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Finanziamenti editoria. Tutti alla corte del re... che e' buono e premia le corporazioni
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Comunicato di Vincenzo Donvito
9 dicembre 2009 14:20
 
Grazie alla mediazione del presidente della Camera, Gianfranco Fini, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha garantito alcune testate giornalistiche preoccupate dal taglio dei fondi pubblici previsto in Finanziaria, che non sara' cosi' e a fine mese, o al massimo a fine gennaio, i finanziamenti verranno ripristinati.
Il ministro Tremonti ha sottolineato che si tratta di ripristinare solo i soldi per coloro che gia' li prendono e un disboscamento dell'attuale selva. A fare pressione sul presidente Fini c'erano i quotidiani 'Europa', 'l'Unita'', 'Secolo', 'Liberazione' e mancava per un imprevisto 'La Padania'. Cosa il ministro intendesse per 'disboscamento' non e' dato sapere, ma visto come il Parlamento si muove in merito, non e' da escludere che si tratta di un provvedimento per salvare la corporazione dei gia' garantiti, editori e giornalisti in questo caso: se le regole ci sono, che bisogno c'e' di parlare di 'disboscamento' e non di applicazione delle stesse?
Sintomatico, come gia' per altre questioni rimaste fuori dall'attuale Finanziaria, il fatto che i soldi vengono trovati in questa sorta di orgia di 'finanziaria continua': 'milleproroghe' a fine dicembre, 'decreto sviluppo' a fine gennaio, 'chissa' cosa' a fine febbraio, etc., cioe' l'uso della spesa pubblica alla bisogna rispetto alle istanze delle varie corporazioni, prendendo soldi come se si avesse a disposizione un pozzo senza fondo pieno di banconote, senza una programmazione e quindi tetti, limiti, priorita', tagli.
Nel nostro caso si tratta di giornali che i lettori acquistano poco e che non vengono gestiti in modo imprenditoriale positivo dai loro editori, tant'e' che senza i soldi di Stato chiuderebbero. E non sono solo quelli che erano oggi col cappello in mano a chiedere la mediazione del presidente Fini, perche' i soldi li prendono tutti, anche inventandosi di essere organi di partiti fantasma o sulla carta solo per prendere quei soldi.
E questa sarebbe l'Italia della ripresa, dell'economia che marcia? No! E' l'Italia che arranca e sopravvive. Cosi' come verra' fatta rientrare dalla finestra la 'Banca del Mezzogiorno spa' (ci pare a fine gennaio) dopo che ne era stata bocciata l'istituzione, oggi si fa altrettanto per i giornali, domani per il resto.
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