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Canada. Ministero Giustizia: sull'eutanasia le leggi non sono al passo con i tempi
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Articolo di Pietro Yates Moretti
2 agosto 2006 0:00
 
Una proposta di legge presentata lo scorso dicembre dalla deputata del Bloc Quebecois Francine Lalonde aveva introdotto il tema del suicidio assistito nell'agenda parlamentare, ma il dibattito era stato poi rimandato per le elezioni federali di gennaio. Con il supporto di molti parlamentari, la deputata e' ora determinata a rimettere la questione sul tavolo.
"Avendo visto quello che accade in altri Paesi, e' importante aprire un dibattito, un ampio dibattito fra la gente", ha detto Lalonde, appena ritornata da un viaggio in Belgio, dove il suicidio assistito e' legale da tre anni.
Lalonde, che si e' avvalsa di numerosi legali canadesi e stranieri, ha intenzione di apporre alcune modifiche alla sua proposta legislativa, sperando cosi' di andare incontro alle preoccupazioni espresse da alcuni suoi colleghi.
Ha detto che questo importante tema e' stato lasciato a se stesso per troppo tempo in Canada, in parte per i pochi precedenti internazionali, ma anche per la mancanza di coraggio politico.
Secondo alcuni documenti ottenuti da Sun Media, il ministero della Giustizia avrebbe raccomandato al Governo di aggiornare le leggi in materia, in quanto non al passo con la giurisprudenza. In particolare, il ministero avrebbe documentato alcuni casi di "eutanasia passiva" legalmente permissibile in cui i medici hanno cessato il trattamento di sostentamento vitale o hanno somministrato dosi di antidolorifici che hanno accelerato il processo di morte.
Secondo il rapporto del ministero della Giustizia, il confine fra legalita' ed illegalita' non e' cosi' determinato quando una medicina viene somministrata con l'intento di causare la morte invece di alleviare il dolore. I documenti rivelano anche che i canadesi sono "molto interessati" al dibattito sulle decisioni di fine vita.
Don Babey, direttore esecutivo di Dying With Dignity, ha detto che il suicidio medicalmente assistito e' gia' praticato clandestinamente in quanto considerato un crimine dalla legge. Secondo un altro rapporto almeno il 15% dei medici di Manitoba hanno almeno una volta somministrato dosi letali di antidolorifici. Secondo Babey la percentuale potrebbe essere ancora piu' alta a livello nazionale. "Dovrebbe esistere un meccanismo adeguato che permetta ai medici di farlo legalmente". Senza la possibilita' di praticare il suicidio assistito legalmente, sostiene Babey, alcuni pazienti tentano il suicidio senza successo finendo col peggiorare la loro situazione. Altri provano mezzi violenti per togliersi la vita, come le armi da fuoco o gettandosi dalla finestra.
Ma per Joseph Ayoub, un oncologo che insegna etica medica all'Universita' di Montreal, le associazioni di medici sono contrarie al suicidio assistito perche' colpisce la dignita' umana. "ll suicidio assistito non onora la dignita' umana. Specialmente oggi nell'era moderna della medicina quando esistono i mezzi per guarire un paziente fisicamente e psicologicamente".
Secondo Ayoub, che dice di vedere la medicina con una prospettiva cristiana, prescrivere medicinali per eliminare una vita non puo' essere eticamente giustificabile e apre le porte all'effetto valanga. "Prima cominci con i pazienti con malattie gravissime terminali come il cancro, poi arrivi ai disabili, poi ai bambini handicappati e agli anziani nelle case di cura. Potrebbe divenire una vera e propria selezione di persone da eliminare".
Mike Storeshaw, portavoce del ministro della Giustizia Vic Toewes, ha detto che i Tories non hanno intenzione di cambiare la legge nell'immediato. "Aprire il dibattito non e' una priorita' per il Governo", ha detto, aggiungendo che i deputati Tory sarebbero lasciati liberi di votare secondo coscienza se si giungesse ad un voto sulla questione.
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