Ciribiribì
09 marzo 2006 00:00
Premesso che non ho nulla in contrario all'ora di QUALUNQUE RELIGIONE nelle scuole, la cosa che mi urta moltissimo nel caso Islamico è che questi popoli di retrogadi ed analfabeti vedono confermata la loro infame teoria che ripetendo
grazie Allàh per averci dato nemici tanto stupidi!
RIPETERANNO!!!!
GRAZIE ALLE NOSTRE "STUPIDE LEGGI" LORO CONQUISTERANNO L'OCCIDENTE!!!
Inghilterra e Francia avrebbero dovuto insegnare qualcosa!!
Francesco
09 marzo 2006 00:00
religione e religioni fuori dalle scuole: perchè mio figlio si sente "diverso" se non partecipa alle lezioni di religione? e perchè il 90% dei genitori non vorrebbe che i figli partecipino, ma poi non li esonera? che ipocrisia è questa? che messaggio passa ai nostri figli: non ci credo ma fallo lo stesso? l'unica possibilità per un futuro di pace è che le religioni stiano fuori dalla vita pubblica.
francesco
09 marzo 2006 00:00
in risposta all'insegnamento di tutte le religioni, compreso l'ateismo. trascurato e non secondario, per me, l'agnosticismo: non mi pongo il problema. potrebbe diventare la prima religione al mondo, se così si potesse chiamare, se a scuola, prima delle religioni e no, insegnassero a mantenere la propria integrità, e non a plasmarla sull'immagine della società del momento, se a scuola insegnassero a mantenere uno spazio interiore dove coltivare l'intimità dei sentimenti, del rispetto per sè stessi,della consapevolezza della propria natura divina, creatrice; se a scuola insegnassere ad amare, cosa non scontata, piuttosto che a competere, se insegnassero a danzare, a fare musica, a relazionarsi, ad occuparsi del prossimo e rispettarlo....saremmo qui a discutere di una inutile ora di religione?
ANNAPAOLA LALDI
09 marzo 2006 00:00
Leggo il comunicato stampa di Mastrantoni. Il problema è interessante, ma mi pare che l'estensore abbia precorso un po' i tempi.
La proposta islamica è del tutto legittima, ovviamente, e può quindi estrinsecarsi nella richiesta della stipula di un'intesa con lo stato italiano.
Dopo di che il governo italiano dovrà valutarla, eventualmente firmarla, e dopo, c'è ancora un dopo ( e che dopo!), tale intesa dovrà essere ratificata dal Parlamento con una legge che, essa sola, darà il via a tutti i benefici e oneri (come il rendiconto dell'otto per mille, e altro ancora).
Sembra facile, ma evidentemente non lo è. A parte ovviamente il concordato fra Repubblica italiana e Chiesa cattolica,
le intese finora firmate da confessioni e governo italiano e ratificate dal Parlamento sono cinque. Ve ne sono altre due firmate da 6 anni (era la primavera del 2000!)e che non si sono neppure affacciate per sbaglio al Parlamento. Sono, per l'esattezza l'intesa coi Testimoni di Geova e quella con l'Unione buddhista italiana. Sei anni, dico sei, di attesa e nemmeno se ne parla....
In quale anticamera di Montecitorio o di Palazzo Madama si sono fermate? In quali meandri si sono perse? In quale sotterraneo sono finite?
Mistero!!!
Dunque: i tempi per una realizzazione di quanto qui ventilato a favore degli islamici dovrebbero essere abbastanza lunghi (e giustizia vorrebbe che prima, fossero ratificate le due intese già stipulate e poi anche firmate, dove possibile, le altre cinque già in attesa).
Vedere a questo indirizzo:
http://www.governo.it/Presidenza/USRI/confessioni/intese_indice.html#3
Se aggiungiamo che, almeno tempo fa, vi erano dei problemi di rappresentatività fra le stesse associazioni islamiche, i tempi si allungano forse ancora un po'.
Tempo prezioso per chi voglia rimettere in discussione tutto il sistema concordatario (perché, alla fine, le intese sono dei mini-concordati che distribuiscono solo dei privilegi), tempo che va sfruttato per un approfondimento serio e propositivo della materia.
1. Si può partire dal fatto che la libertà religiosa è già garantita in modo esaustivo dall'art. 19 della Costituzione che recita: "Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume";
2. si può proseguire osservando che gli articoli 7 C.(ricezione nella Costituzione del Concordato del 1929, aggiornato poi nel 1984) e 8 C. (inserimento delle Intese, in una sorta di "par condizio" ante litteram) sono un non senso in una vera democrazia e un oggettivo incentivo ai privilegi;
3. ci si può chiedere se essi non siano, proprio per questo, addirittura contrari all'art, 3 (comma 1) della stessa Costituzione che recita: "
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali",
4.si può infine tentare una bozza di progetto di legge che realizzi (dopo quasi 60 anni!) l'art. 19 C. in un modo che garantisca una rispettosa convivenza fra osservanti e non osservanti e anche che garantisca lo stato nel suo insieme dal pericolo di ingerenze delle confessioni religiose più forti e potenti nella propria vita, la cui ragion d'essere, almeno qui da noi è ancora quella di contemperare le diverse posizioni e visioni della vita e del mondo di chi abita su questo nostro suolo e di assicurare il governo della cosa pubblica nella benefica tensione fra maggioranza e minoranza, nel gioco dell'avvicndamento al potere.
Insomma: rimbocchiamoci le maniche.
Gianni
09 marzo 2006 00:00
Sono d'accordo per abolire l'otto per mille e l'insegnamento delle religioni nelle scuole; chi vuole mantenere preti, stregoni, maghi, veggenti, predicatori di qualunque altra religione, dispensatori di numeri del lotto, lettori di tarocchi e oroscopi, lo faccia di tasca propria.
Gianni
ANNAPAOLA LALDI
09 marzo 2006 00:00
Mi scuso di essere ancora qui, ma questa volta è per Fabrizio, il cui intervento trovo molto pro-positivo, perché pone il problema serio e reale dell'ignoranza che abbiamo in generale tutti/e del "fatto religioso"(uso questa dizione ma non mi piace)nel mondo.
La religione, anche per noi che forse ci pensiamo cosmopoliti, è più che altro indottrinamento e tradizione. Sembra strano, ma in realtà non lo è, che in questo campo i più conservatori (in tutte le confessioni) sono quelli che credono così così, e usano sostanzialmente la religione (intesa come una specie di "istruzioni per l'uso della vita") come un rifugio per le proprie insicurezze. I credenti veri, quelli che interrogano i libri sacri e danno del tu al padreterno, sono invece i più rivoluzionari (basta pensare a Gesù), e sono sempre pronti a mettere in discussioni le forme sclerotizzate della propria religione (che però sono quelle che danno sicurezza agli altri!).
Quindi, la proposta di Fabrizio, di lasciare alle singole confessioni l'insegnamento dei loro principi e l' interpretazione delle rispettive Sacre Scritture, e di aprire nella scuola uno spazio di conoscenza, diciamo così, storico-filosofica almeno delle principali religioni del mondo, è, secondo me, parecchio interessante.
In realtà, volendo, la possibilità esiste già, perché diversi insegnamenti (per es. storia civile, italiano, geografia umana, storia della filosofia)contemplano già dei capitoli sull'argomento (proprio sui libri di testo).
Il problema però è proprio quello della formazione degli insegnanti e non è di poco conto, perché, a mio avviso, bisogna fare un salto di qualità notevole per vedere la religione non solo come dottrina ma anche come fenomeno di ampio respiro (e poi non solo la propria, ma anche le altre sullo stesso livello).
E non basta la buona volontà. Lo posso testimoniare personalmente. Ho fatto per molti anni l'insegnante di lettere alle medie, ho cercato di lavorare con serietà, la Bibbia mi è sempre interessata, sono sempre stata curiosa delle altre confessioni cristiane e delle altre religioni.... ma ti posso garantire, Fabrizio, che, a ripensarci, mi pare di aver detto delle scemenze invereconde....
E quando, da preside, proposi a insegnanti sensibili alla questione, oltre che professionalmente serie e intelligenti, di creare come "materia alternativa" all'ora di religione cattolica un piccolo corso di "storia del cristianesimo", garantendo un aggiornamento che sarebbe stato di sicuro arrichente per tutti, mi sentii dire: "no, grazie", e si preferì non so quale banale ripiego. Questa è la mia esperienza in materia. Se ce ne sono di migliori, mi farebbe piacere conoscerle.
Alex
09 marzo 2006 00:00
Non capisco perchè il Vaticano debba parlare delle scuole italiane. Si occupi di religione, non di politica e di istituzioni italiane! Deve sempre ficcare il naso negli affari italiani?
Detto questo, sarebbe utile abolire l'insegnamento della religione, visto che di scientifico non ha nulla e ci costa risorse utili per altre finalità. Chi vuole un insegnamento religioso se ne occuperà in prima persona sostenendone l'eventuale costo.
Giuseppe
09 marzo 2006 00:00
Nelle scuole, si può e si deve insegnare di tutto. Unico accorgimento, persone altamente qualificate.
Gino Pieri
09 marzo 2006 00:00
Sono completamente d´accordo con lei, Sg. Fabricio, o quasi. L´ideale, a mio modesto avviso, sarebbe hora di religione nessuna, nemmeno la sua versione, accettabile in teoria ma che nella pratica potrebbe dare adito a intromissioni indesiderabili.
Del resto questa richiesta (esigenza?) dei mussulmani era chiaramente prevedibile, mi miraviglio che ancora non siano sorte uguali richieste da religiosi ebrei, buddisti, sette protestanti varie, voodo, etc.
Io credo che tutte abbiano gli stessi diritti, accontentiamoli tutti e si danni l´istruzione.
Saluti
giuseppe
09 marzo 2006 00:00
Prima o poi i mussulmani PREVARICHERRANNO su tutto l'occidente.
quando e chi se ne accorgera nei tempi debiti per intervenire in merito?
ITALIANI APRITE GLI OCCHI o sara troppo tardi
FABRIZIO
09 marzo 2006 00:00
Pur essendo il sottoscritto credente, ed avendo frequentato le scuole di 40-45 anni fa (oltre agli oratori), quando la religione era obbligatoria, mi rendo ormai conto che l'insegnamento di qualunque religione debba essre circoscritto agli ambienti preposti, cioé gli oratori per i cattolici, le moschee per i musulmani ecc.
Sinceramente, avendo frequentato da bambino sia gli oratori sia l'ora a scuola, oggi mi rendo conto che l'ora di religione era una scusa per rilassarci a scuola, tra una materia e l'altra, nulla di più per i ragazzi che seguivano distrattamente l'insegnante, spesso un bonario e tranquillo sacerdote.
Più che aggiungere un'altra confessione, toglierei anche quella che c'é ora e che peraltro mi pare sia facoltativa.
Invece, se proprio si volesse lasciare comunque nella scuola la presenza di un insegnamento sulle religioni (tutte) considerata anche la notevole influenza che tutte le religioni hanno avuto nei secoli (e tuttora ne hanno) sulle vicende che hanno scritto le pagine dei millenni di storia del nostro pianeta (nel male e nel bene) proporrei di instaurare una materia chiamata "religioni e ateismo nel mondo", la cui cattedra assegnata ad insegnanti umanistici di sicura ed ineccepibile laicità (ammesso che ne esistano), e da insegnare come si insegna la storia e le letteratura.
Le religioni (tutte) sono un fatto con cui l'uomo ha sempre, ed avrà sempre, a che fare, appunto nel bene e nel male, per cui é sensato mettere una simile materia a scuola (ovviamente obbligatoria a questo punto) ma che debba essre insegnata con assoluta imparzialità in modo da dare a tutte le manifestazioni religiose, inclusa quella per antitesi chiamata "ateismo" (pure quella é una religione, se guardiamo bene) uguale spazio ed al fine di spigare ai nostri ragazzi quale importanza hanno rappresentato nella storia delle civiltà.
Che ne pensate ?
In quanto a far ferie di venerdì, oltre a sabato e domenica, non credo che sia possibile attuarlo.
Le nostre abitudini occidentali ci hanno dato la settimana corta, indipendentemente dalle religioni.
Ma settimana corta non significamezza settimana !
Paolo 1
10 marzo 2006 00:00
Forse la cosa migliore sarebbe un'ora di storia delle religioni (trattando anche ateismo e agnosticismo), come si fa per la storia della filosofia.
E per chi vuole pagarseli, corsi in chiesa, sinagoga, moschea, etc.
Non credo che gli islamici possano insegnare la loro religione, non sono nemmeno d'accordo tra di loro su cosa abbia detto Maometto e come vada interpretato, prima dovrebbero mettersi d'accordo tra di loro o continuare a scannarsi finche' rimmarra' una sola scuola di pensiero.
raffaele
10 marzo 2006 00:00
non si può criminalizzare del tutto la signora Fallaci
domenico
10 marzo 2006 00:00
QUANDO CI RENDEREMO CONTO COSA SIGNIFICA AVER CONCESSO OSPITALITA'AGLI ARABI MUSULMANI SARA' TARDI. BASTA ASCOLTARE LA TV E LEGGERE I GIORNALI PER RENDERSENE CONTO A COSA MIRANO.
LA DEMOCRAZIA E LA TOLLERANZA VANNO BENE PER CHI LA MERITA NON PER I MUSULMANI.
Ring
10 marzo 2006 00:00
Io sono italiano e sono un protestante:
Per quale motivo una religione come
quella islamica dovrebbe essere insegnata
mentre quella dei protestanti , che
addirittura hanno un' intesa con lo stato
( non raggiunta dagli islamici)
italiano e con tanto di 8 x 1000 ,
dovrebbe assistere in seconda fila?
Secondo me non dovrebbero insegnare alcuna
religione a scuola ma se proprio devono
farlo e' giusto dare la precedenza chi
c'era prima .
Ciribiribì
10 marzo 2006 00:00
Giuseppe P.
Cirichichi che rifà alla nausea all'identità cristiana.
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Parlo raramente di religione, pertanto la sua NAUSEA le deriva senz'altro dall'intestino che non riesce a scaricare le balle che si racconta.
Comunque vivendo in Italia ed in Europa preferisco vedere chiese e non moschee.
La religione la possono insegnare dove desiderano, l'importante è che non sia obbligatoria e/o discriminante e a carico della Società.
ANGELO
10 marzo 2006 00:00
Perchè l'italia è caduta così in basso?
Perchè dobbiamo a tutti i costi farci in quattro per accontentare ogni richiesta da parte di rappresentanti stranieri che vivono da NOI.Abbiamo delle leggi e dei diritti che abbiamo conquistato in tutti questi anni e adesso arrivano loro... e vogliono imporci le loro regole, senza che rispettino le nostre.Perchè così è.L'ora di religione,il velo sul viso,la precedenza agli asili nidi,costruzione delle moschee e molto altro.Ma ci rendiamo conto?Ma quando andiamo nel loro paese ci permettono tutto questo?No,direi proprio di no!E questa non reciprocità dovrebbe bastare a farci capire molte cose e a concentrarci sui veri problemi che ci circondano veramente e non a "capricci" di uso e costume di stranieri.
Giuseppe P
10 marzo 2006 00:00
Paradossalmente il Vaticano dice SI, e Cirichichi che rifà alla nausea all'identità cristiana, NO.
Il problema forse riguarda la presenza di numerosi preti mancati in Italia.
Credo che la scuola non si debbe occupare di formazione religiosa. Si deve certamente studiare la religione dal punto di vista storico, ma non con uno "spirito" di formazione.
Alex dice una cosa sacrosanta "Chi vuole un insegnamento religioso se ne occuperà in prima persona sostenendone l'eventuale costo".
Tuttavia riconosco che questo sarebbe impossibile da realizzare, utopico, proprio per gli steccati che in modo inevitabile sarebbero alzati da pseudo cristiani di facciata.
Quindi, se bisogna tenersi questo frutto amaro, allora sarebbe più auspicabile trasformare l'insegnamento cristiano in Storia delle Religioni.
Enrico Falcinelli
11 marzo 2006 00:00
Concordo con Fabrizio per la particolarietà che dovrebbe avere l'ora di religione che, così come è ora, si rivela un provvedimento anacronistico e non corrisponedente alle esigenze concettuali nuove nel concepire la cultura nè alla forma di libertà dell'educazione di cui si può usufruire oggi (ci sarebbe, però, di che migliorarla, ma vorrei evitare polemiche!). Sono daccordo, invece, con l'integrazione di una formazione umanistica connessa all'esperienza religiosa dell'uomo in genere, puntualizzando poi le caratteristiche delle diverse manifestazioni e realtà religiose nel mondo. Difatti, sarebbe ben opportuno conoscere quanto c'è da sapere riguardo uno dei motori più potenti nelle dinamiche sociali, tale da determinare lo stile e le tendenze di vita di interi popoli.
La mancanza di questo tipo di cultura porta a pregiudizi oramai inaccettabili e lo studio della materia sociale riguardo la specialità della religione credo che non debba riguardare solo gli appartenenti per tradizione a "quella" specifica religione ma tutti i componenti della futura società.
Pensare di coesistere senza problemi con esponenti di religione diversa ed in particolare musulmana, è un'impresa ardua. La dipendenza dalla sacralità del Corano crea non pochi inciampi con i principi della nostra stessa Costituzione, per l'effettiva diversità di concezione nei confronti della vita sociale.
Siccome, però, non è pensabile una società che si divida in ghetti, è tanto più auspicabile che si faccia la dovuta informazione sopratutto nei luoghi di diritto, come la Scuola, al fine di creare uomini capaci di scegliere la loro vita e di concepire un modo nuovo, che sia il più adatto alla coesistenza non solo pacifica ma fruttifera, quando anche ci si trovi a vivere in comune la reciproca diversità.
Questo, però, sarà possibile solo a patto che si superi lo scandalo del pergiudizio assolutamente verso ogni forma di propensione al senso religioso dell'uomo e della sua conseguente istituzionalizzazione. La convivenza nella diversità dell'essere, è possibile solo in condizioni di parità dell'integrità etica; ogni disparità, o meglio, ogni eventuale debolezza (e quindi, riguardo la religiosità, anche e sopratutto l'incertezza della posizione del proprio senso religioso)sarebbe solo causa di ingerenze non volute che renderebbero tale convivenza impossibile!
Spero ad un riscontro positivo delle occasioni di riflessione che le vicende uniche di questi ultimi tempi ci offrono al fine di non sprecare la tensione destata da quanto, dai mezzi di informazione, non vorremmo mai sentire.
Saluto tutti, Enrico Falcinelli
Giuseppe P.
11 marzo 2006 00:00
Gentile signor Falcinelli,
grazie per il suo intervento.
Ma non crede che un insegnamento che vada in tal senso sia costituito da una materia affascinante come l'antropologia?
O almeno introdurla come "obbligatoria" in opzione alla scelta di non avvalersi dell'insegnamento religioso.
Senza togliere nulla a nessuno.
lalla
11 marzo 2006 00:00
premetto che abolirei qualsiasi ora di religione e ci metterei un'ora di fiducia in se stessi e di autostima, non vedo xchè la chiesa dovrebbe dare il permesso x praticare un'altra religione.prendiamo la religione ebraica, ghettizzata dalla chiesa.
Giuseppe P.
13 marzo 2006 00:00
Valerio siamo in una società democratica e in quanto tale ognuno può esprimere le proprie opinioni e le proprie opinioni.
Il fatto di "scendere a compromessi" è normale, perchè togliere la religione a scuola susciterebbe un vespaio di polemiche di crociati che predicano bene e razzolano male e di altre persone che in buona fede credono della bontà di questo insegnamento, forti anche del "potere acquisito" - "Perchè sopprimerla ora? E' bastato il voler dare spazio ad altre fedi, ma-noi-c'eravamo-prima".
Ecco perchè serve un compromesso che non scontenti nessuno.
<b>Non sottrarre nulla, ma aggiungere (personalmente abolirei, ma bisogna prendere atto di avere di fronte molte esigenze ipocrite o vere che siano).</b>
Con una regola, le materie di fede a carico delle rispettive religioni (in questo allargare l'8 per mille alle diverse fedi, con altre diverse alternative in favore dello Stato, ricerca universitaria, cultura).
Le alternative, a carico dello Stato, materie come antropologia se si vuole usare quell'ora come riflessione sull'uomo, oppure laboratori di diversa natura, artistici o tecnici.
A scegliere saranno le famiglie, scelte maturate questa volta, con vere alternative.
valerio
13 marzo 2006 00:00
Se anche dovessimo tenerci nei secoli a venire il frutto amaro, spero bene che non siano i "laici" a proporlo (e invece lo hanno già fatto).
Avremmo tutti gli insegnanti già nominati dal Vaticano, più tutti quelli che volessero a buon diritto nominare le altre chiese e conventicole, a continuare a far propaganda contro scienza e buon senso; in modo ancor più ipocrita, e con il viatico di Bonino e Boselli.
Siamo proprio alla frutta...
Enrico Falcinelli
13 marzo 2006 00:00
Caro Signor Giuseppe, non solo concordo, ma auspicherei ciò, per la scuola. L'antropologia, putroppo, è solo materia universitaria, mentre invece non c'è quanto di più importante dello studio umano ed un educazione ad una migliore conscienza di sé stessi. Questo non vuol dire, come suggerirebbe Lalla, il dover creare coscienze "fai da te", anzi: ci si accorgerebbe che l'uomo è costituito nel suo intimo da istanze oggettive che andrebbero prese in seria considerazione, onde evitare stili e modalità di vita che non corrispondono al vero essere uomini.
Sono io, che ringrazio Lei, e saluto tutti.
Enrico Falcinelli.
FIORELLA FRANCESCHINI
14 marzo 2006 00:00
la domenica è un giono di riposo dalle attività lavorative che possono essere interrotte ormai entrato nelle abitudini di quasi tutto il mondo; forse la scelta è iniziata nel rispetto di un credo religioso,ma si è estesa anche a coloro che non sono credenti. Resta perciò una consuetudine laica alla quale debbono fare riferimento e dare rispetto tutti
massimo scoccia
15 marzo 2006 00:00
E' ora di smetterla con questa diatriba! La religione nel nostro paese è e deve restare la "cattolica"! E'l'unica che deve essere insegnata nelle scuole: fa parte delle nostre radici, cultura e storia! Come ci impegnamo costantemente nel ricordare, sempre in nome della religione, l'Olocausto ebreo, non dimentichiamoci quanti cristiani sono morti e continuano a morire per la loro fede ad opera dei musulmani. In ogni caso non dimentichiamo il detto: paese che vai usanze che trovi. Quindi: ho ti mangi questa minestra o.......
Giuseppe P.
16 marzo 2006 00:00
Massimo Scoccia ricordo ancora una volta che l'Italia non ha una religione di Stato, e l'insegnamento di quella cattolica è una scelta e non un obbligo.
Quindi "o ti mangi questa minestra o....".
Credo che a una persona debba studiare l'uomo, come ha potuto elaborare sistemi, organizzazioni diverse nelle diverse parti del mondo. Per aprire gli occhi e non per chiuderli su dogmi, cristiani o musulmani che siano.
Risparmiati poi la gloria per i martiri: solo un fondamentalista cristiano o musulmano invoca la gloria per propri martiri.
Gesù
16 marzo 2006 00:00
Miei fedeli, Preghiamo:
Padre Nostro,
che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra,
dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male,
AMEN