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Claudio Cappuccino 27 giugno 2026 13:25
I problemi CREATI da 100 anni di follia proibizionista sono infiniti - a partire dalla creazione dal nulla di gigantesche reti mondiali di crimine organizzato, dalla corruzione e violenza a ogni livello che ne consegue, dai milioni di morti dovuti solo alle sostanze del mercato nero (impure, infette, dosate male, ecc.), dall'enorme aumento della domanda di "droghe" soprattutto da parte di giovani e giovanissimi, e dalla continua produzione di nuove sostanze sintetiche immesse sul mercato senza nessuna sperimentazione farmaco-tossicologica.
Ma uno dei problemi più gravi, perché è quello che ha determinato l'enorme sviluppo del mercato delle "droghe" in questi 100 anni, è stato il fondamentale cambiamento dell'immagine delle "droghe". legato all'effetto frutto proibito, alla propaganda involontaria, alle bugie terroristiche e alle pure stupidaggini.
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Tanto per dirne una delle ultime, su "Avvenire" del 26 giugno, Luciano Squillaci, presidente della Federazione italiana delle comunità terapeutiche, osa dire, a proposito di nuove sostanze psicoattive, che "basta assumerle una volta per diventarne dipendenti."
(https://www.avvenire.it/attualita/dalla-droga-e-dalle-dipendenze-si-esce-oggi-racconteremo-come-a-mattarella_110179)
Ovviamente, come ho accennato sopra, le NPS sono potenzialmente pericolosissime, ma niente al mondo può dare una "dipendenza" istantanea.
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Ma ormai dovremmo averlo capito: solo sul concetto di "dipendenza" si è creato un gigantesco groviglio di confusione e disinformazione, ignorando che la "dipendenza" in sé non significa nulla.
Siamo tutti "dipendenti" da aria, acqua, cibo, ecc. e nemmeno ce ne accorgiamo. Ci sono voluti millenni persino per riconoscere la "dipendenza" naturalmente prodotta dall'uso cronico di oppiacei (un tempo farmaci di uso quotidiano) e considerarla un problema anche quando non lo era.
Perché la "dipendenza" è un problema solo quando l'oggetto della stessa è di per sé inaccettabilmente dannoso o pericoloso e soprattutto quando - in persone geneticamente o psicologicamente o culturalmente predisposte - questo diventa un "pensiero dominante" che può condizionare l'intera vita.
E questo tipo di "dipendenza patologica" (addiction) si può manifestare non solo con sostanze psicoattive (farmaci inclusi, a partire dalle iper-prescritte benzodiazepine), ma anche con comportamenti (gioco d'azzardo), relazioni (social networks), o addirittura oggetti (smartphone).
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Di fronte a FATTI come questi, ci vuole molto coraggio a continuare a difendere il proibizionismo, solo perché non si sa come uscirne.
Ma personalmente temo che il proibizionismo non sia stato, in fondo, che il PREANNUNCIO delle follie di ogni genere in cui si sta cacciando il mondo - dalle guerre senza senso (Ucraina, Palestina, Libano, Iran, Sudan, ecc.) alla velocissima concentrazione della ricchezza in sempre meno mani (nel 2025, 12 (DODICI) super-miliardari avevano più ricchezza dei 4,1 miliardi più poveri - OXFAM REPORT 2026, "Resisting the Rule of the Rich", p.9); dalla rinascita dei fanatismi religiosi ai nuovi nazionalismi neo-fascisti e neo-nazisti; dagli squilibri demografici (popolazione mondiale passata da 2 a 8 miliardi in 100 anni; età media Europa 44 anni; Italia 46; Asia 30-32; Africa da 285 milioni (1960) a 1,460 miliardi (2023), età media 19-20 anni), alle molto sottovalutate emergenze ambientali e climatiche.
Follie che, temo, ci stanno rapidamente portando verso il disastro definitivo.
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