Jacopo
06 giugno 2005 00:00
Beh, citando quello che dicono il 99% dei politici: "Ormai". Tanto loro i pochi soldi al mese riescono ancora a portarli a casa, poveretti.
Per due anni continuavano a ripetere che il tenore di vita era lo stesso, bassa inflazione, nessuna speculazione durante il cambio; l'hanno ripetuto fino alla noia per farci piacere l'euro.
Poi hanno detto "sì, è vero, sono mancati i controlli" aggiungendo un bell'ormai alla fine, come se non si potessero prendere adesso.
L'unico vantaggio (dal mio personale punto di vista) era quello che potevo andare/acquistare all'estero perchè il cambio era forti nei confronti di dollaro e yen, ma ultimamente non è più così, colpa dei referendum? Non so, di sicuro saranno felici tutti quelli che avevano sempre pianto perchè con l'euro troppo forte non vendevano all'estero quanto prima, magari le stesse persone che poi fabbricano all'estero, e "appiccicano" il marchio in Italia e basta...
Molte categorie sono riuscite a spuntarla, ma chi, come me, è un povero impiegato, difficilmente ha la capacità contrattuale (o di ladrocinio) che hanno altre categorie. Si risolverà qualcosa? Di sicuro no...
Gianluca
07 giugno 2005 00:00
E' una follia invocare le privatizzazioni (con l'eufemismo di liberalizzazioni) per sperare di ottenere riduzioni di costo.
Le riduzioni di costo dovrebbero essere accompagnate da politiche di riduzione dei consumi, con una mentalità economica/ecologica che favorirebbe tutti.
Per fare una esempio esistente senza fare nomi: un'azienda privatizzata che eroga acqua ed è quotata in borsa vuole solo aumentare i profitti e quindi vuole che aumentino i consumi, pur essendo ormai drammatica la situazione mondiale dell'acqua a causa degli sperperi e del riscaldamento del pianeta. E questo si ripercuote sia sulla salute che sulle tasche delle persone.
I beni comuni non possono essere merce, bisogna trovare il modo, da CITTADINI, di difenderle sia dai monopolismi statali che dalle speculazioni private, ad esempio aderendo alle battaglie mondiali con quella per il "Contratto Mondiale dell'acqua".
Il resto, dal mio punti di vista, sono chiacchere inutili...
giuseppe delli iaconi
08 giugno 2005 00:00
sono daccordo, che la proposta di un ritorno alla lira è solo una presa per i fondelli, alla quale solo i fessi possono abboccare, in merito all'aumento sproporzionato dei prezzi
non mi ha meravigliato più di tanto la completa assenza di controlli da parte degli enti preposti, quando ci siamo ritrovati anche con le stesse amministrazioni che hanno ritoccato al rialzo tutte le tariffe.
Quello che invece mi ha lasciato, e mi lascia tuttora perplesso, è la totale assenza di tutte le grandi associazioni per il diritto dei consumatori, le quali a mio parere si sarebbero potute organizzare raccogliendo le adesioni e le lamentele dei consumatori, e promuovere delle azioni atte a smuovere gli organi di controllo e costringerli ad intervenire, oltre a raccogliere fondi tra i consumatori per poter tappezzare le città con manifesti riportanti i prezzi dei generi di maggior consumo, per ottenere il duplice effetto di dare delle indicazioni agli sprovveduti, e favorire i commercianti più onesti.
Paolo
09 giugno 2005 00:00
L'euro non ha quasi nessuna colpa sul rincaro dei prezzi, i costi dell'euro sono stati qualche modifica nei programmi di contabilita', incidenza circa zero.
I controlli non ci sono stati, in parte erano una presa in giro perche' certi negozi gia' mesi prima avevano regolato i prezzi in modo che al passaggio all'euro un arrotondamento corretto si risolvesse in un aumento a loro favore.
Oltre alle norme specifiche sul passaggio all'euro ci dovrebbero essere parecchie varie leggi contro la speculazione, accordi tra le parti sociali sul contenimento di stipendi e prezzi, tutta roba regolarmente mai applicata.
Anch'io credo che non ci sia da sperare che una maggior liberalizzazione e concorrenza porti a riduzioni dei prezzi, sono fiabe cui non crede nemmeno il capo dell'antitrust che oggi 09/06/2005 ha ammesso alla RAI che secondo quelle teorie si sarebbero dovuto verificare delle diminuzioni dei prezzi, ma questo non e' accaduto ... il che conferma che quelle teorie sono un tantino campate in aria. Basta vedere le compagnie di assicurazioni. O andare a verificare come secoli di libero mercato abbiano portato, negli USA, ad un aumento dei prezzi della terra nell'isola di Manhattan a New York di ben sei miliardi di volte. Altro che riduzione dei prezzi! E adesso sta aumentando perfino il prezzo del deserto delle riserve pellirosse, perche' pare qualcuno intenda andare a edificare pure li'.
Di solito queste teorie sulla concorrenza fanno parte di una forma di propaganda politica che tende a far accettare certi inconvenienti (precarieta', licenziamenti, stipendi "flessibili") in vista di futuri benefici che regolarmente poi non arivano mai, mentre i ricchi si arricchiscono sempre piu'.
Paolo
adelaide
01 settembre 2005 00:00
Sono d'accordo con Lei quando mette sotto accusa il governo e le amministrazioni locali per la mancata liberalizzazione del mercato degli orari creando così la leale concorrenza,ma non posso non considerare cheil caro euro sta creando difficoltà in tutte le economie dei paesi della UE non soltanto in italia. Se l'Unione Europea è stata creata per unirla nell'impoverimento e nel malcontento della popolazione il risultato è stato pienamente raggiunto. Di contro non ci possiamo permettere di uscire dalla UE perchè il nostro debito pubblico non c'è lo permette e se ciò si verificasse, sarebbe una catastrofe (vedi Argentina. Il mio sogno: uscire tutti i paesi dall'euro per ricominciare la vera unita' europea.