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 ITALIA - ITALIA - Veronesi: l'utero in affitto è atto d'amore
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16 febbraio 2010 10:40
 
  L'utero in affitto? 'Puo' essere un atto d'amore', per Umberto Veronesi, che cosi' lo ha definito commentando la vicenda narrata in 'Tu dentro di me', romanzo di Emilia Costantini (Aliberti editore; 160 pp, 16 euro) presentato questa sera a Milano.
La storia e' di quelle al limite del possibile: la vicenda di una quarantenne giornalista di successo che si innamora ricambiata di un ragazzo di 20 anni, prima di scoprire che lui e' suo figlio 'genetico'. L'oncologo milanese lo ha commentato ricordando di aver vissuto l' esperienza di due sorelle, una delle quali concesse all'altra, che non poteva avere figli, la possibilita' 'come atto d'amore' di accoglierne l'embrione nel suo grembo.
'Ed e' stata una cosa assolutamente naturale - ha detto Veronesi - il bambino e' nato e cresciuto bene, circondato dall'amore di entrambe. Qui - osserva l'oncologo - non c'e' dilemma vero. Il dramma si annulla. E' la legge italiana che nega nei fatti questa possibilita', perche' per legge e' madre solo colei che partorisce'.
Entrando nel merito della legge 40, poi, l'oncologo milanese ha detto che essa 'e' priva di senso laddove vieta l'analisi preimpianto, che si fa proprio per valutare lo stato di salute degli embrioni ed evitare la possibilita' di un aborto, che e' sempre un dramma. E l'accusa di eugenetica e' ridicola!'.
Ma e' senza senso anche la limitazione di tre embrioni all'impianto: 'Possono essere tanti e possono essere pochi. Il fatto e' che nel porre questo limite non si e' guardato all' interesse della donna, ma la preoccupazione era mettere un limite agli embrioni sovrannumerari, per impedirne l'utilizzare per la ricerca'.
Il secondo problema del libro e' l'incesto. 'E anche questo - dice Veronesi - e' un problema creato dagli uomini: fra gli animali non esiste questo problema e nemmeno esisteva nell'uomo primitivo. Fu poi la comunita' sacerdotale a capire che la famiglia correva grandi rischi con la possibilita' che il padre e il figlio entrassero in conflitto per conquistare la madre. E fu per questo che venne introdotta questa regola nella cultura dell'uomo'.
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