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Il Ciano 21 settembre 2005 00:00
Magari sareste d'accordo anche sull'eutanasia, sul matrimonio gay e sull'adozione dei figli dalle coppie gay. Bravi, continuiamo a creare nei giovani italiani la cultura della deresponsabilizzazione: "Povero figlio mio, tua moglie non ti stira? Torna da mamma e papà che ti vogliono tanto bene!".

Ma si, non facciamo vedere che siamo arretrati, proclamiamo: discoteche aperte 24ore su 24, tutte le droghe legalizzate, impiego statale per tutti con pensione a 39 anni 3 mesi e un giorno, fate l'amore e non fate la guerra. Insomma, fate tutto quello che volete, così anch'io posso fare quello che voglio.
Dino 22 settembre 2005 00:00
Signor Donvito, innanzitutto dovrebbe farmi capire perché l'aborto chimico dovrebbe risolvere i drammi di una coppia: aborto era prima, aborto dopo.
E non è certo il fatto che lo si pratichi con altra modalità che lo rende meno traumatico. Il dramma vero, se si è onesti, risiede proprio nell'atto in sé: l'uccisione di un piccolo essere umano che nessuna madre al mondo potrà mai vivere serenamente.
Credo che i limiti della pratica abortiva nel nostro paese siano caso mai la parziale applicazione della legge (come funzionano i consultori o come vengono aggiornati i medici che dovrebbero aiutare le coppie o le donne a capire cosa è meglio fare, magari e soprattutto non abortire?); perché non raccogliamo firme per petizioni in questo senso? Sempre contro il feto invece, come se fosse un semplice ammasso di cellule inutili da espellere come "mestruazioni dolorose". Questa suo paragone, poi, lo reputo semplicemente spaventoso: lei mette sullo stesso piano una donna che, anche nel dolore, è comuqnue tranquilla perché sa che le mestruazioni rientrano nella sua normale fisiologia, con un'altra che invece si rende conto che tutto quel sangue e quel dolore rappresentano la morte del suo bambino anche se non desiderato. Non è necessario esseri psicologi per rendersi conto dell'enormità di un simile trauma.
Le statistiche dicono che in una percentuale non indifferente, le donne sottoposte alla RU486 abortiscono a casa, sole con il loro dramma.
Perché non diciamo un'altra grande verità? L'uso della RU486 ridurrà consistentemente i costi per gli aborti e le nostre misere finanze non possono che ringraziare. E' di questo, caso mai, che mi sono stupito quando ho sentito che il ministro di uno stato in crisi economica ha sospeso la sperimentazione.
Laura 22 settembre 2005 00:00
caro donvito
LEI E' A DIR POCO SCANDALOSO.... PER NON DIRE PEGGIO.
ma cosa ne sa lei di aborto, di mestruazioni da lei definite "violente" delle implicazioni psicologiche che ne derivano.
LA SUA E' LA SOLITA SCHIFOSA OCCASIONE DI ATTRIBUIRE ALLA CHIESA LA COLPA PER TUTTO QUESTO.
gianni 22 settembre 2005 00:00
E' al contrario un problema enorme, siamo una società purtroppo deideologizzata, dove nessuno si prende la briga di fare qualcosa, perché se lo fa, è sbagliato in nome della democrazia e del lassismo imperante. Le conseguenze sono evidenti.
La cultura della deresponsabilizzazione è ormai sotto gli occhi di tutti e nessuno muove un dito.
Una volta si faceva l'amore e si faceva
la guerra; poi si è smesso di fare la guerra e si è costruita la democrazia; la generazione del '68 ha piegato la democrazia condendola di valori destabilizzanti le regole della convivenza civile, al punto che oggi addirittura si è smesso di fare l'amore. Nessuno più si sposa, perché già nasce da genitori divorziati, ancor più sposarsi è oggi rifiutato in quanto sinonimo di responsabilizzarsi, laddove si esige che la vita sia tutto un gioco.
Il tradimento, il delitto peggiore, lesivo della fiducia che sta alla base dei rapporti umani, è entrato in camera da letto senza scrupolo, togliendo al rapporto sessuale il carattere di donazione reciproca ed esclusiva, sostituendolo con l'edonismo esasperato, reso bene di consumo a buon mercato.

Nel 2010, a breve, superata quella direi "cretinata" del 68, toccherà alla generazione degli anni 70 e più ancora 80 provare a ricostruire una rete di valori attorno cui stringersi, necessaria per sopravvivere meglio, il compito è immane, purtroppo.
Partendo responsabilmente dall'infanzia, dalla pedagogia, dall'educazione, si dovrà oscurare il modello culturale delle polveri, dei vapori e dei liquidi che friggono i cervelli e gonfiano i fegati, dele discoteche innalzate a unico luogo di piacere giovanile, anticamere del rapporto sessuale diventato gioco egoistico, azzerando le culture non-culture, fino ad arrivare alla compassionevole assistenza anziani del '68, generazione nata sotto le bombe.

Ci sarà da lavorare, il sollazzo è finito.
Paolo 23 settembre 2005 00:00
Tifare per l'introduzione della RU486, dicendo che servirà ad emancipare la donna e a renderla meno schiava degli altri, è solo pura ipocrisia, ben sapendo che gli scopi sono fondamentalmente economici e ideologici.
Infatti, ovviamente, per dare un peso politico-sociale alla battuta di arresto che ha subito, quale bersaglio migliore della Chiesa? Tutto questo è squallido.
gianni 24 settembre 2005 00:00
Sarebbe ora che gli Italiani prendessero a calci nel sedere tutti gli imbecilli, specialmente quelli che occupano posizioni importanti nel governo del paese; che, invece di favorire tutte le ricerche o le esperimentazioni per trovare rimedi ai mali o migliorare le condizioni di vita,si preoccupano di assecondare una ipocrita e stupida morale religiosa, basata solo su superstizioni, sicuramente solo per propria convenienza.
Siamo ancora ai tempi di Galileo Galilei.
Paolo 24 settembre 2005 00:00
Hai sbagliato forum, Gianni. Qui non si sta discutendo di ricerca scientifica perché la pillola abortiva è già sperimentata e in uso da tempo. Galileo quindi lascialo in pace anche perché era più credente e religioso di quanto tu evidentemente non sappia. Chissà perché viene sempre citato così a spoposito...
Il problema qui è solo etico e la religione c'entra fino a un certo punto.
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