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FABRIZIO 04 aprile 2006 00:00
""Dunque che credibilita' puo' avere il candidato Silvio Berlusconi quando promette l'abolizione dell'Ici se non ha mantenuto le promesse fatte 5 anni fa? ""

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La stessa di tutti i politici che, in 60 anni di repubblica, hanno promesso tante cose mai mantenute.

E questo non solo a livello nazionale ma anche e sopratutto a livello locale.

Berlusconi in più, é stato probabilmente ingenuo, forse, in cuor suo pensava di riuscire a farlo, così come sperava di riuscire a fare molte altre cose.

Non dimentichiamo che le elezioni furono all'inizio del 2001, che si veniva da un boom del 2000 e ante-2000 dove la borsa era schizzata alle stelle.

Un boom dove, tanto per dare una cifra, le azioni Telecom, debuttate a 10.500 lire, erano schizzate fino a 45.000 lire in pochi anni, e continuavano a salire (oggi sono 2 euro e mezzo anche se é cambiato l'assetto azionario ed é come se ne valessero circa 7,5, cioé 15.000 lire).

Le torri gemelle erano ancora in piedi, il petrolio costava circa 10 dollari, dopo tanti ribassi dai 30 e passa dollari.

Chiunque avrebbe scommesso su questi numeri.
La sinistra addirittura avrebbe raddoppiato il numero dei dipendenti statali e creato non 1 milione di posti "atipici" come dicono aver fatto Berlusconi ma 4 milioni di posti di lavoro socialmente "inutili" e sopratutto "a vita" !!!!!!
(salvo poi farli mantenere dalle tasse e sopratutto dall'ici degli italiani proprietari di casa).

Il governo precedente, proveniente dal "pasticciaccio" del 94, in 7 anni non ha saputo fare niente di meglio se non denigrare Berlusconi ed i suoi alleati, cambiando 4 presidenti in 7 anni di governi di C.S. (Amato, Dini,Prodi,D'Alema).

E' vero, Berlusconi non ha mnatenuto o meglio, non é riuscito a mantenere le promesse sottoscritte davanti agli italiani.

Ma quanti, al suo posto, in 60 anni, hanno avuto il coraggio di metterle nero su bianco e di firmarle ? Nessuno !

Qualcuno, su questo forum, da qualche parte, ha scritto che si turerà il naso per non sentire la puzza ma voterà ugualmente Berlusconi.

Meglio turarsi il naso piuttosto che "farsi turare" occhi, bocca e orecchie e.... farsi espropriare la casa in maniera surrettizzia come sta avvenendo dal 92 con l'ICI.

Un vecchio adagio dice che:
"Tanto tuonò che piovve" !

Temo che se vincerà Prodi pioverà, molto, ma saranno le nostre lacrime a piovere (a meno che non abbiate meno di 180.000 euro, casa compresa).

giovanni 04 aprile 2006 00:00
Il contratto "sottoscritto" con gli Italiani nel 2001 prevedeva - come condizione essenziale - il rispetto di almeno quattro punti su cinque.
E quattro punti sono stati sicuramente rispettati:
1) Piano sulla sicurezza.Istituzione del poliziotto di quartiere e varie operazioni "alto impatto".
2) Innalzamento pensioni minime.E' innegabile che c'è stato.
3) Dimezzamento del tasso di disoccupazione.Attualmente al 7%-8% contro il 14%-15% del 2001.
4)Piano grandi opere.Anche quì c'è stato un massiccio investimento che ha determinato l'apertura di molti cantieri.
5) abbattimento della pressione fiscale. E' l'unico impegno non rispettato, o meglio, parzialmente non rispettato in quanto comunque c'è stata una diminuzione; cosa che non si era mai vista prima!
Morale: Perchè mettere in dubbio la credibilità di chi ha onorato un impegno (mettendoci la faccia e la firma!) e comunque ha fatto meglio e di più dei tanti che l'hanno preceduto?
Camerata Jo 04 aprile 2006 00:00
un elettore sa che è meglio accettare una mezza bugia che gli permetterebbe di risparmiare, che una verità di dover pagare più tasse con prodi e soprattutto vedere quell'orribile sorriso da burattino (in fondo lo è) per 5 anni (semmai duri, cosa che dubito visto i precedenti) e le sue prediche da parrocchiano con temi sulla felicità (quando ho sentito queste parole ho pensato questo è scemo forte) sull'unione (pensava a quella sovietica forse).
Ma per carità prodi fa il politico perchè di preti in italia ce ne sono abbastanza e un fancazzista come lui o fa quello o fa il politico.
Diamo fiducia a chi vuole aiutare i cittadini e non a chi dipinge l'italia come al terzo mondo, scusante che permetterebbe alla sinistra di tassare il tassabile e anche di più.
Per quando riguarda il canone cara annapaola (bel nome, davvero) se non mi sbaglio non è aumentato di nulla, e sulla rai si è parlato tanto di privatizzare, ma la sinistra, che tiene i suoi interessi in tv, ne vieta assolutamente la riforma.Certo che privatizzare significherebbe allora eliminare il canone (semmai pagare una quota irrisoria che ti permette il servizio) e sorbirsi quantità industriali di pubblicità, cosa che già vedo abbastanza nella rete cosiddetta pubblica.
wrangler 04 aprile 2006 00:00
E' bene che incominciate a fare meno i tifosi ed ad informarvi meglio, se non volete essere di nuovo presi in giro.
Copia/incolla da :www.lavoce.info.it rubrica vero o falso, sito indipendente e non di "coglioni catto comunisti".
Meditate gente meditate, e cercate di capire che fine siamo destinati a fare se continuiamo a seguire "Babbo Berlusca Natale"
Vero o falso?*


La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo; mai come in questi tempi l’economia è al centro dei dibattiti, soprattutto televisivi. Con i politici di entrambi gli schieramenti perennemente impegnati a snocciolare cifre, dati, statistiche: ma siamo proprio sicuri che queste cifre, questi dati, queste statistiche siano esatte? C’è qualcuno che si prende la briga di controllare se le affermazioni sono, fattualmente, vere?
Negli Stati Uniti, il giorno dopo i dibattiti, servizi e inchieste fanno le pulci alle dichiarazioni dei due contendenti, per individuare eventuali errori (in particolare sulle questioni economiche) dell’uno o dell’altro.
Domani andrà in onda il primo confronto televisivo tra i due candidati premier del prossimo Governo italiano. Staremo con le orecchie tese: cominceremo anche noi a fare le pulci ai nostri politici. Speriamo solo che qualcuno segua il nostro esempio.
Invitiamo i nostri lettori ad aiutarci a smascherare dichiarazioni dubbie.

Ipse dixit


A Ballarò si è parlato di conti pubblici e del "drammatico" debito che il governo di centro sinistra avrebbe lasciato in eredità. Ancora una volta si è citato un dato, il 3,2% del rapporto disavanzo/Pil. Cerchiamo di spiegare ai lettori sia l’importanza del dato sia la corretta interpretazione che bisogna attribuirgli.

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Segnalazione di un lettore: Molti italiani hanno ricevuto a casa un rotocalco propagandistico del Presidente del Consiglio. Fra le tante affermazioni, vi sottoponiamo quella di pagina 4 in cui si sostiene quanto segue:


"Addio alla lira: il grave errore di Prodi. L'euro quotato a 1936 lire ha, di fatto, dimezzato stipendi e pensioni: secondo gli italiani, il cambiogiusto da applicare era a 1500 lire"

Commento: Al momento della conversione in euro, il cambio lira marco era intorno alle mille lire per marco; il marco venne convertito a 1.995 marchi per euro e quindi, dato il cambio del marco con l'euro e quello della lira con il marco fissato dal mercato, la conversione della lira con l'euro doveva avvenire intorno a 2000 lire per un euro
- anche volendo un cambio a 1500 lire non sarebbe stato praticabile proprio perché troppo lontano dal cambio di mercato;
- qualunque fosse il livello del cambio di conversione, nel momento del changeover sono stati ridefiniti in euro usando lo stesso cambio sia i salari e i redditi che i prezzi dei beni commerciati in Italia. Il potere d'acquisto in beni nazionali è quindi (a meno degli arrotondamenti, qualche abuso etc.) sostanzialmente indipendente dal cambio usato per il changeover.
Ad esempio, un lavoratore con un salario di 2 milioni di lire, che compra, poniamo solo pizze che costano 4000 lire l'una, prima del chnageover può comprare 500 pizze al mese; se il changeover avviene a 2000 lire per euro il suo salario diventa di 1000 euro e il prezzo della pizza 2 euro: come prima può comprare 500 pizze. Se la conversione avviene a 1500 euro il suo salario diventa 1333 euro e il prezzo della pizza 2.67 euro: potere d'acquisto 500 pizze, sempre lo stesso. Ma con un cambio rivalutato a 1500 lire si vede subito che un tedesco deve pagare 2.67 euro (anziché 2 euro)per comprare le pizze italiane. Di conseguenza ne acquista meno e i produttori italiani perdono competitività, producono di meno, assumono meno lavoratori etc. D'altro canto, gli italiani con 1333 euro ottenuti con il cambio a 1500, anziché comprare solo prodotti nazionali possono anche comprare beni tedeschi e ottenerne di più. Un cambio rivalutato della lira deve corrispondere a un cambio svalutato del marco.
Insomma, il livello del cambio di conversione non altera il potere di acquistare beni nazionali; ha un effetto sulla nostra capacità di acquistare beni esteri e sulla nostra possibilità di vendere all'estero beni nazionali: ma un cambio che ci rende meno caro comprare beni all'estero rende più cari i nostri beni all'estero e riduce l'export.

In tutti I casi, discutere delle 1500 lire è un non senso. Un cambio intorno alle 1500 lire per euro sarebbe potuto avvenire prima dellasvalutazione del 1992, quando occorrevano "solo" 760 lire per un marco. Tenendo il cambio marco/euro a 1.995 marchi per euro, la lira si sarebbe potuta convertire a 1500 lire per euro. Ma quella era storia lontana e pregressa al momento della adozione dell'euro e del changeover: allora il cambio di mercato era intorno a quello a cui è avvenuta la conversione.

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L’incursione dell’euro nei bilanci familiari ha prodotto un aumento dei prezzi in tutta Europa. L’euro, secondo noi, è stato introdotto con troppa fretta, senza le necessarie precauzioni, cioè senza tenere le altre monete in corso per un certo tempo. Ancora oggi il 90% degli italiani ragiona in lire. ( dichiarazione tv del Presidente del consiglio nel corso del confronto tv del 14 marzo con Romano Prodi)


Euro batte Lira 97 a 3.

Il Presidente Silvio Berlusconi ha più volte sostenuto che gli italiani ragionano ancora in lire. Ha affermato che il 90% degli italiani ragiona in lire. Questa ipotesi può essere verificata sulla base di una indagine, SHARE "Survey of Health, Ageing and Retirement" , condotta nel 2004, tesa a studiare le condizioni di vita degli ultracinquantenni in Europa. Il questionario contiene domande su aspetti economici quali i redditi, i consumi etc…In Italia sono stati intervistati circa 2500 individui.
L’intervistatore pone le domande e poi registra immediatamente la risposta sul suo computer portatile – se la risposta è fornita in euro viene immediatamente registrata. Se non c’è risposta o l’intervistato mostra indecisione la domanda viene riproposta chiedendo di rispondere il lire.
Ci sono due possibili fonti di distorsione (di segno contrario) nel confronto risposta in lire o in euro. Da un lato si tratta di una campione di individui di età comprese tra i 50 e i 100 anni, più propensi in media a rispondere in lire, dall’altro l’intervistatore si aspetta che la risposta sia in euro, e solo in caso di "indecisione" fornisce esplicitamente la possibilità di rispondere il lire.
L’evidenza empirica è schiacciante (si veda tabella): persino sul valore della casa di proprietà, che certamente è stata acquistata o ricevuta in dono negli anni della lira, il 97% risponde in euro.



Domanda
Rispondono in euro
Rispondono in lire
Numero Risposte Totali

Pensando agli ultimi 12 mesi: quanto ha speso all’incirca la sua famiglia in beni alimentari e bevande che avete consumato a casa in un mese normale?

1462

(99,12%)
13

(0,88%)
1475

Al lordo di imposte e contributi, a quanto ammontava all’incirca il suo reddito da lavoro dipendente nel 2003?
341

(98,27%)
6

(1,73%)
347

Al lordo delle imposte, a quanto ammontava all'incirca un singolo
pagamento della sua pensione nel 2003?
415

(98,57%)
6

(1,43%)
421

Secondo lei, quanto ricaverebbe se oggi vendesse la sua casa?
892

(97,38%)
24

(2,62%)
916



Nota: la domanda sul consumo e quella sulla casa viene posta solo ad un membro della famiglia.

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"I quattro governi della sinistra avevano messo in circolo 7 miliardi di euro per opere pubbliche, noi ne abbiamo messi in circolo ad oggi 51 miliardi di euro, con il prossimo Cipe arriveranno a 73 miliardi. Significa che abbiamo fatto esattamente 10 volte quello che hanno fatto i governi della sinistra." (Silvio Berlusconi, durante il duello televisivo Berlusconi vs Prodi del 14 marzo, Rai1)


Secondo i dati forniti recentemente dall’Ance nel suo Rapporto sulle infrastrutture in Italia (2005). Utilizzando valori in euro costanti (1995) la spesa per opere pubbliche è stata complessivamente pari a 73,1 miliardi dal 1997 al 2001 (una media di 14,62 all’anno) e a 64,7 miliardi dal 2002 al 2005 (una media di 16,17 all’anno) (1). Non è chiaro da dove il Presidente del Consiglio abbia tratto la cifra dei 7 miliardi, mentre i 51 (anzi, oltre 52) erano effettivamente i fondi stanziati (ma non ancora "messi in circolo") dal Cipe per i progetti approvati sino alla fine del 2004.
Secondo i dati Banca d'Italia, inoltre, gli investimenti pubblici totali (quindi comprensivi delle grandi opere) hanno oscillato tra il 2,2 e il 2,5% del Pil tra 1996 e 2001 e tra 2,4 e 2,6% del Pil tra 2002 e 2004 (non sono disponibili i dati 2005). Si tratta di dati incompatibili con un rapporto di 1 a 10 tra gli investimenti in opere pubbliche della tredicesima e della quattordicesima legislatura.

(1) Il dato 2005 è basato su previsioni e quello del 2004 su preconsuntivi. Per ciascuna legislatura è stato scelto di attribuire la spesa del primo anno alla legislatura precedente, dal momento che tali spese sono in gran parte attribuibili a decisioni prese dal governo precedente.

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"Guardavo solo i dati europei. Non ho il minimo interesse per la moltiplicazione di dati che vengono fatti da varie fonti: il mio giudice è la Commissione europea e sono i dati Eurostat quelli fondamentali". (Dichiarazioni di Giulio Tremonti a Porta a Porta, 16 marzo 2006),

"Quando ieri sono stato interrogato sui dati della Banca d'Italia è venuta fuori una roba del tipo, io dico quello che dicono tutti i ministri che per me valgono solo i dati Eurostat.." (Nuova Dichiarazione di Giulio Tremonti a Porta a Porta, 20 Marzo 2006)

La bontà dei dati italiani, come si può leggere all'interno del Bollettino economico, è garantita dalla Banca d'Italia ed è conforme agli standard europei.





Fonte: Banca d’Italia, Bollettino economico, pag. 56°


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"Nel 2001 abbiamo trovato un buco di 37 mila miliardi certificato da Eurostat e Istat, che ha portato i nostri conti al deficit del 3,2% mentre i governi dell’Ulivo avevano dichiarato lo 0,8%. Proprio a causa del malgoverno dell’Ulivo siamo andati in deficit eccessivo prima di Francia e Germania." (Dichiarazione, contestata, ma formalmente corretta di Silvio Berlusconi nel duello televisivo, 14 marzo 2006 In base alla segnalazione di alcuni lettori abbiamo verificato la seguente dichiarazione).

I dati ufficiali Istat relativi al 2001 e pubblicati fino a luglio del 2004 (vedi c. stampa 5/7/04) indicavano un "rapporto indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche (deficit) / Pil" pari al 2,6%, quindi ben al disotto del 3%. Nel marzo del 2005 (c. stampa del 1/3/05), a seguito di decisioni Eurostat sul trattamento delle operazioni delle Ferrovie dello Stato, il deficit per il 2001 fu rivisto al 3,0%. Infine, secondo i dati rilasciati dall'Istat a febbraio 2006, i quali incorporano anche una rivalutazione del Pil di circa il 2,5% per il 2001, il rapporto riferito al 2001 è ora pari a 3,1% (3,2% se non ci fosse stata la rivalutazione). Di conseguenza, l'affermazione di Berlusconi che nel 2001 il deficit aveva già "sfondato" il limite del 3% è corretta sulla base dei recenti dati Istat, ma tale risultato è dovuto alla decisione Eurostat presa nel 2004/2005: sul piano sostanziale, quindi, non si può affermare che fu la politica del
governo di centrosinistra a portare il deficit nel 2001 oltre la soglia del 3%.


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Lucia Annunziata: "Ma la Confindustria pone il problema sostanziale, sottolinea i dati di un'Italia ferma. Io non sono riuscita a capire in tutti i suoi interventi come lei può dire...". "Glielo spiego - interviene il premier - il governo della sinistra ha avuto uno sviluppo inferiore alla media UE dello 0,9%, noi dello 0,8. Quindi abbiamo fatto meglio. Capisco che lei non sia molto pratica di economia, ma i dati sono questi". (Dichiarazioni del presidente del Consiglio durante l’intervista a Lucia Annunciata "In mezz'ora" domenica 12 marzo, Rai3)

Guardiamo, invece, i dati.

Pil ai prezzi di mercato (variazione percentuale rispetto all’anno precedente)

EU 15
Italia
Differenza (EU15 - Italia)

1996
1.6
0.7
+0.9

1997
2.6
1.9
+0.7

1998
2.9
1.4
+1.5

1999
3
1.9
+1.1

2000
3.9
3.6
+0.3

2001
1.9
1.8
+0.1

2002
1.1
0.3
+0.8

2003
1
0
+1

2004
2.3
1.1
+1.2

2005
1.4
0
+1.4




Media
EU 15
Italia
Differenza

(EU15-Italia)

1997-2000
3.1
2.2
+0.9

2002-2005
1.45
0.35
+1.1


Fonte: Eurostat (link)

Abbiamo preso in considerazione i periodi 1997-2000 e 2002-2005 escludendo gli anni in cui si sono svolte le elezioni (1996 e 2001), per la semplice ragione che il loro risultato potrebbe non essere imputato interamente all’uno o all’altro schieramento. Dai dati si può vedere che per il periodo di governo del centrosinistra (1997-2000) la media europea è superiore dello 0,9 per cento alla crescita italiana, mentre per il periodo di Governo del centrodestra la media europea è superiore a quella italiana dell’1,1 per cento.
Anche qualora si volessero attribuire al Governo Berlusconi i risultati del 2001 e al centrosinistra quelli del 1996, non avremmo quanto detto dal presidente del Consiglio: la differenza tra la media europea e la media italiana risulterebbe dello 0,9 per cento, uguale per entrambi i periodi.

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Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti dichiara "(...)per tre anni siamo cresciuti il doppio della Germania...". Francesco Rutelli interrompe: "No, metà della Germania". Tremonti precisa: "...nel 2001, 2002 e 2003", Rutelli insiste "no, metà della Germania". (Francesco Rutelli, Ballarò - puntata del 7/3/2006)

Vediamo i dati:

Pil ai prezzi di mercato ( variazione percentuale rispetto all’anno precedente)


1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005

Germania
1
1.8
2
2
3.2
1.2
0.1
-0.2
1.6
0.9

Italia
0.7
1.9
1.4
1.9
3.6
1.8
0.3
0
1.1
0


Fonte: Eurostat (link)

Secondo questi dati la crescita della Germania è stata inferiore di poco meno della metà rispetto a quella italiana nel periodo 2001-2003.

Media Germania

2001-2003
+0.37

Media Italia

2001-2003
+0.70


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Sempre nella stessa puntata di Ballarò, il ministro Tremonti afferma: "mi pare che (Rutelli l’ha infatti dichiarato in precedenza, n.d.r.) l’onorevole Rutelli abbia detto che nel 2003 l’Italia è cresciuta dello 0,0 per cento. Nel 2003, una informazione che può essere verificata, la crescita, invece, è stata dell’1,4 per cento..." (Giulio Tremonti, Ballarò - puntata del 7/3/2006)

Basta guardare le tabelle qui sopra per rendersi conto che l’affermazione del Ministro è errata. Nel 2003 l’Italia ha avuto crescita zero.

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"Il governo, nell' attuale legislatura, ha ridotto la pressione fiscale complessiva dal 45% al 40,6%. E intende continuare su questa strada anche nella prossima legislatura". Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi parlando a 'Porta a porta'." (Dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi riportate a "Porta a Porta" 8 marzo).

La pressione fiscale è la somma di imposte dirette, imposte indirette, contributi sociali e imposte in conto capitale, rapportata al Prodotto interno lordo (Pil).

Vediamo i dati.


2000
2001
2002
2003
2004
2005

Pressione fiscale (valori percentuali)

41,6

41,3

40,8

41,4

40,7

40,6

Pressione fiscale al netto delle imposte in conto capitale (valori percentuali)

41,5

41,2

40,6

40,0

40,1

40,5



Fonte. Istat, marzo 2006 (link)

Se si considera la pressione fiscale nella sua versione più ampia (prima riga), la riduzione durante l’attuale legislatura (2005 rispetto al 2000) è pari a un solo punto percentuale. Il risultato non cambia se si escludono le imposte in conto capitale (seconda riga), che contengono entrate straordinare, quali i condoni. Anzi, al netto dei condoni, negli ultimi due anni la pressione fiscale è tornata a salire.

...............................

... a seguito delle riforme dell’Irpef introdotte dal centrodestra "Sono oggi 10 milioni i contribuenti in più che non devono neppure fare la dichiarazionedei redditi ne avevamo trovati 2 milioni e mezzo di prima" (Dichiarazione del Presidente del Consiglio durante il Duello televisivo Berlusconi vs Prodi del 14 marzo, Rai1)

La cosiddetta no tax area e le deduzioni per carichi familiari (entrambe decrescenti al crescere del reddito) introdotte con le riforme Irpef dal 2003 e dal 2005 riducono il reddito imponibile. Fino a che le deduzioni sono più ampie del reddito, il contribuente non paga alcuna imposta. Le deduzioni in questione individuano quindi una soglia di esenzione.
Anche prima dell'introduzione dei due moduli di riforma Irpef esisteva però una soglia di esenzione entro cui ricadevano tutti i soggetti che potevano godere di detrazioni di imposta (per redditi di lavoro e per carichi famigliari) tali da annullare l'imposta dovuta.
Gli ultimi dati ufficiali a cui si possa accedere su quanti siano i contribuenti al di sotto di questa soglia di esenzione riguardano il 2001 (entro breve dovrebbero essere disponibili anche quelli relativi al 2002) e sono riportati nella tabella che segue. Da essi risulta che, già nel 2001, i soggetti con imposta nulla erano 8,2 milioni.
Se, come dice Berlusconi, ora sono circa 12,5 milioni (e il dato appare comunque plausibile, sulla base di microsimulazioni), la platea dei soggetti esenti è cresciuta non di 10 milioni di unità ma di 4,3 milioni.

Persone fisiche anno di imposta 2001

Fasce di reddito complessivo
Dichiaranti
Imposta netta nulla

fino a 5000
8.235.111
5.124.788

da 5000 a 20000
21.538.114
3.053.582

da 20000 a 50000
7.881.082
14.923

oltre 50000
1.139.361
716

Totale
38.793.668
8.194.009



Fonte: dati Sogei – Cd-rom Le dichiarazioni in cifre

.............................

"…l’85% dei 10000 scioperi all’anno che si sono verificati sono stati fatti per motivi politici.." (Dichiarazione del Presidente del Consiglio durante il Duello televisivo Berlusconi vs Prodi del 14 marzo, Rai1)

Non esistono dati statistici aggregati, riferiti alla totalità degli scioperi effettuati anno per anno, che indichino se uno sciopero è avvenuto per motivi politici. Una ricerca su questo punto potrebbe essere svolta soltanto sugli scioperi del settore dei servizi pubblici, soggetti al controllo della Commissione di Garanzia istituita dalla legge n. 146/1990; la maggior parte di questi riguardano il settore dei trasporti ed è osservabile nel sito web del Ministero dei trasporti e delle infrastrutture. Basta una scorsa ai dati ivi disponibili per constatare che la parte nettamente maggiore degli scioperi nel settore dei trasporti è dettata da motivi di ordine strettamente sindacale-contrattuale.

Quanto ai dati Istat disponibili, in riferimento alla generalità degli scioperi effettuati in Italia essi sono così rubricati: "ore non lavorate per conflitti originati dal rapporto di lavoro distinte per mese e causa". Essi inoltre non riguardano il numero degli scioperi, bensì il numero di ore non lavorate. Ecco i dati in questione:

Anni 2001-2005 (Migliaia)

Motivazioni
2001
2002
2003
2004p

Rinnovo contratto di lavoro
4 204
2 153
3 194
1 951

Rivendicazioni salariali
146
83
157
119

Rivendicazioni economico-normative
1 592
1 344
1 379
1 550

Licenziamenti e sospensione
351
744
261
387

Solidarietà
22
538
21
189

Altre cause
723
1 242
717
654

TOTALE
7 038
6 104
5 730
4 852



Fonte: Istat (link)

Poiché non vengono censiti gli scioperi per "motivi politici", possiamo in via di approssimazione ricondurli prima alle ore non lavorate per "Altre cause", poi alla somma delle ore non lavorate per motivi di "Solidarietà" e "Altre cause". Nella seguente tabella sono indicate le incidenze percentuali di queste "motivazioni" sul totale delle ore non lavorate. Ne risulta con certezza che la dichiarazione di Berlusconi è falsa: gli scioperi per motivo politico, nel quadriennio 2001-2004, quand’anche potessero essere fatti coincidere con tutti gli "scioperi di solidarietà" e tutti gli "scioperi per altre cause", non raggiungerebbero mai il 30% del totale, attestandosi per tre dei quattro anni fra il 10 e il 18%.

Percentuale sul totale
2001
2002
2003
2004p

Altre cause
10,27
20,35
12,51
13,48

Altre cause + solidarietà
10,58
29,16
12,88
17,37





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"Nel periodo 1998-2001 la pressione fiscale scese di 4 punti in 4 anni. Le entrate non diminuirono perché ci fu un recupero dell'evasione. Con Berlusconi in 5 anni la pressione fiscale è scesa di un punto, ma sono aumentate le tasse degli enti locali, a causa dei tagli dei trasferimenti. Con Berlusconi gli italiani hanno pagato più tasse". Lo afferma ad Otto e mezzo il segretario Ds Piero Fassino. (Dichiarazione dell’On. Piero Fassino alla puntata di Otto e mezzo, 8 Febbraio).

Riprendiamo il tema della pressione fiscale

La definizione ufficiale di "pressione fiscale" è la somma di imposte dirette, imposte indirette, contributi sociali e imposte in conto capitale, rapportata al Prodotto interno lordo (Pil). Talvolta il termine non comprende le imposte in conto capitale, nelle quali è incluso il gettito di condoni e sanatorie.

Vediamo i dati (valori in percentuale).

1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005

Pressione fiscale 1
41,2%
41,6%
43,7%
42,3%
42,4%
41,6%
41,3%
40,8%
41,4%
40,7%
40,6%

Pressione fiscale 2
40,6%
41,4%
43,0%
41,9%
42,3%
41,5%
41,2%
40,6%
40,0%
40,1%
40,5%



1 Comprensiva delle imposte in conto capitale
2 Al netto delle imposte in conto capitale

Fonte. Istat, marzo 2006 (link)

Come si vede, per entrambe le definizioni c’è un picco nel 1997 (l’anno dell’ammissione dell’Italia all’euro), dopo di che la tendenza è alla diminuzione. Dal 1997 al 2001 la diminuzione è stata di 2,4 punti per la prima definizione e di 1,8 punti per la seconda definizione. Dal 2001 al 2005 la diminuzione è di 0,7 punti per entrambe le definizioni.
La pressione fiscale, in entrambe le definizioni, comprende le imposte di tutti i livelli di governo, quindi anche quelle attribuite alle regioni (ad esempio, l’Irap e l’addizionale Irpef) e agli enti locali (ad esempio, l’Ici).
Questo dicono i dati ufficiali, quanta parte poi dell’andamento delle entrate sia imputabile al ciclo economico (che determina gli imponibili), al recupero dell’evasione, alla variazione delle aliquote legali richiede un’analisi molto più complessa.


* A cura di Davide Baldi e Ludovico Poggi per la Redazione de lavoce.info







ANNAPAOLA LALDI 04 aprile 2006 00:00
Alle promesse non mantenute dell'attuale presidente del consiglio, posso aggiungere quella del suo ministro Maurizio Gasparri, che nell'altra campagna elettorale aveva promesso di abolire il canone rai....
Lui è diventato ministro proprio delle "Comunicazioni", ma il canone è sempre lì. O sbaglio?
Wrangler 04 aprile 2006 00:00
E per finire la verità sull 'Euro
Ricordo che nella CDL è presente la lista NO EURO >>> poveri noi13-03-2006
Vero o falso?*
Qualche verità sul cambio lira-euro

1. Chi predica che il prezzo di 1 Euro avrebbe dovuto essere fissato a 1500 lire dimentica che ciò avrebbe comportato una rivalutazione della lira di proporzioni insostenibili. Pur assumendo che partners commerciali importanti come Germania e Francia avessero fissato lo stesso cambio ora in vigore, le nostre esportazioni verso quei mercati sarebbero crollate in modo vertiginoso. E’ quasi superfluo aggiungere che cosa questo avrebbe comportato per la già comunque asfittica dinamica del Pil italiano.



2. Si aggiunga, che dopo la svalutazione della Lira del 1992, e l’uscita dallo SME, entrare nella moneta unica era già stato un mezzo miracolo per l’Italia. Si dimentica spesso che uno dei requisiti per l’ingresso nell’Euro era che il cambio della valuta (rispetto al paniere di riferimento europeo denominato Ecu) fosse rimasto, negli ultimi due anni precedenti l’ingresso, stabile entro le bande di fluttuazione previste dallo SME (e riviste dopo il reingresso della lira per riflettere la svalutazione del 1992). Perciò la lira arrivava alla prova di Maastricht con una parità di riferimento sancita dai mercati, ed è questa che è valsa per la fissazione della parità con l’euro. Fissare una parità largamente diversa avrebbe comportato una fortissima pressione all’ apprezzamento delle nostre ragioni di scambio verso i partners commerciali.



3. In generale, però, sfugge quale sia il legame tra parità iniziale euro-lira e dinamica dell’inflazione in Italia nella fase post-euro. La confusione del dibattito corrente dimentica una serie di fatti sull’inflazione italiana. Vale la pena chiarirli:

(i) Tipicamente si tende a confondere aumenti una tantum del livello dei prezzi con aumenti generalizzati dell’inflazione, cioè del loro tasso di crescita. Per chiarire, supponiamo che il livello dei prezzi sia stabile e pari a 100 prima dell’euro. In tal caso l’inflazione è zero. Se a cavallo del changeover il livello dei prezzi sale a 102 e poi rimane stabile, l’inflazione ha solo una fiammata temporanea del due per cento, e poi torna a zero, come prima. Non a caso, in Italia, l’Istat ha più volte ripetuto che l’inflazione è rimasta abbastanza stabile dopo il Gennaio 2002.



(ii) Analizzando meglio le statistiche si scopre che l’aumento dei prezzi in Italia si è osservato soprattutto in alcuni settori (i servizi) e molto poco in altri (computer e software, per esempio, in cui i prezzi sono persino diminuiti). Tra i piccoli servizi spiccano i ristoranti, per i quali certamente la percezione della gente non sbaglia. In Italia, rincari si sono avuti anche in servizi di tipo più tradizionale, come le lavanderie e i piccoli alimentari, e soprattutto nelle aree geografiche con meno concorrenza.



(iii) Tutto ciò si spiega solo per la volontà speculativa di molti commercianti? In realtà le spiegazioni esistono. Le attività sopra citate si distinguono per tre caratteristiche. Primo, hanno cosiddetti menu costs. Cambiare la denominazione dei prezzi nei menu dei ristoranti è un costo fisso. Se un ristorante pensava già da qualche mese prima del Gennaio 2002 di aumentare i prezzi, avrà probabilmente atteso la data del changeover per farlo. Secondo, lavanderie e ristoranti usano molto di più il denaro liquido rispetto ad altri esercizi. Perciò, con il passaggio all’Euro, hanno fronteggiato costi di transazione più alti rispetto a settori che usano principalmente le transazioni elettroniche. Terzo, lavanderie e ristoranti basano molto la loro attività su relazioni personali e stabili con la clientela. Perciò, variazioni troppo frequenti dei prezzi sono mal percepite e soprattutto facilmente individuate dalla clientela affezionata. Il passaggio all’Euro ha funzionato così da “scusa” per giustificare gli aumenti agli occhi dei clienti più frequenti. Ma si tratta di aumenti che probabilmente volevano essere introdotti da tempo. Per chiarirci, la stessa cosa sarebbe avvenuta se si fosse chiesto a tutte le lavanderie in Italia di riportare il nome di ogni capo in inglese invece che in italiano. In quel caso avremmo dovuto considerare l’ ”Inglese” responsabile del maggior costo della vita?



I rialzi dei prezzi si sono quindi osservati principalmente in alcuni servizi poco (o per nulla) esposti alla concorrenza internazionale e legati ad un contatto diretto e quotidiano con la clientela. Prendiamo una lavanderia: se il cambio euro lira fosse stato fissato a 1500 lire, e quindi il costo in euro di importare dalla Germania fosse stato più basso, quanto di questo avrebbe inciso sulla dinamica dei costi della lavanderia stessa? Presumo molto poco.









Alex 04 aprile 2006 00:00
Siamo però al ridicolo: se avesse ridotto le tasse a quella maniera avrebbe subito critiche perchè le avrebbe ridotte soprattutto per i ricchi. Infatti la no tax area è già abbastanza estesa ed i lavoratori dipendenti con reddito minimo pagano davvero poco di Irpef. E un'Irpef negativa non è pensabile!
E' già stato criticato perchè è arrivato al 43% come aliquota massima, figuriamoci se l'avesse portata al 33%. Cosa sulla quale invece io sarei d'accordo perchè, unito a misure di lotta all'evasione porterebbe sicuramente più gettito e renderebbe sempre meno conveniente l'evasione fiscale.

Comunque non è corretto dire che il programma prevede l'abolizione dell'Ici, ma solo dell'Ici sulla prima casa, che già oggi è facilitata per via di una "franchigia" di 103 euro e per un'aliquota applicata spesso più bassa rispetto alle seconde case.

Da alcune stime che ho sentito il gettito Ici è di 9,6 miliardi di euro di cui 2,3 miliardi riguardano la prima casa.

Sarebbe una gran bella misura, tutto sta a trovare le coperture.
cecè 05 aprile 2006 00:00
cè da dire anche che l'ici al sud non la paga quasi nessuno,come puramente anche così la mondezza,la tv,ecc.......
Camerata Jo 05 aprile 2006 00:00
chiara
un raggio di sole nella nebbia comunista.
nadia 05 aprile 2006 00:00
caramelle e cioccolatini per tutti lo avrà dimenticato........forse questi costano davvero troppo....eheheheheh.......
chiara 05 aprile 2006 00:00
Nessuna pretesa di influenzare nè condizionare il voto di ciascuno di voi, ci mancherebbe.

Si tratta di due argomenti molto pratici (ed APOLITICI), che toccano le tasche di tutti noi.



L'intervento si limita esclusivamente a due aspetti:



a) incremento della tassazione delle plusvalenze e,


b) aggiornamento degli estimi catastali (allineando il valore degli immobili all'effettivo valore di mercato).



Le proposte economiche della coalizione dell'Unione vertono infatti su questi due punti focali. Iniziamo dal primo punto.



a) Attualmente la tassazione su Bot, CCT, BTP, obbligazioni ed azioni ammonta al 12.5%. La proposta di Prodi consiste nell'aumentarla al 20%.



L'attuale tassazione del 12.5% fu introdotta dal governo Prodi il 1 luglio del 1998, prima di quella data non c'era alcuna tassazione. L'assenza di tassazione aveva una sua "ratio" storica (attrarre capitali stranieri), in quanto il mercato finanziario italiano era (ed è tutt'ora) piuttosto involuto e microscopico rispetto a quello anglosassone.



Ora la storia si ripete e la proposta di aumentare la tassazione è una pura assurdità economica e finanziaria, oltre a servire a ben poco per lo Stato (che si vedrebbe costretto a "rincorrere" gli investitori aumentando parzialmente il rendimento dei titoli, con gravissime conseguenze per i conti pubblici) .



Credo che bisogni seriamente riflettere, ciascuno di noi ha dei piccoli risparmi investiti in prodotti a basso rischio (Bot, Btp, oppure obbligazioni bancarie) o cmq piccole quote azionarie.



In Italia il risparmio è sempre stato piuttosto sostenuto: sono i risparmi di una vita di sacrifici che faticosamente si sono accumulati.



L'aliquota del 20% è assolutamente inaccettabile (così come l'aliquota attuale del 12,5%, gentile omaggio del governo Prodi nel 1998).



Ad onor del vero la tassazione sui conti correnti scenderà al 20% (dal 27%), ma è noto come la giacenza di liquidità sul conto corrente sia minima. Ergo, la diminuzione della tassazione sul conto corrente non serve a nessuno .



b) La "geniale" proposta dell'Unione consiste nell'allineare (quindi aspettiamoci aumenti a due cifre) il valore degli estimi catastali agli effettivi valori di mercato.



E' vero che l'ICI (che è una aliquota) non dovrebbe aumentare, ma un conto è pagare il 4.5 per mille su un valore di 40.000 ed un conto è pagarlo su un valore molto rivalutato.



In parole povere, l'ICI ci costerà molto di più!!



E chi ha una seconda casa, verrà massacrato di tasse e dovrà pagare anche per gli altri.. in quanto avere un minimo di proprietà è un delitto inaccettabile per certi governanti.Infatti, per buona parte della sinistra, la proprietà è un privilegio e non un diritto!



Queste due proposte colpiranno il ceto medio (ma proprio medio), molte persone in questo Paese ha un minimo di proprietà immobiliare e qualche soldino investito.



Riflettete se siete disposti a tutto ciò.
Camerata Jo 05 aprile 2006 00:00
cecè ma che stai a dire?qua si paga, almeno gli onesti (o fessi) lo fanno.
Camerata Jo 05 aprile 2006 00:00
ben detto vittorino
se le proposte fossero state invertite, cioè prodi promuovesse l'eliminazione dell'ici e berlusconi quelle provulgate dalla sinistra, assisteremmo all'esaltazione del mortadella e la condanna di berlusconi.
Ma l'informazione è corrotta e di parte.
Già si vede nei telegiornali nazionali, che cominciano sempre a far ascoltare le reazioni del centro sinistra per prima, come se fossero loro al governo, e in seconda le voci dell'attuale governo.
Se vince prodi dovremmo abituarci a sentire l'eventuale opposizione dopo il meteo.
W LA PAR CONCICCIO (quella di prodi).
Alex 05 aprile 2006 00:00
bravo spitfire, veramente a tema!!!
Il lotto è un gioco a perdere, si può benissimo evitare di giocarci.
L'ici invece è una imposta e va pagata.
Non credi sia un po' diverso?
vittorino 05 aprile 2006 00:00
Preferite che Berlusconi dica che aumenterà le tasse?Tipo Mortadella?Gli Italiani si lamentano delle tasse troppo alte e i partiti di sinistra le vogliono aumentare per pagare i nullafacenti(vedi statali-comunali).Cara ADUC tu critichi sempre questo governo perchè nel tuo DNA c'è il rosso COMUNISTA.
spitfire 05 aprile 2006 00:00


Come non ricordare, a proposito di cambi, che quel LADRO di Tremonti ha prontamente cambito la giocata minima del lotto da 1000 lire a un euro?

Paolo 1 06 aprile 2006 00:00
Pochi giorni fa a Radioanchio Rutelli ha smentito Prodi, affermando che egli Rutelli sarebbe per aumentaree le imposte anche sui titoli di stato gia' emessi, e senza tenere conto dei redditi degli interessati, "una complicazione inutile". Vatti a fidare!
Paolo
Alex 06 aprile 2006 00:00
"Adesso tornerò a scegliere un partito moderato (penso la Rosa nel Pugno)"
Moderato?? mah! Comunque per come fai il pendolo ti consiglierei Mastella, non devi nemmeno fare lo sforzo di cambiare schieramento ;-)

"vedi tassa sul'europa, ha fatto il suo lavoro molto bene, aveva un'obiettivo primario e lo ha centrato.
Nei 5 anni 1996-2001 poi il debito pubblico è sceso dal 120 al 106% l'avanzo primario è salito fino al 5%, il rapporto deficit/Pil è stato all'interno dei parametri fissati."
Ma scusa decanti il lavoro della sinistra e poi dici che hai votato Berlusconi? Mah!
Comunque, tanto per correggere parzialmente: nel 2001 il rapporto deficit/pil era il 3,2% (quindi fuori dai parametri) ed in grave peggioramento, a seguito della finanziaria elettorale del centrosinistra. Inoltre il debito pubblico ha continuato a diminuire, tranne gli ultimi due anni. Comunque il debito pubblico è stato diminuito solamente grazie alle privatizzazioni, pertanto misure "una tantum" che non migliorano la qualità del bilancio.

"attualmente è al 4,1% ma girano voci che tendenzialmente sarebbe al 5%."
Voci di Fassino?

Mi permetto di passare in rassegna le tue critiche al governo attuale:

"Riforma delle pensioni spostata al 2008"
Il governo precedente evidentemente non aveva fatto un lavoro completo. E poi dillo ai sindacati che l'hanno spostata troppo in avanti...

"Legge sull'immigrazione poco incisiva"
Non ha certo risolto il problema ma ha fissato dei principi diversi ed ha portato al raddoppio delle espulsioni ed alla diminuzione degli sbarchi; qualcosa di positivo, ma bisogna fare ancora di più.

"Troppi condoni"
Anche a me i condoni non piacciono. Spero che sia stato solo per esigenze di "far cassa" ma chiudendo questo genere di pratiche per lasciare il posto alla lotta vera all'evasione.

"Legge Biagi che stà creando troppi problemi"
Intanto l'occupazione non è mai stata a questi livelli e non è vero che tutta l'occupazione sia precaria. Vero è che bisogna rendere sempre meno conveniente assumere a tempo determinato rispetto all'assunzione a tempo determinato. Non ci deve essere differenza di costo del lavoro.

"Troppe leggi ad personam"
Eh no, ancora su questi punti? Da te non me l'aspettavo.

"Troppa accondiscendenza alla minoranza leghista (per me la lega sta nella CDL come Rifondazione stà nell'Unione)"
Hanno governato sulla base di un programma condiviso. La sinistra finora non ha saputo farlo, vedremo se lo farà stavolta (e un vero programma ancora non c'è).

"magari continuando in quest'assurda politica di riduzione delle imposte"
Mettiti d'accordo coi tuoi colleghi, dicono che non c'è stata alcuna riduzione, anzi un aumento! Si continua ad accusare di una cosa e dell'esatto contrario?

"Poi le misure annunciate sono controverse, ma, a meno che non hai patrimoni miliardari, sono controbilanciate da crescita e riduzione del costo del lavoro."
Non è che sono controverse, è che sono poco chiare e per nulla concrete (oltre che di poco gettito, come la tassazione delle successioni). Di fatto non si è detto cosa e come si vuole operare. Così si fa solo un salto nel buio affidandosi a Mastella, Rutelli, Fassino, Pannella, Di Pietro, Fassino, Diliberto, Pecoraro Scanio, Bertinotti (e tutte le varie sfaccettature): non credi che siano troppe anime diverse?

"Prima si pagano i debiti e poi si costruisce la piscina nel giardino."
Mah, dipende.. potrei costruire la piscina col debito. Pensa, tutte le aziende stanno in piedi col debito. Il debito non va sempre visto come mostro ma come opportunità di crescita.. purchè sia sostenibile e si riesca a far fronte agli impegni! E su questo ovviamente c'è da lavorare.

Nemmeno io voglio farti cambiare idea, però non fare la figura di quello che si è fatto illudere da Berlusconi.. un po' ti piace fare il pendolo ;-)
Preveggente 06 aprile 2006 00:00
Chiara dei discorsi seri ed apolitici.

Aspetta a dopo le elezioni e potremo discuterne.

Ora, lo hai detto chiaramente, questo forum non è che un cabaret bulgaro o, se preferisci chiamarlo diversamente, una tribuna elettorale italiana!
wrangler 06 aprile 2006 00:00
Carissima Chiara, è evidente che tu sei molto accalorata nella causa per la CDL, ma io, che non sono un'elettore fedele, ragiono sui fatti per cui, se nel 1994 sinceramente non sapevo per chi votare, nel 1996 dopo il primo fallimento di Berlusconi, ho scelto Prodi, nel 2001 a fronte del bailame causato dalle fronde interne ho scelto di nuovo Berlusconi.
Adesso tornerò a scegliere un partito moderato (penso la Rosa nel Pugno) della coalizione di centro-sinistra.
Questo, nn perchè, sono ideologizzato, ma perchè guardo la realtà.
Tu dici che Prodi ha governato male nel 1996/1998, e che aveva la situazione internazionale a suo favore, io credo invece che, anche con misure dolorose, vedi tassa sul'europa, ha fatto il suo lavoro molto bene, aveva un'obiettivo primario e lo ha centrato.
Nei 5 anni 1996-2001 poi il debito pubblico è sceso dal 120 al 106% l'avanzo primario è salito fino al 5%, il rapporto deficit/Pil è stato all'interno dei parametri fissati.
Nel 5 anni 2001-2006 invece il debito è salito dal 106 al 108% l'avanzo primario è scemato fino allo 0,5% il rapporto deficit/pil è sempre stato sopra i parametri, attualmente è al 4,1% ma girano voci che tendenzialmente sarebbe al 5%.Certo vi è stata una situazione internazionale difficile, ma noi avevamo il debito grosso ed abbiamo avuto i tassi di interessi più bassi dal dopoguerra, avevamo una grande opportunità di ridurre il debito, e l'abbiamo persa.
(pr inciso ricordo che nel quinquenio 1996-2001 il tasso medio dei Bot è stato del 4,5%, mentre nel quinquenio 2001-2006 è stato del 2,5%)
E' su questo che boccio il Sig.Berlusconi ed il suo governo, se continua così, rischiamo di andare incontro ad una situazione in cui passiamo il punto di non ritorno.
Poi sinceramente sono rimasto deluso da:
Riforma delle pensioni spostata al 2008
Legge sull'immigrazione poco incisiva
Troppi condoni
Legge Biagi che stà creando troppi problemi
Troppe leggi ad personam
Troppa accondiscendenza alla minoranza leghista (per me la lega sta nella CDL come Rifondazione stà nell'Unione)

Quindi siamo stati governati male, logicamente non tutto quello che è stato fatto è negativo, ma quello che conta è l'economia, perchè se non si stà attenti al bilancio, magari continuando in quest'assurda politica di riduzione delle imposte, senz copertura finanziaria, alla fine rischiamo di fare la fine dell'Argentina, io questo pericolo lo intuisco molto bene.
Quindi, a mio avviso, o si sterza subito ed in fretta o si và diritti mel baratro.
Poi le misure annunciate sono controverse, ma, a meno che non hai patrimoni miliardari, sono controbilanciate da crescita e riduzione del costo del lavoro.
Logico che non pretendo di farti cambiare idea, ma la verità, purtroppo è questa, e anche se oramai su uno stesso dato vengono date diverse interpretazioni, ogni persona di buon senso capisce che:
Prima si pagano i debiti e poi si costruisce la piscina nel giardino.
Ciao
chiara 06 aprile 2006 00:00
Rispondo alla replica di wrangler, ringraziandolo per l’intervento che, nonostante non mi veda d’accordo dal punto di vista concettuale, denota una conoscenza della tematica di un certo standing. Chiederei cortesemente a tutti voi di uniformarvi agli interventi qualitativi di Wrangler e non cadere nella bieca polemica da quattro soldi o battute da avanspettacolo… per quello ci son già le trasmissioni di Vespa col populista Berlusconi e, cosa ben più grave, l’inetto Prodi.

Vedo di rispondere per punti.

Il riferimento alla tassazione del 12.5% introdotto dal governo PRODI il 1 luglio 1998 (voglio ribadirlo) si riferiva al mercato finanziario in senso stretto (e quindi capital gains) e non monetario.

Per quanto riguarda la Borsa Italiana, l’assenza di tassazione partiva dall’assunto che essendo poco sviluppato il mercato dei capitali italiano, era senz’altro una modalità di incentivo per attrarre investitori stranieri (per la cronaca, leggersi i testi di Oriani – Moroni –Pittaluga).
Parlo di titoli azionari. La tassazione introdotta da Prodi è una bestemmia economica!! Già abbiamo una tassazione elevatissima sul reddito da lavoro e servizi, dobbiamo farci togliere il sangue pure sulle plusvalenze???

Parli di giro contabile nel caso di aumento della tassazione al 20% sui BOT ed aumento del rendimento sui BOT. Appunto stai dicendo la mia stessa cosa, è assolutamente inutile per lo Stato aumentare la tassazione sui BOT!!!!

Non puoi associare capitale di rischio e conseguente tassazione delle plusvalenze ad esso collegate e tassazione del reddito da lavoro. Non puoi concludere che se il lavoro è tassato di più, allora aumentiamo le tasse sulle plusvalenze azionarie… bisogna incentivare gli investimenti azionari, altrimenti è la fine!! Non ti dimenticare questo.

Per quanto riguarda i cosiddetti conti di liquidità, volevo dirti che son correntista sia di Conto Arancio che di Conto Finconsumo, per questo li conosco bene. Non vorrai però paragonare un conto di liquidità ad un investimento azionario od obbligazionario che esso sia!!

Per il resto, ricordati che il Paese sotto il governo Prodi è stato indecente di fronte ad una congiuntura internazionale buona (il governo di centro-destra ha dovuto far fronte ad una situazione molto diversa).

Vorrei ricordare che alcuni esponenti della sinistra tipo Bersani che si son presentati alle Europee prendendo un sacco di soldi.. ed ora dovranno rinunciare all’incarico per presentarsi alle Politiche…ma che serietà è questa??

Non facciamo catasrtofismi ora però. Dico solo che Prodi ci farà pagare più ICI con la rivalutazione degli estimi catastali e più tasse sulle plusvalenze borsistiche e non.

Volete pagare di più?? Io no.
wrangler 06 aprile 2006 00:00
Chiara, la credibilità delle persone si evince da cosa dicono e da cosa fanno, non dalle promesse, come si fà a credere ancora a questi personaggi,gradirei commentassi quanto ti posto sotto con il copia/incolla:
Immagini repertorio dal TG1 11 luglio 2001

GIULIO TREMONTI - Ministro dell'Economia “Privatizzazioni, liberalizzazioni, vendite. Come vede nello Stato c'è molto da vendere, ed è quello che noi vogliamo fare. Questa è l'unica cosa che non bisognerebbe vendere. E' la scrivania di Quintino Sella. Se non centriamo il pareggio nel 2003, io non la occuperò”.


Ridurremo il debito sotto il 100% del Pil entro la legislatura vendendo beni dello Stato"

F.to Silvio Berlusconi

Ballarò il 5 aprile 2005.-
prodi 06 aprile 2006 00:00
le caramelle se le possono comprare con i 200 euro al mese che darò di tasca mia finchè non saranno redditualmente indipendenti
chiara 06 aprile 2006 00:00
Nadia e "preveggente", sto cercando di fare discorsi apolitici e non qualunquismo mediatico, risparmiateci le vostre battute da cabaret bulgaro. Ho affrontato la tematica dell'ICI e tassazione plusvalenze in maniera costruttiva e conoscendo le tematiche. Ergo, vediamo di partecipare al forum con un pizzico di intelligenza.
chiara 06 aprile 2006 00:00
Attuale Proposta Prodi Proposta Berlusconi
ICI prima casa / Con la rivalutazione estimi catastali, ICI più cara ABOLIZIONE ICI prima CASA
ICI seconda casa / Con la rivalutazione estimi catastali, ICI più cara invariata
Tassazione Plusvalenza rendite finanziarie 12.50% 20% 12.50%
Tassazione conti correnti 27% 20% 12.50%
wrangler 06 aprile 2006 00:00
Rispindo a Chiara L'attuale tassazione del 12.5% fu introdotta dal governo Prodi il 1 luglio del 1998, prima di quella data non c'era alcuna tassazione.

Non è corretto, era già stato introdotta prima una tassazione del 6,25%, e poi del 12,5% ma solo sugli interessi, nel 1998 è stato introdotto il capital gain.

L'assenza di tassazione aveva una sua "ratio" storica (attrarre capitali stranieri), in quanto il mercato finanziario italiano era (ed è tutt'ora) piuttosto involuto e microscopico rispetto a quello anglosassone.

Altro errore, gli investitori stranieri sono da sempre lordisti, il mercato intaliano dei titoli di stato MTS è forse il più importante d'Europa.

Ora la storia si ripete e la proposta di aumentare la tassazione è una pura assurdità economica e finanziaria, oltre a servire a ben poco per lo Stato (che si vedrebbe costretto a "rincorrere" gli investitori aumentando parzialmente il rendimento dei titoli, con gravissime conseguenze per i conti pubblici) .

Altro errore, il debito pubblico non ne risente perchè è una partita di giro, almeno per quanto riguarda gli investitori domestici, mentre su emissioni diverse da titoli di stato vi è un'aumento di gettito.

L'aliquota del 20% è assolutamente inaccettabile (così come l'aliquota attuale del 12,5%, gentile omaggio del governo Prodi nel 1998).

La rendita finanziaria è comunque un reddito, ed ha una sua logica di equità nel venire tassata, coi risparmi uno può anche comperare un'immobile per avere un reddito,che viene tassato con l'aliquota Irpef, allora dobbiamo detassare anche quello? o è percepito come un reddito diverso, in molti paesi le rendite ed i capital gain sono inseriti in dichiarazione dei redditi, questa dovrebbe essere la soluzione più equa, ovviamente abbassando le aliquote, ma in questo paese, ci sono 2 cose intoccabili, il segreto bancario e la segretezza degli investimenti, agognamo tutti gli USA, bene informatevi cosa succede là.

Ad onor del vero la tassazione sui conti correnti scenderà al 20% (dal 27%), ma è noto come la giacenza di liquidità sul conto corrente sia minima. Ergo, la diminuzione della tassazione sul conto corrente non serve a nessuno .

Attenta, ci sono anche conti ben remunerati al 2 -2,5% o conti di liquidità tipo Arancio o Santander che avrebbero un grosso vantaggio, è probabile che se si arriva alla riforma, anche gli Istituti di Credito remunerino meglio i CC.

) La "geniale" proposta dell'Unione consiste nell'allineare (quindi aspettiamoci aumenti a due cifre) il valore degli estimi catastali agli effettivi valori di mercato.

La revisione degli estimi dovrebbe essere una cosa quasi automatica, sia al rialzo che al ribasso,seguendo l'andamento del mercato immobiliare, nel programma dell'unione non è abbinata a nessun provvedimento, cosa che invece succede con le rendite finanziarie.

Sulle considerazioni finali, poi è da rilevare che pensare di continuare a:
non crescere
non contenere le spese
non rispettare i parametri
non far diminuire il debito

equivale a distruggere la ricchezza di tutti, i dati sono lì da vedere, e se ancora non te ne sei resa conto ti invito a visitare il sito "www.lavoce.info.it" dove "nella rubrica vero o falso" ti renderai conto in che pericolosa situazione siamo.

Detto questo, sulla tassazione delle rendite, io sono molto critico, pur tuttavia se si fanno bene i calcoli,e se si riesce ad abbassare il costo del lavoro e a far ripartire la crescita, i benefici sarebbero di gran lunga superiori al sacrificio.

Sulle promesse elettorali, tipo ICI o 3000 euro all'anno per ogni nato, occorre fare molto attenzione, un paese che ha un rapporto deficit/pil al 4,1% (dato di ieri) che tendenzialmente vola verso il 5%, prima di rinunciare a qualsiasi entrata dovrebbe pensarci molto bene.
Anche a me piacerebbe che mi togliessero tutte le tasse e che magari mi ridessero il 12% sui titoli di stato, ma, pur nella mia enorme ignoranza, capisco che non è molto fattibile.
Magari oggi il Presidente del Consiglio però annuncerà proprio questo.








Preveggente 06 aprile 2006 00:00
In aggiunta alle altre promesse, pare che saranno garantite caramelle e cioccolatini a prezzo ridotto per tutti i cittadini fra i 13 ed i 18 anni (quelli che voteranno al prossimo giro),
mentre da subito saranno gratis per gli... allegrotti che già votano ora (se cambieranno schieramento)

...... eheheheheheehehe.......
beppe 06 aprile 2006 00:00
Per quanto mi riguarda avendo un reddito sotto lordo sotto i 26000 euro,e di tanto sotto, io ci ho guadagnato quando ho compilato il 730 negli ultimi anni! con il meccanismo dei 7500 euro di salvaguardia...
e poi mi sembra giusto ( e non come voleva fare il premier) che chi guadagna oltre i 100.000 euro paghi il 43% e non il 33% .
In pratica chi è un operaio/impiegato di reddito basso chi ci ha guadagnato ... chi è ricco è giusto che paghi e non come voleva fare lui...


wrangler 07 aprile 2006 00:00
Alex, io faccio il pendolo, perchè non ho nè ideologia nè idolatria, e cerco di capire chi può fare meno danni, come vedi però, per ora, non ho mai sbagliato un colpo.
Avrei continuato a votare la CDL, se le cose fossero andate bene.
La Rosa nel Pugno mi piace perchè mi sembra la vera novità, non condivido tutte le loro idee, ma molte si.
E poi fanno da contraltare agli estremisti di sinistra.
Per ritornare al discorso, a me poco importa che governino destra o sinistra ma che governino bene, Prodi ci ha fatto entrare in Europa e credo che questo sia un grande merito, poi il debito era sotto controllo e diminuiva, nel 2001 ho sperato che la destra facesse la destra, e quindi mi aspettavo una buona legge sull'immigrazione, un taglio della spesa pubblica, una riforma delle pensioni più incisa, e invece spesso ha fatto il contrario.Le leggi ad personam poi non sono un'invenzione, poi, a mio avviso, solo per il fatto di aver cambiato la legge elettorale è da punire.
Sulle imposte poi, è evidente che un pò di riduzione delle imposte dirette c'è stata, ma l'aumento delle indirette ha vanificato il primo effetto, infatti la pressione fiscale si è ridotta di molto poco.
E comunque io mi riferivo agli annunci attuali di riduzione, come si fà a pensare di abbassare le tasse con la spesa fuori controllo (il 5% lo dicono le agenzie di rating) stamattina il Presidente del Consiglio ha annunciato che vuole abolire la tassa sui rifiuti.
Siamo sempre più nella fiaba di "Alice nel paese delle Meraviglie"
Infine sulla precarietà del lavoro, o vivi in un'altro paese oppure non ti accorgi di quello che avviene attorno a te, io ho una figlia di 26 anni che, fortunatamente, ha un lavoro a tempo indeterminato, ma dove lavora lei il 100% delle assunzioni è a tempo determinato, poi accade che li ricattino per rinnovagli il periodo o che li licenziano.
Va bene un periodo di 6 - 8 mesi, ma mica si può rinnovare un contratto di 6 mesi per 5 o 6 volte, o mi sbaglio?
Anch'io nel mio studio, ho assunto un ragazzo con un contratto a 6 mesi, ma poi vedendo che era bravo, gliel'ho trasformato a tempo indeterminato, passandolo anche di categoria, sono forse matto?
Alex 07 aprile 2006 00:00
"poi il debito era sotto controllo e diminuiva"

non discuto le tue idee politiche, ma questa affermazione sì. In un contesto favorevole i conti erano già fuori dai parametri ed il debito era stato ridotto solo con le privatizzazioni.

"solo per il fatto di aver cambiato la legge elettorale è da punire."
Ok.. ma perchè? Questa legge è migliore della precedente, fornisce un premio di maggioranza ed il peso dei singoli partiti è deciso dai cittadini; inoltre in questo modo vengono evitati i pessimi "patti di desistenza". E' vero mancano le preferenze, ma anche con la legge precedente non si sceglieva nulla visto che i candidati erano decisi da patti (anche di desistenza) tra gli alleati.

"infatti la pressione fiscale si è ridotta di molto poco"
Vero, ma qualcuno nega che sia stata ridotta. E' poi ovvio che la stasi economica non ha consentito di fare di più.

"come si fà a pensare di abbassare le tasse con la spesa fuori controllo "
Dillo anche a Prodi che con la proposta sul cuneo fiscale (che tanto non realizzerà) prevede una spesa di 10 miliardi di euro. Tagliare l'ici sulla prima casa costa "solo" 2,5 miliardi.

Sul lavoro precario si può intervenire senza abolire la legge Biagi (comunque ti ricordo che i co.co.co. non sono stati introdotti dal governo di centrodestra, che ha invece aumentato la contribuzione per queste categorie); è positiva la proposta di rendere meno conveniente economicamente il lavoro precario.

"sono forse matto?"
Se non hai telefonato in diretta radiofonica a Prodi per dirgli che il suo eventuale governo durerà poco credo di no! :-)
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