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luigi1954 27 novembre 2025 08:16
Beh, un articolo geniale che risponde a molte domande difficili da esprimere. La cosa da chiarire a noi stessi è la discriminazione fra risparmio e avarizia
genna63 29 novembre 2025 19:43
Questo genere di articoli è musica per le mie orecchie. Quando ho cambiato lavoro l'ultima volta qualche anno fa, non ho cambiato di una virgola abitudini, stili di vita e livello di spesa media. Semplicemente ho aumentato gli accantonamenti per avvicinarmi a quello che era e rimane il mio obiettivo primario: ritirarmi ben prima dell'età della pensione e affrancarmi da quella che non è altro che una forma moderna di servaggio, ovvero il lavoro dipendente.
Ma la vera schiavitù a monte è quella dei consumi, e la cosa assurda è che è del tutto auto-imposta.
Conosco persone che guadagnano almeno il quadruplo di me e dopo decenni di lavoro non hanno un soldo da parte, così basta una spesa imprevista per mandarli in crisi. Però non possono rinunciare a mandare i figli in qualche scuola private d'elite, con rette da migliaia di euro al mese, dove subiranno fin da piccoli quella stessa pressione sociale che li spingerà a voler apparire a tutti i costi all'altezza degli altri. Nulla di più diseducativo.
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