Commenti
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osvaldo 01 febbraio 2006 00:00
Parole perfette, cara Collega.
Ci sono passato personalmente: è un sistema che è un insulto all'umanità e alla intelligenza.
Anselmo 02 febbraio 2006 00:00
.....che ne pensate che sia meglio far debordare l'immigrazione clandestina in modo di trovarci sul nostro territorio migliaia e migliaia di clandestini tra i quali andare a scegliere colui o colei con al quale intendiamo proporre un impegno di lavoro?
Anselmo 02 febbraio 2006 00:00
.....vedo che in un sito che dovrebbe esistere per la difesa dei consumatori (di droga???) vengono pubbolicati commenti che sono solo un insulto al buon senso..
OmoNero 02 febbraio 2006 00:00
Avete “dipinto” quasi perfetto la realtà italiana nel confronto della clandestinità indotta della legge.
Vorrei aggiungere che, l’ironia della sorte, non si troverà nessun datore di lavoro italiano a fare le fila per l’inscrizione, invece saranno gli stessi clandestini a consegnare i documenti nelle poste.
Dopo molto desiderata approvazione del contratto di lavoro, si deve fare di nuovo clandestino per entrare nel proprio paese senza beccare un’interdizione di 5 anni sul passaporto, cambiare il passaporto per fare perdere le tracce delle vecchie timbrature doganale, recarsi in Ambasciata italiana per fare il visto d’ingresso per il lavoro…
Altre stranezze delle leggi italiane:
- Il permesso di soggiorno scade in ultimo giorno di lavoro, mettendo in clandestinità il lavoratore, salvo caso che non si riesce a tele portarsi nel paese di origine in quelli pochi ore rimaste entro la fine dell’ultimo giorno lavorativo.
- Sì e previsto il prelievo delle impronte digitali degli stranieri, ma succede che proprio i clandestini sfuggono a questo trattamento, perché non passano volontariamente nelle Questure (e sono i clandestini colpevoli di tutto il male dell’Italia….?!!?).
Paolo 1 02 febbraio 2006 00:00
La avv. Claudia Moretti invece di stare tanto a preoccuparsi di quanto sia difficile per gli immigrati sistemarsi in Italia farebbe meglio a prendere un po' a cuore la situazione dei milioni di Italiani che si trovano in una situazione disperata proprio perche' gli immigrati hanno rubato loro il lavoro. Con grosse complicita', a partire dal Papa che esorta ad accogliere e integrare gli immigrati, infischiandosene di chi e' europeo gia' da generazioni, al Presidente della Repubblica, anche lui sulle stesse posizioni, al ministro del lavoro Maroni che insieme a tutto il suo ministero continua a violare l'articolo 18 della Bossi-Fini (precedenza nelle assunzioni per i disoccupati italiani e della UE rispetto agli immigrati), a tutti i partiti e sindacati e a varie associazioni. Rimarchevole l'atteggiamento dello stesso ADUC, che ha aperto un suo "sportello immigrati", ma si guarda bene dall'aprire uno sportello "vittime degli immigrati" per farci riavere i posti di lavoro rubatici. Non e' affatto vero che siamo noi disoccupati a rifiutare certi lavori, la verita' e' che non ci vengono mai offerti, chiamano direttamente gli extracomunitari. E' ai disoccupati che si dovrebbe chiedere come stiano le cose, non ai vari "esperti" che sui mass media ripetono come pappagalli le bugie politically correct che qualcuno ha inventato a tutto beneficio degli scafisti. E che non possa essere vero risulta comunque evidente se solo si pensa che con la legislatore attuale i disoccupati per poter accedere agli scarsi servizi dei CPI devono firmare una dichiarazione e un patto con cui si impegnano ad accettare un lavoro anche subito. E mi sembra altrettanto evidente che i lavori che fanno milioni di immigrati piu' o meno regolarizzati (provare a sommare le varie sanatorie e vedrete il totale ...)non sono affatto disprezzabili, anzi, rispetto ai lavori in nero e sottopagati che almeno 4 milioni di Italiani hanno accettato di fare sono dei lavori appetibili, non fosse altro perche' regolari, con stipendi da CCNL e contributi. Si dovrebbero quindi espellere tutti gli immigrati e restituirci i posti di lavoro rubatici, con tanto di stipendi e contributi arretrati.
Paolo
Lidia 02 febbraio 2006 00:00
Mi spiace per chi la situazione degli stranieri non la possa vivere ne comprendere . Non tutti belli, non tutti buoni ma neanche tutti cattivi. La situazione degli stranieri non é che la stessa degli italiani ma con un sacco di problematice in più, colpa dei sistemi e della società, ma soprattutto dei masmedia che ci invadono a più non posso con le notizie facendo "di tutta l'erba un fascio". Esiste (per quanto mi posso permettere di affermare) un disaggio sociale grave; causato dalla indisponibilità di adattamento e/o conoscenza dell'individuo da tutte due le parti (italiani-stranieri), ma questo quasi nesuno é capace di capirlo, per razzismo, per principio, per seguire il gregge o altro, comunque lì siamo, optando per adottare le posizioni più varie: chi tira, chi molla e chi se ne sta nel mezzo, non arrivando mai a conclusioni.
E ok fin qui ci siamo, il lavoro manca e manca per tutti ma nessuno può andare a bussare alle porte con una lista di lavori sotto mano e domandare: Ti manca un lavoro?
Ve ne racconto una?
Immigrata da 4 anni in Italia, nazionalità messicana, vista dagli altri come la badante o prostittuta o baby-siter della famiglia italiana che abita nel numero civico 4 di via martelli.
Conseguenza: TRATATA DAGLI ALTRI COME CIO' CHE SEMBRA.
Realtà: moglie del figlio piccolo della famiglia che abita al numero civico 4 di via martelli, lavoratrice per metà tempo a titolo gratuito e per l'altra metà pagata. Hobby, tanti ma non ha tempo, sogno nel cassetto: ESSERE TRATATA PER QUELLO CHE SONO, NON PER QUELLO CHE SEMBRO O SOLO PER CHE SONO IMMIGRATA MA UGUALE A TUTTI E CON LE STESSE OPPORTUNITA!
Perché? per diritto... dando e ricevendo...


hassan 20 settembre 2008 00:00
sono 4anni in italia io mebiaci quisto paisi magari oltima sanatoria per clndesteni io adesso zansa lavoro due mesi
mah 20 settembre 2008 00:00
lidia, il tuo discorso è esattamente ribaltabile: qualcuno spinge per farci credere che "immigrazione è bello senz'altro" e che non ci sono problemi, e quanto siamo brutti e cattivi.
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