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Mare e pesca. L'italiota propensione alle deroghe. Appello ai consumatori
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Comunicato di Primo Mastrantoni
31 maggio 2010 13:23
 
  Grande allarme per l'attuazione del Regolamento Mediterraneo, varato 4 anni fa, dopo lungi periodi di discussione in sede comunitaria, per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'antico Mare Nostrum. Il Regolamento prevede maglie piu' larghe per le reti e un ampliamento della zona interdetta alla pesca. Il tutto per proteggere gli organismi marini piu' piccoli che, tra l'altro, sono di nutrimento per altre specie. A ridosso dell'entrata in vigore del Regolamento, che ricordiamo e' di 4 anni fa, ecco che, con italiota abitudine, ne chiediamo una deroga. Vecchia e pessima abitudine: si vara una norma e subito se ne chiede una deroga. Non si mangeranno piu' seppie, calamari e gamberi? Non e' cosi': invece che in formato mignon saranno un po' piu' grandi. Tutto qui. Vale la pena per tutelare il Mare Nostrum da decenni di pesca distruttiva? Crediamo proprio di si'.
Ai consumatori chiediamo di rifiutare le proposte di piatti a base di seppioline, gamberetti e calamaretti. Il mare e' appunto... nostrum. Tutelarlo e' anche compito... nostrum.
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