testata ADUC
Telecom-Metroweb. No alle posizioni dominanti, si' al mercato
Scarica e stampa il PDF
Comunicato di Vincenzo Donvito
1 dicembre 2014 11:28
 
 L'acquisto della quota azionaria di maggioranza (1) di Metroweb Italia da parte di Telecom Italia, da tempo e da piu' parti paventata come probabile, non servira' ad incrementare il mercato delle tlc, sempre -ovviamente- se parliamo d mercato libero e concorrenziale. Si configurerebbe una situazione di ulteriore posizione dominante di mercato da parte di Telecom Italia, con i consueti risvolti negativi -qualita' e costi- per un consumatore finale, che, gia' oggi, e' vittima di pratiche commerciali scorrette molto diffuse.
Metroweb Italia affitta fibra spenta (Ftth - 2) fino al consumatore finale a velocita' notevoli (si parla di 300 Mbps in download), a differenza della fibra spenta che arriva fino agli armadietti di strada (Fttc - 3), che poi collegano con il rame i consumatori finali, con una velocita' di 30-70 Mbps.
La preoccupazione che un Metroweb a guida Telecom Italia possa inibire e soffocare il mercato, e' stata anche oggetto di una lettera di Vodafone Italia all'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust): Vodafone -e non solo, aggiungiamo noi- “si ritroverebbe improvvisamente a non avere piu' come partner commerciale un fornitore indipendente di rete, ma il proprio principale concorrente”; “non puo' escludersi che Telecom possa avere interesse ad acquisire Metroweb Italia per poi rallentare e finanche abbandonare lo sviluppo della rete Ftth a favore della propria rete Fttc, che si basa sulla rete in rame esistente sulla sua proprieta'”.
Tante volte un consumatore finale si e' trovato davanti a problemi di linea e di attivazione della stessa, perche' il proprio gestore non-Telecom ha enormi difficolta' dovendo dipendere dalla rete Telecom, e dalla scontata priorita' che questo gestore da' ai suoi clienti diretti rispetto a quelli dei propri concorrenti. Nodo non ancora risolto, a cui se aggiungiamo Metroweb diventa ancora piu' stretto nelle mani di Telecom.
Un problema molto diffuso nel passaggio della nostra economia dal monopolio al mercato, passaggio in cui le varie Autorita' dovrebbero garantirne il percorso, ma che e' talmente perdurante e irto di nuovi e “inaspettati” ostacoli (come quello di oggi) che viene sovente il dubbio dell'esistenza di una reale volonta' politica in merito. Citiamo solo altri due esempi:
- la Rai, che percepisce l'imposta/canone/abbonamento e che, per tutto -incluso il mercato pubblicitario-, e' in concorrenza con le altre radio e tv locali e nazionali;
- l'Enel, proprietaria di tutti gli impianti elettrici, che nel mercato libero dispone di un proprio gestore in concorrenza con gli altri.
Se in diversi credono che il mercato e la concorrenza siano il nostro futuro, sarebbe importante non restare inerti di fronte a questa vicenda. E non si tratta di inibire la liberta' imprenditoriale di Telecom Italia, ma semplicemente consentire che nel nostro Paese si modelli un mercato libero e non in mano ai piu' forti che, non a caso, sono ex-monopolisti in attuale posizione dominante di mercato.

(1) 53,8% in mano a F2i – Fondi italiani per le Infrastrutture, che, al momento, sembra non abbia ancora deciso se vendere o meno o cedere solo una parte della quota
(2) Ftth – Fiber-to-the-home
(3) Fttc - Fiber-to-the-cabinet o Fiber-to-the-curb
Pubblicato in:
 
 
COMUNICATI IN EVIDENZA
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori