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 ITALIA - ITALIA - Antonio Martino contro la manovra economica 'socialista'
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17 agosto 2011 9:08
 
Non riduce le tasse, non rilancia la produttivita', ovvero "non serve a nulla". Il parlamentare del Pdl Antonio Martino, ex ministro e tra i fondatori di Forza Italia, ripete che la manovra economica va riscritta di sana pianta, perche' "la maggior parte delle spese -dice in un'intervista al 'Messaggero'- se non si cambia la legislazione, contueranno a crescere per conto loro.
L'Italia, percio', non ha bisogno di manovre ma di riforme". L'anno passato la spesa pubblica e' arrivata al 51,6% del reddito nazionale.
"Non esiste al mondo nessun Paese -osserva Martino- che sia cresciuto quando la spesa pubblica supera il 40%".
Se l'impianto dell'intervento finanziario previsto dal governo non cambiera', Martino evoca la marcia anti-fisco che si svolse a Torino il 23 novembre di 25 anni fa. "Se il governo fa passare la manovra cosi com'e' -avverte l'esponente del Pdl- l'anniversario della manifestazione del 1986 lo organizzeremo a Roma e ci saranno mezzo milione di persone in piazza". La responsabilita' della manovra, prosegue Martino, "non e' tutta di Tremonti, per niente di Berlusconi, molto della Bce e della Banca d'Italia".
Il Pdl l'ha accettata "perche' e' pieno di socialisti: Frattini, Brunetta, Sacconi, Cicchitto. Tremonti, anche se lui dice di no. Noi volevamo fare un partito liberale di massa e ci siamo ritrovati un partito socialista di Carrara". A Berlusconi, rivela infine l'ex ministro, "recentemente ho detto: non puoi finire consumato lentamente in questo modo". Quindi sarebbe meglio se lasciasse? "Gliel'ho detto: proponi una delle grandi riforme che ha sempre promesso e, se te la bocciano, te ne vai".
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