Commenti
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Ciribiribì 24 giugno 2005 00:00
Mi viene in mente una battuta VOLGARE ma.... mai tanto volgare come la faccia tosta di certi ESERCENTI il COMMERCIO...

SE SI AVESSE IL CULO COME LA LORO FACCIA MOLTI ONESTI LAVORATORI AVREBBERO VERGOGNA DI POSARLO SUL WATER!!!!
Pier Giorgio 25 giugno 2005 00:00
Quel Billè invoca, ad ogni piè sospinto, la riduzione delle tasse per i commercianti, per il turismo, gli alberghi ecc, come se tutti i mali fossero nelle tasse. Invece di ricondurre la categoria da lui rappresentata a maggiori riflessioni, punta solo sul conforto mediatico agli operatori di categoria, per conservarsi la poltrona. Se ad esempio si riducesse l'IVA agli albergatori o ai ristoratori, come ai commercianti in genere, costoro non ridurrebbero i prezzi, lucrando loro stessi la differenza., invece di ridurli(i prezzi)della parte di IVA ed anche della parte di IRPEF cosi' di conseguenza ridottasi per effetto delle denuncie di valore aggiunto inferiori. Daranno la colpa ad altre cose, all'euro ecc. pur di mantenere almeno detti prezzi. La relazione mi pare demagogica e difensiva ad oltranza della categoria, perciò inutile e fuorviante.
Pier Giorgio 27 giugno 2005 00:00
E' di stamane la notizia data alla radio che ristoranti, alberghi e tutto ciò che è affine al turismo e al tempo libero(bagnini, gelati, bibite ecc.)sarebbe aumentato del 15/16%. Billè e la crisi. Ma quale Billè e Billè !!! Gente, disertate i ristoranti,pizzerie, enologie, gastronomie, turismo sempre più ENO-GASTRONOMICO (gastro di quà, eno di là) si pensa solo a mangiare e a bere a ""divertirsi""--e a viaggiare, per forza i prezzi salgono e si entra in crisi in altri settori. I promotour-operators martellano per mandare sempre più gente all'estero(è vero, spesso si spende meno, ma i quattrini vanno all'estero, fuggono dall'Italia)Lo stesso Touring Club divulga centinaia di pagine per le sue proposte eno-gastro-museali, spesso all'estero. Le mostre con allegata proposta ristorante-eno-turistica, sono migliaia. I pullman turistici viaggiano a centinaia di migliaia(consumi enormi, inquinamento, intasamenti ecc.) per far scorrazzare frotte di pensionati-aderenti a club vari-circoli dopolavoro, dipendenti di cral vari, gite scolastiche ecc. per girare dovunque e mangiare, degustare, assaggiare, frequentare fiere, mercatini(ormai ce ne sono milioni e tutto l'anno e dovunque)promuovere prodotti che poi nessuno userà.Ma quale Billè e Billè!, Ma ci si rende conto che l'Italia non può reggersi solo su queste nicchie dove tutti vogliono fare i commercianti, gli enologi, gli eco-produttori di vini-olio-spacciati per ecologici(ma quali ecologici)? E' recentissimo un report sulla chiusura o rivisitazione in Emilia-Romagna di circa un 20% di aziende ecoproduttrici( i loro prodotti sono solo in piccola parte realizzati con contrasti ecologici, ma costano due-tre volte di più e la gente, quando ha un budget da spendere, anche se ci credesse alla vera bontà di queste realizzazioni, non li potrebbe acquistare.
Alle crisi dei consumi non si fa fronte con il continuo "j'accuse" nei confronti dello Stato, per via delle tasse o delle accise, ma con la vera percezione del problema che commercianti ed intermediari senza scrupoli, solo seguendo la logica personale che il proprio lucro e il proprio tornaconto vengono avanti a tutto , e non aspettando che i più marginali falliscano e che poi costeranno alla comunità, ma inducendo i furbi a più miti pretese. Il giusto prezzo, la giusta mercede sono i migliori promotori dell'aumento dei consumi. Proprio oggi, passeggiando in bicicletta per strade di campagna di Romagna(terra produttrice intensiva di tutto quanto è agricoltura) e notando che le pesche, le albicocche, le prugne,ecc. sono ancora in gran parte attaccate all'albero quelle già mature, o cadute, avendo io interrogato degli agricoltori presenti, questi riferivano che non le raccoglieranno in quanto, per realizzare 15 cent di euro al kg non coprirebbero neppure le spese dei raccoglitori( ammesso che li trovino). Però chiunque sa che al dettaglio le albicocche costano 3.35 euro al kg, le ciliegie 4.25, le pesche 2.30 ecc. Tutti siamo capaci di fare questi semplici conticini. E poi dicono che l'italiano è ancora risparmioso e non spende, E' chiaro che mette da parte quello che gli servirà in prossimo futuro a campare e si priva ora del superfluo. Non saranno le risoluzioni strategiche delle istituzioni a cambiare questo indirizzo.
FABRIZIO 28 giugno 2005 00:00
Sul quotidiano della mia città, ieri, c'era un articolo che parlava degli aumenti contrattuali degli ultimi 4 anni nei vari comparti del lavoro dipendente.

I più "gettonati", guarda caso, erano i comparti statali, della pubblica amministazione, ecc. con picchi del 10 -11% !!

Poi si scendeva ai bancari ed ai finanziari con percentuali tra l'8 e il 9%.

poi via via si scendeva dei trasporti, servizi, terziario, commercio ecc. con percentuali varie dal 4 al 6%.

Indovinate che erano i comparti più "sfigati" ?

Industria privata con un misero 2 e, ultima, agricoltura con un misero 1 virgolaqualcosa !!!!

Come dire che gli unici 2 comparti che da sempre sostengono l'economia di un paese (industria ed agricoltura appunto), alla resa dei fatti sono quelli trattati peggio !!!

Se partiamo da questo assunto sacrosanto, nessuno dovrebbe permettersi il lusso di "pretendere" aumenti superiori a quelli che i 2 succitati comparti produttivi possono concedere.

Nessun sistema-paese può permettersi di spendere più di quanto incassa dalla sua economia produttiva !

Già, nessuno, a parte l'Italia !!!!!

Ma ci sarà qualcuno che si vergogna un pò (a parte hostess, piloti, deputati e pubblici amministratori) ?
Alex 29 giugno 2005 00:00
Fabrizio, gli ultimi aumenti di contratti collettivi erano stati dell'ordine degli 80-90 euro. Chissà com'è che gli autoferrotranvieri hanno ottenuto di più, e chissà perchè gli statali ben 100 euro. Chi conta di più o chi ha fatto più disastri (blocchi dei servizi e delle città) ha ottenuto di più, questo non credo che sia un bell'insegnamento per la convivenza civile. Sarebbe ora che l'apparato statale funzionasse meglio e costasse di meno! Perchè i costi delle inefficienze le paghiamo noi!!

ps: ad esempio per coprire il fabbisogno del contratto degli autoferrotranvieri hanno aumentato l'accisa sulla benzina. Abbiamo subito i disagi dei blocchi, e paghiamo pure gli aumenti! Oltre al danno la beffa.
FABRIZIO 29 giugno 2005 00:00
Confermi quanto ho detto !
Infatti, l'ultimo aumento che ci hanno dato (a noi metalmecanici) oscillava dai 30 ai 50 euro (per la massima categoria impiegatizia).

Come ho già detto, gli aumenti, ormai, non sono dati in base alla redditività e reale produttività del comparto, ma solo in base al fatto di chi riesce a fare ...... più casino !!!!!

E purtroppo, i metalmeccanici, non possono fermare né treni, nè traghetti, nè aerei, né tram, nè ospedali !
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