Commenti
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Matteo Trabattoni 01 settembre 2005 00:00
Gentili Signori,
Sono un cittadino brianzolo che da qualche tempo a questa parte pone un pò più d'attenzione ai prezzi al consumo. E' la prima volta che mi rivolgo ad una associazione per la tutela dei consumatori, ma mi stò rendendo sempre più conto che tutti i cittadini dovrebbero salvaguardare loro stessi e le proprie famiglie dando voce ai propri pensieri, magari attraverso associazioni quali la vostra.
Una delle cose più eclatanti che ho notato durante queste vacanze è la differenza di prezzo del gas da cucina. Intendo dire le classiche bombole che si utilizzavano una volta e che vengono ancor oggi utilizzate. Ho trascorso le mie vacanze nella regione del Molise. Notavo lungo il tragitto tra la mia zona di residenza ed il luogo di destinazione, che il costo del carburante non variava moltissimo tra nord, centro e sud, ma la classica bombola del gas la si poteva trovare ad € 20 contro gli € 29,5 che paghiamo qui in Brianza. E' mai possibile una differenza così evidente? Siamo nell'ordine del 30%! Sarebbe bello sentire un vostro commento.

Grazie per l'attenzione
Matteo Trabattoni
Giusto 01 settembre 2005 00:00
Si sa che il costo della vita è più alto al nord che al sud. Ma guai a parlare di "gabbie salariali" perchè verrebbe subito sbandierata la parola "razzismo". Eppure certe soluzioni farebbero solo bene a tutti. Ma di solito vincono la difesa dei privilegi e l'immobilismo.
Paolo 01 settembre 2005 00:00
L'impianto di riscaldamento autonomo intanto comporta delle spese di installazione, o conversione se prima c'era quello centralizzato, e comunque ha un costo annuo anche se in un appartamento lo si tenesse sempre spento (ad esempio in una seconda casa non utilizzata), e questo in base agli articoli del codice civile sul condominio.
Quindi state attenti e fate bene i vostri conti.
Udine 01 settembre 2005 00:00
L'impianto centralizzato se fatto come si deve fa risparmiare rispetto a qiello autonomo.
Ma deve essere fatto bene, piu "sensori" per ogni appartamento, isolamento etc etc
Claudio 03 settembre 2005 00:00
Esistono dei limiti di legge relativi alle temperature da mantenere nelle singole abitazioni (20°C + o - 2°C), limiti che nel caso di un riscaldamento centralizzato vengono sempre superati abondantemente con degli aggravi di costo notevoli.
Mediamente per ogni °C corrisponde un aumento di consumo del 6-7%, visto il costo del carburante, una attenta gestione ripagherebbe tutti i conti di adeguamento necessari al corretto funzionamento dell'impianto centralizzato.
Sembra semplice ma provate a discuterlo con l'amministratode di uno stabile che affida la gestione dell'impianto alla stessa società dalla quale acquista il carburante... proporrei di legare la parcella dell'amministratore ai risparmi ottenuti, chissà.
Marco Santini 15 settembre 2005 00:00
Concordo con quanto riportato nell'articolo in merito alla scelta tra impianto autonomo o centralizzato.
Va sottolineato comunque che le nuove tecnologie per la gestione degli impianti permette di ottenere lo stesso risultato di un impianto autonomo, sia dal puto di vista di flessibilità dell'utilizzo dell'impianto sia dal puto di vista di contabilizzazione di quanto effettivamente consumato (utilizzando contatori di calorie, CONTACALORIE) unitamente ai vantaggi dell'impianto centralizzato, minori costi di gestione di una singola caldaia piuttosto di numerose caldaiette, divisione delle spese per la sostituzione della caldaia tra più condomini piuttosto che a carico di uno solo.
Meglio quindi consultare un tecnico del settore che indirizzi alla scelta migliore, soprattutto guardano alla getione complessiva dell'impianto nella sua durata, circa 20 anni, piuttosto che risparmiare solo nell'installazione del primo minuto. Quest'ultima cosa già la fanno gli impresari.
Buon caldo inverno
Giacomo Pasini 15 settembre 2005 00:00
Cio' che dite puo' essere in parte condivisibile.
Il problema e' un' altro.
Siccome in Italia (come al solito) non esistono praticamente i controlli,
finisce che l' impianto autonomo e' solo una scappatoia per non rispettare i tempi di accensione dell'impianto e la temperatura massima consentita.
In questo modo e' chiaro che il risparmio energatico va a farsi friggere.
Solo motivi economici possono limitare i consumi, cioe' chi e' ricco puo' fragarsene bellamente delle regole.
Giuseppe 15 settembre 2005 00:00
Vorrei sapere qual'è la procedura per il distacco dall'impianto centralizzato e se qualcuno di voi lo ha già fatto.
Grazie
NAZZARENO FUSER 23 settembre 2005 00:00
E' PROPRIO COSI'
FABRIZIO 23 settembre 2005 00:00
Giuseppe,
non esiste una procedura cos' come la intendi.

Se la tua richiesta é l'unica in un condominio o se comunque siete in una stretta minoranza, non ci si può staccare.

O meglio, diciamo che, se l'impianto funziona a dovere, se non vi sono lagnanze, se non vi sono motivazioni valide, non ci si può staccare.

Viceversa, se l'impianto é insufficiente, se tu hai freddo a causa di un cattivo funzionamento ecc. allora puoi costringere il condominio a fare tutti gli interventi necessari affinché a tutti venga garantito il numero sufficiente di calorie e quindi di portata calorica, per un corretto riscaldamento.

Solo a questo punto, se il condominio é insolvente, se se ne frega di te, se l'impianto è inefficiente, allora puoi anche iniziare una azione legale che potrebbe anche concludersi con una tua vittoria e definitivo distacco a tutti gli effetti, cosa peraltro molto ma molto rara e difficile.

Invece, in tutti gli altri casi, che rappresentano la "normalita", non puoi staccarti.

O meglio, puoi anche staccarti, ma continuerai a pagare almeno sicuramente tutta la manutenzione, ed anche una quota parte minima di consumi dovuti al fatto che comunque il caseggiato viene riscaldato anche nei locali comuni per effetto dell'irraggiamento.

Di solito, queste cose, si fanno all'unanimità, dato che, in certe sentenze, non é stato neppure ritenuta sufficiente la volontà di una semplice maggioranza.

Chi compra un appartamento con beni tecnologici in comunione, si impegna a sostenerne la manutenzione, anche se decide di non servirsene, per il semplice fatto che li possiede e sono comunque a sua disposizione, anche se non li usa.

Che se ne serva o no e il distaccarsi non é una giustificazione a smettere di sostenerne le spese.

oltretutto, anche nel caso in cui ci si distacchi in maniera autonoma, si continuerà a pagare la manutenzione, ma anche i consumi, a patto che non si riesca a dimostrare ed a quantificare l'entità del possibile minor consumo per effetto del mio distacco.

Cosa che senza contatori delle calorie, é praticamente impossibile dimostrare.

Comunque, vorrei finire dicendo che, da mie diverse esperienze, in un condominio dove vivano famiglie normali, dove per normale intendo famiglie che abitino gli appartamenti, che conducono ritmi di vita standard, con orari canonici ecc., dove insomma più o meno tutti conducono ritmi di vita e presenza uniformi, un impianto centralizzato ben fatto e ben controllato, consente dei risparmi considerevoli sia in manutenzione che nei consumi rispetto alla sommma dui tanti impianti singoli.

E' chiaro invece che, in presenza di famiglie con vita, presenze, abitudini e esigenze profondamente diverse e discordanti, ci sarà chi paga per gli altri e chi si scalda a spese dei primi !

E da qui, le perenni discussioni !
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