enniusfirst
29 dicembre 2025 16:39
Dipartimento Politiche Antidroghe
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Le ragioni del perché NO alla legalizzazione delle sostanze
stupefacenti.
Elementi concreti del perché non legalizzare l’uso di sostanze stupefacenti:
1. Costituzione e diritto alla salute.
2 La legalizzazione con vendita delle droghe da parte dello Stato farebbe aumentare il numero di consumatori e delle persone che svilupperebbero dipendenza.
3. Proibire l’uso di sostanze stupefacenti incentiva la reazione di consumo nei giovani? Un falso mito.
4. Quali sostanze stupefacenti legalizzare e a chi fornirle? Una gestione impossibile che danneggerebbe anche i bambini/adolescenti.
5. Nuovi ed alti costi per produzione, catena di custodia e distribuzione legale delle sostanze per uso voluttuario e per le persone con dipendenza.
6. Perché no alla legalizzazione della coltivazione domestica: produzione, consumo e vendita illegale incontrollabili.
7. La legalizzazione impatterebbe negativamente anche sulle nuove sostanze e sulle vendite di droghe via internet.
8. La legalizzazione della cannabis per finalità voluttuarie (prodotti destinati al consumo non medico) o mediche (farmaci sintomatici a base di THC per malattie croniche o effetti collaterali delle chemioterapie): due situazioni ben distinte.
9. Che cosa abbiamo imparato dalla legalizzazione dell’alcool e del tabacco? Le sostanzed’abuso più legalizzate sono le più utilizzate al mondo e tra le prime cause di morte.
10. La legalizzazione avrebbe effetti limitati nel contenere la violenza legata all’uso di sostanze e non eliminerebbe il mercato nero.
11. Le sostanze stupefacenti (compresa la cannabis) sono sostanze tossiche da cui la popolazione deve essere protetta.
12. Legalizzazione e aumento del consumo di sostanze con aumento del rischio di incidenti stradali e lavorativi.
13. Legalizzazione, aumento del consumo di sostanze e aumento delle patologie droga correlate.
14. La legalizzazione non snellirebbe il sistema di giustizia penale.
15. Legalizzazione e tassazione: una soluzione eticamente non accettabile né vantaggiosa.
16. L’esperienza insegna che la legalizzazione non ha avuto successo.
17. Conclusioni: l’utopia illusoria e apparentemente convincente della legalizzazione è un cambio di paradigma improponibile.
Claudio Cappuccino
30 dicembre 2025 18:53
Molto interessante il documento del Dip. Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri!
Se è copiato correttamente, ci dice parecchie cose.
- IN GENERALE, ci dice che i responsabili del Dip. Pol. Antidroghe hanno difficoltà a scrivere in italiano, come è evidente già a partire dal titolo ("Le ragioni del perché NO...")
E poi, sempre in generale, ci dice che questi funzionari pubblici hanno DIFFICOLTA' A PENSARE (come sembrerebbe intelligente di fronte a problemi di questo genere) in termini di RAPPORTO BENEFICI/RISCHI e a METTERE A CONFRONTO le possibili ipotesi di "legalizzazione" (vendite controllate a soggetti autorizzati) con il mantenimento della situazione attuale (sostanze in mano alla grande criminalità, violenza, corruzione, morti, sempre nuove "droghe" sul mercato, soldi pubblici buttati per repressione e sequestri assolutamente senza conseguenze, droghe disponibili 24/7 ovunque e per chiunque le voglia).
- E COSA CI DICE SUI SINGOLI PUNTI?
1. Magari il "diritto alla salute" fosse garantito! E comunque, chi scrive sembra NON CAPIRE (ed è grave) che le droghe del mercato nero fanno molto più male alla salute delle stesse sostanze prodotte e vendute legalmente.
Per fare un esempio che spero comprensibile ai più: l'eroina di strada facilmente uccide (overdose, infezioni, ecc.) ma la Diamorphine inglese (di farmacia, su prescrizione medica) non uccide nessuno: ci sono persone che l'hanno usata per 60+ anni. Non per niente diversi altri paesi, dopo l'Inghilterra che non l'ha mai "proibita", hanno ri-legalizzato l'eroina come "trattamento della dipendenza" (Svizzera, Germania, Canada, Olanda, Danimarca, Norvegia, ecc.).
2. ipotesi tutta da dimostrare, che p.es. non considera l'effetto "frutto proibito".
P.es., fino al 1969, in Italia, le amfetamine (metamfetamina inclusa) erano in libera vendita in farmacia SENZA RICETTA. Tantissimi (avvocati, giornalisti, medici, studenti, camionisti) le usavano "al bisogno", 1 pastiglia 1 volta al giorno. Non ho mai visto 1 singolo caso di "abuso". Subito dopo la "proibizione" è comparso l'abuso di dosi spaventose per via endovenosa. E oggi la metamfetamina è un problema mondiale.
E parliamo anche della CANNABIS.
Una volta, come droga, a parte in Africa o in India, o qualche esperimento di artisti nell'800 (Baudelaire) era sconosciutra. In teoria la Cannabis indica era disponibile in farmacia (anche in Italia) ma si usava pochissimo. Tant'è vero che nel 1912 nessuno la prese in considerazione come "droga da proibire". E infatti non fu proibita.
Poi invece gli USA la proibirono nel 1937 dopo una lunga campagna terroristica, perché dopo l'abolizione della Proibizione dell'alcol (1933), Mr. Anslinger, capo dell'Ufficio Narcotici, ebbe paura che si abolisse anche quella delle altre 4 droghe proibite (oppio, morfina, eroina, cocaina) e per salvarsi il posto, pensò bene di creare allarme e panico anche su una nuova droga, appunto "il mostro marijuana".
Dopodiché, cioè DOPO CHE LA CANNABIS FU PROIBITA, i consumi esplosero e oggi è la droga più usata al mondo, anche dai ragazzini (a cui fa MALISSIMO).
3. Un falso mito?
Vuol dire non conoscere la storia.
La proibizione inizialmente (1913 in USA, gli altri seguono) riguarda solo oppio, morfina, eroina, cocaina. PRIMA, queste sostanze erano usate praticamente SOLO da adulti e anziani più o meno malati (a parte i preparati a base di oppio, di farmacia o artigianali come la "papagna" in Puglia, usati per tener tranquilli i bambini).
Subito dopo la proibizione (grandi problemi per i malati e regalo supermiliardario per i delinquenti), l'abuso di droghe è esploso soprattutto fra i più giovani. Proprio per il citato effetto "frutto proibito", e perché i delinquenti hanno subito capito che i giovani erano i più portati a trasgredire alla legge, e si sono subito rivolti a loro.
4. Decisione delicata ma certo non impossibile. Non si capisce bene il riferimento a bambini e adolescenti: non credo che nessuno al mondo pensi di legalizzare tutto per tutti.
5. ???
6. Invece adesso tutto è sotto controllo.
7. ???
8. OK, 2 situazioni distinte. E allora? Basta trattarle in modo diverso.
9. In effetti, alcol (usato in modo eccessivo) e tabacco (comunque, anche se i rischi dipendono dalle quantità) sono le 2 droghe che fanno più danni.
Legalizzare eroina, Cannabis, cocaina, LSD, ecc. (a) eliminerebbe il fascino del frutto proibito e smitizzerebbe le sostanze; (b) ridurrebbe i danni legati a pessima qualità e dosaggi imprevedibili delle sostanze illegali; (c) permetterebbe di "fare informazione" obiettiva, onesta, e finalmente
"credibile" (come oggi non è); (d) in particolare su oppioidi e eroina, che "di per sé sono SORPRENDENTEMENTE NON TOSSICI anche quando sono usati quotidianamente a dosaggi significativi per MOLTI ANNI." (Cecil Textbook of Medicine", 20th ed. 1996, p.52) e su cui "Da parte di medici e giornalisti sono state scritte PIU' SCIOCCHEZZE che SU OGNI ALTRO ARGOMENTO MEDICO." (R. Melzack- P.D. Wall: The challenge of pain, 2nd ed. 1996, p.203), si scoprirebbe che quelli che oggi appaiono degli sbandati di strada sempre a rischio di overdose potrebbero riavere una vita familiare e lavorativa anche praticamente normale, pur rimanendo "dipendenti" dal farmaco. Proprio come Marco Aurelio, che fu dipendente dall'oppio ma riuscì comunque a essere il migliore e il più saggio degli imperatori romani.
10. La "violenza" legata all'ABUSO di alcune sostanze (alcol, cocaina, amfetamine) forse non cambierebbe molto. Ma tutta la violenza legata sia al grande narcotraffico che alla piccola criminalità di strada si ridurrebbe moltissimo.
11. Una generalizzazione simile è UN INSULTO ALL'INTELLIGENZA UMANA.
12 e 13. Tutto da dimostrare. Secondo me la legalizzazione RIDURREBBE tutti questi rischi e danni rispetto alla situazione attuale di mercato nero assolutamente FUORI CONTROLLO.
14. Be', gli toglierebbe tutto il peso dei processi "per droga" e dei "drogati in carcere". Sarebbe già qualcosa...
15. "Eticamente non accettabile" è solo un punto di vista, discutibile ma non automaticamente "migliore" dell'opposto.
"Né vantaggiosa" - cosa tutta da dimostrare.
16. Bisogna indicare meglio quale "esperienza", dove, quando.
In realtà, lo STUDIO DELLA STORIA insegna che l'umanità ha usato tutte le "droghe" disponibili sempre e ovunque, lungo tutta la storia conosciuta, fin dall'antichità. Mentre i veri GROSSI PROBLEMI, ovunque, sono cominciati solo dopo la "proibizione" (e c'è chi direbbe "a causa della proibizione"). In particolare, per oppio, morfina, eroina e cocaina dopo il 1912. Per la Cannabis dopo il 1937. Per le amfetamine dopo il 1970.
17. ancora ???
Claudio Cappuccino
30 dicembre 2025 19:25
Qualche riflessione EXTRAvagante.
Effettivamente, FRA LE ALTRE COSE, il proibizionismo continua ad ammazzarci, confermandosi la più colossale e stupida FOLLIA della storia umana.
E oggi non è più solo.
Ha trovato grandissimi e numerosissimi alleati nella distruzione del mondo, al punto di passare in un certo senso in secondo piano.
***
Personalmente, come ultra80enne, ho poco da perdere, ma mi fa star male veder questo mondo andare a catafascio, perché penso ai giovani che hanno davanti un'intera vita da vivere. E che se non si svegliano e non si mettono d'impegno, questa vita non l'avranno, o la dovranno vivere molto male.
***
Purtroppo l'INTELLIGENZA (nel senso di capacità di "vedere le cose come sono" e ragionarci su) sembra essere sempre più rara. Il perdurante sostegno al proibizionismo ne è un segno evidente, ma c'è molto di più.
Sembra che gran parte dell'umanità ("politici" compresi)abbia perso la capacità di vedere e di pensare. L'ignoranza (il "non sapere" e non essere interessati a sapere) aumenta esponenzialmente: e più si è ignoranti, meno ci si accorge di esserlo. E più si parla e si pontifica su cose che non si sanno e non si capiscono.
Collateralmente, la passività e l'adesione al "non-pensiero delle masse" stanno ridiventando la regola.
Basti vedere il peso degli smartphone e dei social network nella "vita" (una cosa che ormai va messa fra virgolette) delle persone. Basti vedere la diffusione impressionante di nuove "mode", come ad esempio i tatuaggi. E basti vedere il numero crescente di chi si astiene dal voto (=lasciamo decidere gli altri anche per noi!) o di chi si aggrega ai movimenti di estrema destra (populisti, nazionalisti, razzisti, proibizionisti) esattamente come successe negli anni '920 con Hitler e Mussolini.
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Contro le ideologie aberranti del fascismo e del nazismo abbiamo avuto i Giacomo Matteotti, i Piero Gobetti, i fratelli Rosselli, le Sophie Scholl e gli altri ragazzi della Rosa Bianca, i Dietrich Bonhoeffer, le Etty Hillesum, i Fritz Gerlich, i Franz Jägerstätter, le Edith Stein, le Simone Weil,... Con la fine del comunismo aberrante di Stalin abbiamo saputo dei mille eroici oppositori fatti sparire nel nulla dei gulag siberiani...
Ma poi, ci siamo crogiolati per anni nel nostro apparente benessere "occidentale" e non abbiamo saputo cogliere la gigantesca, unica occasione della RIVOLUZIONE DEMOCRATICA E PACIFICA lanciata in URSS da Mikhail Gorbaciov (perestrojka e glasnost, riabilitazione dei dissidenti, liberazione dei prigionieri politici, libertà di stampa, democrazia in Polonia, riunificazione della Germania,...).
I "nostri" leader dell'epoca semplicemente NON CAPIRONO le grandiose opportunità offerte al mondo intero da QUESTA rivoluzione, e non aiutarono ECONOMICAMENTE Gorbaciov e l'URSS nel momento cruciale, anzi pensarono STUPIDAMENTE di poter guadagnare dalle sue difficoltà (penso in particolare ai due incontri G7 di luglio 1990 e luglio 1991, in cui Gorbaciov chiese con insistenza all'Occidente un forte aiuto ECONOMICO per portare avanti le sue riforme, ma ottenne solo applausi e sorrisi + vaghe promesse e chiacchiere).
***
E oggi abbiamo di nuovo dei segnali terribili: dalla Russia di Putin (ci ricordiamo di Anna Politkovskaja, di Boris Nemtsov, di Alexei Navalny?), dalla Cina di Xi Jinping (cosa sappiamo davvero di quello che accade, a parte le questioni di affari e di soldi? E cosa succederà a Taiwan?), dall'Israele di Netanyahu, che vuole cancellare palestinesi e Palestina, dal Sudan, dallo Yemen, dall'Afghanistan, dall'Iran, dalla Nigeria, dal Venezuela, ecc. ecc. arrivano solo segnali orrendi.
Per non parlare di quello che stanno diventando gli Stati Uniti, un tempo faro della democrazia mondiale, oggi soprattutto occasione di grandi affari per Trump e soci.
***
A questo punto, continuare a parlare contro l'inutile, inefficace e CONTROPRODUCENTE proibizionismo sulle "droghe" appare a riduttivo e quasi inutile, anche perché non si può far altro che RIPETERE cose dette e scritte mille volte, e chi ancora NON E' ARRIVATO A CAPIRLE è evidente che non ci riuscirà mai.
Anche se questo terribile "non averle capite", in cento anni ci ha portato al disastro delle grandi mafie del narcotraffico (con il loro portato di corruzione a ogni livello, infiltrazione di finanza e economia legale, controllo di interi stati e governi), dei milioni di morti, delle mille "nuove droghe" incontrollate e incontrollabili, della distruzione delle foreste per produrre sempre più cocaina...
QUALCHE BUON LIBRO
(a) su anti-fascismo e anti-nazismo
BOATTI G. Preferirei di no. Le storie dei 12 professori che si opposero a Mussolini. Einaudi 2010
BONHOEFFER D. Resistenza e resa. San Paolo 2015
GHEZZI P. La Rosa Bianca. San Paolo 1994
HILLESUM E. Diario 1941-1942. Adelphi 2012
MATTEOTTI G. Scritti e discorsi. Fondazione Giacomo Matteotti 1974
MORRA DI LAVRIANO U. Vita di Piero Gobetti. UTET 1984
PÉTREMENT S. La vita di Simone Weil. Adelphi 1994
TRANFAGLIA N. Carlo Rosselli e il sogno di una democrazia moderna. B.C.Dalai 2010
(b)
sul mondo di oggi
FOA A. Il suicidio di Israele. Laterza 2024
PAPPÉ I. Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina dal 1882 a oggi. Fazi 2024
POLITKOVSKAJA A. La Russia di Putin. Adelphi 2009
SHORT P. Putin. Marsilio 2022
SWEENEY J. Il killer del Cremlino. Newton Compton 2024
(c)
sulla visione di Gorbaciov (secondo me il più grande e lungimirante politico del XX secolo, che poteva far cambiare il mondo)
GORBACIOV M. Discorso 7/12/1988 a New York, Assemblea Generale dell'ONU.
GORBACIOV M. La casa comune europea. Mondadori 1989
GORBACHEV M. La posta in gioco. Baldini+Castoldi 2020.
TAUBMAN W. Gorbachev. His life and times. Norton 2018 (in particolare p.568-73 e 589-98).
(d)
sul PROIBIZIONISMO delle "droghe", tanto per non dimenticarlo
BACHMANN C.-COPPEL A. La drogue dans le monde: hier et aujourd’hui. Seuil 1991
BAKALAR J.B.-GRINSPOON L. Drug control in a free society. Cambridge Univ. Press 1984
BAYER R.-OPPENHEIMER G.M. (eds) Confronting drug policy: illicit drugs in a free society. Cambridge Univ. Press 1993
CAPPUCCINO C. Dall’oppio all’eroina. Un maledetto imbroglio. Cox 18 Books 1999
(disponibile in PDF al link
https://www.samorini.it/doc1/alt_aut/ad/cappuccino-oppio-eroina.pdf)
CAPPUCCINO C. Felicità chimica. Storia delle droghe. Stampa alternativa 2004
DUKE S.B.-GROSS A.C. America's longest war: rethinking our tragic crusade against drugs. GP Putnam's Sons 1994
HAMOWY R. (ed) Dealing with drugs: consequences of government control. Pacific Research Institute for Public Policy 1987
KING R. The drug hang-up: America’s fifty-year folly. Charles C. Thomas 1972
MUSTO D.F. The American disease: origins of narcotic control. Yale University Press 1987
SINCLAIR A. Era of excess. A social history of the prohibition movement. Harper Colophon Books 1964
SZASZ T.S. Il mito della droga. Feltrinelli 1977
TRANSFORM After the war on drugs: blueprint for regulation. Transform Drug Policy Foundation 2009
WHITLOCK F.A. Drugs, morality, and the law. University of Queensland Press 1975
enniusfirst
31 dicembre 2025 18:09
Dopo le chilometriche analisi e successiva sfilza di libri che sicuramemte il sig. Cappuccino ha letto, e sicuramente capito, ritengo che lo stesso abbia tratto da tanto impegno argomenti, principi ed elementi per essere in grado di dare una risposta ad una mia domanda ovvero se è d’accordo con il pensiero maxiano che dichiara:
“La politica di legalizzazione delle droghe è una scuola di civiltà, umanesimo, libertà e sviluppo economico.”
Se non vuole esporsi, è sufficiente comunicare che non intende rispondere.
Nel qual caso, riterrò chiuso l’argomento.