La Pulce nell'orecchio
Per mettere il dubbio, con l'informazione, su alcune certezze
a cura di Annapaola Laldi
1 Giugno 2003
Quando si dice sapere le lingue ...
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MIO COMMENTO
1 Giugno 2003 Gentile Annapaola,
concordo con il concetto della sua lettera del 1* Giugno 2003 titolata "Quando si dice sapere le lingue".
Infatti ogni lingua ha sue parole specifiche con diverse sfumature pratiche e psicologiche per cercare di dire la stessa cosa. Per questo secondo me spesso è impossibile tradurre esattamente da una lingua all'altra, e per questo bisogna appunto "interpretare", cioè cercare di capire il senso di ciò che si dice in una lingua, per far capire il concetto a chi ha una diversa madrelingua, tenendo presente la base culturale delle persone. Per questo bisognerebbe conoscere molte lingue. Ma ciò è possibile solo per pochi fortunati, che ne hanno oltre al tempo ed ai soldi necessari, anche le attitudini naturali. Ma ci sono campi in cui non ci dovrebbe essere necessità di interpretazione bensì di sola traduzione.
Mi riferisco ad esempio ai settori scientifici, commerciali, legislativi e legali. Qui le parole nelle varie lingue devono avere un solo significato, ben preciso e biunivoco; altrimenti nascono gravi equivoci, dispute, liti e processi in cui il cittadino comune ha tutto da perdere. Nella Ue di 15 stati, molti errori di traduzione od interpretazione hanno causato malintesi ed incidenti diplomatici, e costi elevatissimi. È credibile quindi quanto ha scritto "il Giornale" di sabato 8 giugno 2002, in cui scrive che l'Europa spende il 34% del suo bilancio solo per le traduzioni. Ora con 25 stati e 21 lingue ufficiali, il caos sarà inevitabile, ed i costi ancor più elevati. Occorre una lingua comune di riferimento per tutti, di facile apprendimento e pronuncia.
Ora nella Ue, nel generale malcontento, viene imposto l'inglese lingua apparentemente facile ma in realtà estremamente difficile nella sintassi, nel lessico e nella pronuncia, con molti sinonimi, omofoni ed altri difetti che non sto qui ad elencare. Tale imposizione favorisce praticamente gli anglofoni dai punti di vista culturale, commerciale e politico. Questa soluzione è inaccettabile per gli altri cittadini della Ue. Credo che tutte le associazioni nazionali per la difesa del cittadino consumatore debbano seriamente preoccuparsi di questo stato di cose che ci costa molto anche dal punto di vista economico, e perciò dobbiamo agire di conseguenza. Potrei dire molte altre cose ma mi fermo quì.
- Gentile Annapaola, se Lei ritiene utile la mia collaborazione, sono disponibile a dedicare un po' di tempo a questi problemi nell'interesse dei cittadini italiani ed europei.
Cordiali saluti
Dante Chierico
(posta elettronica Dante Chierico <
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