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Riforma professione forense e minimi tariffari: il ritorno del corporativismo. Autodenuncia preventiva.
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Comunicato di Alessandro Gallucci
22 ottobre 2010 14:56
 
 Lo scorso 20 ottobre, nell’ambito della riforma della professione forense, e’ stata approvata in Senato una norma che in un solo colpo spazza via il cosi’ detto patto di quota lite e reintroduce i minimi tariffari. Si eliminano quindi i piccoli benefici delle timidissime liberalizzazioni contenute nei decreti Bersani.
Si tratta d’una scelta sbagliata che sara’ in grado di generare solamente illegalita’. Il danno piu’ immediato ed evidente e’ per i consumatori che non avranno piu’ la liberta’ di concordare con il proprio avvocato il compenso per l’incarico che questo andra’ a svolgere. Non si comprende quale possa essere il nesso tra tariffe minime imposte per legge e qualita’ del servizio offerto. E’ fuorviante dire che cosi’ cesseranno gli svilimenti della professione. Al contrario si produrra’ un livellamento verso il basso per cui chi lavora male continuera’ a farlo e si aggiornera’ sempre di meno (a meno che non si voglia credere alla favola dei crediti formativi quale garanzia di preparazione). La beffa e’ anche per tutti quei professionisti che dietro la scure delle sanzioni dell’Ordine di appartenenza saranno costretti, per restare sul mercato, a escogitare sotterfugi per non applicare la legge e non essere sanzionati. Una norma, quindi, che sara’ in grado di generare illegalita’. La riforma e’ un regalo -inutile- a quelle corporazioni che tutto vogliono purche’ riportare l’avvocatura nell’ambito che le e’ proprio: le professioni liberali. La riforma, fortunatamente, non e’ ancora definitiva. Dopo l’esame del Senato dovra’ essere approvata dalla Camera per diventare legge. Oggi, quindi, e’ ancora possibile usufruire dei benefici introdotti dalla legge Bersani.
E' bene ricordare che l'Aduc, in collaborazione con la sen.Donatella Poretti, ha gia' proposto in Senato un disegno di legge sull'innalzamento dell'attuale valore (516 euro) entro cui una persona in giudizio puo' assistersi da sola, valore stabilito nel 1991 e mai modificato. Un metodo che condurrebbe giustizia e difesa a portata di chiunque, rispetto ad una situazione che oggi impone alla maggior parte dei cittadini in qualche modo civilmente offesi, a rinunciare a ricorrere in giudizio perche' i costi dell'assistenza legale quasi sempre sono maggiori di quelli della causa.
Se questa proposta dovesse diventare legge, io e i miei colleghi legali dell’Aduc ci opporremmo all’applicazione di norme illiberali e fortemente limitative delle liberta’ individuali, continuando ad applicare l’attuale legislazione. L’auspicio e’ che tanti altri avvocati, vincendo la paura della corporazione aderiscano alla nostra iniziativa.
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