NESSUNO
23 giugno 2005 00:00
"SONO UN TOLLERANTE PER NATURA.... PERO'....".
CARO INTOLLERANTE NEI FATTI, E SE PROPRIO UNO DEI TUOI FIGLI FOSSE GAY O UNA FIGLIA LESBICA, CHE FARESTI? LI AMMAZZERESTI, MI PARE DI CAPIRE.
domenico.polistina
23 giugno 2005 00:00
Sono un tollerante ,per natura, verso il "diverso",in tutte le forme esso si esprima nel pensiero e nei fatti.
Da quando si è discusso e,purtroppo,iniziato a istituzionalizzare (per il momento in Spagna)il disumano matrimonio tra "diversi" sento il dovere a tutela dell'integrità materiale e psicologica dei miei figli e di tutti gli altri adolescenti ,che come è chiaro rappresentano il futuro della società,di schierarmi nel modo più fermo possibile contro questa gigantesca operazione demagogica che vuole minare nelmodo più pericoloso e più infame l'istituzione della famiglia la quale sta per diventare l'ultima spiaggia della sicurezza,del diritto ad esistere e ad esprimersi dei nostri figli.Altre istituzioni che avevano garantito ciò per secoli sono già state spazzate via in nome di una fraintesa "libertà" che è diventata solo una immensa prateria desolata e priva di qualunque tipo di valori con le conseguenze che sono sotto gli occhi di ognuno di noi.
Giuseppe P.
24 giugno 2005 00:00
Qua di disumano non ci sono i rapporti gay, ci sei tu caro domenico "tollerante".
Siamo arrivati anche a diventare illogici nelle parole, dico A ma intendo Z.
Ruini ha deciso di dettare legge, perche non ha mai pensato di diventare parlamentare?
d. p.
24 giugno 2005 00:00
Caro sig."nessuno" ,se io avessi un figlio gay lo amerei esattamente come amo i miei figli attualmente. Ciò che non hai capito è che il "matrimonio" , la "famiglia", sono appannaggio , che a te piaccia o no, di due persone eterosessuali che decidono di formare un nuovo nucleo che, nel suo piccolo, darà impulso al cammino dell'umanità. I "diversi" sono per me liberi di vivere e convivere come meglio credono ma non hanno il diritto etico e tantomeno legale di appropriarsi di valori a cui non possono o non vogliono dare contenuto. Detto questo invito te , se vorrai replicare , a presentarti , come ho fatto io, con nome e cognome, ed invito il responsabile di questa rubrica a non "pubblicare" scritti di anonimi così come è buona norma giornalistica e come vuole il comune senso del vivere civile. Ma,forse pretendo troppo da un signor "nessuno"...
Pier Giorgio
25 giugno 2005 00:00
Carissimo d.p. il presentarsi ad un "forum" con le generalità anagrafiche e con il numero di scarpa e le preferenze enologiche non ha alcun valore, proprio per la natura del sistema stesso.! E poi, come hai fatto tu (che a quanto pare ti sigli """d.p."""?!, che sali sul di un'inutile pulpito di anti-privacy, che te ne faresti delle generalità (forse vuoi individuare personalmente il Partecipante (novella Gestapo), per punirlo poi delle sue malefatte ideologiche o di qualche strafalcione che non ti aggrada?) Ma che ce ne facciamo noi delle tue inutili generalità anche se fossi un esimio presidente del consiglio, o un "don perignon" qualsiasi ???? Sai, importano molto di più i pareri degli intervenuti anonimi, che le loro smanie anagrafiche da espressione di persona importante.
Stefano
25 giugno 2005 00:00
Come gia' affermato altrove, la natura non da' nulla di piu' a un "padre" o a una "madre" dal punto di vista affettivo. Lo stilema dell'autorevolezza paterna e della dolcezza materna e' in molti casi un patetico luogo comune. Una famiglia gay, e dico famiglia perche' trattasi di due persone che vogliono come altri, vivere insieme il loro rapporto anche davanti alla legge e davanti alla comunità, possono dare ai loro figli tutto l'affetto e l'amore che abbisognano. Quindi ben vengano i genitori gay, sopratutto in un mondo dove ci sono sempre di piu' bambini con disagi e problematiche. E non diamo la colpa alla società, alla televisione brutta e cattiva o altro. Evitiamo le ridicole campagna di censura pepetrate dal MOIGE, un movimento di genitori che ritiene corretto avocare ad altri (la società, la televisione appunto) l'educazione dei propri figli.
lalla
25 giugno 2005 00:00
nessuno può permettersi di decidere chi e come dobbiamo essere e soprattutto chi dobbiamo amare, la famiglia è un'ipocrisia, come la chiesa,che manifesta contro l'amore, i bambini hanno bisogno di crescere nell'amore e basta.
Roberto
27 giugno 2005 00:00
Lalla,
i bimbi hanno bisogno di amore, ma credo che l'amore di 2 omossessuali non sia la scelta migliore.
Se la natura ha fatto si che per sodomizzazione non si rimane incinti, ci sarà anche un motivo, immagina una bella società di omossessuali, estinta dopo un batter di ciglio.
Che poi 2 gay si sposino tra loro e si amino non ci vedo nulla di male, ma mettere loro in mano la vita di un bimbo, non mi sembra il caso, non escludo che alcune famiglie eterosessuali possono essere anche peggiori, ma su questo non si può far nulla.
Ciao.
guido pistellato
27 giugno 2005 00:00
il sig. Mastrantoni ha un grande concetto di famiglia e società, quella che sta emigrando dall'est europeo in Europa occidentale ora, la vediamo tutti.Grande esempio di civiltà, di valori, di etica,le grandi libertà dei compagni comunisti, che vorrebbe instaurare da noi,divorzio,aborto,droga libera,grandi valori da difendere...
NESSUNO
27 giugno 2005 00:00
Per D.P.
Pier Giorgio ha centrato il problema dell'identià su Internet, e non ho altro da aggiungere.
Continuo a chiamarmi "NESSUNO" per diversi motivi, uno dei quali è vedere le reazioni degli interlocutori....
Lo sa poi perché mi piace questo nome? Perché così non mi verrà mai in mente di dire a un altro: "Lei non sa chi sono io!!!!".
Se Lei si è offeso, mi rincresce, non era nelle mie intenzioni, ma la contraddizione in cui è incorso è così palese e così classica che mi pareva un delitto alla Sua intelligenza non fargliela notare... Infatti, sono convinto delle sue buone intenzioni. Ma non si rende conto della violenza tremenda che sta nelle sue parole:
"il disumano matrimonio tra "diversi"; "questa gigantesca operazione demagogica che vuole minare nel modo più pericoloso e più infame l'istituzione della famiglia....".
Questo nel suo primo intervento che mi ha spinto a chiederLe come si comporterebbe se un suo figlio o figlia fosse gay.
Non dubito che li amerebbe, ci mancherebbe... Quindi qualcosa si è mosso, meno male. Ma la violenza non è diminuita dato che mi attribuisce pensieri che non ho, come quello che sarei favorevole al matrimonio fra omosessuali. Mi dispiace deluderLa, ma mi è indifferente. Personalmente sono allergico ai rapporti di coppia e vivo una vita seriamente celibataria da fare invidia a preti e monaci, ma ciò non mi impedisce di guardare con simpatia chiunque (etero o omosessuali)ha voglia di stare insieme,di "mettere su famiglia".
Io non sono sicuro che "matrimonio" e "famiglia" siano appannaggio di due persone eterosessuali, come dice Lei, anche se per ora le cose sono state così. Ma il concetto e la realtà di "famiglia" e di "matrimonio" è cambiato molto nel corso dei secoli, ed è diverso oggi da società a società.
Lei afferma anche che "i diversi non hanno il diritto etico e tantomeno legale di appropriarsi di valori a cui non possono o non vogliono dare contenuto". Quali sono questi valori così inarrivabili da delle persone che sono gay? A me, come valori di una unione tra due persone, mi viene in mente il piacere di stare insieme, la capacità di sopportarsi, poi la lealtà, il senso di responsabilità reciproca, l'apertura alla fecondità del rapporto (e la fecondità non è solo quella materiale di fare figli "propri") e mi pare che il desiderio di vedere riconosciuta ufficialmente la propria unione sia la dimostrazione che questi valori sono riconosciuti e apprezzati tanto da osare di VIVERLI in prima persona e in un ambiente che è ancora parecchio ostile.
Alex
27 giugno 2005 00:00
"Come gia' affermato altrove, la natura non da' nulla di piu' a un "padre" o a una "madre" dal punto di vista affettivo"
Sì ma non è la Verità assoluta, è un tuo punto di vista.
Riguardo alla definizione di famiglia parla la costituzione.
Se il tuo ragionamento è valido allora anche il single avrebbe diritto di avere un figlio, così come non vedo perchè vietare la bigamia o altre pratiche tipiche dei paesi arabi.
lalla
27 giugno 2005 00:00
roberto, scusami ,ma io nn sono d'accordo con te, quanti bambini perdendo in vari modi, uno dei 2 genitori, vengono cresciuti da due figure dello stesso sesso? (mamma e nonna x esempio) nn mi sembra che vengano fuori individui malati. e poi la nostra società, anche a causa della religione, è sessista e maschilista, quindi con i genitori gay nn ci sarebbe nessun tipo di discriminazione sessista e magari farebbero crescere i giovani con la visione del sesso come qualcosa di naturale e nn di peccaminoso, riducendo di gran lunga la nascita delle perversioni sessuali. io personalmente nn ci trovo nulla di male nel fatto che i gay possano avere bambini,meglio che lasciarli in orfanotrofio, mi spiace solo x chi ha dei pregiudizi in merito, nn bisogna pensare all’omosessualità solo dal punto di vista negativo, xchè gli eterosessuali secondo me li superano. X quanto riguarda l’estinzione della specie, credo che le coppie omosessuali saranno sempre in minoranza rispetto agli etero, e poi forse con il divieto da parte del sig ruini alle coppie che nn possono avere figli, di sottoporsi ad interventi di fecondazione “artificiale” l’estinzione la rischiamo davvero!
Stefano
27 giugno 2005 00:00
Nessuno di coloro che difende la famiglia "etero", per cosi' dire, riesce a dare risposte soddisfacenti a una semplice domanda, che continuero' a ripetere: qual'e' il quid affettivo in piu' dei genitori etero dato dalla natura ? Qui non si sta parlando di riproduzione (complimenti a Roberto per l'eleganza!)
Giuseppe P.
28 giugno 2005 00:00
Roberto, probabilmente le tue sofferenze saranno diventate più acute quando hai fatto i "lavoretti" a scuola per le feste della mamma, quando hai iniziato il contatto con la scuola.
Magari i tuoi compagni di scuola ti avranno chiesto "dove sta tua madre? perche vivi con i nonni?"
Sentirsi l'eccezione alla regola.
Ovviamente non ho nessun dubbio che tu abbia sofferto per la sua non presenza al di là dell'ambiente scolastico, soprattutto perche la sua assenza in questo caso era determinata dalla sua mancanza improvvisa.
Non sarà il caso tuo, pero a volte le maggiori sofferenze, quando magari non si ha mai conosciuto un padre o una madre sono determinate dalla società.
Il compagno-di-scuola, voce-sincera-ma-terribilmente-cattiva che fa notare la tua "diversità" è secondo me a creare il problema maggiore. I problemi dervivano cioè dall'osservazione del paradigma (padre-madre), fatto passare come "unica perfezione e soluzione".
Per essere più chiaro, faccio un esempio banale. Ricordo ad esempio, alle scuole medie c'era una ragazza che all'ora di religione usciva, perche testimone di geova. Beh, oggi non mi ritengo più cristiano, pero tutti la guardavano come "strana", come se uscendo dall'aula commettesse qualcosa di grave. Forse lei percepiva questa nostra reazione e soffriva un po'.
Ovviamente la questione "genitori" non ha paragoni con questo esempio, perche la sofferenza che si può provare dal rapporto con gli altri, è amplificata all'infinito per alcuni.
La teoria che il bambino diventa malato da grande se non è vissuto con il padre e la madre è solo un teorema basato sull'"autoavverarsi della profezia": si profetizza il problema che il bambino potrà avere e subire danni... ci si comporta con questi bambini in tal modo... da far avverare il teorema iniziale. Quindi i danni maggiori sono causati dal nostro approccio ai bambini che non hanno una "famiglia regolare".
Poi basta guardare la natura e gli animali. Quindi non si puo chiamare la natura in causa, per giustificare un'imposizione sociale di fatto.
Sintetizzando: un bambino con un padre, o con una madre, soffriranno o avranno danni proprio perche la società li difinisce "fuori norma". E' la società a far sorgere in loro il problema del solo-genitore. Non è un problema "naturale", ma "sociale".
Roberto
28 giugno 2005 00:00
Lalla,
mia madre è morta che ero bimbo ed io ho passato qualche anno con i nonni, non per questo sono un individuo malato (credo), ma ti assicuro che ho sofferto non poco e certe cose ti segnano (come dice Tarcisio), non reputo l'omossessualità una malattia e non è quello il motivo per cui non mi pare giusto che una coppia gay abbia la possibilità di adottare figli, il problema è che non c'è un limite netto e preciso delle cose, ognuno ne ha uno suo molto personale che non è più sbagliato di altri ma solo diverso, quindi credo che qualsiasi legge a proposito sarebbe giusta ed ingiusta allo stesso tempo. Io personalmente darei un bimbo ad una coppia gay solo se non ci fossero al mondo più coppie eterosessuali in cerca di un figlio, ma questa è na mia opinione personale.
Ciao.
Giuseppe P.
28 giugno 2005 00:00
Fare i genitori è un mestiere molto difficile, non tutti sono portati, c'è chi ha la vocazione chi no. Chi ha la possibilità di diventarlo senza esserne in grado, facendo poi tanti danni, e chi non ha la possibilità ma con tanti punti di merito e grande sentimento di maternità/paternità.
Non parlei tanto di figli alle coppie.
Ma figli ai single. Questo è il punto.
Di certo, non accetto la morale di chi si azzarda a parlare di come la famiglia debba essere conformata... quando non la ha.
Non puoi guidare se non hai la macchina.
Ultima osservazione: nel desiderare la genitorialità, dovremmo cercare di eusarire prima i minori abbandonati negli istituti e poi magari ricorrere alla fecondazione.
Forse "da grande", il mio ruolo nella società sarà quello prendermi cura di un minore rifiutato da un bella coppia modello eterosessuale.
I moralisti sarebbero anche capaci di dire ideologicamente che il minore starebbe meglio in istituto piuttosto che allevato da un/una single: perche pongono la loro ideologia malata all'interesse vero del minore.
x guido pistellato:
metti insieme droga e divorzio, tu sì invece che hai grandi valori... dovresti un po' vergognartene. Ma le persone come te non erano rimaste totalmente lobotomizzate* dopo i gloriosi referendum degli anni 70?
Si rifanno ancora vive?
* metafora
Giuseppe P.
29 giugno 2005 00:00
Alex come sempre non leggi i miei post e trasformi tutto. Evita di rispondermi se devi parlare a vanvera.
Io ho detto che sono per le adozioni ai singoli, non tanto e per forza alle coppie.
Se ad una ragazza adotta un bambino... sono le persone come te che farebbero sorgere i suoi disagi "TU NON HAI PADRE, SEI ANORMALE" - facendo poi passare i suoi disagi come... disagi per natura.
E' una questione culturale, il disagio nasce dal confronto con la società, come ha anche detto Roberto.
Non si parla di "produzione" di bambini, si parla del loro allevamento, quindi anche di adozione.
"Ecco, allora visto che questo bimbo ha avuto dei problemi in famiglia (mancanza del padre) creiamo ad hoc altre famiglie anomale"
Ci sono tante famiglie "normali" che tanto normali non sono. Pero, eih sono due, controllati i genitali, m e f (e non la loro psicologia) stabiliamo che loro saranno idonei e perfetti genitori.
In questo clima, non sceglierei mai come single di adottare un figlio anche se fosse possibile. Per amore del figlio. Avrebbe sicuramente dei disagi, causati da chi evidentemente ritiene che la sua morale sia la più giusta e unica degna di cittadinanza. Arrivato a 10 anni, senza andare a toccare la scuola, gli/le basterebbe accendere i principali tg nazionali, per sentirsi messo in discussione da vescovi e papi vari.
Oppure gli/le basterebbe frequentare a 16 anni, un post dell'aduc, dove potrebbe leggere Alex e la sua morale.
E' un problema "culturale", come quello di chi ritiene il figlio adottivo, figlio di serie B. Non credo che i genitori/figli si determinino solo dal sangue.
lalla
29 giugno 2005 00:00
mario la religione è costruita su un castello di sabbia, è pura invenzione politica, x questo è assurda, mettici pure che i credenti nn la conoscono e nn la applicano alla vita...io nel tuo elenco aggiungerei pure il fatto che la chiesa nn approva le unioni sessuali prima del matrimonio, ma sposa donne incinta...evviva l’ipocrisia!
alex, vedi come ti hanno abituato male? applichi le targhette alle persone...ti faccio una domanda, quei bei padri ETEROSESSUALI che portano fuori la famigliola la domenica, che insegnano ai figli che l'omosessualità è un peccato e poi la notte li trovi in fila sulle autostrade x andare con travestiti, che targhetta gli metti? nn venire a dirmi che le scelte sessuali di una persona nn incidono sui figli (che è quello che penso io) xchè ti fai autogol da solo...essere giudicato xchè si preferisce la pizza o il gelato...quanti danni che ha fatto la religione! vi consiglio di leggervi i dogmi morali cristiani sulla sessualità, lascio il link, nel frattempo ve ne cito un pezzettino... <<Gli uomini hanno bisogno almeno una volta all’anno di divertirsi per scaricare gl’istinti naturali che non possono essere repressi oltre misura. Come le botti, che cederebbero se non si levasse di tanto in tanto il tappo per scaricare la pressione, così essi scoppierebbero se in loro si facesse bollire sempre e soltanto la devozione verso Dio>>. (Da una lettera inviata da Padre Tillot nel 1444 alla facoltà di teologia di Parigi ).Queste feste orgiastiche volute dalla Chiesa per scaricare i propri seguaci della pressione che in essi si accumulava a causa della repressione sessuale, andarono avanti fino al 1700 assumendo spesso un carattere estremamente dissacratorio soprattutto quando venivano eseguite nell’interno delle stesse chiese. “A queste cerimonie, oltre alla popolazione, vi partecipavano anche I PRETI appartenenti al clero povero. QUESTI PRETI INTERVENIVANO SOLTANTO A CERIMONIA INIZIATA PRESENTANDOSI, SECONDO L’USANZA, BALLANDO E CANTANDO VERSI OSCENI PER LO PIÙ TRAVESTITI DA DONNE....” http://www.luigicascioli.it/sesso_ita.php
Alex
29 giugno 2005 00:00
"Come è possibile distinguere un omosessuale da un eterosessuale nel rapporto verso i propri figli ?"
Semplice: un omosessuale non ha figli propri!!
"Veramente si crede che ai maschietti verrebbero fatte le treccine e messe le gonnelline ed alle femminucce i pantaloni lunghi con i capelli da maschietto ?" Certamente no, ma è questo che i più furbi che partecipano alle giornate gay fanno vedere: esibizionismo (cosa che ovviamente non vale per tutti)
Mario, se ti sei sposato in chiesa è ovvio che hai fatto una scelta ipocrita, visto che manifesti un pensiero totalmente diverso da quanto dovresti professare.
Mario
29 giugno 2005 00:00
scusate ma nella fretta di scrivere ho fatto degli errori :(
pertanto:
- “La chiesa riconosce le coppie dove lui è impotente ma può avere figli, ma non riconosce le coppie dove lui è impotente ma non ne può avere”
diventa
- “La chiesa riconosce le coppie dove lui è impotente ma può avere figli, ma non riconosce le coppie dove lui è POTENTE ma non ne può avere”
e
- "La chiesa non riconosce i matrimoni tra coppie che hanno avuto rapporti omosessuali precedenti al matrimonio (tutte le belle in abito bianco??)”
diventa
- “La chiesa non riconosce i matrimoni tra coppie che hanno avuto rapporti precedenti al matrimonio (tutte le belle in abito bianco??)”
mi scuso ancora
Saluti.
Roberto
29 giugno 2005 00:00
Giuseppe P.,
nella vita la maggior parte delle persone, soprattutto i giovani tendono ad identificarsi in un gruppo per esserne accettati e farne parte, questo gruppo non è altro che la nostra piccola società, le persone il cui giudizio nei nostri confronti è per noi importante, altre persone invece godono del loro essere diversi, in minoranza o addirittura (gli eremiti o altre forme del genere) da soli.
Questi sono fenomeni sociali che non credo di dover dimostrare, basta guardare oggi i ragazzi, sembrano in divisa: tutti con gli stessi pantaloni stracciati con il sedere fuori e la mutanda esposta, il cappellino ed i capelli rasati, magari qualche pezzo di ferro in mezzo agli occhi o al naso, qualche tatuaggio, e la divisa è fatta.
Non credo proprio che sia una scelta autonoma di stile, il risultato in termini di bellezza è tra l'altro a mio parere veramente pietoso, ma io non ho più bisogno di identificarmi in quel gruppo. Sebbene spesso non ce ne accorgiamo, tutti o quasi cerchiamo di essere come quelli con i quali vogliamo stare, quindi se un bimbo vuole stare con i suoi coetanei con genitori tipo(papà e mamma), vorrebbe avere a sua volta gli stessi genitori eterosessuali, visto che non è un caso della vita (in natura) nascere da una coppia di gay, credo che non sia giusto imporre a un bimbo di trovarsi in una posizione del genere.
Ciao.
Alex
29 giugno 2005 00:00
Lalla, il divieto non viene dal sig. Ruini ma da una legge del parlamento che un referendum ha confermato essere valida.
Cosa c'entra il fatto che un bimbo sia stato cresciuto da due persone dello stesso sesso, madre e nonna? Ecco, allora visto che questo bimbo ha avuto dei problemi in famiglia (mancanza del padre) creiamo ad hoc altre famiglie anomale. Un conto essere allevato da mamma e nonna (o da un single) per necessità sopravvenute, un conto è creare una famiglia con 2 papà o 2 mamme.
Giuseppe, i bambini chiedono, è normale: in questo modo si informano, capiscono e crescono. Non sono loro a creare il problema, che invece è a monte. Una coppia di gay non può fisicamente avere figli, questo ha decretato la natura. Non si può pensare che il bambino sia un bambolotto da produrre per soddisfare qualche capriccio.
Mario
29 giugno 2005 00:00
Scusate ma non riesco veramente a capire alcune cose.
Sembra che vi siano piene contraddizioni tra morale-etica-perbenismo che “alcuni” portano avanti ad oltranza senza neanche soffermarsi a rifletterci sopra.
Come è possibile distinguere un omosessuale da un eterosessuale nel rapporto verso i propri figli ?
Veramente si crede che ai maschietti verrebbero fatte le treccine e messe le gonnelline ed alle femminucce i pantaloni lunghi con i capelli da maschietto ?
Sarebbe ora che le persone che predicano nel nome dell’amore comincino a farlo veramente, troppo comodo parlare e rimanere al di fuori della barricata.
Oggi chi si preoccupa di verificare lo stato di fatto di come vivono i bambini in italia? Gli stessi che hanno una struttura statale da mantenere dal costo di svariati milioni di euro l’anno ? bah!
Invece di mostrare apertura verso quelle richieste che arrivano dalla popolazione, gli voltano le spalle ?
Mi viene in mente alcune cose che mi hanno letteralmente disgustato quando ho fatto il corso prematrimoniale, dette dal prete che si preoccupava che noi tutti “apprendessimo gli insegnamenti del cristianesimo”.
“La chiesa riconosce le coppie dove lui è impotente ma può avere figli, ma non riconosce le coppie dove lui è impotente ma non ne può avere”
“La chiesa non riconosce le unioni omosessuali”
“La chiesa non riconosce i matrimoni tra coppie che hanno avuto rapporti omosessuali precedenti al matrimonio (tutte le belle in abito bianco??)”
ma queste sono le più bella di tutte ^_^
“La chiesa riconosce i matrimoni tra un ateo ed un credente”
“La chiesa chiede che ogni rapporto sessuale sia finalizzato all’ottenimento di un figlio e disapprova l’utilizzo di anticoncezionali (consigliava nello stesso momento un metodo basato sulla temperatura che aveva lo scopo di indicare i periodi fecondi o meno, in altre parole una “ciulatina” col crocifisso in una mano,un termometro nell’altra, un calendario per tenere conto dei giorni, ecc ecc )”, va da se che io dopo 18 anni di matrimonio ed avendo due figli ^_^ ,….. lascio a voi il conteggio delle volte di mia spettanza prima di essere considerato un peccatore.
“La chiesa non riconosce gli omosessuali che sono pertanto scomunicati” se non erro, versace era un omosessuale dichiarato ed ha avuto la cerimonia funebre con tutti i crismi del cristianesimo nel Duomo di Milano (notoriamente in quella chiesa non si celebrano funerali)
ed oggi, si pronunciano ancora su cose che riguardano il rispetto della libertà sociale delle persone ?
Saluti.
Alex
30 giugno 2005 00:00
Mario, io personalmente non do alcuna importanza alle tesi della chiesa in quanto non credente; gli attribuisco solamente un sostanzioso ruolo sociale se non altro per le "masse" che muovono. Dico solo che se io fossi coerente con le mie idee non mi potrei mai sposare in chiesa, e chi accetta di "essere contento" che io faccia una scelta simile sa benissimo che la cosa non ha alcun senso.
Giuseppe, non fare della facile ironia: non ho mai detto che un figlio adottato è un bastardo, non bollare le idee altri come semplicistiche pensando di essere depositario della Verità (quella con la V maiuscola). Passiamo all'italiano: Genitore = colui che genera (i genitori dell'adottato non sono le persone che si prendono cura di lui, ma non ho mai detto che un adottato non ha dignità, anzi ha bisogno più di tutti anche della comprensione degli altri)
Ho mai detto di definire coppie sterili? La natura ha deciso che non possono avere figli, e non esistono tecniche affinchè abbiano figli loro (al massimo possono esserlo di uno dei due, ma mi pare che il quarto requisito referendario sia stato stroncato dagli elettori che potevano esprimersi). Un conto è la sterilità completa (e qui non ci si può fare nulla), un conto sono eventuali impedimenti, malattie e/o difficoltà superabili con le cure.
Ah, ho capito, leggi Busi... un bell'esempio di persona esuberante/esibizionista/eccentrica/provocatrice e soprattutto con poco rispetto di chi non la pensa come lui (almeno questa è l'immagine che vuole dare di sè)
Giuseppe P.
30 giugno 2005 00:00
Che il figlio adottato fosse bastardo era logicamente un iperbole rispetto al tuo perbenismo benpensante.
Puoi giocare come vuoi con le parole, risalendo all'etimologia del termine genitore. Invece di fare il professore dell'assoluto, dovresti sapere che le parole acquisiscono nell'uso, anche un diverso significato, che prescinde dalla loro origine.
Ergo GENITORE è anche colui che adotta un figlio o colui che alleva un figlio. Anche padre, significa "uomo che ha generato figli"... ma esiste ovviamente anche qui l'estensione del significato... arrivando anche a "padre spirituale" = guida.
Poi non dire che bollo le idee degli altri come semplicistiche. Sto solo criticando per ora le tue di idee, non quelle di un agglomerato di gente. Esponi tu il fianco con le tue uscite.
Passiamo ai fatti:
nella tua frase
"Come è possibile distinguere un omosessuale da un eterosessuale nel rapporto verso i propri figli ?"
Semplice: un omosessuale non ha figli propri!!" --> per logica si arriva ad un punto: il genitore/il padre/la madre è/sono solo colui/coloro che ha figli propri.
Proprio perche la discriminante a svolegere quel tipo di ruolo, e l'aver effettivamente generato... ecco perche poi ho detto "e le adozioni?".
Il problema è che io non sono il depositario della Verità, io cerco di mettermi nei panni degli altri e assumere i punti di vista anche di chi è meno forte.
Sei tu che che vuoi imporre i tuoi valori al resto del mondo solo perche ti senti maggioranza.
Credi che il tuo ateismo ti affranchi e ti depuri, ma tanto il tuo perbenismo può derivare solo da una forte matrice cristiana inconscia.
Scopro solo ora che l'etica fa maggioranza.
Su Busi, ho cancellato per buon senso la risposta che ti era stata riservata.
E questo perche sono piu civile di te
(" Ah, ho capito, leggi Busi... un bell'esempio di persona ")
Giuseppe P.
30 giugno 2005 00:00
"Come è possibile distinguere un omosessuale da un eterosessuale nel rapporto verso i propri figli ?"
Semplice: un omosessuale non ha figli propri!!"
Alex, come distinguiamo una coppia sterile da una coppia non sterile? Chi adotta un bambino non è genitore vero? E l'adottato, è figlio bastardo?
X la simpatica e sveglia Lalla:
No Lalla, certi bravi padri di famiglia che di giorno sentenziano e di notte vanno coi travestiti, pare che usino la giustificazione del clitoride ben sviluppato [mezza citazione busiana]
PS: Errata corrige - All'inizio del post precedente ho commesso un errore di digitazione "Se ad una ragazza adotta" - scusate.
lalla
30 giugno 2005 00:00
grazie giuseppe! nn sopporto l'ipocrisia e chi vuole negare le libertà agli altri x colpa delle etichette...
Mario
30 giugno 2005 00:00
da: Alex
Data: 29 Giugno 2005
.............Mario, se ti sei sposato in chiesa è ovvio che hai fatto una scelta ipocrita, visto che manifesti un pensiero totalmente diverso da quanto dovresti professare...............
*******************************
Carissimo Alex, quanto dici sarebbe vero nel caso io dessi alla chiesa la stessa importanza che gli dai tu: contrariamente a quanto tu possa pensare non sono in guerra con la chiesa, amo mia moglie ed è per questo motivo che volendo la sua felicità ho acconsentito a sposarmi in chiesa.
L’ipocrisia è semmai stata della chiesa perché io ho espresso fin da principio la mia posizione e la chiesa non ha fatto obiezioni (se ne avesse fatte non sarebbe cambiato nulla per me).
Ti esprimo un mio pensiero, anche discutibile: purtroppo quando la chiesa si scontra con un ateo o un agnostico o qualunque posizione diversa dal cristianesimo (non utilizzo il termine contrario perché è un termine ideato dai cristiani e quindi non renderebbe merito), la prima cosa che fa è quella di tentare di eliminare tale posizione.
Se fosse possibile per i cristiani non dovrebbero esistere persone di religione diversa e tantomeno i “non credenti”, in altre parole ci eliminereste tutti e senza esitazione.
Alex
01 luglio 2005 00:00
Giuseppe, forse non leggi attentamente quel che dico, e lascia perdere il tirare l'acqua al mio mulino perchè come ti ho già detto io non ho interessi personali da difendere (ma forse li hai tu ed allora attribuisci i tuoi comportamenti a me). Non ho fatto delle uscite assolute, ma solo degli esempi per dire che nessuno può dire da che parte sta il vero e il falso, è sempre questioni di punti di vista che vanno a toccare diverse sfere (religiose, etiche e culturali, che spesso si sovrappongono). Il significato etimologico di un termine evidentemente per me era importante per impostare una discussione, ma se non si vuole capire il punto di vista altrui non c'è speranza. Per correttezza, ti faccio notare che sei tu ad avermi bollato come perbenista.
Argomentazioni? e quali sarebbero le tue se non il mancato rispetto delle idee altrui? Filosofeggi troppo ed in questo modo l'attenzione si sposta dai temi realil ho già detto più volte quel che penso, non serve ripetere.
Attaccarti? e quando mai l'avrei fatto? Sei tu che ti sei permesso di esprimere giudizi personali invece di limitarti a commentare quanto scrivo, che ti può piacere o meno ma è quello che io liberamente penso. Io non ho mai scritto che quel che dici tu è sbagliato o è frutto di chissà quale pensiero perbenista, e nemmeno ho cercato di imporre le mie idee visto che non ho mai fatto ragionamenti in assoluto ma in prima persona.
Tutto è partito dalla sconfitta elettorale, cosa evidentemente ancora non digerita. Anche qui sto ancora aspettando una disamina seria di quanto successo, e invece solo cattiverie ed invettive nei confronti di chi non è andato a votare (e non intendo da parte tua).
Ancora una volta hai perso l'occasione del confronto scendendo sul campo "io sono meglio di te" ecc ecc.
Ormai stiamo andando fuori tema, io le mie idee le ho già espresse, questa diatriba personale è assolutamente inutile e noiosa, perciò qui finisce il mio intervento in materia.
Come valore generale, la maggioranza decide ma si può sempre cercare di spiegare le proprie idee riuscendo magari a cambiarle. Ma senza partire dal presupposto di sentirsi dalla parte della ragione al 100%, e senza partire dal presupposto che la minoranza sia maggioranza o che la maggioranza sia in malafede.
Saluti
Alex
01 luglio 2005 00:00
Mario, non capisco il senso del tuo intervento! Io ho solo espresso la mia idea senza esprimere giudizi personali sommari come invece è stato fatto nei miei confronti.
Forse non l'hai notato, ma da questo argomento di discussione e da altri di questo forum si vede chiaramente chi vuole il dialogo e chi no. Per un buon dialogo è anche necessario ascoltare.
Non ho mai cercato di convincere nessuno delle mie idee, ho solo cercato di fare capire che il risultato del referendum è un SCOPPOLA TREMENDA per chi li ha proposti, ma qui parlano i fatti.