VDonvito
24 marzo 2026 14:38
Quel che Laldi non valuta, è che il referendum era sulla Governance della magistratura, non sul governo in carica.
E valgono poco gli eventuali "sì, però...". Altrimenti le riforme di un certo peso (e le costituzionali sono tali) non si faranno mai, perché occorre in Parlamento la maggioranza dei due terzi che, nel nostro caso, essendo stata semplice, ci ha portato al referendum. Al referendum su quella legge, non sulle idee e paranoie del capo del nostro governo e dei suoi incapaci, nonché meno presentabili della stessa Meloni, ministri et similia.
Forse che la giustizia, la Governance dei magistrati, non ha bisogno di una riforma? E come altrimenti si potrebbe fare? Dobbiamo aspettare un governo in carica che abbia almeno i due terzi dei voti in Parlamento, altrimenti continuiamo con i casi Tortora, Zuncheddu, etc?
Credo che la politica non debba sempre essere fatta di barricate, ma anche di ragionamenti e compromessi... politica per l'appunto. In questo referendum, i nostri governanti di estrema destra non avevano fatto altro che sposare quanto la sinistra di un tempo (quella di oggi è un po' diversa) perorava da sempre.
enniusfirst
24 marzo 2026 15:47
La Stampa, come altri giornali, ha tifato per il NO e la maggioranza dei votanti le ha dato ragione.
Le analisi della giornalista Flavia Pierina per spiegare il NO si dispiegano in sostanza in giudizi prettamente politici tirando in ballo l’onnipresente Trump ( quando non si hanno argomenti è bene citarlo) e una presunta volontà del governo di sottomettere la magistratura.
Dove nella riforma costituzionale proposta vi siano elementi che possono offrire argomentazioni a sostegno di quest’ultima tesi, silenzio assoluto da parte della giornalista che ci ha intrattenuto invece sulle cattive espressioni di qualche governante tacendo su quelle di alcuni magistrati.
In democrazia le maggioranze vanno sempre riconosciute, ma che abbiano sempre ragione … di strada ce ne corre…..