Conclusa la III Conferencia Latinoamericana sobre Políticas de Drogas
Con un appello ad andare oltre le politiche sulle droghe della regione, si e' e' conclusa la III Conferencia Latinoamericana sobre Políticas de Drogas, che si e' tenuta il 13 e 14 settembre a Citta' del Messico.Nelle conclusioni, Pablo Cymmerman, del Comité Organizador y de Intercambios, ha detto: “L'America Latina ha una grande esperienza accumulata nelle lotte per i diritti umani contro il terrorismo di Stato, da parte delle organizzazioni dei popoli indigeni e per il diritto alla terra”, ed ha fatto appello a coordinarsi con le organizzazioni comunitarie e i movimenti di base “per invertire la colpevolizzazione” e utilizzare gli strumenti regionali contro UNASUR, MERCOSUR e ALBA, “per porre nell'agenda politica dell'America Latina i necessari cambiamenti alle politiche sulle droghe”.
Nei due giorni della Conferenza in cui hanno partecipato una trentina di esperti e funzionari della regione, e' stato confermato l'appoggio alle strategie di riduzione del danno, cioe' non obbligare le persone che non chiedono e non vogliono rinunciare al consumo, senza offrire loro aiuti per la salute.
Sulla violenza in Messico e altri Paesi della regione grazie all'ingerenza militare nelle azioni antidroga, si e' dibattutto sulla depenalizzazione e sulle politiche integrate coi territori che ne sono colpiti, si' da porre un limite alle azioni repressive che servono solo ad incrementare il numero di morti e feriti.
“Le prime vittime della guerra contro la droga sono i consumatori di droga” e' stato indicato in un documento.
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