use and poor psychosocial outcomes and mental health in adulthood."
Claudio Cappuccino 20 novembre 2025 00:30
Visto che il sig. Enniusfirst ama esibirsi in citazioni sulla sua odiata CANNABIS, ricambio con un po' di CITAZIONI SUGLI OPPIOIDI, le "droghe" la cui INSENSATA PROIBIZIONE e il CONSEGUENTE MERCATO NERO in mano alle varie mafie del narcotraffico ha creato I DANNI PIU' GRAVI: MILIONI DI MORTI per overdose, e TUTTI DOVUTI SOLO AL PROIBIZIONISMO, visto che PRIMA (nonostante oppio, morfina e eroina fossero farmaci di uso comune, in vendita senza ricetta medica e usati "al bisogno" da TUTTI) le morti per overdose (salvo rari casi di suicidio) semplicemente NON ESISTEVANO.
E faccio notare che sono tutte citazioni non "letterarie", ma tratte da alcuni dei più importanti TESTI DI MEDICINA E FARMACOLOGIA che conosco (e che magari ho persino "studiato").
Le traduzioni e le MAIUSCOLE sono mie.
(Spero che lo sforzo sia apprezzato, grazie)
1.
"Con l'eccezione della situazione di overdose e delle alterazioni legate alla dipendenza fisica, la massima parte delle azioni degli oppiacei sono relativamente benigne e rapidamente reversibili.”
(Harrison's Principles of Internal Medicine, 11th ed. 1987, p.2112)
2.
"Quando una dose nota di un oppiaceo è somministrata in condizioni di asepsi, sia occasionalmente che cronicamente, le complicazioni mediche sono praticamente SCONOSCIUTE. Ci sono casi ben documentati di dipendenza da oppiacei per lungo tempo in medici e altre persone, in cui NON SONO STATI RILEVATI EFFETTI DANNOSI. Le modalità d'uso, ivi inclusi lo stile di vita, i dosaggi sconosciuti e molto variabili dell'oppiaceo, mancanza di igiene nella tecnica di somministrazione e la variabilità degli adulteranti usati per "tagliare" l'oppiaceo, sono responsabili dell'alta morbilità e mortalità [...] associata con l'abuso e la dipendenza da oppiacei."
(Cecil Textbook of Medicine, 15th ed. 1979, p.696)
3.
"Gli oppioidi di per sé sono SORPRENDENTEMENTE NON TOSSICI anche quando sono usati quotidianamente a dosaggi significativi per MOLTI ANNI."
(C.P. O’Brien, in diverse edizioni successive del "Cecil Textbook of Medicine", p.es.: 18th ed. 1988, p.56; 20th ed. 1996, p.52).
4.
"La NOZIONE COMUNE che un soggetto dipendente da morfina sia necessariamente un astuto, codardo, malizioso e degenerato criminale [...] non potrebbe essere più lontana dalla verità. Il consumatore che può ottenere un adeguato rifornimento del farmaco attraverso canali leciti e ha introiti accettabili, generalmente si veste appropriatamente, mantiene il suo stato di nutrizione ed è capace di assolvere ai suoi compiti sociali e occupazionali con ragionevole efficienza. Generalmente RESTA IN BUONA SALUTE, soffre pochi disturbi, ed è in generale DIFFICILE DA DISTINGUERE dalle altre persone. [...] Gli esami di laboratorio di persone dipendenti da morfina da molti anni non hanno fornito prove significative di danni fisiologici attribuibili al farmaco. Per esempio, Cutting [Stanford Medical Bulletin, 1:39 42, 1942] descrisse il caso di un medico che fu dipendente da morfina per 62 anni e che non mostrò alcun segno di deterioramento fisico o mentale dovuto alla droga quando fu studiato all'età di 84 anni".
(L.S. Goodman - A. Gilman (eds): The Pharmacological Basis of Therapeutics, 4th ed. 1970, p.286)
5.
"La DIPENDENZA da un farmaco non è necessariamente, di per sé, causa di preoccupazione. [...] Nel soppesare gli effetti dannosi, si devono considerare sia le modalità di uso da parte dell'individuo, sia le alternative disponibili. Per esempio, se l'alternativa più probabile all'uso di oppiacei è l'uso compulsivo di alcool, ci sono molti che sosterrebbero che la dipendenza da oppiacei è di gran lunga meno distruttiva per l'individuo e la società, e che qualche provvedimento andrebbe preso per permettere a quel particolare individuo di usare gli oppiacei".
"L'esperienza con migliaia di pazienti mantenuti ad alti dosaggi giornalieri di metadone per periodi fino a 15 anni [N.B. questo valeva 40 anni fa] non ha mostrato alcun effetto dannoso diretto. UNA BUONA SALUTE E UN LAVORO PRODUTTIVO non sono quindi incompatibili con l'uso regolare di oppiacei".
(Goodman-Gilman's Pharmacological Basis of Therapeutics, 7th ed. 1985, p.533 e 542)
6.
"Non ci sono prove che gli oppiacei producano danni organici al sistema nervoso centrale o a qualunque altro organo, anche dopo ANNI DI USO CONTINUO.".
(W.G. Clark - D.C. Brater - A.R. Johnson (eds): Goth's Medical Pharmacology, 12th ed. 1988, p.339).
7.
"Si deve sottolineare che l'uso cronico di oppiacei è del tutto differente dall'uso cronico di alcol: l'uso cronico di oppiacei NON CAUSA ALCUNA COMPLICANZA MEDICA (a meno che non vi siano complicanze legate a difficoltà nell'iniezione o un sovradosaggio non intenzionale)."
"Le complicanze mediche della dipendenza da narcotici sono il risultato della mancata conoscenza della dose iniettata e delle cattive tecniche di iniezione."
(K.L. Melmon - H.F. Morrelli (eds): Clinical pharmacology, 2nd ed. 1978, p.1015 e 1016).
8.
"Gli oppioidi di per sé sono associati a scarsissime complicazioni mediche, anche nell'uso a lungo termine."
(D.A. Rastegar - M.L. Fingerhood: Addiction medicine, 2005, p.97).
9.
"Sono relativamente scarse le prove che indicano che la somministrazione appropriata di una preparazione pura, lecita di oppiacei sia associata a serie conseguenze dannose da un punto di vista medico. [...] Le prove, piuttosto, stanno a indicare che con l'eccezione del sovradosaggio del farmaco, le complicazioni mediche associate con l'uso dei narcotici sono più in relazione alla loro preparazione illecita e al loro modo di somministrazione che alle proprietà intrinseche della sostanza".
"Da un punto di vista medico, è stato mostrato che gli effetti della nicotina sono molto più dannosi di quelli degli oppiacei puri.[...] Tuttavia i produttori di tabacco ancora hanno vendite record, e nessuno parla di rendere illegale questa produzione. [...] E' perciò contraddittorio proibire gli oppiacei mentre si promuovono le vendite di caffeina, tabacco e alcool. [...] Farmacologicamente, l'eroina pura per uso medico non ha più effetti dannosi di qualunque altro oppiaceo".
(B. Stimmel (ed): Heroin dependency, Stratton 1975, p.138-139 e p.224,225,227)
10.
“La morfina (...) a differenza degli analgesici e sedativi non-narcotici, può spesso controllare il dolore grave a dosi che non necessariamente producono marcata sedazione, evidente intossicazione o significative alterazioni della coordinazione motoria, delle funzioni intellettuali, del controllo emotivo e del giudizio.”
(Canadian Commission of inquiry into the non-medical use of drugs. Final report. Ottawa 1973, p.308).
"Non ci sono prove di alterazioni permanenti nelle FUNZIONI COGNITIVE E INTELLETTUALI dovute all'uso cronico di oppiacei. Né vi è alcuna indicazione di psicosi o altre rilevanti complicazioni psichiatriche causate da queste sostanze. (...) Sembra che pochi danni fisiologici permanenti derivino direttamente dall'uso cronico di oppiacei puri."
(ibidem, p.309).
"Sembra che vi sia consenso fra i medici, le autorità di polizia e i ricercatori, oltre che fra gli stessi consumatori di oppiacei, che pochi - se mai ne esistono - sono i crimini di violenza che direttamente derivano dall'uso di narcotici oppiacei."
(ibidem, p.321)
11.
"La diamorfina [eroina] più che una droga è un fenomeno. Sembra evocare una reazione in tutti quelli che vengono in contatto con essa, sia in modo fisico che attraverso parole dette o scritte."
(R.G. Twycross. The use of diamorphine in the management of terminal cancer. J Thanatol 1972;2:733)
12.
"Fumare sigarette è indiscutibilmente più dannoso all'organismo umano dell'eroina".
(prof. Vincent P. Dole, citato in: E.M.Brecher et al. (eds): Licit and illicit drugs. Little,Brown 1972, p.25)
13.
"Da parte di medici e giornalisti sono state scritte PIU' SCIOCCHEZZE [more nonsense] sulle dipendenze da oppioidi che SU OGNI ALTRO ARGOMENTO MEDICO."
(R. Melzack- P.D. Wall: The challenge of pain, 2nd ed. 1996, p.203).
* * * * *
Aggiungo per sovrappeso queste altre note, spero interessanti:
1.
il dr. HARRY HUBBELL KANE (1854-19XX?), un medico che pure metteva molto in guardia contro gli abusi di "narcotici", lista ben 54 DISTURBI/MALATTIE in cui sono utili iniezioni di morfina- da "Anemia cerebrale" a "Vaginismo".
(H.H. Kane: "The hypodermic injection of morphia, its history, advantages, and dangers. ", 1880, p.113-6
2.
Uno dei più autorevoli testi inglesi di medicina interna di inizio '900 scrive questo dell'oppio:
"L'oppio è usato, a torto o a ragione, in molti paesi orientali, non come pigra e viziosa indulgenza, ma come razionale aiuto nella fatica di vivere. Un nostro paziente ha preso una pillola da 160 mg di oppio ogni mattina e ogni sera per gli ultimi 15 anni di una lunga, laboriosa e distinta carriera. Uomo di grande forza di carattere, coinvolto in affari di peso e di rilevanza nazionale, [...] ha persistito in siffatta abitudine, tale da non dare alcuna cosciente gratificazione o distrazione, ma piuttosto capace di dar tono ed energie per le sue decisioni e i suoi impegni."
(T.C. Allbutt - H.D. Rolleston (eds): A System of Medicine, London: Macmillan 1909, p.987-8)
(Se capiterà l'occasione, riporterò quello che, in questo stesso testo, è scritto su caffè e tè, e vi divertirete!)
3.
Gli autori di un documento ufficiale del governo USA, il rapporto annuale del Dipartimento di Stato sul traffico internazionale di narcotici, scrivono (ma direi "osano scrivere") questa frase:
“Al contrario di stimolanti come la cocaina, (...) un sedativo come l’eroina può essere usato per decenni o periodi più lunghi [decades or longer periods].” (International Narcotics Control Strategy Report, U.S. Department of State 1993, p.6)
Si noti il PERIODI PIU' LUNGHI DI DECENNI!!!
* * * * *
E CONCLUDO
ricordando che L'OPPIO (con i suoi derivati o analoghi "moderni") è l'UNICO FARMACO che ha attraversato, SENZA PERDERE NULLA DEL SUO VALORE, tutta la storia della medicina, dai primordi (diciamo 5000 anni fa) a oggi.
enniusfirst 20 novembre 2025 12:45
Dopo la legalizzazione, cosa succede ?
Da Aduc
Notizia 12 maggio 2016
USA - Cannabis legalizzata. Incidenti stradali raddoppiati
Incidenti stradali raddoppiati negli Stati americani che hanno recentemente legalizzato la marijuana fra chi fa uso di questa sostanza. Lo rivela l'ultima ricerca della AAA Foundation for Traffic Safety, secondo cui i limiti di legge sul consumo di cannabis consentito per guidare sono arbitrari e non supportati dalla scienza, cosa che potrebbe tradursi in un pericolo concreto per gli automobilisti.
Washington è stato uno dei primi Stati a legalizzare l'uso ricreativo di marijuana, e questi risultati sollevano preoccupazione, dato che almeno altri 20 Stati Usa stanno considerando di fare la stessa scelta quest'anno. La Fondazione ha esaminato proprio la situazione dello Stato di Washington, che ha legalizzato la marijuana nel dicembre del 2012. I ricercatori hanno scoperto che la percentuale di conducenti coinvolti in incidenti mortali che avevano recentemente consumato cannabis è più che raddoppiata: dall'8 al 17% tra il 2013 e il 2014.
E' inoltre emerso che un conducente su 6 coinvolto in incidenti mortali nel 2014 aveva recentemente usato marijuana. "Questo aumento significativo è allarmante", ha detto Peter Kissinger, presidente e Ceo della Fondazione AAA. "Washington deve servire come 'caso studio' per aprire gli occhi su quello che può verificarsi negli altri Stati per quanto riguarda la sicurezza stradale, dopo la legalizzazione della droga".
Claudio Cappuccino 23 novembre 2025 01:14
Un ultimo commento alla nota di Enniusfirst.
Poi su questo articolo non scrivo più!
1.
La questione "droghe e incidenti stradali" è molto complicata e nei miei 60 anni di studi ho letto davvero di tutto.
Il caso della Cannabis è secondo me particolarmente interessante.
Premetto che, secondo una recentissima "systematic review & meta-analysis" (Jin A. et al. Cannabis consumption and motor vehicle collision: A systematic review and meta-analysis of observational studies. Int J Drug Policy 2025 Aug;142:104832), il legame fra uso di Cannabis e incidenti automobilistici resta "incerto", e in particolare l'associazione fra uso di Cannabis e responsabilità (culpability) in incidenti o guida pericolosa (unsafe driving) ha solo evidenza "molto bassa" (very low).
E credo che comunque vada sottolineato che LA CAUSA FONDAMENTALE degli incidenti stradali è la superficialità e irresponsabilità (= STUPIDITA') del guidatore e l'errore nella valutazione dei rischi durante la guida.
Per guidare sicuri ci vuole l'INTELLIGENZA di non andare MAI "troppo veloci"; mantenere SEMPRE la distanza di sicurezza; ovviamente (problema di questi ultimi anni) non usare MAI lo smartphone mentre si guida; e cercare anche, SEMPRE, di prevedere possibili errori o imprudenze altrui. E ovviamente anche quella di NON GUIDARE in stato di significativa "alterazione mentale".
Personalmente ho guidato per 60+ anni senza mai nessun incidente per mia colpa. E appena mi sono reso conto che, non guidando più tutti i giorni, cominciavo a sentirmi più insicuro (in particolare, dopo TRE incidenti evitati per miracolo, con pedoni/ciclisti senza cervello), a 80 anni ho rinunciato a rinnovare la patente.
2.
Detto questo, mi permetto di aggiungere alcune considerazioni personali sulla Cannabis.
La Cannabis (intesa come "alta dose di THC") è, secondo me, una sostanza con effetti PROFONDAMENTE ALTERANTI sul funzionamento del cervello - a livello di sensazioni, percezioni, emozioni, e funzioni cognitive (concentrazione, attenzione, "riflessi", giudizio; oltre che memoria, che qui non c'entra). Per cui guidare sotto l'effetto di Cannabis è INEVITABILMENTE pericoloso.
In questo senso io metto la Cannabis, insieme all'alcol, in una classe a parte.
Ovviamente, nessuno con un minimo di cervello si metterebbe a guidare sotto l'effetto di LSD, "funghi magici" o ketamina.
E oppioidi, amfetamine, cocaina, benzodiazepine sono sotto questo aspetto MOLTO MENO "alteranti" di alcol e Cannabis, e soprattutto lasciano molto più capaci di RICONOSCERE E VALUTARE il proprio stato e capire che guidare non è sicuro - o che, se proprio si deve farlo, bisogna essere doppiamente ATTENTI E PRUDENTI.
Invece, alcol e Cannabis provocano uno stato di "alterazione euforica", oserei dire "perdita di lucidità", che può farci sottovalutare molto la situazione e i rischi e che - unito alle alterazioni "farmacologiche" di attenzione, riflessi, e "giudizio" - si deve considerare INCOMPATIBILE CON LA GUIDA.
enniusfirst 23 novembre 2025 08:57
Conclusione: vietare il consumo di erbe magiche comporta maggiore sicurezza per tutti coloro che rispettano se stessi e di riflesso la collettività.
Claudio Cappuccino 23 novembre 2025 12:29
Come prevedibile, rompo subito la mia promessa, stimolato da Enniusfirst.
Mi spiace, ma la "conclusione" di Enniusfirst è secondo me PROFONDAMENTE SBAGLIATA e non posso lasciarla passare senza una risposta.
La quale RISPOSTA è:
Bisogna assolutamente e urgentemente trovare UN MODO INTELLIGENTE di superare quella COLOSSALE FOLLIA che è stata ed è IL PROIBIZIONISMO (non sarà facile, purtroppo), perché I MOLTO CONCRETI DANNI DEL PROIBIZIONISMO si sono DIMOSTRATI infinitamente superiori agli sperati vantaggi.
E sono DANNI che colpiscono TUTTA LA SOCIETA', consumatori di "droghe" e no.
Cito solo i primi 5:
(1) aver creato dal nulla la GRANDE CRIMINALITA' ORGANIZZATA internazionale, con una spaventosa corruzione a ogni livello;
(2) aver generosamente regalato STRATOSFERICI PROFITTI ESENTASSE alla suddetta, con conseguente infiltrazione e inquinamento dell'ECONOMIA LEGALE (problema in continua crescita e gravemente sottovalutato, che se continua così, tra un po' le mafie controlleranno il mondo);
(3) aver fatto MILIONI DI MORTI e generato infinite sofferenze;
(4) aver stimolato la continua ricerca, invenzione, produzione e libero commercio di infinite "NUOVE DROGHE" (più di 1000 negli ultimi 20 anni secondo l'EUDA - https://www.euda.europa.eu/index_en), spesso molto più pericolose e dannose di quelle in uso da tempo e ben conosciute sotto ogni aspetto;
(5) far SPRECARE INUTILMENTE preziose risorse umane e materiali (leggi poliziotti, doganieri, carceri, ospedali, soldi) in una guerra mondiale "contro le droghe" che non ha avuto, non ha e non potrà mai avere ALCUN RISULTATO POSITIVO, ma anzi, ha avuto prima di tutto il RISULTATO GRAVEMENTE NEGATIVO di aver enormemente peggiorato la situazione (quantità e qualità dei consumi di "droghe") rispetto ai tempi PRE-PROIBIZIONE. Basti pensare al terribile effetto "frutto proibito" su giovani e giovanissimi, che PRIMA DELLA PROIBIZIONE nemmeno si sognavano di usare queste robe da vecchi malati.
CONCLUSIONE:
Chi dopo tutto questo crede ancora nell'utilità e nell'efficacia del proibizionismo ha secondo me GROSSI PROBLEMI: la paura, il rifiuto, il disprezzo, l'odio, la disinformazione e i pregiudizi LO ACCECANO e gli impediscono di vedere la realtà.
enniusfirst 23 novembre 2025 23:41
Come si possa giungere da queste mie parole:
Conclusione: vietare il consumo di erbe magiche comporta maggiore sicurezza per tutti coloro che rispettano se stessi e di riflesso la collettività.,
alla ... sentenza espressa da Cappuccino:
"... la paura, il rifiuto, il disprezzo, l'odio, la disinformazione e i pregiudizi LO ACCECANO e gli impediscono di vedere la realtà.",
sta a dimostrare che tanti anni di studio non lo esenta da essere affetto da ... GROSSI PROBLEMI...
Claudio Cappuccino 24 novembre 2025 16:09
a Enniusfirst.
Cerco di spiegarle dov'è (secondo me) il SUO grosso problema.
LEI NON LEGGE MAI ATTENTAMENTE quello che scrivono gli altri, OPPURE (ma spero che non sia questo il caso) VOLUTAMENTE cerca di travisarlo per cercare di avere ragione.
Io non ho fatto nessun diretto passaggio
DALLE SUE PAROLE ("Conclusione: vietare il consumo di erbe magiche comporta maggiore sicurezza per tutti coloro che rispettano se stessi e di riflesso la collettività")
ALLA MIA CONCLUSIONE, che lei - ovviamente perché le tornava comodo, non certo per risparmiare sul "copia e incolla"! - HA DECISO DI CITARE IN MODO INCOMPLETO ("...la paura, il rifiuto, il disprezzo, l'odio, la disinformazione e i pregiudizi LO ACCECANO e gli impediscono di vedere la realtà.").
La MIA FRASE completa era:
"CONCLUSIONE: Chi dopo tutto questo (e intendevo, ovviamente, QUELLO CHE ERA SCRITTO SOPRA, con i 5 PUNTI NUMERATI) crede ancora nell'utilità e nell'efficacia del proibizionismo ha secondo me GROSSI PROBLEMI: la paura, il rifiuto, il disprezzo, l'odio, la disinformazione e i pregiudizi LO ACCECANO e gli impediscono di vedere la realtà."
Per cui, quella frase sui "grossi problemi" non si riferiva direttamente a lei, ma a TUTTI QUELLI che continuano a credere "nell'utilità e nell'efficacia del proibizionismo", nonostante tutti i fatti e le evidenze che dimostrano la sua totale INEFFICACIA E I SUOI DANNI DIRETTI E INDIRETTI, senza NESSUN VANTAGGIO.
Se poi lei si sente toccato sul vivo, in quanto facente parte di quel gruppo, non è certo colpa mia.
- - -
PER CHI VOLEESE APPROFONDIRE, SEGNALO QUALCHE BUON LIBRO SUL PROIBIZIONISMO
(molti documenti di Cato Institute, Drug Policy Foundation e Transform probabilmente si trovano ancora in PDF su internet)
UP = University Press
DPF = Drug Policy Foundation
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AA.VV. Droga: il vizio di proibire. Edizioni Volontà 1991
BABOR T. et al. Drug policy and the public good. Oxford UP 2010
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enniusfirst 25 novembre 2025 18:48
Quando leggo il Suo commento, che rappresenta un campionario di contorsioni riguardo i riferimenti alla mia persona, :
"Per cui, quella frase sui "grossi problemi" non si riferiva direttamente a lei, ma a TUTTI QUELLI che continuano a credere "nell'utilità e nell'efficacia del proibizionismo", ....
Se poi lei si sente toccato sul vivo, in quanto facente parte di quel gruppo, non è certo colpa mia.",
mi domando se non ha mai pensato di darsi alla politica.......
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