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Patronati. A che servono se c'e' l'INPS con i suoi 30mila impiegati?
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Comunicato di Primo Mastrantoni
1 dicembre 2014 9:12
 
 Raggiunta l'eta' della pensione ci si rivolge all'Inps per il disbrigo delle pratiche. Come fare? Due le soluzioni suggerite dai solerti funzionari: rivolgersi ad un patronato o effettuare le operazioni tramite sistemi elettronici. Questa seconda soluzione ha difficoltà attuative perche' i pensionabili hanno difficolta' tecniche e, anche, perche' le modalita' non sono cosi' semplici. Piu' semplice e' rivolgersi ai patronati che faranno tutte le pratiche per nostro conto, ma il servizio non e' gratuito, infatti, occorre iscriversi al sindacato, od organizzazione di riferimento, versando, subito, una quota di iscrizione o dare un contributo, successivamente, tramite prelievo mensile sulla pensione, contributo che in pratica dura tutta la vita. Oltre a questi soldi il patronato riceve per ogni pratica evasa un versamento dal Fondo Patronati, alimentato dal contributo dello 0,22% prelevato dai salari dei lavoratori dipendenti. Insomma si paga due volte: una con il contributo sindacale o associativo e un'altro con il prelievo sul salario che alimenta il Fondo Patronati di ben 430 milioni di euro.
Non sarebbe piu' semplice che gli attuali 30mila impiegati Inps svolgessero il lavoro per cui sono pagati espletando le pratiche pensionistiche e facendo risparmiare al cittadino contribuente?
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