Martedì 9 giugno 2026
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Fine vita: ass.Coscioni consegna al Senato 74 mila firme per pdl

U.E. - ITALIA
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Mentre al Senato sono appena cominciate le audizioni sul disegno di legge sul fine vita (chieste per valutare la conformità del ddl alle indicazioni della Consulta), l'associazione Luca Coscioni ha depositato, proprio al Senato, le firme raccolte per la proposta di legge di iniziativa popolare per legalizzare tutte le scelte di fine vita, compresa l'eutanasia attiva.
Sono circa 74 mila, secondo i promotori. "In queste scatole ci sono le 17 mila firme cartacee che abbiamo raccolto, le altre on line sono su una chiavetta", ha spiegato Marco Cappato, tesoriere dell'associazione al Senato insieme a una delegazione della Coscioni tra cui la segretaria nazionale Filomena Gallo.    
"L'obiettivo della nostra proposta di legge è disciplinare le condizioni e le procedure per richiedere assistenza per porre fine volontariamente alla propria vita - spiegano i promotori - anche con l'aiuto attivo del personale sanitario, nel rispetto della dignità umana e dell'autodeterminazione, eliminando l'attuale discriminazione tra persone malate dipendenti e non dipendenti da trattamenti di sostegno vitale".
E aggiungono: "La legge prevede la presa in carico da parte del Servizio sanitario nazionale, con conclusione delle verifiche entro 30 giorni dalla richiesta e la possibilità per i medici di partecipare su base volontaria. In tutta Italia il suicidio assistito è già legale, a determinate condizioni, grazie alla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale sul caso Cappato-dj Fabo, ma mancano procedure e tempi certi, e ci sono persone che hanno atteso anche due o tre anni prima di ottenere una risposta. Alcuni pazienti, inoltre, sono discriminati perché, a causa delle loro patologie, non sono in grado di autosomministrarsi il farmaco letale. Oggi si chiede di estendere il diritto anche all'eutanasia per mano di un medico. In contrasto, la proposta di legge presentata dal Governo punta a restringere il più possibile, fino a di fatto a cancellare, le possibilità di ottenere l'aiuto alla morte volontaria, riducendo drasticamente la platea potenziale degli aventi diritto". (ANSA)
 
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