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Pietro 19 gennaio 2006 00:00
V E R G O G N A T E V I !!!!
LACCHE' DI QUEL DELINQUENTE ABITUALE DI BERLUSCONI !
Beppino 19 gennaio 2006 00:00
Questa volta l'avete detta grossa.Il sì dell'Aduc alla cosiddetta legge Pecorella mi lascia sbigottito.Vietare al PM l'impugnazione delle sentenze di primo grado di assoluzione dimostra la più smaccata ignoranza dei principi su cui riposa la giustizia, che sono imparzialità,trasparenza ed equità ma che non hanno nessuna sostanza se a loro fondamento non c'è il principio di uguaglianza. Più che della vostra opinione in questo caso mi pare assai più corretto fidarmi di quelle:
-del Presidente della Cassazione,Marvulli, che l'ha definita "un evento disastroso";
-dell'Associazione Nazionale Magistrati che parla di "effetti sconvolgenti";
-dell'ex Procuratore generale di Milano,d'Ambrosio, per il quale è la legge più stupida che si potesse immaginare in questo momento per l'Italia;
-di eminenti giuristi (come Cordero, Grevi e tanti altri) secondo i quali si tratta di legge palesemente incostituzionale che aggraverà le disfunzioni dei processi.
Abbiate il coraggio di ammettere che è un'altra legge ad personam,fatta apposta per Berlusconi,Previti e per pochi altri politici o potenti inquisiti,non certo per i cittadini normali. Che l'abbia partorita a tamburo battente un avvocato del premier,deputato di FI la dice lunga in nome di chi si vuole fare amministrare la giustizia in Italia.
Ditemi almeno che si tratta dell'opinione del vostro segretario e non dell'intera Associazione (cui ho fiduciosamente aderito e finora senza nessun ripensamento) nel qual caso mi uscirebbe spontaneo rivolgere l'invito latino: " sutor ne ultra crepidam!).
Non è che abbia ragione Beppe Grillo quando dice che se dura ancora qualche mese questo governo abolirà il codice penale?
Saluti. Giuseppe Casanova,detto Beppino.

Beppino 20 gennaio 2006 00:00
Conegliano,21 genn.2006
Oggi per me è una buona giornata.
Alle 12,43 leggo la notizia Ansa che il Presidente della Repubblica ha bocciato la famigerata "legge Pecorella".
A supporto, se ce ne fosse bisogno, dei pareri espressi da tutti quelli da me elencativi ieri, aggiungete ora la decisione del Capo dello Stato, la cui autorevolezza penso prevalga rispetto a quella del vostro segretario Mastrantoni.
Saluti, Giuseppe Casanova.
Lucio Musto 20 gennaio 2006 00:00
Il mio completo accordo su quanto analizzato dall'Autore.

L'indiscriminato e generalizzato "ricorso in Appello" ha ormai svilito completamente il primo grado di giudizio.

L'abuso della "seconda istanza" è a mio avviso già una esagerazione di garantismo.
Il "secondo Appello", vero e proprio procedimento nuovo andrebbe limitato ai casi in cui ci siano "fatti nuovi" o "nuove prove" o disposizione della Cassazione per irregolarità di procedimento.
In quest'ultimo caso dovrebbe essere automatica l'inchiesta d'ufficio sul corretto operare del collegio giudicante di primo grado.

Ritengo che il mio pensiero sia innanzitutto rivalutazione del rispetto nella Magistratura e monito forte ai giudici di operare con sempre maggiore attenzione e professionalità.
70anni in gabbia1al mare 20 gennaio 2006 00:00
tanto e' tutta una farsa come il solito.....
Angelo Dernini 20 gennaio 2006 00:00
Assolutamente in sintonia con il segretario.
Alex 20 gennaio 2006 00:00
Ora si continua col giochetto di tirare il presidente Ciampi per la giacchetta...
Allora, una delle prerogative del presidente della repubblica è quella di rimandare le leggi alle camere invece di promulgarle, fornendo i motivi di tale
E' ovvio che ogni legge abbia dei detrattori, non ho mai visto leggi approvate all'unianimità (e non intendo solo dei parlamentari), tanto più in questo caso che riguarda una materia delicata.
Però prima di parlare bisognerebbe leggere le motivazioni, un rifiuto della promulgazione non è necessariamente una bocciatura della legge ma un'occasione per ridiscutere e correggere.
In Italia la giustizia non funziona ma chissà com'è che ad ogni tentativo di cambiare le cose scatta la rivoluzione.... forse ci sono degli interessi da non intaccare?
E se non è così.. chi si oppone perchè non ha mai fatto proposte alternative? (magari quando governava?)
destro 21 gennaio 2006 00:00
gandolfo tu e i tuoi compagni non andate mai nel merito delle questioni. per ogni situazione vi limitate a dire "ad personam" o "conflitto di interessi"
Gandolfo 21 gennaio 2006 00:00
E' solo l'ultima di tutte le leggi "AD PERSONAM" scandalose che questo governo ha fatto per sottrarsi alla giustizia.

FABRIZIO 21 gennaio 2006 00:00
Sono d'accordissimo con Lucio Musto sul fatto che ormai in Italia il 1° grado é una formalità e che le sentenze si fanno, forse, in 2° grado, se non in cassazione.

Il dubbio che viene quindi é che questo principio ispiri anche giudici e avvocati a trattare con minor impegno le cause in 1° grado perché poi al limite c'é il 2° ed il 3°.

Se questa legge deve servire a snellire le giustizia, specie quella civile che intasa i tribunali con milioni e milioni di cause per "mere beghe" da condominio, sono d'accordo.

Un imputato prima assolto e poi condannato (o viceversa) cosa sarà effettivamente ? Colpevole od innocente ?

Il ricorso al terzo grado è quindi sempre scontato !

Allora dico o meglio, direi, si a questa legge a patto che la Cassazione sia messa veramente in condizione di verificare se l'imputato, specie in caso di reati penali, sia veramente innocente o invece non sia stato in condizione di "pagare" prove, giudici, testimoni, ecc. per poi farla franca.

E sinceramente, se di questo controllo fosse veramente garantita la limpidezza e l'efficacia, non vedrei perché non estendere la riduzione a 2 soli gradi di giudizio anche nel caso contraio e cioé di colpevolezza.

E' chiaro che in questo caso, una sentenza della cassazione "cassante" cioé annullante la prima sentenza, dovrebbe avere come risultato quello di rimettere "le bocce" alla partenza e rifare tutto da capo.

Ma dato che non ho letto né la legge né le osservazioni di Ciampi, non sono grado di valutare le motivazioni per cui é stata rimandata alle camere.
Gandolfo 22 gennaio 2006 00:00
Entrare nel merito delle questioni è superfluo data l'evidenza dei potenziali danni che potrebbero scaturire da un provvedimento del genere.
Il rischio è che tutti gli assolti in primo grado, se in realtà colpevoli, non sconteranno nessuna pena restando a piede libero continuando a nuocere alla società civile.
Nella mia "ingenuità" quando come dici tu mi limito a dire leggi "ad personam" penso semplicemente che chi è innocente e con la coscienza a posto di norma non dovrebbe avere nessun problema a sottoporsi a regolare processo come qualsiasi cittadino, attendendo così la sentenza senza dar luogo a strumentalizzazioni e critiche nei confronti dei magistrati i quali hanno il dovere di assicurare il funzionamento della giustizia nei confronti dei cittadini.
Per questo motivo essi vanno messi nella condizione di poterci vedere chiaro e non di essere frenati mediante abusi di potere come quelli che si traducono in leggi “ad personam” fatte al puro scopo di salvare il malcapitato di turno nelle mani dei giudici cattivi definiti volgarmente ed in modo offensivo “toghe rosse”…
Diversamente il "fuggi fuggi" è un atteggiamento troppo sospetto che normalmente non fa parte del comportamento di chi mira all'ACCERTAMENTO DELLA VERITA' e NON ALL'INSABBIAMENTO.
Ma d’altra parte si sa… siamo in un paese dove è giusto abolire il reato di falso in bilancio, facilitare a tappeto le prescrizioni, rendere più complicate le indagini restringendo l’uso delle intercettazioni telefoniche e per dire l’ultima c’è la legge Pecorella ovvero quella che prevede l’inappellabilità delle assoluzioni da parte del pubblico ministero (poco conta se ci sono validi elementi per ritenere l’imputato colpevole).
Ovviamente gli autori protagonisti di questi provvedimenti pensano che tutto ciò giovi al sistema della giustizia… quella che all’indomani della riforma dell’ordinamento giudiziario Berlusconi ha definito una “giustizia giusta”…

Caro destro, spero di essere entrato abbastanza "nel merito" per farti comprendere che la definizione di legge "ad personam" è tutt'altro che banale.
destro 22 gennaio 2006 00:00
giusto.. ma a questo punto chi mi garantisce che il secondo processo sia giusto e che il giudice arrivi ad un giudizio equo? A questo punto mi ritrovo con una assoluzione ed una successiva condanna. Se davvero non sono emerse cose nuove qualcuno allora si è sbagliato.. e se fosse il secondo? Non è maggiore il rischio di avere in galera un innocente?
La cassazione a questo punto non può fare più nulla poichè il suo controllo è solo "formale" e non va nel merito della sentenza.
E' evidente che i rischi ci sono sia con riforma che senza riforma.
Probabilmente il rifiuto di Ciampi servirà per equilibrare davvero le cose; e non è bello che Ciampi venga continuamente strumentalizzato per meri fini politici.
Ma che le riforme servano (visto il pietoso stato della giustizia) è fuori discussione. Vero?

Comunque ora in effetti sei entrato nel merito, ma la prima definizione di leggi ad personam non era sostenuta da alcuna motivazione.

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abolire il reato di falso in bilancio
Non è stato abolito

facilitare a tappeto le prescrizioni
E' un problema di lentezza della magistratura, va risolto con altri mezzi. Non è umano (con diverse condanne dall'Europa) restare in balia della giustizia per anni!

restringendo l’uso delle intercettazioni telefoniche
Finora non è stato fatta nessuna restrizione. Si è solo parlato di procedere secondo dei criteri, visto che non vedo perchè chiunque senza motivo possa intercettare (e poi far pubblicare) le telefonate. Dalle quali si puù ricavare di tutto (e il contrario di tutto) con i vari ritagli.
Lucio Musto 23 gennaio 2006 00:00
Non è possibile fare una legge che non agevoli troppo qualcuno e danneggi esageratamente qualcun altro.

"Legge ad personam". Non lo so e non mi frega di saperlo. Un delinquente in più, oltre gli altri cinquantamila in giro, se la cava gratis. O no. Non mi importa.

Ma per gli altri 60 milioni di italiani, è buona o cattiva, questa legge?

QUESTO, è quello che dovrebbe veramente preoccupare i cittadini!
osvaldo 23 gennaio 2006 00:00
D'accordo in toto con Beppino.
Sono un avvocato, quindi "addetto ai lavori". Sono anche senza preconcette posizioni di destra o sinistra e non occorre tirare in campo Berlusconi, per capire che contiene norme irrazionali (certo, sarebbe stato meglio all'inizio di legislatura approvare una legge che stabilisse, una volta per sempre, la non imputabilità di Berlusconi; sarebbe stata anch'essa incostituzionale, ma avremmo evitato tanti guasti). Qualcuno dei laudatores che hanno scritto sul forunm (quelli che insultano solo, meglio che si rechino da uno psicologo, magari li può aiutare a sentirsi meno infelici) ha veramente letto e studiato la proposta di legge? Se lo avesse fatto, avrebbe scoperto senza nessun dubbio che essa, tra le altre cose negative per il funzionamento della già traballante macchina della giustizia, degrada il ruolo delle vittime dei reati nei procedimenti penali. Processi penali che, spesso, sono l'ultima chance di ottenere giustizia. E' una legge devastante; chiunque la analizzi con onesta' intellettuale non può non essere d'accordo. Se si fa attenzione, la malafede dei difensori della "Pecorella" è dimostrata dalle stesse contraddizioni, ridicole in alcuni casi, in cui cadono. Per fortuna che c'è ancora qualche galantuomo nei posti di potere: il nostro Presidente della Repubblica.
Un auspicio (cattivo): se la Pecorella divenstasse legge, auguro a quelli che lanciano invettive senza ragionare di trovarsi a dover decidere con il proprio avvocato se costituirsi o meno parte civile, a seguito di un sinistro stradale, infortunio sul lavoro, truffa finanziaria, disastro ferroviaro o ambientale etc. etc.
Alex 23 gennaio 2006 00:00
veramente è uno dei pochi argomenti in cui non si notano invettive, non capisco dove osvaldo le abbia lette.
Probabilmente non è la migliore soluzione.. ma dire che oggi la giustizia va bene così com'è è da pazzi.
Ciampi ha esercitato un proprio potere, ora la legge torna alle camere e i deputati vedranno se e come modificarla tenendo conto delle motivazioni del presidente.
Lucio Musto 24 gennaio 2006 00:00
Probabilmente ha ragione il nostro Presidente Ciampi: la legge va rivista perché ha delle imperfezioni.

Siamo noi che cavalchiamo questo mulo per farne arma politica (pro o contro non importa) e facciamo dire al Presidente Ciampi quello che vogliamo noi.
franco 16 febbraio 2006 00:00
perfettamente d'accordo!
Giuseppe P. 17 febbraio 2006 00:00
Mah secondo me, si può essere d'accordo sul principio, ma chi tra coloro ha detto subito si alla legge, forse lo ha fatto senza leggerla, compreso il signor Mastrantoni.

"Questo aspetto e' del tutto secondario se la norma corrisponde all'affermazione di un principio di civilta' giuridica."

Anche se incostituzionale signor Mastrantoni? Allora, andavo detto: il principio è condivisibile, l'attuazione incostituzionale.

I principali punti di Ciampi, senza commentarli.

«Rispetto al principio che informa di sé la legge approvata, e cioè l’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, due norme appaiono contraddittorie: l’articolo 577 del codice di procedura penale - si legge nel testo - continua a prevedere la impugnazione delle sentenze di proscioglimento per i reati di ingiuria e diffamazione, senza specificare se essa riguardi anche l’appello; l’articolo 597, comma 1, lettera b) dello stesso codice, continua a individuare i poteri del giudice nel caso di appello riguardante una sentenza di proscioglimento, appello escluso dalle modificazioni ora introdotte».

«È altresì necessario tener presente che l'articolo 26 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n.274, sulla competenza penale del giudice di pace, continua a consentire l’appello del pubblico ministero contro alcuni tipi di sentenze di proscioglimento».

«Le modifiche introdotte dalla legge generano un'evidente mutazione delle funzioni di Corte di Cassazione, da giudice di legittimità a giudice di merito, in palese contrasto con quanto stabilito dall'art. 111 della Costituzione»..


«Le modificazioni all’articolo 606 del codice di procedura penale che disciplina i casi di ricorso in Cassazione generano un’evidente mutazione delle funzioni della Corte di Cassazione, da giudice di legittimità a giudice di merito, in palese contrasto con quanto stabilito dall’articolo 111 della Costituzione, che, al penultimo comma, dispone che contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso per Cassazione per violazione di legge».

«La funzione compensativa attribuita all’ampliamento del ricorso per Cassazione ha sul carico di lavoro della giustizia penale un effetto inflattivo superiore di gran lunga a quello deflattivo derivante dalla sopressione dell’appello delle sentenze di proscioglimento».


«Il sistema delle impugnazioni può essere ripensato alla luce dei criteri ispiratori del codice vigente dal 1989. Tuttavia il carattere disorganico e asistematico della riforma approvata è proprio ciò che sta alla base delle rilevate palesi incostituzionalità. Una delle finalità della legge avrebbe dovuto essere quella della deflazione del carico di lavoro della giustizia penale. Invece provocherà un insostenibile aggravio di lavoro, con allungamento certo dei tempi del processo».

«Un'ulteriore incongruenza della nuova legge sta nel fatto che il pubblico ministero totalmente soccombente non può proporre appello, mentre ciò gli è consentito quando la sua soccombenza sia solo parziale, avendo ottenuto una condanna diversa da quella richiesta».

«Chiedo alle Camere, a norma dell’articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge a me trasmessa il 13 gennaio 2006».
Lucio Musto 17 febbraio 2006 00:00
Avvocato Osvaldo senza pregiudizi di destra o di sinistra,

c'è per caso una legge che stabilisce una volta per sempre la non imputabilità del signor Carlo Azeglio Ciampi?
c'è per caso qualche legge che stabilisce qualche particolare protezione per il signor Carlo Azeglio Ciampi?

Ovviamente no!

Il signor Carlo Azeglio Ciampi gode di certe particolari norme protettive per la carica che in questo momento ricopre!

Domani, tornato comune cittadino (ancorché senatore a vita della Repubblica), sarà soggetto alla legislatura ordinaria.

Dico bene?

Il suddetto galantuomo (il nostro Presidente Ciampi) avrebbe mai firmato "a inizio legislatura" una legge, questa volta sì davvero anticostituzionale, per l'immunità del sig. Berlusconi?... e se l'avesse fatto, che galantuomo sarebbe stato?

Avvocato Osvaldo senza pregiudizi di nessun tipo, ma lei, a quali lavori è addetto?
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