beppe
11 aprile 2006 00:00
alla fine i c...ni sono uguali alle teste di c...o , indi non si non sino raddoppiati come si pensava :p alla prossima tornata elettorale, tra qualche mese :)
Alex
11 aprile 2006 00:00
A cosa servono?
A riempire le pagine dei giornali ed a fare propaganda.
Il bello è che tutti i sondaggi italiani parlavano di un 53-46 e davano del matto (con accuse anche molto più gravi) ai sondaggisti americani che avevano previsto una possibile vittoria della Cdl in caso di superamento dell'82% di votanti.
Chi ci è andato più vicino?
Paolo 1
11 aprile 2006 00:00
I sondaggi servono a dar da mangiare ai sondaggisti.
Era screditati gia' da un secolo quando negli USA fecero per primo un bel sondaggio elettorale per telefono, pero' non tennero presente che il telefono allora lo avevano solo i ricchi cosi' previdero la vittoria dei repubblicani mentre vinsero i democratici.
Da allora e' andata quasi sempre cosi', in Italia piu' volte negli anni Novanta, di recente nelle elezioni "palestinesi" (40% ad Al fatah, 30% ad hamas, il resto indecisi, e invece il resto era per Hamas).
Giuseppe P.
11 aprile 2006 00:00
Non solo dovremmo chiederci a cosa servono, ma dovremmo riflettere anche sull'auditel che su un panel avrebbe la presunzione di misurare "cosa guardano i 50 milioni di italiani".
Si proprio quelle cifre per le quali si combattono guerre verbali fino allo sfinimento. Le cifre sulle quali Maurizio Costanzo basa la sua esistenza e la sua vita sessuale.
Reset
12 aprile 2006 00:00
Intervengo solo per dire che le teste di c...o entrano pur da qualche parte. I co...ni, beh, quelli ne restano sempre fuori!!
Pietro
21 aprile 2006 00:00
Salve,
a seguito della dichiarazione di fallimento dell’ALLAXIA spa con sede in Via Val Formazza nr. 10, Milano (sentenza nr. 116/2006 del 9 Febbraio 2006 del Tribunale di Milano) mi chiedo come mai questo fallimento multimilionario (si parla di un passivo di qualche decina di milioni di Euro !!!) non abbia avuto alcuna copertura da parte della stampa (sia di cronaca, che specializzata in argomenti di natura finanziaria).
Sicuramente d’interesse è il fatto che la società ALLAXIA era gestita dal pluri fallito Raffaele IACOVELLI (nato a Bari il 18/08/1955) il quale, già autore del fallimento delle ditte: SISTEMI – SOCIETA’ MERIDIONALE PER L’INFORMATICA spa, REA BA/234169; ISTITUTO SERVIZI INFORMATICI SALENTO srl, REA LE/151806 e ISTITUTO DI VIGILANZA “LA LINCE” srl REA BR/42673; in qualità di Presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’ALLAXIA assieme al suo “braccio destro” Gian Paolo BONANOMI (nato a Como 05/11/1949) Consigliere d’Amministrazione ed alla moglie (di fatto direttore generale dell’ALLAXIA) ha causato questo nuovo fallimento.
Si dice che il IACOVELLI, assieme al BONANOMI, abbia depauperato le casse dell’ALLAXIA di parecchi milioni di Euro, portandoli all’estero.
E’ inoltre interessante capire di quali protezioni politiche ed economiche godevano il duo IACOVELLI/BONANOMI i quali (nonostante non avessero gli obbligatori requisiti morali previsti dall’art. 75 del DPR 554/1999 e dall’art. 2 del DPR 412/2000) si sono “aggiudicati” gli “exit poll” delle elezioni politiche del 2001.
Certo che affronterete l’argomento con la giusta incisività, Vi saluto cordialmente.
Un imprenditore “truffato”.
Pietro Salviato