Claudio Cappuccino
21 dicembre 2025 18:23
Breve storia sulle origini e i risultati del cosiddetto PROIBIZIONISMO.
Che tanto per essere chiari fin da subito, non ha mai "proibito" proprio niente, ma anzi è stato il PRIMO MOTORE E PROMOTORE:
(a) di un enorme aumento della CRIMINALITA' MONDIALE (che ovviamente ha subito approfittato della gallina dalle uova d'ora offerta dalla "proibizione legale" di un profittevolissimo bene di consumo);
(b) di un aumento generalizzato del consumo di "droghe", ottimamente pubblicizzate dall'effetto "frutto proibito";
(c) della vendita di "droghe" impure, infette e in dosi incontrollate, che hanno fatto milioni di inutili MORTI;
(d) dell'invenzione di infinite "nuove droghe", per lo più mai studiate da nessuno sotto il profilo farmaco-tossicologico;
e soprattutto
(e) dello sviluppo di un'assurda "cultura della droga", o peggio, "dello sballo", soprattutto fra giovani e giovanissimi.
1.
BREVE STORIA - DALL'ANTICHITA' AL PRIMO '900
L'umanità ha sempre e ovunque usato tutte le "droghe" disponibili, fin dalla più remota antichità. L'alcol (scoperto grazie al fenomeno della fermentazione spontanea dei cereali e dei frutti zuccherini), l'oppio e la Cannabis hanno una storia di almeno 7000 anni. La coca di almeno 4000. Il tabacco, il caffè e molti "allucinogeni" naturali probabilmente di almeno 2-3000.
Già nell'antico Egitto e a Babilonia (Codice di Hammurabi, circa 1750 a.C.) l'uso di "droghe" (in particolare quello di alcol, la droga con più evidenti e preoccupanti manifestazioni sociali) è stato regolamentato con leggi.
E comunque, l'uso di tutte le sostanze - come farmaci, stimolanti, componenti di riti religiosi o cerimonie sociali (ricorrenze, festività, nascite, matrimoni) - è sempre e ovunque stato regolato con successo per mezzo di norme e regole più o meno strette.
Il PROIBIZIONISMO "duro" nasce nel XVII secolo, contro la "nuova droga" arrivata dall'America, il tabacco. In Germania, Persia, Russia, Cina, Giappone, Turchia si arriva alla pena di morte. In particolare, si distingue per crudeltà il Sultano Murad IV (Impero Ottomano) che punisce i fumatori, a suo piacere, tagliandogli la testa, impiccandoli, squartandoli, o facendogli schiacciare mani e piedi e abbandonandoli in campagna a morire (e confiscando a suo favore tutte le proprietà dei condannati).
Ma questa è una parentesi che per fortuna si chiuderà presto: i governi si renderanno conto dei vantaggi offerti dalla regolamentazione del mercato delle "droghe" (in particolare di quelle a più ampia diffusione, come alcol, tabacco e caffè) attraverso l'imposizione di TASSE SUI CONSUMI.
***
E arriviamo all'800.
Deve in primo luogo essere sottolineato che nell'800, in tutto il mondo, l'oppio e la morfina (e in misura minore la Cannabis e la cocaina) erano i FARMACI più efficaci e più usati per una miriade di disturbi e malattie, e TUTTI li usavano, esattamente come oggi usiamo aspirina o paracetamolo. Nessuno ci aveva mai visto nessun problema, nessuno moriva per overdose, e nessuno aveva mai riconosciuto (!) quella che oggi consideriamo una cosa terribile, la "dipendenza" (Sonnedecker 1962, 1963).
Ma verso metà '800, in America e in Cina, RINASCE L'IDEA DI PROIBIRE PER LEGGE alcol e oppio.
In USA, nascono i primi movimenti contro l'abuso di alcol e l'ubriachezza (indubbiamente problemi di grande rilevanza sociale e fonte di disordini, incidenti e atti di violenza). Nel 1869 nasce il Prohibition Party; nel 1974 la Women’s Christian Temperance Union; nel 1875 è presentato al Congresso il primo emendamento proibizionista alla Costituzione; e nel 1893 nasce - con l’appoggio finanziario di capitalisti come Ford e Rockefeller - l’Anti-Saloon League.
Mentre in Cina - dove è andata fuori controllo l'abitudine di fumare oppio (che di per sé non provoca danni alla salute né disordini, ma nei casi di consumi elevati porta via molte ore al giorno, e quindi può avere pesanti ripercussioni sul lavoro e sul reddito delle classi più povere) - a metà '800 nasce l'idea di "proibire" l'oppio, peraltro senza successo. E questa idea viene subito ripresa anche negli USA, dove i sempre più numerosi immigrati cinesi sulla costa Ovest hanno importato anche l'usanza di fumare oppio, che viene vista come "vizio", "minaccia culturale" e fonte di corruzione delle donne (!), per cui si cerca di impedirla. In più, fra i mutilati e gli invalidi della guerra di secessione (1865), diventa evidente un fenomeno di cui nessuno prima si era mai accorto: la "dipendenza" da oppio e soprattutto da morfina per iniezione.
Per cui, soprattutto su iniziativa USA, si arriva alle due Conferenze Internazionali sull’oppio (Shanghai 1909, L’Aja 1912), in cui si propone di portare sotto controllo l'uso non-medico di 4 sostanze: oppio, morfina, eroina (in vendita dal 1898) e cocaina (in vendita dal 1862). Mentre in USA e alcuni altri paesi si comincia a pensare anche alla "proibizione" dell'alcol.
2.
NASCITA DEL PROIBIZIONISMO MODERNO
Il "proibizionismo" moderno nasce negli USA, prima contro i "narcotici" (Harrison Narcotics Act 1914) e poi, dopo una modifica alla Costituzione, anche contro l'alcol (legge Volstead, 1919, che resisterà solo fino al 1933). Seguono negli anni, senza fretta, gli altri paesi. In Italia il "commercio illecito" di "stupefacenti" è proibito nel 1923, mentre il semplice "uso" lo sarà solo nel 1954. Nel 1937, gli USA proibiscono anche la Cannabis.
Nel 1961, la "Convenzione Unica sugli Stupefacenti" impone a tutti i paesi ONU di limitare gli usi di una lunga lista di sostanze a quelli “strettamente medici”.
Nel 1967, dopo il caso Leary, gli USA proibiscono l'LSD. Nel 1971, il presidente Nixon lancia la "War on Drugs", e la nuova "Convenzione ONU sulle Sostanze Psicotrope" impone di portare sotto il controllo internazionale le sostanze sintetiche (allucinogeni, amfetamine, barbiturici, tranquillanti). Infine, nel 1988, la "Convenzione di Vienna sul Narcotraffico" lancia la cooperazione internazionale in materia di repressione, istituisce l’International Narcotics Control Board (INCB) e prevede il controllo dei precursori chimici delle sostanze sintetiche.
Non che tutte queste iniziative cambino molto le cose: o meglio, le cambiano molto, ma in peggio.
3.
I RISULTATI CONCRETI DEL PROIBIZIONISMO
Oserei dire che il proibizionismo non ha avuto NESSUNA EFFICACIA (tutte le droghe sono in libera vendita ovunque, 24/7, anche per i ragazzini) e non ha ottenuto NESSUN RISULTATO POSITIVO, mentre ha creato ENORMI NUOVI PROBLEMI mai visti prima e causato ENORMI DANNI A TUTTI, consumatori di "droghe" e no.
In particolare:
(a)
Il primo e più rilevante EFFETTO DEL PROIBIZIONISMO è stato la nascita e l'enorme crescita della GRANDE DRIMINALITA' PORGANIZZATA, da Al Capone in poi. Una criminalità che con i profitti della droga (migliaia di miliardi esentasse ogni anno) ha corrotto e continua a corrompere mezzo mondo, oltre a inquinare in modo incontrollabile l'economia legale e soprattutto i mercati finanziari (borse, criptovalute).
Molti governi e infinite imprese sono oggi praticamente in mano alle mafie del narcotraffico.
E poi ci sono gli atti di violenza e le infinite vittime, dirette e indirette, delle guerre fra bande rivali.
(b)
Poi vengono i DANNI ALLA SALUTE per i consumatori di sostanze illegali. Perché ovviamente, le "droghe" del mercato nero fanno infinitamente più male delle stesse sostanze, prodotte in modo controllato e vendute in farmacia, e una volta entrati in certi "giri" illegali è difficile uscirne. Ma su questo punto va soprattutto sottolineato che TUTTI I MORTI "PER DROGA" sono DOVUTI SOLO AL PROIBIZIONISMO E ALLE SOSTANZE DEL MERCATO NERO.
Senza parlare della microcriminalità (furti, rapine) legata all'emarginazione dei "tossicodipendenti" e al costo delle sostanze.
(c)
Poi viene la comparsa di sempre NUOVE DROGHE, in maggioranza potenzialmente rischiosissime in quanto mai studiate da nessuno sotto il profilo farmaco-tossicologico (https://www.euda.europa.eu/publications/european-drug-report/2024/new-psychoactive-substances_en).
Se nel 1912, alla Conferenza dell’Aja, si era deciso di mettere sotto controllo 4 sostanze 4 (oppio, morfina, eroina, cocaina), nel 1948 le sostanze "proibite" erano già diventate 36 (24 naturali e 12 sintetiche), e nel 1995 erano arrivate a 282 (37 naturali, 245 sintetiche). E oggi non si possono nemmeno più contare.
Basti osservare che:
- dal 2013 (probabilmente a seguito del "successo" (!) della lotta contro l'oppio, con caduta della produzione di eroina) il mercato americano vede l'esplosione del commercio di fentanyl, oppioide di sintesi 50 volte più potente dell'eroina (https://www.cdc.gov/mmwr/volumes/73/wr/mm7348a2.htm). E fra il 2013 e il 2023, il fentanyl è coinvolto in circa 407.000 casi di morte su un totale di circa 807.000 morti legate all'uso di droghe in generale. (https://nida.nih.gov/sites/default/files/overdose_data_1999-2023_1.16.25.xlsx)
- a fine 2024, secondo l'EUDA, erano già state identificate più di 1000 "nuove sostanze psicoattive"
(https://www.euda.europa.eu/sites/default/files/pdf/32307_en.pdf), tra cui: 277 "nuovi cannabinoidi"; 178 "catinoni" sintetici (stimolanti venduti come sostituti di amfetamine o cocaina); 88 "nuovi oppioidi" di sintesi, tra cui almeno 38 derivati del fentanyl e 22 nitazeni (oppioidi potentissimi identificati per la prima volta nel 2019); mentre si teme l'arrivo di ulteriori nuove molecole, p.es. del gruppo delle "orfine".
(https://www.euda.europa.eu/publications/european-drug-report /2025_en)
(d)
Last but not least, viene il fatto che il proibizionismo - attraverso la creazione dell'effetto "frutto proibito" - ha coinvolto soprattutto i più giovani.
Quando (e parlo degli anni fino al 1914-1930, a seconda dei paesi) l'oppio, la morfina, l'eroina, la cocaina e la Cannabis erano in libera vendita in farmacia, chi le usava erano SOLO adulti e anziani, più o meno malati.
Ma dopo la propaganda "proibizionista", le esagerazioni (e le bugie) sugli effetti degli "stupefacenti", e la comparsa e promozione di nuove sostanze si è stimolato soprattutto l'interesse dei giovani, ovviamente più curiosi e avventurosi, e più disposti a violare le regole e le leggi degli adulti e dei governi. Fino allo sviluppo, come ho detto più sopra, di una vera e propria, ancorché deleteria, "cultura della droga" o peggio, "dello sballo", e all'attuale impressionante boom dei consumi (in primo luogo di alcol e cocaina) anche fra gli adolescenti.
***
Detto questo, possiamo solo aggiungere:
GRAZIE, CARI POLITICI, CHE AVETE INVENTATO E ANCORA DIFENDETE QUESTO INTELLIGENTE E "GIUSTO" PROIBIZIONISMO !!! GRAZIE, GRAZIE MILLE!!!
BIBLIOGRAFIA
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