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Berlusconi e le tasse: non metteremo le mani in tasca agli italiani. Siamo il terzo Paese per le tasse
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Comunicato di Primo Mastrantoni
16 dicembre 2010 13:29
 
 "Non metteremo le mani in tasca agli italiani", "ridurremo le aliquote al 23 e 33%". Queste le promesse dell'attuale presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in materia di fisco che sono state prontamente smentite dall'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che raggruppa 33 Paesi industrializzati. Siamo il terzo Paese per le tasse, 43,5%, dopo la Danimarca e la Svezia. Ovviamente, non possiamo paragonare le strutture e i servizi dei due Paesi nordici con quelli dell'Italia, cosi' il contribuente deve sobbarcarsi i costi aggiuntivi dovuti all'inefficacia e inefficienza dei servizi pubblici. Per esempio se non funzionano i trasporti pubblici il cittadino dovra' sobbarcarsi l'onere di utilizzare quello privato. In questo senso la "tassazione" del disservizio si aggiunge al 43,5% della fiscalita'. Al presidente del Consiglio Berlusconi potremmo cantare la famosa canzone di Mina: parole, parole, parole.
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